A2A: al test dei massimi! 
Finanza/Economia / 14 gennaio 2017

Il titolo A2A, qui rappresentato su grafico Daily, mostra palesemente come le quotazioni siano in prossimità dei massimi dei periodo. Il titolo A2A, qui rappresentato su grafico Daily, mostra palesemente come le quotazioni siano in prossimità dei massimi dei periodo. Dopo un 2016, caratterizzato da alti e bassi, il titolo ha chiuso in positivo la sua performance annuale. A tal proposito, è da notare come nella prima parte dello scorso anno, il titolo abbia accusato in maniera evidente le vendite con una discesa importente dei prezzi addirittura sotto quota 1€! Bene, da lì sono ripartiti gli acquisti, che hanno riportato il sereno sul titolo durante tutto il resto dell’anno, facendo segnare alla fine dello stesso un “+” sulla performance annuale. Dove si trovano adesso le quotazioni? Come detto poco fa, i prezzi sono in area di Massimi di Periodo e diventa molto interessante seguire l’evoluzione futura. Un eventuale break rialzista di area 1.275-1.28€, porterebbe positività ulteriore, generando slancio con primo target rialzista in area 1.31€ prima e 1.36€ poi. Al contrario un Falso breakout di questi massimi, genererebbe un potenziale segnale di inversione ribassista con possibili target in area 1.225€ prima e 1.19€ poi. Per poter tentare di cogliere queste…

Trading mordi e fuggi: Intesa Sanpaolo 
Finanza/Economia / 14 gennaio 2017

Intesa Sanpaolo entrerà in fase di completamento nei giorni 16 e 17 gennaio prossimi. Secondo il nostro metodo di conteggio ciclico ShoTrading (impulsi di brevissimo e cicli di breve) Intesa Sanpaolo entrerà in fase di completamento nei giorni 16 e 17 gennaio prossimi. Da osservare in quei giorni area 2,48-2,50 in quanto in caso di attacco sopra questi livelli potremmo avere un segnale di acquisto per operatività da “mordi e fuggi” veloce. Al momento non abbiamo ancora un vero e proprio segnale attivo, in quanto mancano i movimenti da qui a lunedì prossimo per completare il conteggio ciclico. Se ci saranno le condizioni tecniche, identificheremo nei primi giorni della settimana prossima il preciso livello al superamento del quale scatterà il segnale (che non va anticipato in quanto al momento il titolo rimane in trend neutral-negativo di breve-brevissimo).  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Ftse Mib in laterale
Finanza/Economia / 14 gennaio 2017

Quasi di colpo sull’indice Ftse Mib siamo passati da una fase direzionale a una laterale che dura ormai da dodici giorni e riporta una media di prezzi di circa 19.360 punti. Quasi di colpo sull’indice Ftse Mib siamo passati da una fase direzionale a una laterale che dura ormai da dodici giorni e riporta una media di prezzi di circa 19.360 punti (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero. Quanto accade è del tutto “razionale”, se si considera che il movimento direzionale, che ha tenuto banco dal 28 novembre scorso, era ovviamente destinato a finire e la lateralizzazione, essendo in se stessa un processo accumulativo e/o distributivo è quel che normalmente serve per preparare il movimento successivo. In quale direzione si presenterà tale nuovo trend di breve? Il grafico induce a pensare che la prossima grande direzione dovrebbe essere al ribasso. E’ difficile infatti intravedere qualcosa di diverso nell’intera configurazione che, con le sue varie tornate, si è sviluppata dai minimi di 14.990 punti del 27 giugno 2016 sino all’ attuale area di massimi. Sembra in effetti una classica configurazione di rimbalzo A-B-C con tanto di accelerazione finale (Figura 2). Figura 2. Future FtseMib40 – grafico giornaliero con…

Toro in pausa a Wall Street
Finanza/Economia / 14 gennaio 2017

Ormai il principale market mover del mercati è diventato Donald Trump. Ormai il principale market mover del mercati è diventato Donald Trump. E se ancora ce ne fosse stato bisogno, se ne è avuta conferma mercoledì sera in occasione dell’attesissima conferenza stampa, che ha generato grande volatilità non tanto per quanto è stato detto dal neopresidente, ma per quanto ha “tralasciato”. Gli operatori speravano di avere indicazioni utili sui punti salienti del suo piano economico, ma Trump ha preferito glissare, concentrando i suoi attacchi sulle compagnie farmaceutiche accusate di imporre prezzi troppo alti e soprattutto di produrre al di fuori dei confini Usa. A scopo illustrativo riportiamo il grafico dell’ETF iShares Nasdaq Biotechnology e della sua impressionante candela rossa (un crollo) in corrispondenza di mercoledì. Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; gennaio 2017 Più in generale, nelle prime sedute del 2017 stiamo assistendo ad un rallentamento del forte trend rialzista che ha portato il Dow Jones alla soglia dei 20000 punti. Inevitabili alcune prese di beneficio. Resta invece da capire se è in arrivo una fase di ritracciamento. Le prime risposte arriveranno nei prossimi giorni con la pubblicazione delle prime trimestrali. Sarà molto interessante testare la tenuta dei titoli…

Piazza Affari? Scoppia di salute…
Finanza/Economia / 14 gennaio 2017

Borsa italiana non rende noti indici di Piazza Affari che escludono i bancari. Bancari croce e delizia degli investitori italiani. Dopo essere stato un “energizzante” delle performance di Piazza Affari (fra la seconda metà del 2012 e la prima metà del 2015) il settore finanziario di casa nostra si è rivelato un’autentica zavorra negli ultimi diciotto mesi, costringendo il martoriato listino italiano ad una umiliante sotto-performance. Un investitore ha sempre la facoltà di evitare il comparto finanziario, inserendo in portafoglio settori che costituiscono pur sempre i 2/3 della residua capitalizzazione di borsa, ma così facendo c’è il problema che si finisce per procedere a fari spenti. E il rischio di collisione aumenta. Voglio dire che il peso del settore bancario nel paniere dell’indice MIB è così preponderante, da distorcere se non nascondere la “reale” evoluzione del mercato. Se non ci fossero i bancari, sarebbe tutta un’altra storia. O no? Chi può dirlo. Borsa italiana non rende noti indici di Piazza Affari che escludono i bancari. Ma noi sì! eccolo qua: Come si può notare, salvo alcune temporanee sbavature, tutto l’andamento della borsa italiana dalla seconda metà del 2011 in poi è ben racchiuso da un elegante canale ascendente. L’interessamento della…

Bomba per banche svizzere: conti dormienti per 2 miliardi
News / 14 gennaio 2017

Quando cadrà definitivamente il segreto bancario e le banche svizzere dovranno comunicare agli altri paesi le informazioni sui conti dei presunti evasori fiscali stranieri, i fondi in giacenza per 2 miliardi di franchi potrebbero diventare un grosso problema di immagine per gli istituti di credito elvetici. “I 4,000 conti che sono rimasti dormienti per almeno 60 anni sono solo la punta dell’iceberg“, secondo quanto riferito a Swissinfo.ch da André Naef, confondatore dell’azienda FAST Search incaricata di cercare i clienti delle banche per conto delle stesse società del credito. Le banche svizzere esitano a rilevare le somme di denaro contenute in questi conti giacenti e non rivendicati dai proprietari, soldi che appartengono in molti casi a personaggi famosi, ma tenerli giacenti senza risalire a chi c’è dietro presenta dei rischi per la reputazione delle aziende. L’Associazione svizzera dei banchieri afferma che 2.900 conti custodiscono circa 52 milioni di franchi svizzeri. Secondo quanto riferito da Naef, però, nel complesso i fondi in giacenza per cui i contatti con i proprietari si sono interrotti da almeno due anni raggiungono il valore di “almeno 2 miliardi di franchi”. “La sola esistenza di questi conti” non rivendicati, sottolinea il media svizzero, “potrebbe rivelarsi un problema quando dal…

Dieselgate FCA: Ue chiede a Italia di fare chiarezza
News / 14 gennaio 2017

Le accuse mosse dalle autorità Usa a FCA e Renault sui sistemi di controllo delle emissioni inquinanti stanno provocando reazioni anche in Europa e in Italia. Le autorità dell’Unione Europea stanno facendo pressione sul governo italiano perché risponda alle accuse contro la casa italo americana, anche quelle avanzate dalla Germania. A settembre il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt ha scritto una lettera alla Commissione Ue in cui si chiedeva di indagare sul caso Fiat Chrysler, dopo che le analisi delle autorità tedesche avevano mostrato che il gruppo aveva barato nei test sulle emissioni. Secondo il governo tedesco FCA ha programmato alcune delle sue auto per superare i controlli sulle emissioni durante i test su strada. Le analisi dell’autorità del settore automobilistico della Germania su diversi modelli FCA, condotte su 50 modelli diesel di più case automobilistiche, mostrano come i sistemi di controllo delle emissioni inquinanti si spegnevano dopo 22 minuti. Questo fatto anomalo, secondo gli autori dei test, dimostra che FCA ha programmato i veicoli per far funzionare i controlli sulle emissioni solo durante i primi 20 minuti dei test. Il governo italiano, che ha certificato i modelli di FCA per l’uso nei paesi Ue, ha contestato i risultati dei…

SocGen: “Italia lasci l’euro, salvare le banche è uno spreco di tempo”
News / 14 gennaio 2017

Albert Edwards, strategist di Société Générale, è scettico al 100% sulla possibilità che l’Italia possa risolvere i propri problemi, e considera l’operazione di salvataggio delle banche italiane “una perdita di tempo”. Così l’esperto, noto per essere un convinto ribassista sui mercati, in una conferenza che si è tenuta a Londra: “L’Italia è totalmente moribonda. E nonostante ciò, assistiamo in questo momento a grandi sforzi a favore di operazioni di bailout per le banche italiane. Ma non sono le banche italiane il problema dell’Italia”. Il punto, continua Edwards, è che “ricapitalizzare le banche italiane è uno spreco di tempo e di sforzi, se l’Italia rimane nell’Eurozona. La stessa montagna di crediti deteriorati che zavorra il sistema finanziario italiano, è solo “un sintomo”, e non “la causa”, dei problemi del paese. Secondo lo strategist di SocGen, invece, se dicesse addio all’euro, l’Italia potrebbe finalmente avere il pieno controllo sui tassi di interesse e sulla propria valuta, diventando così più competitiva nella scena mondiale. Tornando alla lira e svalutandola, l’Italia renderebbe le sue esportazioni molto più convenienti e di conseguenza appetibili agli occhi – e al portafoglio – degli acquirenti stranieri. “L’Italia non ha mai assistito a un boom e poi all’esplosione della crisi….

Banche italiane, S&P: “rischiose come quelle di Brasile e Turchia”
News / 14 gennaio 2017

I crediti deteriorati si confermeranno una spina nel fianco delle banche italiane anche nei prossimi anni, a dispetto di tutte le operazioni di risanamento che alcuni tra i più importanti istituti stanno lanciando in questo momento. E’ quanto prevede S&P, aggiungendo che il rischio per il sistema bancario made in Italy misurato da una scala (crescente) che va da 1 a 10 è pari a 6. Il che significa che le banche italiane sono rischiose come quelle di Turchia, Thailandia, Irlanda e Brasile e, anche ,che il loro livello di rischio è superiore a quello delle banche polacche e spagnole. Sul tema crediti deteriorati, così Mirko Sanna, analista del settore bancario dell’agenzia di S&P, in occasione dell’annual press conference 2017 dell’agenzia di rating. “Anche se le banche italiane dovessero completare le operazioni di cessione che hanno annunciato nel corso del 2016, da Mps a Unicredit, abbiamo fatto una stima per cui, comunque, nel 2018, stiamo parlando di uno stock intorno ai 260 miliardi“. Il taglio dello stock dei crediti dubbi “richiederà tempo e avrà dei costi”, che comporteranno nuove perdite. Sanna precisa poi che un fattore positivo è da ravvisare nel fatto che “c’è stata una netta riduzione dei flussi di crediti…

Borse: per Fugnoli la corsa non è finita
News / 14 gennaio 2017

L’effetto Trump continuerà a sostenere i mercati azionari a breve. È l’opinione di uno degli analisti più seguiti in Italia, Alessandro Fugnoli, secondo cui la periferia indebitata deve sperare in un euro debole ma non troppo. Una violazione al ribasso della parità con il dollaro spingerebbe la Germania a pretendere dalla Bce la fine del piano di Quantitative Easing e per i paesi meno virtuosi dell’area euro sarebbero guai seri. Nonostante la Grande Rotazione in procinto di arrivare, lo strategist di Kairos continua a preferire le Borse ai bond, anche se con estrema prudenza. La cosa migliore, secondo quanto espresso dall’analista nella sua newsletter settimanale, “sarà mantenere un livello di liquidità piuttosto elevato in modo da approfittare di volatilità e rotazioni“. Fugnoli non pensa che ci siano grandi crisi in vista, ma che i tanti rischi di politica economica e i pericoli geopolitici, nonché i valori ipercomprati di Borsa, invitano comunque alla cautela. “Ripetiamo, non ci sono all’orizzonte né crash né recessioni, ma ci sono in compenso una lotta politica incandescente in America, nuove tensioni internazionali e un’Europa in cerca di identità, il tutto con valutazioni tendenzialmente alte. Godiamoci lo spettacolo mantenendo una certa prudenza”. Secondo Fugnoli “se il trumpismo non crollerà schiacciato dal peso…