Chiusura borse europee: DAX -0,02%
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

Francoforte (DAX) -0,02%;Parigi (CAC 40) -0,25%;Londra (FTSE 100) -0,54%;Madrid (IBEX 35) -0,08%. Francoforte (DAX) -0,02%;Parigi (CAC 40) -0,25%;Londra (FTSE 100) -0,54%;Madrid (IBEX 35) -0,08%. (SF) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana positiva, migliore in Europa: FTSE Mib +0,69%
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

Borsa italiana positiva, migliore in Europa: FTSE Mib +0,69%. Borsa italiana positiva, migliore in Europa: FTSE Mib +0,69%. Acquisti sui bancari, crolla Safilo. Mercati azionari europei deboli. Wall Street in lieve calo. A ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, Nasdaq Composite -0,1%. A Milano il FTSE Mib ha terminato a +0,69%, il FTSE Italia All-Share a +0,62%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,10%, il FTSE Italia Star a +0,20%. Euro in flessione contro dollaro dopo le parole di Draghi: il presidente della BCE ha detto che il QE potrebbe proseguire anche oltre dicembre 2017 se necessario e fintanto che il trend di ripresa dell’inflazione non sia ritenuto soddisfacente. Draghi ha aggiunto che se l’outloook dovesse essere meno favorevole la BCE è pronta a incrementare il QE. EUR/USD alla chiusura dei mercati europei segna 1,0635 circa da un massimo giornaliero a 1,0677 e dopo aver toccato 1,0590. Mercati obbligazionari eurozona deboli. Il rendimento del Bund decennale sale allo 0,38%, quello del BTP sale all’1,99%. Lo spread si attesta a 161 bp. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA i nuovi cantieri residenziali sono aumentati *a dicembre passando a 1226 mila unita’…

Unipol riesce a rimbalzare
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

Unipol riesce a rimbalzare dopo il test a 3,41 dei minimi del 10 gennaio. Unipol riesce a rimbalzare dopo il test a 3,41 dei minimi del 10 gennaio. I prezzi dovranno confrontarsi ora con i massimi di quota 3,62 e con il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi dello scorso settembre, passante a 3,70. Sopra quei livelli il target si sposterebbe a 3,92, massimo dell’aprile 2016. Sotto 3,41 invece rischio di discese verso la base del canale, citato, in transito a 3,20 euro circa. (AM) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

EI Towers: acquistate altre 29.229 azioni proprie
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

EI Towers S. EI Towers S.p.A. comunica di aver acquistato sul Mercato Telematico Azionario, nel periodo compreso tra il 12 gennaio 2017 e il 18 gennaio 2017, n. 29.229 azioni proprie, pari a circa lo 0,10% del capitale sociale. Tali azioni sono state acquistate ad un prezzo medio pari ad Euro 52,7476 per azione, al netto delle commissioni, e quindi per un controvalore complessivo di Euro 1.541.760,25. Gli acquisti sono stati effettuati nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie, il cui avvio è stato comunicato al pubblico in data 26 luglio 2016 e in esecuzione di quanto deliberato dell’Assemblea degli Azionisti del 21 aprile 2016. A seguito degli acquisti comunicati oggi, considerando le azioni proprie già in portafoglio, alla data del 19 gennaio 2017 la Società detiene n. 496.195 azioni proprie pari all’1,76% del capitale sociale. (RV) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

In netto rialzo giovedi' Tamburi
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

In netto rialzo giovedi’ Tamburi Investment Partners dopo che la controllata Clubtre ha ceduto 4 milioni di azioni Prysmian, corrispondenti all’1,85% del capitale sociale della stessa, per un controvalore complessivo di 97,6 milioni di euro, al lordo di oneri e commissioni. In netto rialzo giovedi’ Tamburi Investment Partners dopo che la controllata Clubtre ha ceduto 4 milioni di azioni Prysmian, corrispondenti all’1,85% del capitale sociale della stessa, per un controvalore complessivo di 97,6 milioni di euro, al lordo di oneri e commissioni. L’operazione si e’ perfezionata ad un prezzo di 24,40 euro per azione. Secondo Reuters, Clubtre aveva le azioni in carico a 7,63 euro ed ha pertanto realizzato una plusvalenza decisamente consistente. Banca Akros ha confermato il rating “buy” sul titolo con prezzo obiettivo a 4,4 euro. Le quotazioni si sono spinte fino a quota 3,80 circa per poi stabilizzarsi poco sotto quei livelli (close mercoledi’ a 3,568 euro). La rottura decisa di area 3,75/80, dove si collocano i massimi record di agosto 2015 e di agosto e ottobre 2016 sarebbe un segnale di forza degno di nota, capace di riattivare il trend rialzista in atto dai minimi di febbraio 2016. Target in quel caso a 4,27, lato alto…

Cosa rivela l'analisi tecnica della Borsa italiana
Finanza/Economia / 20 gennaio 2017

L’oscillatore di momentum, il medesimo usato su scala giornaliera, è reduce da una rilevazione estrema: il momentum conferma i prezzi. Dalla fine di novembre, Piazza Affari si è resa protagonista di una vibrante risalita, dalle proporzioni piuttosto inconsuete, storicamente parlando: negli ultimi vent’anni si contano in tutto appena dieci casi, incluso quello più recente, di espansione superiore al 15% nell’arco di cinque settimane. Naturalmente questa esuberanza ha condotto la borsa ad un vistoso ipercomprato, smaltito lentamente nel corso delle ultime due settimane; al punto che su scala giornaliera stiamo passando clamorosamente ad una condizione opposta: il che farebbe pensare alla possibilità di una prossima ripartenza. Almeno altrettanto interessante è l’esame del mercato su scala settimanale: l’indice MIB è stato prevedibilmente contenuto dalla barriera fra 19600 e 19900 punti. Qui il rally partito a metà 2016 ritraccia la metà del precedente bear market e il 61.8% (Fibonacci) del ribasso dal successivo massimo di dicembre 2015; sempre qui, inoltre, l’impulso ascendente partito a fine novembre scorso, è pari a 1.618 volte (sempre Fibonacci) il rialzo successivo al referendum nel Regno Unito. La barriera è piuttosto massiccia, oltre che tecnicamente temibile, e questo spiega la recente incertezza. Tuttavia l’oscillatore di momentum, il medesimo…

Brexit, Londra diventerà nuovo paradiso fiscale
News / 20 gennaio 2017

Pochi giorni fa il cancelliere britannico Philip Hammond (equivalente del nostro ministro delle Finanze) ha lasciato intendere in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag che in caso di mancato accordo con l’Unione Europea in merito all’accesso nel Mercato unico, il Regno Unito potrebbe muovere la leva dell’imposta sui profitti delle società per attirare capitali nel Paese. A Brexit avvenuta, del resto, Londra avrebbe le mani libere per farlo senza nessun richiamo. Al cancelliere era stato evocato lo scenario di un Regno Unito dipinto come un “nuovo paradiso fiscale dell’Europa”; Hammond ha dunque replicato che il Paese potrebbe abbandonare il “modello di tassazione nello stile europeo e diventare qualcosa di differente”. Attualmente ciascun Paese membro dell’Unione Europea è libero di decidere la propria aliquota da applicare sui profitti delle società (corporate income tax); il fatto è emerso con grande evidenza nel dibattito quando Paesi come Irlanda o Lussemburgo, nei quali la tassazione già risulta particolarmente conveniente, sono stati al centro di accordi fiscali speciali con diverse grosse società. In futuro, però, le cose potrebbero cambiare. Lo scorso ottobre, infatti, la Commissione europea ha annunciato il rilancio del progetto di una corporate tax unica a livello europeo (la Common consolidated corporate…

Gentiloni ha torto, austerity e patrimoniale tornano in Italia
News / 20 gennaio 2017

Arrivato in Germania per incontrare la Cancelliera Angela Merkel, il premier Paolo Gentiloni ha garantito che il tempo dell’austerità è finito e che i falchi europei del rigore dovrebbero smetterla di accanirsi solo con l’Italia a cui hanno chiesto una manovra di bilancio correttiva da almeno 3,4 miliardi (0,2% del Pil), pena l’avvio di una procedura di deficit eccessivo. Su quello la Commissione Ue non è disposta a negoziare e fare concessioni, mentre l’organo esecutivo europeo potrebbe alla fine concedere un 0,3% addizionale per la gestione della crisi dei migranti e dei disastri naturali e un altro 0,5% di margine di tolleranza arbitrario. Si prospetta un anno di austerity per l’Italia, proprio quello che Gentiloni vorrebbe evitare. Subito dopo il complesso piano di salvataggio di Mps e altre banche, il governo Gentiloni si trova suo malgrado a dover affrontare come prima questione impellente, oltre alla delicata revisione della legge elettorale, la necessità di colmare il gap di bilancio. Palazzo Chigi ha tempo fino al mese prossimo. Ue preferisce tagli alla spesa e patrimoniali Le ultime indiscrezioni stampa dicono che le trattative con l’Ue sulle nuove possibili misure di bilancio sono già avviate. La Commissione ha anche elencato le sue preferenze…

Quarta rivoluzione industriale creerà lavoro ovunque
News / 20 gennaio 2017

DAVOS (WSI) – La quarta rivoluzione industriale si prevede possa portare un aumento dei posti di lavoro a livello globale anche se è probabile che si tratterà di una transizione dolorosa. A dirlo alcuni dirigenti di importanti aziende nel corso di un panel di lavoro a Davos in Svizzera durante il World Economic Forum. La Manpower, una delle aziende con il maggior numero di posti di lavoro a livello mondiale, ha pubblicato un rapporto in collaborazione con il Forum di Davos che si basa su un campione di 18mila datori di lavoro intervistati in 43 diversi paesi in tutto il mondo. I risultati hanno rivelato che l’82% dei datori di lavoro si aspetta di mantenere o aumentare i livelli di personale a seguito dell’automazione. Con l’automazione certamente molti posti di lavoro saranno rimossi, ma la maggior parte di questi verranno influenzati dalle tecnologie in termini di compiti specifici all’interno del lavoro che cambia. Così Jonas Prising, ad di Manpower parlando alla CNBC a Davos in Svizzera. “Nel complesso la situazione del lavoro oggi non è così drammatica come hanno detto alcuni (…) abbiamo una visione ottimistica sull’automazione e ciò è confermato dalle nostre ricerche”. Così ha aggiunto l’amministratore delegato di…

Biden: mondo democratico progressista rischia la fine
News / 20 gennaio 2017

Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, a poche ore dal termine ufficiale del suo mandato, ha lanciato un messaggio esplicito alla platea di Davos, riunita per il meeting annuale del World Economic Forum (Wef): Vladimir Putin sta usando “ogni strumento in suo possesso” per “invertire decenni di progresso”. Lo scopo finale del presidente russo, secondo Biden è quello di “vedere il collasso dell’ordine internazionale”. Fra le azioni che il vicepresidente Usa ha direttamente attribuito a Putin ci sono il tentativo di inquinare le elezioni presidenziali americane tramite “un’aggressione informatica” e il tentativo di “tagliuzzare il Progetto europeo” e quello di riportare la comunità internazionale alla “politica definita dalle sfere d’influenza”. Le minacce costituite da Putin all’ordine liberale internazionale richiedono che 2Gli Usa e l’Europa guidino la battaglia per difendere i valori che ci hanno portato dove siamo oggi”, ha dichiarato Biden. Un ordine che attraversa certamente un momento di “incertezza”, testimoniata da eventi di protesta come la Brexit e l’elezione di Donald Trump. Difficile dare retta a Biden quando afferma che i media non dovrebbero interpretare le sue parole come un affondo sul prossimo presidente americano: non solo Trump ha ripetutamente difeso la normalizzazione dei rapporti diplomatici con Mosca, ma…