Ftse Mib respinto dalla media a 50 giorni
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Ftse Mib, ancora un massimo di seduta, il terzo consecutivo, disegnato sulla media mobile a 50 giorni. Ftse Mib, ancora un massimo di seduta, il terzo consecutivo, disegnato sulla media mobile a 50 giorni. La media mobile, violata al ribasso il 15 febbraio, transita ora a 19170 punti ed e’ stata messa sotto pressione senza successo nelle ultime tre sedute. La rottura della media sarebbe un segnale di forza anche se limitatamente al breve termine, in area 19800 si collocano infatti i massimi di inizio e fine gennaio, un’altra resistenza critica. Oltre area 19800 invece sarebbe possibile scommettere su di una evoluzione rialzista anche di medio termine, con obiettivi fino ai 20700 punti almeno. La mancata rottura di 19710 e la violazione di 18820 potrebbero invece lasciare spazio al test a 18530 del lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di giugno 2016, resistenza superata al rialzo il 7 dicembre scorso e ora supporto per l’indice (gia’ messo alla prova l’8 febbraio). Sotto 18530 target a 17757, base del gap rialzista del 7 dicembre. (AM) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +0,18%
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Francoforte (DAX) +0,60%;Parigi (CAC 40) -0,05%;Londra (FTSE 100) invariato;Madrid (IBEX 35) +0,28%. Francoforte (DAX) +0,60%;Parigi (CAC 40) -0,05%;Londra (FTSE 100) invariato;Madrid (IBEX 35) +0,28%. (SF) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Italia paese meno a rischio in caso di addio all’euro
News / 21 febbraio 2017

L’euro viene ormai percepito da un numero crescente di osservatori ed economisti come il problema e non la soluzione dei problemi legati alla performance scarsa dell’Europa in termini economici. Tanto che l’idea che un paese possa abbandonare l’euro viene ormai accettata e ritenuta una possibilità concreta, anche dai mercati. D’altronde la Grecia stava per lasciare l’euro due anni fa, nel 2015, e diversi movimenti politici minacciano di fare lo stesso se saliranno al potere. Anche la comunità di economisti e intellettuali favorevoli al progetto di un’unione monetaria, come il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz e il sociologo tedesco Wolfgang Streeck, ha iniziato a chiedere un cambiamento di approccio e di strategia radicale da parte delle autorità europee. La prima domanda da chiedersi sul piano prettamente economico è quali sarebbero le conseguenze di un ritorno alla valuta nazionale, che si svaluterebbe alimentando l’inflazione e riducendo il potere di acquisto delle famiglie. Sul breve termine l’impatto sarebbe estremamente negativo, ma sul lungo termine potrebbero esserci vantaggi notevoli per alcuni paesi. La questione piu’ controversa riguarda i debiti privati e pubblici denominati nella nuova moneta. Gli agenti ed enti nazionali che hanno debiti denominati in euro sarebbero in grado di ripagare la passività…

Openjobmetis, variazione diritti di voto dopo bonus share
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Openjobmetis, una delle principali Agenzie per il Lavoro, quotata al Mercato Azionario – segmento STAR – gestito da Borsa Italiana, comunica che, in data odierna, si è positivamente concluso l’iter delle attività volte all’attribuzione delle azioni gratuite Bonus Share ai Dipendenti di struttura delle società del Gruppo – così come indicato al paragrafo 5. Openjobmetis, una delle principali Agenzie per il Lavoro, quotata al Mercato Azionario – segmento STAR – gestito da Borsa Italiana, comunica che, in data odierna, si è positivamente concluso l’iter delle attività volte all’attribuzione delle azioni gratuite Bonus Share ai Dipendenti di struttura delle società del Gruppo – così come indicato al paragrafo 5.2.3.4 del Prospetto Informativo relativo all’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione di Openjobmetis S.p.A. (cfr. Comunicato 2 dicembre 2016). Si precisa, che a seguito dell’iter, sono state attribuite ai Dipendenti n. 3884 azioni ordinarie gratuite. Nella seguente tabella sono riportati i dati aggiornati relativi alle azioni in circolazione e al numero di diritti di voto esercitabili in assemblea a partire dalla data del 20 febbraio 2017. | |Situazione aggiornata |Situazione precedente || |Numero azioni *|Numero diritti di voto |Numero azioni |Numero diritti di voto ||Azioni Ordinarie |10.628.487 |10.628.487 |10.627.218 |10.627.218 ||Azioni Ordinarie con…

Fca tra i migliori del Ftse Mib grazie ai rumors su Psa-Opel
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Non cambia la view su Fca che per la SIM milanese resta un titolo da mantenere in portafoglio con un prezzo obiettivo a 10,7 euro. La seduta odierna è stata speculare a quella di venerdì scorso per Fche, dopo aver ceduto l’1,3% prima del week-end, oggi si è ripreso il maltolto. Il titolo, salito in controtendenza rispetto al mercato, ha messo a segno la seconda migliore performance nel paniere delle blue chips, terminando gli scambi a 10,79 euro, con un vantaggio dell’1,41% e oltre 8 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 22 milioni di pezzi. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, PSA acquisterebbe Opel-Vauxhall da General Motors per 2 miliardi, pagando circa 0,1 volte le vendite per un asset in perdita a livello operativo dal 1999.Gli analisti di Equita SIM fanno sapere che, se questa valutazione venisse confermata, la loro valutazione della regione Emea per FCA di circa 0,09 volte apparirebbe conservativa, segnalando che in ogni caso rappresenta l’11% della somma delle parti. Non cambia la view su Fca che per la SIM milanese resta un titolo da mantenere in portafoglio con un prezzo obiettivo a 10,7 euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,15%
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,15%. Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,15%. Deboli i finanziari, bene STM, FCA ed Eni. Mercati azionari europei in verde. Wall Street oggi è rimasta chiusa per festività (Washington’s Birthday). A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,15%, il Ftse Italia All-Share a -0,10%, il Ftse Italia Mid Cap a +0,61%, il Ftse Italia Star a +0,55%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che l’indice di fiducia dei consumatori eurozona preliminare relativo al mese di febbraio scende dai -4,8 punti di gennaio (rivisto da -4,9) a -6,2 (consensus -4,9). In Germania l’Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di gennaio l’Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto dello 0,7% su base mensile a fronte di un incremento atteso dello 0,3% e dello 0,4% a dicembre. Su base annuale il PPI e’ cresciuto del 2,4%. Nel Regno Unito la Confederation of British Industry (CBI) ha annunciato che l’indice relativo agli ordini industriali e’ risultato pari a 8 punti in febbraio, da 5 di gennaio. Le attese erano fissate su un indice pari a 3 punti. Bancari in rosso dopo un avvio di seduta…

Banca Ifis: nuovo massimo storico
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Nuovo massimo storico per Banca Ifis a 29.79 euro, il miglior titolo bancario degli ultimi due decenni (per performance percentuale). Nuovo massimo storico per Banca Ifis a 29.79 euro, il miglior titolo bancario degli ultimi due decenni (per performance percentuale). Oggi Interbanca (parte del Gruppo Banca IFIS da novembre 2016) e C.M.C. di Ravenna – una delle principali società di costruzioni italiane – hanno firmato un accordo per un finanziamento a medio termine per un totale di 20 milioni di euro. Il finanziamento servirà a supportare l’importante sviluppo del portafoglio commesse estere del Gruppo. Un sostegno, quello di Banca IFIS Impresa, che in questo mercato mira a supportare gruppi e PMI eccellenti nei loro progetti di crescita ed espansione, anche a livello internazionale. Stefano Cirella, Responsabile Commercial Lending di Interbanca, ha detto che “Si tratta di un deal importante, con un cliente di assoluto standing non solo nel mercato italiano. Un’operazione che ci dà fiducia e ci dimostra che il tessuto imprenditoriale italiano è ricco di eccellenze nei settori più svariati, che riescono ad affermarsi a livello globale e Banca IFIS ha capacità e disponibilità per supportare la crescita delle imprese virtuose come C.M.C.”. Il CFO di C.M.C., Alberto Morigi, conferma “Il closing di…

Fila: nuovo massimo storico
Finanza/Economia / 21 febbraio 2017

Denaro sul titolo F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini che mette a segno un nuovo massimo storico a 15.18 euro. Denaro sul titolo F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini che mette a segno un nuovo massimo storico a 15.18 euro (buon risultato per un titolo poco seguito dal Mercato e dalla maggior parte degli investitori che si limitano a seguire i soliti 40 titoli). Il titolo, del gruppo che opera nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti per l’espressione della creatività, dal debutto ad oggi ha messo a segno un progresso di oltre il 55%. F.I.L.A., nata a Firenze nel 1920 e gestita dal 1956 dalla famiglia Candela, è una Società italiana e una delle realtà industriali e commerciali più solide, dinamiche, innovative e in crescita sul mercato. Dal novembre 2015, F.I.L.A. è quotata alla Borsa di Milano, segmento STAR. L’azienda, con un fatturato di oltre 275 milioni di Euro al 31 dicembre 2015, ha registrato negli ultimi vent’anni una crescita significativa e ha perseguito una serie di acquisizioni strategiche, fra cui l’italiana Adica Pongo, la statunitense Dixon Ticonderoga, la tedesca LYRA, la messicana Lapiceria Mexicana, la brasiliana Lycin, l’inglese Daler-Rowney Lukas, l’inglese St. Cuthberts e la francese Canson. Il 21…

Il mistero dell’oro
News / 21 febbraio 2017

Sui mercati ci si interroga sul comportamento anomalo di un asset in particolare, che prima e dopo le ultime tre strette monetarie della banca centrale statunitense non sta seguendo quello che vorrebbe la logica. In teoria in un contesto di restringimento delle condizioni creditizie, l’oro dovrebbe indebolirsi e non rafforzarsi. Nelle ultime tre occasioni in cui la Federal Reserve ha innalzato il costo del denaro dopo otto anni di politiche ultra accomodanti, i prezzi dell’oro sono al contrario scesi prima che la Fed decidesse di alzare i tassi di interesse e sono invece risaliti subito dopo. In parte questo movimento insolito puo’ essere spiegato con il fatto che il mercato si preoccupa piu’ prima di un evento che dopo. Dalll’altro canto è indubbio che le incertezze politiche globali – vittoria di Donald Trump, Brexit ed elezioni in Europa – hanno aumentato l’appeal dell’oro, che sui mercati approfitta del suo status di bene rifugio. Gli investitori nel fondo comune legato all’oro piu’ grande al mondo (l’ETF SPDR Gold) hanno comprato oltre 40 tonnellate a febbraio, alimentando una rally dei prezzi di oltre il 7% a quota 1.234 dollari l’oncia. Nel 2017 i grandi investitori istituzionali e gestori stanno investendo la liquidità accumulata…

Merkel riuscirà a costringere Draghi a dimettersi?
News / 21 febbraio 2017

Con l’avvicinarsi dell’appuntamento con le elezioni politiche federali in Germania, Angela Merkel, che è data in ritardo sullo sfidante socialista Martin Schulz nei sondaggi, ha in certi frangenti incominciato ad assumere toni piu’ aspri, trasformando la sua campagna elettorale in una sfida tra europeisti e germanofili. Dopo il suo ministro dell’Economia Wolfgang Schaeuble, un falco che ha spesso attaccato le politiche espansive monetarie della Bce, ora anche la Cancelliera Merkel punta il dito contro Mario Draghi, accusato di essere il principale artefice delle difficoltà dell’area euro. Nell’ammettere che il valore dell’euro è troppo basso per la Germania, Merkel ha puntualizzato tuttavia che non è colpa delle politiche della Germania se la divisa è debole, dal momento che la Bce è un’autorità in tutto e per tutto indipendente. Merkel, che raramente entra nel merito dei tassi di cambio come potrebbero fare i suoi omologhi in Cina o Stati Uniti, ha dichiarato che “al momento nell’area euro abbiamo certamente un problema con il valore dell’euro”. Merkel ha ammesso che la Germania trarrebbe benefici dalla eventuale introduzione del marco tedesco, il cui valore sarebbe molto piu’ alto di quello attuale dell’euro, e che invece si deve portare in spalla la debolezza di alcuni paesi…