Settimana di volatilità: inizio con la BoJ

31 gennaio 2017

Come di frequente accade durante i lunedì, la sessione odierna dovrebbe scorrere in maniera tranquilla a causa dell’assenza di eventi macro rilevanti in grado di generare volatilità.

Come di frequente accade durante i lunedì, la sessione odierna dovrebbe scorrere in maniera tranquilla a causa dell’assenza di eventi macro rilevanti in grado di generare volatilità. La settimana è però destinata a cambire ritmo: domani è  attesa la decisione della BoJ riguardo la politica monetaria giapponese, accoampagnata dalle ultime previsioni economiche, mercoledì sarà il turno della Federal Reserve, giovedi della Bank of England e venerdì del Jobs Report americano.

Nonostante un inizio tranquillo, i prossimi giorni saranno ricchi di appuntamenti importanti a partire dalla Bank of Japan. A tal proposito ricordiamo che è gia trascorso un anno, era il il 29 gennaio 2016, da quando il governatore Kuroda ha deciso di introdurre i tassi di interesse negativi. Nonostante ciò, l’inflazione è ancora estremamente lontana dal raggiungere il target del 2% che la banca centrale deve perseguire da mandato: i dati più recenti mostrano che la crescita dei prezzi si attesta in questo momento solamente allo 0.3%.

La BoJ è certamente una delle banche centrali che recentemente ha avuto l’approccio più aggressivo nel tentativo di stimolare l’economia, ma gli scarsi risultati ottenuti, che vengono riassunti dal debolissimo ritmo di crescita dei prezzi, stanno gerando un generale dissenso, mostrando come le sole politiche monetarie non siano sufficienti. L’attesa per nuovi interventi si sta spostando perciò dalla BoJ al governo stesso, attraverso interventi fiscali strutturali.

Nonostante la politica adottata dalla banca centrale abbia comunque dato qualche risultato (sono aumentati i finanziamenti erogati dalla banche sia a privati che imprese) l’andamento dei prezzi appare sempre molto debole, tanto che nel 2016 si è registrata una diminuzione generale dei prezzi rispetto all’anno precedente. Inoltre le banche stanno manifestando in maniera sempre più evidente la loro insoddisfazione, in quanto, essendo il business bancario basato proprio sui tassi, più questi sono bassi e più si riduce il margine di guadagno.

In aiuto a Kuroda, seppur in maniera  indiretta, è arrivato Donald Trump: dopo la sua elezione, il Dollaro ha iniziato un importante apprezzamento nei confronti di tutte le principali valute tra cui lo Yen. Essendo il tasso di cambio della valuta di riferimento un elemento molto importante per l’inflazione (una moneta debole favorisce le esportazioni), il recente deprezzamento dello Yen nei confronti del Dollaro potrebbe rappresentare un elemento molto importante per Kuroda, soprattutto se questo trend continuasse anche nei prossimi mesi.

Sarà quindi molto interessante seguire  la Bank of Japan e vedere se deciderà di perseverare sulla strada degli stimoli monetari o se progressivamente si inizierà a puntare sugli stimoli fiscali. 

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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