Saipem: pesante affondo. Arriva una bocciatura dagli analisti
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Il titolo è stato colpito da un’ondata di vendite, complice anche il downgrade di un broker. Seduta decisamente pesante oggi per Saipem che, dopo aver guadagnato un punto percentuale venerdì scorso, oggi è stato oggetto di un intervento molto pesante da parte dei ribassisti. Il titolo, che ha occupato la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib, si è presentato al close a 0,49 euro, con un affondo del 4,39% e oltre 95 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 87 milioni di pezzi. Saipem oggi è stato penalizzato dalla bocciatura di Macquarie, i cui analisti hanno rivisto la strategia sul titolo da “neutral” ad “underperform”, con un prezzo obiettivo alzato da 0,41 a 0,45 euro. Il broker vede rilevanti sfide per il gruppo sia nelle attività di perforazione offshore che nella divisione engineering % construction offshore.  fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Atlantia: decisione su cessione quota ASPI a fine febbraio
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Atlantia sarebbe infine in pole position per la vendita di una rete da 800 km in Messico posta in vendita da Goldman Sachs. Avvio di settimana in flessione per Atlantia che, dopo aver guadagnato quasi mezzo punto percentuale venerdì scorso, oggi si è mosso in linea con l’indice Ftse Mib. Il titolo ha terminato gli scambi a 21,86 euro, con un calo dell’1,4% e oltre 1,6 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 2,3 milioni di pezzi.  Secondo il Corriere della Sera, Atlantia deciderà su Autostrade per l’Italia a fine febbraio, quando saranno presentate le offerte vincolanti sulla cessione di una quota del 15% per una valore di mercato attorno a 2,2 miliardi di euro. La valutazione degli analisti di Equita SIM è di 2,4 miliardi di euro per il 15%, ma andrà verificato il debito netto al momento della cessione. La quota ceduta potrebbe anche essere inferiore al 15% perchè Atlantia non ha esigenze di cassa in questo momento.Atlantia sarebbe infine in pole position per la vendita di una rete da 800 km in Messico posta in vendita da Goldman Sachs. In attesa di novità Equita SIM mantiene una view bullish…

TerniEnergia: interamente sottoscritto l'aumento di capitale
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Il Consiglio di Amministrazione di TerniEnergia – prima smart energy company attiva nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, del waste e dell’energy management, quotata sul segmento Star di Borsa Italiana e parte del Gruppo Italeaf – ha approvato in data odierna l’apertura e la contestuale chiusura del periodo di offerta, con l’integrale collocamento delle azioni ordinarie TerniEnergia rivenienti dall’aumento di capitale, in una o più soluzioni, a pagamento, in forma scindibile, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. Il Consiglio di Amministrazione di TerniEnergia – prima smart energy company attiva nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, del waste e dell’energy management, quotata sul segmento Star di Borsa Italiana e parte del Gruppo Italeaf – ha approvato in data odierna l’apertura e la contestuale chiusura del periodo di offerta, con l’integrale collocamento delle azioni ordinarie TerniEnergia rivenienti dall’aumento di capitale, in una o più soluzioni, a pagamento, in forma scindibile, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, comma 4, seconda parte, del Codice Civile, deliberato dall’Assemblea degli Azionisti in data 30 Dicembre 2016 (l’”Aumento di Capitale”). Le azioni di nuova emissione sono state offerte in sottoscrizione nell’ambito di un collocamento privato, senza…

Chiusura borse europee: DAX -0,64%
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Francoforte (DAX) -0,64%;Parigi (CAC 40) -0,82%;Londra (FTSE 100) -0,15%;Madrid (IBEX 35) -1,07%. Francoforte (DAX) -0,64%;Parigi (CAC 40) -0,82%;Londra (FTSE 100) -0,15%;Madrid (IBEX 35) -1,07%. (SF) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Sterlina ancora in calo su timori di un “hard Brexit”
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Sterlina ancora debole sui mercati internazionali a mercati azionari europei chiusi: la valuta di Londra cede lo 0,85% sull’euro, lo 0,77% sul dollaro e lo 0,95% sullo yen. Sterlina ancora debole sui mercati internazionali a mercati azionari europei chiusi: la valuta di Londra cede lo 0,85% sull’euro, lo 0,77% sul dollaro e lo 0,95% sullo yen. Il timore è quello di un “hard Brexit” paventato dal The Sunday Times, secondo il quale il premier Theresa May potrebbe già domani annunciare l’intenzione di uscire dall’area europea di libero scambio, riguadagnando il controllo sui flussi migratori, cancellando gli accordo commerciali con gli altri Paesi Ue e uscendo dall’area di giurisdizione della Corte di giustizia europea. (GD) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Bond day: attenzione al Bund! Novità in valuta sul Mot
Finanza/Economia / 17 gennaio 2017

Supercompresso dal punto di vista grafico, potrebbe reagire violentemente. Intanto debuttano inedite obbligazioni in rublo, lira turca e peso messicano.  Venerdì si è accentuata la torchiatura del Bund future, premuto in uno strettissimo “range” laterale con resistenza a 164,3 e supporto a 162,9 (intervallo dello 0,9%), ma soprattutto si è verificato il fenomeno abbastanza anomalo che l’insieme di corpo e “shadows” ha – in una sola giornata – quasi toccato sia l’una sia l’altro. Anche le medie mobili confermano una compressione atipica, con un forte avvicinamento fra quelle a 100, 40 e 10 sedute. Un quadro quindi singolare, che fa presagire possibili improvvisi movimenti al rialzo (meno plausibili) o al ribasso (più prevedibili) nel breve termine. Situazione abbastanza simile per il Btp future. Il problema – si direbbe – è in parte europeo, dopo i dissensi emersi alla Bce in relazione al proseguimento del Q.E., ma trova origini anche oltre Oceano, con la debolezza del 10 years Treasury che fa da “market mover”.  Monete in movimento Per l’obbligazionista la fotografia delle divise è ormai fondamentale. La debolezza del dollaro Usa era inevitabile e segnala un possibile punto di arrivo sugli 1,068; nel caso di rottura si andrebbe verso quota 1,08….

Stratfor: rivolte in Germania “maggiore rischio per gli investitori”
News / 17 gennaio 2017

Il 2017 si preannuncia un anno non meno denso di sfide per l’ordine politico internazionale rispetto a quello che l’ha preceduto. Come ha messo in evidenza ieri Wolfgang Munchau sul Financial Times, le élite saranno costrette a non ripetere gli stessi errori o i populisti vinceranno di nuovo quasi ovunque. Quale sarà il terreno più instabile e determinante quest’anno? George Friedman, fondatore dell’impresa di servizi segreti Stratfor, non ha dubbi: saranno le elezioni federali in Germania. Il Paese più popoloso ed influente dell’Europa continentale è reduce da crescenti spaccature sociali, politiche e, persino, da tensioni economiche, afferma Friedman. Secondo le previsioni, infatti, Berlino vedrà calare le proprie esportazioni nel 2017. Un fatto particolarmente insidioso per un Paese nel quale quasi la metà del Pil dipende proprio da quest’ultime (negli Usa tale quota è solo il 13% del Pil). In altre parole, la crescita tedesca dipende in gran parte dalla domanda estera per i suoi prodotti, la quale purtroppo non è in gran forma. In particolare la Germania ha potuto giovare della domanda proveniente dagli altri Paesi dell’Unione Europea, e la sua domanda interna non può controbilanciare gli effetti di un calo nelle esportazioni, argomenta il fondatore di Stratfor. Secondo Friedman…

Allarme McKinsey: tempesta digitale affosserà gli utili delle banche
News / 17 gennaio 2017

La crisi delle banche a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e’ solo un assaggio. Il peggio deve ancora arrivare. Parola di McKinsey  la multinazionale americana della consulenza,  che, nel nuovo “McKinsey Global Banking” mette in evidenza che le banche nei prossimi anni saranno chiamate a nuove sfide: non solo dovranno far fronte a un’economia sempre debole e a nuove e piu’ rigide regole, ma soprattutto dovranno cercare di difendersi dall’attacco dei giganti dell’e-commerce. Per McKinsey, dunque, questi tre fattori finiranno per mettere sotto pressione i margini delle banche di qui al 2020. Che in alcuni casi rischiano una flessione degli utili che può arrivare anche a superare il 30 per cento. Gran parte del problema – come specificano nella ricerca in questione –  è legato alla “tempesta digitale”: se  è vero che le banche ne stanno beneficiando, snellendo molte attività e riducendo molti costi, è anche vero che il processo di digitalizzazione sposta verso nuovi soggetti non bancari una quota crescente di clienti. Sotto attacco saranno soprattutto le banche dei mercati avanzati con ben 90 miliardi di dollari di profitti a rischio, pari al 25% del totale. Ma anche quelle dei mercati emergenti non sono al riparo da possibili crisi. Secondo il nuovo “McKinsey Global Banking” tra i principali mercati sviluppati, quello degli Stati Uniti sembra…

“Germania fuori da euro. Lavoratori italiani meglio di tedeschi”
News / 17 gennaio 2017

Per non mettere a repentaglio la stabilità dell’Unione monetaria, la Germania deve lasciare la zona euro. E’ quanto ha ribadito il consulente finanziario di Angela Merkel Roland Berger che in un’intervista al Corriere.it ha ribadito un’idea già espressa in passato secondo cui e’ necessario che la più grande economia del continente abbandoni l’unione monetaria. Una decisione che, in base alla sua opinione, farebbe bene all’economia tedesca che al momento “corre il rischio di perdere competitività perché il tasso di cambio dell’euro è troppo debole” Secondo Berger: “il mondo delle imprese in Germania era abituato, durante il marco, a rivalutazioni costanti, dunque investiva per guadagnare produttività. Adesso questa esigenza di investire per guadagnare competitività è scomparsa. L’attuale tasso di cambio non è tale da aiutare la Germania. Aiuta il nostro export, ma superficialmente, perché scoraggia investimenti e aumenti di produttività. La Germania è un animale diverso, non è simile agli altri membri dell’area euro. Ci sarebbe molta più armonia se la Germania fosse fuori e i Paesi latini inclusa la Francia restassero nell’euro”. Ipotesi, secondo il consulente tedesco, valida sulla carta ma che non si realizzerà’: “In termini pratici – spiega al Corriere – la Germania non uscirà mai o almeno non nei prossimi cinque anni, prima che venga un’altra crisi….

Accordo segreto tra Trump e Russia, dietro c’è questione Ucraina
News / 17 gennaio 2017

Durante la campagna elettorale, Donald Trump avrebbe messo da parte la questione dell’intervento russo in Ucraina in cambio del sostegno da parte di Russia a fornire migliaia di documenti confidenziali dei democratici, informazioni che sono state poi diffuse online tra gli altri da WikiLeaks. E’ quanto emerge dal report dell’ex spia inglese Christopher Steele, prima agente dell’Mi6 e ora titolare della privata Orbis Business Intelligence. Proprio perché ormai quasi di dominio pubblico, le agenzie dei servizi americani avrebbero deciso di introdurlo tra i documenti d’inchiesta e di comunicarne l’esistenza a Trump e Amministrazione. In un tweet di sabato, Trump ha definito il dossier “truffa” Va ricordato che nel corso della campagna, Trump si è affermato come il candidato repubblicano con maggiore simpatia verso la Russia, sottolineando la necessità di lavorare con il paese su varie questioni geopolitiche. Intanto oggi il vicepresidente americano uscente, Joe Biden, è in Ucraina per la sua ultima visita ufficiale nel Paese prima del passaggio di consegne con l’amministrazione Trump, prevista per venerdì 20 gennaio 2017. Con questa visita, Biden ha voluto rassicurare il presidente Petro Poroshenko e il popolo ucraino circa il sostegno degli Stati Uniti, nonostante il presidente eletto, Donald Trump abbia promesso un riavvicinamento nei rapporti con la Russia. “Spero che la prossima amministrazione…