CNH Industrial completa l'acquisizione di Kongskilde
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

CNH Industrial N. CNH Industrial N.V. ha annunciato oggi il completamento da parte della Società dell’acquisizione delle attività di produzione macchinari per fienagione e preparazione del terreno di Kongskilde Industries, in precedenza parte del gruppo danese Dansk Landbrugs Grovvareselskab (DLG A.m.b.A.). L’accordo di acquisizione era stato annunciato dalle due parti il 31 ottobre 2016. Con effetto dal 1° febbraio 2017, CNH Industrial assumerà il controllo della business unit di DLG A.m.b.A, che con svariati marchi tra cui Kongskilde, Överum, Howard e JF, si occupa dello sviluppo, della produzione e della vendita di soluzioni per applicazioni agricole nei segmenti Preparazione del terreno, Semina, e Fienagione e Foraggio. Per effetto di tale operazione, New Holland Agriculture, uno dei brand internazionali di macchinari agricoli della Società, potrà contare su un significativo ampliamento del proprio portafoglio di prodotti, mentre il brand Kongskilde, con la relativa struttura di vendita, concessionari e importatori, continuerà a crescere e a ricevere il consueto supporto. (GD) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Chiusura borse europee: DAX -1,25%
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

Francoforte (DAX) -1,25%;Parigi (CAC 40) -0,75%;Londra (FTSE 100) -0,27%;Madrid (IBEX 35) -0,49%. Francoforte (DAX) -1,25%;Parigi (CAC 40) -0,75%;Londra (FTSE 100) -0,27%;Madrid (IBEX 35) -0,49%. (SF) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Safilo, nel 2016 vendite per € 1,25 mld
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

I dati preliminari relativi all’anno 2016 indicano che le vendite nette totali di Safilo hanno raggiunto 1. I dati preliminari relativi all’anno 2016 indicano che le vendite nette totali di *Safilo *hanno raggiunto 1.252,8 milioni di euro, in leggera contrazione rispetto a 1.279,0 registrati nel 2015 (-2,0% a cambi correnti e -1,2% a cambi costanti) in seguito all’impatto negativo dei marchi che non fanno più parte del portafoglio del Gruppo. Nell’anno, le vendite del portafoglio dei marchi in continuità sono cresciute del 3,6% a cambi costanti (+5,2% escl. Retail). Nel quarto trimestre 2016, le vendite nette totali di Safilo sono risultate pari a 313,7 milioni di euro, in leggero calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,7% a cambi correnti e -1,7% a cambi costanti), mentre è risultata positiva la performance delle vendite del portafoglio dei marchi in continuità (+0,5% a cambi costanti e + 2,3% escl. Retail). (GD) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Ferragamo: ricavi +4% nel quarto trimestre 2016
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

Il Gruppo Salvatore Ferragamo (MTA: SFER), uno dei principali operatori mondiali del settore del lusso, comunica che i Dati Preliminari dei Ricavi Consolidati per l’Esercizio 2016 ammontano a 1. Il Gruppo Salvatore Ferragamo (MTA: SFER), uno dei principali operatori mondiali del settore del lusso, comunica che i Dati Preliminari dei Ricavi Consolidati per l’Esercizio 2016 ammontano a 1.438 milioni di euro con un incremento del 1% a cambi correnti e in diminuzione del 2% a cambi costanti rispetto all’esercizio 2015. Ricavi Preliminari Consolidati dell’Esercizio 2016 Nell’esercizio 2016, il Gruppo Salvatore Ferragamo ha realizzato Ricavi Consolidati pari a 1.438 milioni di euro, con un incremento del 1% a tassi di cambio correnti (-2% a cambi costanti ) rispetto ai 1.430 milioni di euro registrati nell’esercizio 2015. I ricavi del quarto trimestre 2016, confermando un miglioramento del trend delle vendite, hanno registrato un aumento del 4% (+1% a cambi costanti ). Le vendite Retail del mese di Gennaio 2017 hanno confermato, rafforzandolo, questo andamento. (RV) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Petrolio, Opec e calo del dollaro incoraggiano i prezzi
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

Accelerano al rialzo i prezzi del petrolio sull’Ice. Accelerano al rialzo i prezzi del petrolio sull’Ice. Il future sul Brent *accumula un vantaggio dell’1,32% a 55,97 dollari al barile, mentre il derivato sul *WTI *passa di mano a 53,53 dollari (+1,68%). Diversi osservatori mettono in evidenza i risultati dei tagli alla produzione attuati dall’Opec *che, secondo alcuni calcoli di Reuters avrebbe raggiunto l’82% degli obiettivi fissati, battendo le attese del mercato e portando a 30,01 milioni di barili al giorno la media dei target di produzione di gennaio contro i 31,17 milioni di dicembre. Bisogna comunque evidenziare che sulle quotazioni al rialzo del petrolio influiscono anche i *cali odierni del dollaro *che, come noto, tende a muoversi in direzione opposta ai prezzi delle materie prime. (GD) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

La cedola non teme il tasso
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

Il rialzo del costo del denaro negli Usa non è un buon motivo per abbandonare la caccia agli alti dividendi. L’arrivo di Trump alla Casa Bianca ha creato opportunità nel pharma e nei finanziari. Il rialzo dei tassi di interesse Usa mette a rischio i dividendi? “Dipende”, risponde Michael Hodel, portfolio manager di Morningstar Investment Management e responsabile della strategia Dividend Select nel report Dividend Investor in uscita a febbraio 2017. “Di solito l’aumento del costo del denaro, nel medio termine è un evento negativo per l’equity in generale e per quello che paga alte cedole in particolare”. La teoria finanziaria spiega che rilevanza del tasso d’interesse per l’andamento del mercato azionario dipende innanzitutto dalla sua natura di variabile chiave nei modelli teorici di formazione dei prezzi. Ci si trova di fronte in primo luogo ad un impatto diretto sul valore attuale degli utili attesi, che viene penalizzato da un rialzo del livello dei tassi d’interesse. In secondo luogo è l’entità degli utili attesi stessi che può essere influenzata, in considerazione del fatto che il livello dei tassi influisce sulla struttura di costo dell’impresa. “Dal punto di vista operativo, quando salgono i tassi gli investitori si spostano sul reddito fisso….

Bill Gates, analisi del suo portafoglio
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

In uno dei tanti libri che ho letto di Warren Buffett, spesso l’Oracolo di Omaha faceva riferimento a Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo, come ad un amico. In uno dei tanti libri che ho letto di Warren Buffett, spesso l’Oracolo di Omaha faceva riferimento a Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo, come ad un amico. Bill Gates è molto di più, infatti, oltre ad aver seguito le orme di Buffett come investitore, Buy and Hold, il classico cassettista, nel suo portafoglio il 58% è costituito da azioni della Berkshire Hathaway (BRK.B), proprio la società di Warren Buffett. La Fondazione Bill & Melinda ha un saldo di 18.5 miliardi dollari, infatti da quando Gates ha lasciato la Microsoft (MSFT) si è dato alla filantropia con sua moglie. Questo tipo di ricchezza è qualcosa che la maggior parte di noi può solo sognare. Non dimentichiamo che comunque Gates è un umano, è un investitore come noi, ha rivoluzionato il mondo con il suo Windows, ma è sempre alla ricerca di società sottovalutate per acquisti sul lungo termine, alcune delle quali diano anche buoni dividendi. Come detto, Bill Gates è un amico personale di Warren Buffett, quindi non è una…

Giappone: punto macro
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

A Tokyo, come ci si aspettava, non hanno apportato alcuna modifica all’attuale politica monetaria che continua ad essere improntata su tassi negativi. Questa settimana la Bank of Japan è stata la prima tra banche centrali a comunicare, riguardo i tassi di interesse, la decisione o meno di apportare variazioni su quanto precedentemente deliberato (seguiranno Federal Reserve e Bank of England) . A Tokyo, come ci si aspettava, non hanno apportato alcuna modifica all’attuale politica monetaria che continua ad essere improntata su tassi negativi. Ad essere cambiate sono invece le proiezioni economiche: la banca centrale ha infatti comunicato che le stime di crescita per quest’anno sono aumentate all’1,4%, in rialzo rispetto al precedente 1% di ottobre. Molto interessanti  le considerazioni sull’inflazione, in assoluto il punto più debole dell’economia giapponese: in questo senso ci si attende che l’inflazione raggiunga il target fissato del 2% nel corso del 2018. In questo momento la crescita dei prezzi procede allo 0,3% ma, secondo Kuroda, ci sarebbero chiari segnali secondo cui le proiezioni di inflazione nel medio-lungo periodo avrebbero iniziato finalmente a crescere. Ciò che in particolare incoraggia sono i miglioramenti che nell’ultimo trimestre si sono visti nelle nel settore manifatturiero e nelle esportazioni, per le…

Lettera finanziaria. Mercati spaventati
Finanza/Economia / 1 febbraio 2017

Acquistare pure sotto 2,10, Intesa Rnc e rivenderle scadenza marzo call 2,10. Chiudere parzialmente short Poste. In atto ora solo logiche ricopertura. Per ora sembra una normale “sciacquata”, dopo il lento e lungo irrazionale recupero degli ultimi due mesi, evidentemente costruito con basi più emotive che solide, sulle ali delle premesse, e promesse, del nuovo inquilino della Casa Bianca, sia in campagna elettorale, che una volta eletto. Ma andando ben ad analizzare, come si sta muovendo e posizionando il nostro indice, notiamo come anche nella prima seduta della settimana, i prezzi si siano portati…e fermati ,ora, sotto i supporti di 18800, andando addirittura intraday, anche verso area 18700. Altro brutto segno. Abbiamo altresì la convinzione, che a parte le news destabilizzanti provenienti dal pianeta Trump,ora potremo essere travolti anche dal riaccendersi della campagna politica favorevole o meno a nuove chiamate alle urne ad inizio o a fine primavera ( circolano già le prime date,30 aprile- 25 giugno). Caos per i prossimi 3/6 mesi. I mercati non gradiranno. Buon ultimo. Un’ ondata, mai vista prima, di richiesta di danaro, da parte dei big Bancari, in primis Unicredit ed a seguire tutti gli altri, oltre al collocamento entro la primavera di un…

UniCredit la scampa, Bce soddisfatta del piano così com’è
News / 1 febbraio 2017

I mercati e il governo Gentiloni, che di grane ne ha già avute tante nei primi mesi di lavoro, tirano un sospiro di sollievo. La Bce sembra che sia infatti soddisfatta del maxi piano di aumento di capitale annunciato da UniCredit a dicembre e non ha fatto altre richieste al primo istituto di credito italiano per capitalizzazione. Lo ha reso noto oggi, stando a una fonte citata da Reuters che ha partecipato alla riunione con un gruppo di investitori italiani e stranieri, l’amministratore delegato della banca in crisi patrimoniale. In una bozza preliminare del piano di ricapitalizzazione da 13 miliardi di euro, la banca spiega che la Bce ha chiesto anche a UniCredit di presentare un programma di smaltimento dei crediti deteriorati entro il 28 febbraio, alimentando i timori che le autorità di politica monetaria potessero chiedere misure addizionali all’istituto. Ma secondo quanto riferito dalla fonte a Reuters, il top manager Jean-Pierre Mustier ha calmierato gli animi quando nella riunione con gli investitori di Milano ha dichiarato che la Bce era “molto contenta” con il piano già presentato dalla banca, che include la vendita di 17,7 miliardi di euro di sofferenze. Oltre alla cessione a un veicolo controllato al 50,1%…