Borsa italiana affonda, peggiore in Europa: Ftse Mib -2,95%

31 gennaio 2017

Borsa italiana affonda, peggiore in Europa: Ftse Mib -2,95%.

Borsa italiana affonda, peggiore in Europa: Ftse Mib -2,95%. Bancari in crisi.

Mercati azionari europei deboli. Wall Street in netta flessione: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -1%, Nasdaq Composite -1,2%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -2,95%, il Ftse Italia All-Share a -2,74%, il Ftse Italia Mid Cap a -1,20%, il Ftse Italia Star a -1,04%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA l’inflazione PCE (Core Personal Consumption Expenditure Index) e’ cresciuto dello 0,1% a dicembre dallo 0,2% di novembre. In crescita dello 0,3% i redditi privati, mentre le spese personali crescono dello 0,5%. La National Association of Realtors ha reso noto che l’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un incremento nel mese di dicembre, pari all’1,6% m/m, dopo il calo del 2,5% rilevato a novembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari all’1,1% mese su mese. La Commissione Europea ha reso noto che l’Indice di Fiducia dei Consumatori in gennaio si è attestato a un tasso annuale di -5 risultando allineato al consensus e dal -5,1 della lettura precedente. L’indicatore del clima economico per l’area dell’euro è salito a 108,2 punti dai 107,8 precedenti risultando superiore alle attese fissate su un valore pari a 107,7 punti. La fiducia nel settore industriale si attesta a 1 punto, da 0,1 punti precedenti. In Germania, l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso note le stime preliminari sull’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo è atteso in calo dello 0,6% a gennaio rispetto a dicembre (pari al consensus), attestandosi al +1,9% su base annuale dal +1,7% della rilevazione precedente. L’INE (Instituto Nacional de Estadistica) ha comunicato la 1a stima del PIL nel quarto trimestre del 2016. Il Pil è cresciuto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, risultando in linea con le attese e a quanto rilevato nel trimestre precedente. Rispetto allo stesso periodo del 2015 il Pil è salito del 3% in linea con le attese ma in lieve calo rispetto al +3,2% del terzo trimestre.

*Seduta molto difficile per UniCredit (-5,45%). *Secondo il Sole 24 Ore in giornata si è tenuta una riunione del cda per analizzare in via preliminare i conti 2016. Il cda tornerà a riunirsi mercoledì, questa volta per decidere i dettagli dell’aumento di capitale da 13 miliardi di euro: le maggiori preoccupazioni riguardano la forchetta di prezzo cui verranno offerte le nuove azioni. Secondo il quotidiano finanziario l’aumento potrebbe partire lunedì 6 febbraio e concludersi il 24 dello stesso mese. Inoltre il documento di registrazione relativo all’aumento di capitale contiene informazioni dal potenziale ribassista: oltre agli effetti di un potenziale insuccesso (ma c’è il consorzio di garanzia), emerge che la BCE ha evidenziato nel processo Srep 2016 una serie di aree di criticità per la banca italiana. L’Eurotower ha anche chiesto la presentazione, entro il 28 febbraio 2017, di una strategia in materia di crediti deteriorati supportata da un piano operativo.

La debolezza di UniCredit contagia anche UBI Banca (-6,80%). L’istituto guidato da Victor Massiah dovra’ infatti lanciare un aumento di capitale da 400 milioni di euro, operazione necessaria a mantenere, già al 2017, un livello di CET1 Fully Loaded della combined entity (derivante dall’integrazione delle tre good bank superiore all’11%) coerente con il livello attuale. Le incertezze sul prezzo dell’aumento UniCredit hanno finito quindi per penalizzare anche UBI.

Giornata difficile per tutto il settore bancario. Una fonte vicina alla situazione ha riferito a Reuters che la BCE ha chiesto a varie banche di presentare entro febbraio piani di rientro dei crediti deteriorati. Oggi UniCredit ha rivelato nel documento di registrazione relativo all’aumento di capitale che la BCE le ha chiesto la presentazione, entro il 28 febbraio 2017, di una strategia in materia di crediti deteriorati supportata da un piano operativo. Una richiesta analoga era pervenuta in precedenza a Banca Carige (-3,12%). Secondo la fonte ci sarebbero altre banche interessate da questo tipo di intervento, frutto del nuovo atteggiamento della BCE nei confronti degli npl. L’indiscrezione è peraltro coerente con l’intervista, pubblicata oggi da Repubblica, a Daniele Nouy, presidente del consiglio di sorveglianza della BCE. Quest’ultima ha dichiarato che sul fronte dei crediti deteriorati le banche italiane negli ultimi tre anni hanno fatto progressi scarsi e che molto resta da fare. L’indice Ftse Italia Banche termina a -3,87%, l’EURO STOXX Banks a -2,2%. In rosso anche Bper Banca (-4,81%), Banco BPM (-3,95%), Credem (-4,08%).

*
Netta flessione anche per i settori assicurativo e risparmio gestito* in scia al rally di rendimenti e spread: il rendimento del BTP decennale ha superato il 2,30%. In difficoltà Unipol GF (-5,68%), UnipolSai (-4,63%), Azimut Holding (-3,77%), Cattolica Assicurazioni (-4,20%).

Vendite sui petroliferi in scia al greggio: l’ultima conta di Baker Hughes delle trivellazioni attive segnala un incremento nella settimana terminata il 27 gennaio 2017 di 18 unità a complessivi 712 “rig”. Saipem (-6,72% a 0,4860 euro) in crisi, penalizzata dalla decisione di Banca IMI di peggiorare la raccomandazione da hold a reduce, con target a 0,45 euro.

*Molto debole Eni (-2,57%) *ma ben al di sopra del minimo di inizio seduta (sospensione per eccesso di ribasso), forse causato da un’errore nell’immissione di un ordine. Sul titolo pesano le notizie provenienti dalla Nigeria dove l’Alta Corte federale di Abuja ha decretato la confisca in via cautelare del giacimento Opl245, i cui diritti di sfruttamento sono sotto indagine. Eni e Shell (-% a Londra) si erano aggiudicate i diritti nel 2011.

*In netta controtendenza Pierrel (+12,56%) *che ha comunicato che il farmaco Orabloc ha chiuso il 2016 con vendite in crescita del 30% a/a sul mercato USA.

(Simone Ferradini)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Nessun commento

I commenti sono chiusi.