Ftse Mib: riferimenti grafici e time zones
Finanza/Economia / 29 gennaio 2017

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta a 19.329 punti, registrando un -0,57%. Il bilancio settimanale è pari ad un -0,77%. Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 19.329 punti, registrando un -0,57%. Il bilancio settimanale è pari ad un -0,77%. Grafico: FTSE MIB – Ritracciamenti di Fibonacci I prezzi si mantengono all’interno dell’area del ritracciamento del 50%. Passiamo ora al settore bancario: FTSE ITALIA BANCHE – Falsa rottura La settimana appena conclusa (-2,72%) conferma lo scenario di falsa rottura della trendline superiore del canale rialzista temporaneamente sforata ad inizio anno. Una falsa rottura rialzista rappresenta un segnale ribassista che ci indica come il prossimo movimento deciso sarà verso il basso e non verso l’alto. Ovviamente, s’è consapevoli che non esiste segnale al mondo in grado di fornire certezze sul futuro, ma anche che è sempre bene operare con le probabilità a favore. Ora, andiamo a riesaminare i due grafici attraverso lo studio delle time zones per verificare eventuali date di interesse. Ftse Mib: FTSE MIB – Time Zones Impostiamo come intervallo quello delimitato dal minimo di Giugno 2016 ed il massimo di Settembre 2016. La prima proiezione (settimana del 14 novembre) anticipa di una settimana quel che si…

Generali e Intesa spaccano il listino: le attese a Piazza Affari
Finanza/Economia / 29 gennaio 2017

Generali ed Intesa Sanpaolo hanno catalizzato l’attenzione mediatica, ma in quali circostanze è accaduto tutto ciò? Si è conculsa una settimana di contrattazioni modesta sul paniere FtseMib dove, la forte volatitlità che ha interessato i re indiscussi della scena di breve, non ha intaccato più di tanto la fase laterale che fa rimbalzare l’indice tra i 19170 ed i 19800 punti. I re indiscussi O forse sarebbe meglio parlare al singolare della regina sfavillante di questa penultima ottava di contrattazioni di gennaio: il titolo Generali. Titolo che si è riuscito a muovere di oltre 12 punti percentuali tra lunedì e venerdì e che di contro, ha spinto il diretto interssato Intesa Sanpaolo ad un corposo ritracciamento verso i minimi di periodo. Non entreremo nel merito dell’analisi fondamentale e delle vicessitudini societarie che stanno interessando questi titoli ma ad ogni modo, sarà interessante osservare dove il mercato qui ed ora, ha deciso di indirizzarne i prezzi. La selezione titoli Nella videoanalisi odierna ci siamo soffermati su alcuni titoli che si mostrano più deboli della media e sui quali potrebbe essere utile e necessario, determinante nonché deterministico, avere una prospettiva più ribassisata che rialzista. Tuttavia in mercato nel breve-medio periodo è ancora sorretto…

Dove sta andando tutto l’oro svizzero
News / 29 gennaio 2017

Le esportazioni di oro dalla Svizzera dirette verso la Cina hanno raggiunto i livelli massimi di sempre nel mese di dicembre a 158 tonnellate, lo rivelano i dati diffusi dallo Swiss customs bureau, attestandosi a livelli tripli rispetto a quelli di un anno fa. Un grande balzo è avvenuto, in particolare, proprio nell’ultimo mese del 2016, segnando un incremento del 416% dalle 30,6 tonnellate esportate in novembre. Le esportazioni complessive dalla Svizzera si sono attestate, sempre a dicembre, a 287,6 tonnellate per un valore di circa 10,8 miliardi di franchi (10,11 miliardi di euro), in aumento dalle 191,4 tonnellate del mese precedente. I principali importatori di oro svizzero sono, nell’ordine, Cina, Russia, Turchia e India. Com’è possibile osservare dal crescente spazio rosso nel grafico in basso, le riserve di oro in Cina tendono a crescere con ritmo molto più sostenuto rispetto a quello degli altri tre Paesi.   Secondo quanto afferma GoldCore, un gold broker internazionale, commentando questi dati, la crescente domanda cinese riflette le continue preoccupazioni per la svalutazione dello yuan; a questo bisogna aggiungere le incertezze legate alla presidenza Trump negli Usa. The Donald, infatti, più volte minacciato una nuova linea dura sul commercio con Pechino che potrebbe…

Mediobanca: “Italia risparmia uscendo dall’euro”
News / 29 gennaio 2017

Ben 8 miliardi di euro è la cifra che risparmierebbe l’Italia se uscisse dalla moneta unica.A scriverlo nero su bianco uno studio di Mediobanca  che ridimensiona così l’allarme che ha lanciato pochi giorni fa il numero uno della Bce Mario Draghi rispondendo ad una domanda del Movimento Cinque Stelle sui costi che dovrebbe sostenere il nostro paese in caso di addio all’eurozona. Lo studio di Mediobanca, riportato da Il Giornale con un articolo a firma di Nicola Porro, è riservato ai suoi clienti, come a dire che l’alta finanza si prepara ad un eventuale uscita dall’euro, un ItalExit come la ribattezza il quotidiano, individuando quali sarebbero i costi e i vantaggi se si ritornasse alla lira. L’analisi di Mediobanca si basa su ragioni essenzialmente di tipo economico. “La prima questione è che la moneta conta. Eccome, quando si parla di produttività italiana. Il nostro differenziale con la Germania e la Francia è del 20 per cento. Una roba da pazzi: è come correre una gara con Bolt, e per di più azzoppati (…) Negli ultimi quindici anni la ricchezza italiana (il Pil) non è cresciuta di un euro. Dal 2008 ad oggi il Pil è sceso di sette punti percentuali….

Gorbachev, “il mondo sta entrando in guerra”. L’appello a Trump e Putin
News / 29 gennaio 2017

Un appello accorato, affinché il mondo intero si renda conto di quanto sia vicina una guerra. E’ l’appello che l’ex leader dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbachev lancia attraverso un editoriale pubblicato sul Time. “Tutto lascia pensare che il mondo si stia preparando ad andare in guerra”, scrive l’uomo della Pereistroika. Gorbachev parla di un mondo “oppresso dai problemi”, in cui le autorità “confuse” sembrano aver perso la bussola. Ma, avverte, “nessun problema è più urgente da risolvere oggi del processo di militarizzazione della politica e della nuova corsa agli armamenti”. Di conseguenza, “fermare e invertire questa corsa disastrosa deve essere la nostra priorità”. “La situazione attuale è troppo pericolosa”: il riferimento è al dispiegamento di soldati, carrarmati e mezzi militari di ogni tipo che sta avvenendo in Europa. “Se prima venivano dispiegate a una certa distanza, ora le forze e le armi della Nato e della Russia sono sempre più vicine, come se un attacco potesse verificarsi da un momento all’altro”. Il tutto in un contesto in cui “la spesa militare è in crescita, nonostante i diversi stati facciano fatica a soddisfare i bisogni sociali dei loro cittadini”. Quando invece, avverte: “Non ci sono problemi a reperire soldi per acquistare armi…

Ert, industriali europei uniti contro il protezionismo
News / 29 gennaio 2017

In una fase storica fortemente segnata dalla nuova vampa del protezionismo, testimoniata dall’ascesa di Donald Trump negli Stati Uniti e dai partiti euroscettici nel Vecchio Continente, la Tavola rotonda europea degli industriali richiama l’attenzione verso le sfide dell’innovazione, della digitalizzazione e del libero mercato. La European Round Table of Industrialist (Ert), che ha recentemente pubblicato il suo ultimo Benchmarking Report, è un forum che riunisce 50 amministratori di aziende di prima grandezza; per l’Italia vi siedono Claudio Descalzi (Eni), John Elkann (Fca), Carlo Bozotti (Stm) e Rodolfo De Benedetti (Cir). Il gruppo europeo degli industriali, pur dando atto ai passati successi dell’Europa in termini di welfare, ammonisce che “i successi del passato non sono una garanzia per quelli futuri” visto che “la maggior parte delle crescita avviene comunque fuori dall’Europa”, afferma il presidente dell’Ert e di Basf, Kurt Bock, “per adattarsi a questi nuovi sviluppi l’Europa deve aumentare gli sforzi nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione, nonché impegnarsi a favore del libero mercato e libero accesso ai mercati stranieri”. In particolare l’Ert sottolinea l’importanza degli investimenti in campo digitale: “gli investimenti Capex pro capite nelle infrastrutture delle telecomunicazioni”, viene ricordato, “sono il doppio negli Usa rispetto all’Europa”. Allo stesso tempo…

Da Goldman Sachs i nuovi bond a tasso misto denominati in dollari Usa
News / 29 gennaio 2017

Goldman Sachs arricchisce la propria gamma di strumenti quotati sul mercato MOT di Borsa Italiana con una nuova obbligazione a tasso misto. Parliamo del bond decennale denominato in dollari statunitensi emesso lo scorso 20 gennaio 2017, codice ISIN XS1457442025, che eroga al termine dei primi due anni un coupon al tasso lordo fisso del 6% e successivamente variabile rispetto al tasso Libor USD a 3 mesi. La nuova obbligazione di Goldman Sachs ha una durata di 10 anni ed è negoziabile per un valore nominale di 2.000 dollari statunitensi. Alla fine dei primi due anni, il 20 gennaio 2018 e 20 gennaio 2019, il bond eroga una cedola fissa pari al 6,00% lorda, circa il 4,44% netto ipotizzando un’imposta sostitutiva pari al 26%. Nei successivi 8 anni il rendimento della cedola dipenderà sì dall’andamento di un tasso variabile come il Libor USD a 3 mesi, ma avrà un range di fluttuazione limitato tra un minimo dell’1,75% ed un massimo del 4%. Condizioni che rendono interessante l’investimento in un periodo storico caratterizzato da rendimenti dei titoli obbligazionari che si confermano su livelli decisamente contenuti. Una delle caratteristiche fondamentali da valutare correttamente prima di effettuare ogni decisione di investimento sul bond rimane la…

Brexit: Irlanda potrebbe bloccare tutto
News / 29 gennaio 2017

La Brexit innegabilmente andrebbe a impattare direttamente un Paese sopra tutti gli altri: l’Irlanda. Le conseguenze del distacco del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbero avere conseguenze talmente profonde da innescare un referendum nella vicina repubblica: di questo è convinto il fondatore del think-tank Institute of international and european affairs (Iiea), Brendan Halligan, secondo il quale una consultazione popolare irlandese sarebbe “inevitabile”.  Halligan, intervenuto a un seminario presso la sede dublinese dello Iiea, ha precisato poi in una nota che “se questo trattato risultasse in un forte rottura con l’economia irlandese, un deterioramento della posizione sullo scacchiere e l’introduzione di dazi su alcuni beni sensibili come i prodotti agroalimentari irlandesi, l’elettorato d’Irlanda voterebbe mai ‘Sì’? Improbabile”. Dal punto di vista giuridico è molto difficile definire se e quanta voce in capitolo potrebbe avere l’Irlanda sulla Brexit. In linea di principio, riferisce l’Irish Times dando risalto a questo dibattito, “la Brexit potrebbe innescare un referendum se andasse oltre gli obiettivi della legge europea esistente, o violasse clausola di sovranità nella Costituzione o imponesse nuove limitazioni al governo”. Secondo il professore Gavin Barrett, della scuola di legge dello University college di Dublino, “in linea di principio” non c’è ragione per la quale “una…

9 cose che saranno obsolete fra 9 anni
News / 29 gennaio 2017

Il primo sistema di sicurezza sulle auto presto sarà inutile. E un domani che è dietro l’angolo, tutti avremo televisioni che potremmo arrotolare come fogli di carta. Il primo sistema di sicurezza sulle auto presto sarà inutile. E un domani  che è dietro l’angolo, tutti avremo televisioni che potremmo arrotolare come fogli di carta.  1. TV LCD I televisori a cristalli liquidi, sono il primo oggetto che avrà i giorni contati nell’analisi di Steve Symington; nati un un decennio fa, hanno deliziato le attese dei maniaci della tecnologia. Ma da allora ad oggi le cose sono cambiate e i nuovi protagonisti sono gli LG OLED a loro volta più evoluti visto che, emettendo luce propria, non richiedono retroilluminazione, vantano una maggiore efficienza energetica con una qualità di immagine più che ottimale soprattutto nella resa del colore. Ma la vera novità sta nel fatto che sono talmente sottili da arrivare allo spessore della carta, di cui tra l’altro copiano anche la flessibilità e la capacità di essere arrotolati. Praticamente un televisore che ha le caratteristiche fisiche di un mega-poster. 2. Lampadine LED Ance in questo caso la tecnologia OLED Oganic Light Emitting Diode ovvero diodo organico a emissione di luce, avrà il…

Stabilità e riforme la ricetta di Visco per lo sviluppo
News / 29 gennaio 2017

“Stabilità e riforme sono elementi essenziali per lo sviluppo”. E’ il monito lanciato nel corso del suo intervento al 23esimo Assiom Forex di Modena dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. “Non ci sono scorciatoie, specie per un paese gravato da un debito pubblico così pesante e da problemi strutturali così persistenti”, ha aggiunto Visco secondo il quale “ripensamenti, ritardi, resistenze – che non mancano in alcuni settori, incluso quello bancario – rischierebbero di ripercuotersi sulle condizioni di mercato, vanificando i progressi realizzati durante la lunga crisi dalla quale, sia pure lentamente e con fatica, stiamo uscendo”. Il fondo da 20 miliardi di euro, ha spiegato il governatore, stanziato dal governo a sostegno delle banche è “più che sufficiente” per altri interventi dopo quello previsto per il Monte dei Paschi. “L’intervento pubblico – precisa Visco – è molto più limitato di quello effettuato in quasi tutti i paesi europei; rimuove nella percezione del mercato un rischio considerato elevato per l’intero sistema bancario e i costi per lo Stato saranno attenuati dalla condivisione degli oneri con gli azionisti e i sottoscrittori di strumenti subordinati”. Secondo Visco “l’immissione di risorse pubbliche nel Monte dei Paschi assorbirà presumibilmente circa un terzo dei 20 miliardi. Restano spazi più che sufficienti per affrontare le necessità di…