Europa senza volumi
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

In queste settimane c’è da chiedersi se l’Orso yankee si è estinto. Bisogna risalire al febbraio 2016 per registrare una flessione superiore al 10% da parte di Wall Street. In queste settimane c’è da chiedersi se l’Orso yankee si è estinto. Bisogna risalire al febbraio 2016 per registrare una flessione superiore al 10% da parte di Wall Street. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito ad una dimostrazione di forza del Toro che in questi giorni spegne l’ottava candelina. Era, infatti, il 6 marzo 2009 quando l’S&P500 toccò il livello più basso degli ultimi 20 anni iniziando il quarto rialzo più longevo degli ultimi 70 anni: il migliore in assoluto per valore di quotazione. Sorprende l’euforia che dall’elezione di Trump traina un rialzo imponente. Per avere un metro di riferimento basta contare che il Dow Jones ha impiegato “solo” 24 giorni per tagliare il traguardo dei 20 e 21 mila punti. Tra gli indici europei solo il tedesco Dax riesce a trarne i maggiori benefici, riportandosi in questi giorni ai livelli dell’aprile 2015, mese che vide segnare i massimi storici assoluti. Nel resto d’Europa, tranne l’indice spagnolo Ibex che rivede i livelli di fine 2015, per gli altri due indici principali…

Tutti bullish, con buone ragioni
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

C’è un equivoco ricorrente fra chi esamina il mercato servendosi delle lenti dell’analisi contrarian. C’è un equivoco ricorrente fra chi esamina il mercato servendosi delle lenti dell’analisi contrarian. Per chi non lo sapesse, questo approccio consiste nell’avere la forza non indifferente di assumere una posizione contraria alla massa, quando questa esprime un’opinione plebiscitaria su un determinato mercato: se tutti scommettono sul rialzo dell’oro, io vendo oro; se tutti puntano su un boom del dollaro, io compro euro, e via dicendo. Facile sulla carta, meno quando ad essere coinvolta è la carta moneta. Ad ogni modo, l’analista contrarian postula: se tutti sono positivi su un mercato, quello stesso è “condannato” al ribasso, semplicemente perché tutti evidentemente devono aver già comprato, e non vi è rimasto nessun altro capace di conferire ulteriore denaro al piatto. La questione è di concreta attualità: giusto ieri il sondaggio settimanale ha rilevato una percentuale impressionante di Tori fra gli analisti finanziari: Credetemi: quando il 63% degli advisor è bullish sulle prospettive del mercato azionario, è davvero difficile scommettere che la statistica conosca un ulteriore allargamento. Sfortunatamente, però, non esiste un future sul sentiment. Noi compriamo e vendiamo azioni (o indici), non indicatori. Si dirà: ma se…

Toro scatenato, fin troppo
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

Mai prima d’ora l’indice americano delle blue chips aveva impiegato così poco tempo per salire di 1000 punti. I titoli dei media degli ultimi giorni sono stati dedicati alla strabiliante performance ha portato gli indici di Wall Street su livelli record, con il Dow Jones che ha toccato un massimo di 21000 punti, dopo l’accelerazione impressionante nella scorsa settimana. Mai prima d’ora l’indice americano delle blue chips aveva impiegato così poco tempo per salire di 1000 punti. Inoltre, al momento, dal punto di vista tecnico non vi sono segnali d’inversione. Le medie mobili a 50 e 200 periodi sono molto al di sotto del prezzo e lo stocastico è da quasi due mesi in area di ipercomprato, a testimonianza della forza e della persistenza del trend. Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; marzo 2017 Se dal punto di vista tecnico non riscontriamo figure d’inversione, in che modo è possibile trovare indicazioni utili per evitare di rimanere col cerino in mano in caso di improvviso storno? Proviamoci. Nelle ultime settimane stiamo infatti assistendo a un rialzo di oro e argento per certi aspetti sorprendente, dato che solitamente questi metalli preziosi tendono a salire in situazioni di mercato ben diverse. Tradizionalmente…

Tutti bullish, con buone ragioni
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

C’è un equivoco ricorrente fra chi esamina il mercato servendosi delle lenti dell’analisi contrarian. C’è un equivoco ricorrente fra chi esamina il mercato servendosi delle lenti dell’analisi contrarian. Per chi non lo sapesse, questo approccio consiste nell’avere la forza non indifferente di assumere una posizione contraria alla massa, quando questa esprime un’opinione plebiscitaria su un determinato mercato: se tutti scommettono sul rialzo dell’oro, io vendo oro; se tutti puntano su un boom del dollaro, io compro euro, e via dicendo. Facile sulla carta, meno quando ad essere coinvolta è la carta moneta. Ad ogni modo, l’analista contrarian postula: se tutti sono positivi su un mercato, quello stesso è “condannato” al ribasso, semplicemente perché tutti evidentemente devono aver già comprato, e non vi è rimasto nessun altro capace di conferire ulteriore denaro al piatto. La questione è di concreta attualità: giusto ieri il sondaggio settimanale ha rilevato una percentuale impressionante di Tori fra gli analisti finanziari: Credetemi: quando il 63% degli advisor è bullish sulle prospettive del mercato azionario, è davvero difficile scommettere che la statistica conosca un ulteriore allargamento. Sfortunatamente, però, non esiste un future sul sentiment. Noi compriamo e vendiamo azioni (o indici), non indicatori. Si dirà: ma se…

Toro scatenato, fin troppo
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

Mai prima d’ora l’indice americano delle blue chips aveva impiegato così poco tempo per salire di 1000 punti. I titoli dei media degli ultimi giorni sono stati dedicati alla strabiliante performance ha portato gli indici di Wall Street su livelli record, con il Dow Jones che ha toccato un massimo di 21000 punti, dopo l’accelerazione impressionante nella scorsa settimana. Mai prima d’ora l’indice americano delle blue chips aveva impiegato così poco tempo per salire di 1000 punti. Inoltre, al momento, dal punto di vista tecnico non vi sono segnali d’inversione. Le medie mobili a 50 e 200 periodi sono molto al di sotto del prezzo e lo stocastico è da quasi due mesi in area di ipercomprato, a testimonianza della forza e della persistenza del trend. Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; marzo 2017 Se dal punto di vista tecnico non riscontriamo figure d’inversione, in che modo è possibile trovare indicazioni utili per evitare di rimanere col cerino in mano in caso di improvviso storno? Proviamoci. Nelle ultime settimane stiamo infatti assistendo a un rialzo di oro e argento per certi aspetti sorprendente, dato che solitamente questi metalli preziosi tendono a salire in situazioni di mercato ben diverse. Tradizionalmente…

Unicredit: analisi tecnica
Finanza/Economia / 4 marzo 2017

Unicredit nelle ultime sedute (+10% in una settimana) ha messo a segno un buon rimbalzo. Unicredit nelle ultime sedute (+10% in una settimana) ha messo a segno un buon rimbalzo. Si tratta di un movimento incoraggiante ma che necessita di ulteriori conferme. La prima verrà generata con la violazione di 14.10 euro in chiusura di seduta (con tenuta di 3 sessioni), a quel punto potremo assistere ad un allungo in direzione di 14.98 euro. La violazione di quest’ultima resistenza, in particolar modo in chiusura di seduta, permetterà ai corsi di raggiungere il primo target in area 15.77 euro. Le prospettive rialziste perderebbero invece forza sotto 12.80 euro in chiusura, preludio ad un affondo in direzione di area 12.10 euro in prima battuta. Attenzione alle false partenze e speculazioni. Il titolo in 6 mesi ha ceduto il 42%, il 63% in 12 mesi, il 77% in 3 anni ed il 67% in 5 (dal 2000 ad oggi -85%). Unicredit: per Equita Sim è Buy, tp 16.40 euro; per Mediobanca è Outperform, tp 19.40; per Exane è Neutral, tp 13.60 euro. Risultati 4° trim.: Perdita netta contabile pari a €13,6 mld Escludendo €13,2 mld di poste non ricorrenti nel 4trim16, Perdita netta pari a…

Wall Street mette le cose in chiaro, tendenza salda e pure forte
News / 4 marzo 2017

Dow Jones: bene i bancari, Merck e Caterpillar. Shopping sui titoli delle compagnie aeree. Nyse, Snap Inc. in rally dopo il boom all’esordio. Nasdaq, Costco Wholesale in discesa su trimestrale deludente. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura di seduta poco mossa oggi per la piazza azionaria di Wall Street con l’indice S&P 500 che ha guadagnato lo 0,05% a 2.383,12 punti, mentre il Dow Jones con un +0,01%  a 21.005,71 è rimasto sostanzialmente invariato. Fa meglio al close il Nasdaq che ha guadagnato lo 0,16% a 5.870,75 punti.   Dow Jones: bene i bancari, Merck e Caterpillar Tra le grandi capitalizzazioni, gli acquisti sul Dow Jones oggi, venerdì 3 marzo del 2017, si sono in prevalenza concentrati sui titoli bancari, da Goldman Sachs (GS), +0,69% a $ 252,80, a JPMorgan Chase (JPM), +0,66% a $ 92,75. Bene al close pure Merck (MRK), +0,71% a $ 66,55, e Caterpillar Inc. (CAT), +0,74% a $ 95,06, che torna in luce verde dopo il netto ribasso della vigilia.  Shopping sui titoli delle compagnie aeree Si è chiusa tutta sui guadagni oggi la seduta per i titoli del trasporto aereo con la holding United Continental (UAL) che…

Il muro col Messico costruito da chi finanzia l'Isis?
News / 4 marzo 2017

Al muro non si rinuncia. Non servono le proteste degli immigrati messicani (regolari e no) e tantomeno la guerra diplomatica con la nazione centramericana. Al muro non si rinuncia. Non servono le proteste degli immigrati messicani (regolari e no) e tantomeno la guerra diplomatica con la nazione centramericana. Il caso Il Messico, secondo il presidente Trump, non solo dovrà farsi carico delle spese per il controllo del confine ma anche di quelle del muro proposto dall’amministrazione americana. Nulla di tutto questo ha avuto, almeno finora, la forza di far cambiare idea al tycoon: il muro si farà. E stando al suo ultimo discorso fatto davanti al Congresso, le materie prime impiegate saranno made in Usa. E pagate , come detto, dai messicani. Peccato che a candidarsi tra i vari appaltatori ci sia anche una ditta, non statunitense, che, invece, per ammissione dei suoi stessi vertici, aveva chiuso accordi con l’Isis tra il 2013 e 2014. LafargeHolcim, questo il nome della ditta incriminata, in qualità di leader mondiale della produzione di cemento, aveva (ed ha tuttora) una serie di stabilimenti in diverse parti del mondo, tra queste anche la Siria. La violazione dell’embargo Nello specifico l’accordo che è sotto accusa sarebbe…

Bca Mediolanum in rialzo. Un titolo su cui vale la pena puntare?
News / 4 marzo 2017

Il titolo è salito anche oggi malgrado le indicazioni caute arrivate da Equita SIM, ma ci sono altre banche d’affari che hanno una view ben più costruttiva. Finale di settimana in positivo per Banca Mediolanum che oggi è salito per la terza seduta consecutiva, muovendosi sostanzialmente in linea con l’indice di riferimento. Il titolo, dopo aver guadagnato oltre mezzo punto percentuale ieri, si è mostrato ancora più vivace oggi, fermandosi a 6,455 euro, con un progresso dell’1,33% e oltre 2,7 milioni di azioni transitate sul mercato, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 1,8 milioni di pezzi. Equita SIM rivede le stime e riduce il target price Banca Mediolanum oggi è finito sotto i riflettori di Equita SIM, i cui analisti, alla luce dei risultati del 2016 e della guidance fornita dal gruppo, hanno aggiornato il modello. Gli esperti hanno così ridotto le stime sull’utile netto di quest’anno nell’ordine del 5%, tagliando del 12% quelle riferite al 2018. Quest’anno la riduzione dell’8% del net interest income più che compensa l’aumento delle management feee dovuto alla maggiore raccolta nei prodotti gestiti. Nel 2018 pesa soprattutto la revisione al ribasso delle performance fees, mentre le stime…

Piazza Affari: finisce alla grande l’ottava
News / 4 marzo 2017

Le Banche italiane vengono riscoperte dagli investitori? L’inflazione potrebbe aiutare anche le assicurazioni. Eni continua a salire perché … La nostra Borsa viene sorretta dai titoli bancari e conclude l’ottava con un guadagno superiore al punto percentuale risultando così la miglior Piazza del Vecchio Continente. Positiva anche Parigi (+0,6%) mentre finiscono al di sotto della parità sia Londra (-0,1%) che Francoforte (-0,3%). Partito in territorio negativo il nostro Ftse Mib (+1,15%) verso metà mattinata aveva un’improvvisa impennata salendo su quota 19.600 punti per rimanere poi su quel livello fino al fixing. Podio interamente occupato da titoli del comparto bancario, sul gradino più alto Ubi Banca (+4,93%), ai suoi lati Bper Banca (+4,49%) che ieri ha acquistato la Carife per 1 euro e Unicredit (+3,70%) che termina a quota 14 euro tondi tondi. Completano la festa Mediobanca (+2,80%) Banco BPM (+2,37%) ed Intesa Sanpaolo (+2,01%). Festeggiano anche gli assicurativi: Unipol (+2,39%), UnipolSai (+2,17%) e Generali (+1,75%) ed il risparmio gestito: Finecobank (+2,33%) e Banca Mediolanum (+1,33%) mentre finisce sotto la parità Azimut (-0,31%). Va segnalato anche il nuovo rialzo di Eni (+1,73%) in una seduta non completamente positiva per i petroliferi, sale Saipem (+0,33%) ma la maglia nera di giornata va a Tenaris (-1,02%). In rosso, infine, Mediaset (-0,77%) che rimane in fase laterale, Yoox Net-a-Porter (-0,76%) che non conferma il boom della vigilia e Moncler…