Biesse: da inizio 2017 titolo +31%
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Nuovo record per Biesse, questa volta riguardante il suo prezzo in Borsa. Nuovo record per Biesse, questa volta riguardante il suo prezzo in Borsa. Quotata dal 2001 al segmento STAR di Borsa Italiana, Biesse durante la sessione odierna ha raggiunto e superato il livello toccato lo scorso 31 Maggio 2007 (24,95 euro per azione) registrando un prezzo di chiusura pari a 25.00 euro per azione. Nel mese in corso (Marzo 2017) il totale delle azioni scambiate ammonta a 1.589.427 rappresentante il 6% del capitale sociale. Biesse (BSS.MI) ha di fatto beneficiato dei brillanti risultati conseguiti nel 2016, delle confortanti aspettative contenute nel Piano Industriale Triennale (2017-2019) recentemente approvato, nonché del positivo mood dei mercati finanziari mondiali. Da inizio 2017 il valore dell’azione Biesse è cresciuto del 31%, mentre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’incremento è stato del 73%. In questi giorni Biesse ha partecipato all’evento star di Borsa Italiana a Milano incontrando oltre 68 società di investimento / analisti. (RV – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Winnebago: ricavi e utili sopra attese
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Il produttore di veicoli ricreazionali Winnebago Industries ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Il produttore di veicoli ricreazionali Winnebago Industries ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l’utile per azione si è attestato a 0,48 dollari su ricavi per 370,5 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,44 dollari su ricavi per 338 milioni. Il titolo alla Borsa di New York guadagna il 5%. (RV – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 -0,26%
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Euro Stoxx 50 -0,26%;Francoforte (DAX) -0,48%;Parigi (CAC 40) -0,15%;Londra (FTSE 100) -0,73%. Euro Stoxx 50 -0,26%;Francoforte (DAX) -0,48%;Parigi (CAC 40) -0,15%;Londra (FTSE 100) -0,73%. (SF – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

GO internet: l'utile cala a € 136 mila, ma crescono i ricavi
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

GO internet comunica che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna, ha approvato il progetto di bilancio (redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS e ITA GAAP) al 31 dicembre 2016. *GO internet *comunica che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna, ha approvato il progetto di bilancio (redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS e ITA GAAP) al 31 dicembre 2016. Ecco in sintesi i dati principali. Ricavi di vendita +20% pari a 6,34 milioni di euro (5,26 milioni di euro al 31 dicembre 2015) EBITDA +25% pari a 2,51 milioni di euro (2,01 milioni di euro al 31 dicembre 2015), con un EBITDA Margin che si attesta al 39,4% (38% al 31 dicembre 2015) Utile netto pari a 136 mila euro (151 mila euro al 31 dicembre 2015) Posizione finanziaria netta pari a 2,35 milioni di euro (5,46 milioni di euro al 31 dicembre 2015) Clienti acquisiti +20% pari a 37.749 clienti (31.356 clienti al 31 dicembre 2015) GO internet raggiunge un *fatturato *pari a circa 6,340 milioni di Euro e continua la fase di crescita con un aumento dello stesso del +20% rispetto al 2015. In particolare, l’aumento del fatturato è dovuto alla costante e progressiva diffusione…

A Eni due nuovi blocchi nell'offshore della Costa d'Avorio
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Eni informa di aver ottenuto due nuovi blocchi esplorativi al largo della Costa d’Avorio, situati a circa 50 km dalla costa. Eni informa di aver ottenuto due nuovi blocchi esplorativi al largo della Costa d’Avorio, situati a circa 50 km dalla costa. I due blocchi, denominati CI-101 e CI-205 e caratterizzati come deep offshore, si trovano nella parte orientale del prolifico bacino del Tano, in cui Eni è già presente, e coprono una superficie complessiva di circa 2.850 chilometri quadrati. Il blocco CI-101 è ubicato fra i 200 e i 2.500 metri di profondità d’acqua, a 50 km a sud della capitale Abidjan, mentre il blocco CI-205 è tra i 2.000 e i 2.700 metri e a 80 km a sud-ovest della capitale. Eni detiene in entrambi i blocchi il ruolo di operatore, con il 90% di partecipazione, mentre la società di stato Petroci detiene il rimanente 10%. Questa nuova assegnazione si inquadra nella strategia dual exploration model, che punta all’acquisizione di blocchi esplorativi ad alto potenziale di idrocarburi con una larga quota di maggioranza, consentendo in seguito l’anticipata valorizzazione delle risorse attraverso la vendita di quote di minoranza. Eni opererà i due blocchi utilizzando tecnologie proprie e sfruttando importanti…

Finalmente ci siamo tolti questo pensiero
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Prima o poi sarebbe successo. Wall Street registra la prima seduta concretamente negativa dallo scorso 11 ottobre. Prima o poi sarebbe successo. Wall Street registra la prima seduta concretamente negativa – saldo giornaliero inferiore al -1% – dallo scorso 11 ottobre. La sequenza benigna si arresta a 109 sedute. Negli ultimi cinquant’anni soltanto altre due volte si è fatto meglio, e davvero di misura (1985: 112 giorni senza una perdita giornaliera superiore all’un percento; 1995: 110 sedute). Come abbiamo già rilevato in precedenza, la capacità di Wall Street di resistere così a lungo alle “attenzioni” degli Orsi, è sintomo di vitalità che quasi sempre favorisce ulteriori progressi, una volta smaltite fisiologicamente le tossine: gli scenari apocalittici immediatamente proposti da osservatori frustrati dalla mancata partecipazione ad otto anni di bull market appaiono, dunque, immotivati sul piano puramente statistico. Due settimane fa abbiamo reso disponibile un modello previsionale che spiega cosa aspettarsi nei prossimi sette mesi. Nel Rapporto Giornaliero di oggi abbiamo aggiornato quella previsione. Apparentemente Piazza Affari ha reagito in maniera più composta, stando al saldo finale. Tuttavia, non sarà sfuggito il rovesciamento di fronte registrato rispetto alle battute iniziali. In termini formali abbiamo assistito ad una inversione di tendenza qualificata,…

NZD: tassi di interesse e target di inflazione
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Questa sera alle 21:00 la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) comunicherà la propria decisione riguardo ai tassi di interesse e l’attesa è che questi vengano mantenuti fermi all’1,75%. Questa sera alle 21:00 la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) comunicherà la propria decisione riguardo ai tassi di interesse e l’attesa è che questi vengano mantenuti fermi all’1,75%. A partire dal banking act del 1989 la banca centrale neozelandese, oltre ad essere diventata in assoluto la più indipendente tra tutte le banche centrali dei paesi più sviluppati, ha come obiettivo principale la stabilità dei prezzi e cioè il mantenere stabile l’inflazione agendo principalmente attraverso i tassi di interesse che, attraverso il cosiddetto “transimission mechanism” vanno poi a condizionare lo stato dell’economia. Il sistema neozelandese è basato su una collaborazione tra il banchiere centrale e il ministro delle finanze che insieme stabiliscono il target di inflazione ritenuto ideale e le date esatte nelle quali ci si aspetta che gli obiettivi vengano raggiunti. Un elemento caratteristico della RBNZ è che il governatore viene ritenuto altamente responsabile rispetto al raggiungimento degli obiettivi e se questi non vengono rispettati è poi costretto a dimettersi, cosa apparentemente logica ma che non si ritrova da nessun’altra…

FTSE MIB: è il momento di vendere?
Finanza/Economia / 23 marzo 2017

Il FTSE MIB chiude la seduta odierna con una performance negativa di -0.25%. Il FTSE MIB chiude la seduta odierna con una performance negativa di -0.25%. A preoccupare non è il valore percentuale di oggi, ma come e dove questa discesa si sia sviluppata. Il segnale dato dal movimento dei prezzi è seriamente da prendere in considerazione, dato che assistiamo al quarto test negativo dell’area di resistenza posta a 19.600 punti. Come comportarsi e interpretare questa seduta? In questo video analizzeremo cosa accade sul nostro indice, prendendo in considerazione il movimento dei prezzi in correlazione con altri indicatori e mercati. Saranno forniti anche suggerimenti a scopo didattico sul come comportarsi. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Wall Street stringe le marcature, bloccata subito la tempesta
News / 23 marzo 2017

Dow Jones, Nike in caduta libera. Nyse, FedEx in chiaroscuro nel terzo trimestre. Azioni Winnebago in denaro dopo la trimestrale. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura sul rimbalzo a Wall Street che, dopo lo storno della vigilia, ha archiviato la sessione odierna di scambi sui guadagni. Nel dettaglio, il Nasdaq ha chiuso con un rialzo dello 0,48% a 5.821,64 punti, mentre l’S&P 500 porta a casa un incremento dello 0,19% a 2.348,45 punti. Solo il Dow Jones ha fallito oggi l’appuntamento con il rimbalzo chiudendo comunque con un ribasso frazionale dello 0,03% a 20.661,30 punti. Dow Jones, Nike in caduta libera Tra le grandi capitalizzazioni, mercoledì da dimenticare oggi, 22 marzo del 2017, per le azioni del colosso dell’abbigliamento e degli accessori sportivi NIKE, Inc. (NKE) che hanno perso il 7,03% a $ 53,93. E questo dopo che la società, nel terzo trimestre fiscale del 2017, ha riportato utili superiori alle attese a fronte però di un giro d’affari al di sotto delle previsioni di consenso. Nel dettaglio, Nike ha riportato un eps a $ 0,68 (consenso a $ 0,53 per azione), ed un fatturato a $ 8,43 miliardi che è inferiore, seppur…

“Giovani” italiani: sempre meno indipendenti e meno … giovani
News / 23 marzo 2017

Non è mai troppo tardi. Nemmeno per emanciparsi. Secondo uno studio fondazione Visentini i tempi che permettono a un giovane di diventare economicamente indipendente ed autonomo, si stanno allungando ulteriormente. Non è mai troppo tardi. Nemmeno per emanciparsi. Secondo uno studio fondazione Visentini i tempi che permettono a un giovane di diventare economicamente indipendente ed autonomo, si stanno allungando ulteriormente. La crisi… sempre lei Complice la crisi, ma anche la necessità dettata da alcuni costumi oltre al fatto che la vita media si sta allungando, i “giovani” italiani tendono a lasciare la propria casa sempre più tardi. Infatti i numeri confermano che se nel 2004 a vent’anni si poteva avere un certo grado di autonomia conquistata, tra l’altro nell’arco di 10 anni di impegno (si presume quindi che appena finiti gli studi il ragazzo in questione avesse già discrete prospettive per una adeguata vita lavorativa), nel 2020, invece, riuscirà a tagliare il traguardo solamente dopo 18 anni di impegni. Il gap si allarga ancora nel futuro creando una “gioventù” di emancipati 50enni. Una società che cambia non solo velocemente, ma anche alla radice dei suoi equilibri più delicati. Infatti la stessa struttura familiare è stata costretta a doversi reinventare proprio…