Elica chiude il 2016 in perdita per 5,5 milioni di euro
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Il Consiglio di Amministrazione di Elica S. Il Consiglio di Amministrazione di Elica S.p.A., capofila del Gruppo leader mondiale nella produzione di cappe aspiranti da cucina, riunitosi oggi a Milano ha approvato il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2016 e la Relazione sulla gestione, il Progetto di Bilancio d’esercizio di Elica S.p.A. al 31 dicembre 2016 e la Relazione sulla gestione, redatti secondo i principi contabili internazionali IFRS ed ha altresì nominato Cristina Scocchia amministratore della Società, in sostituzione di Gianna Pieralisi, che rimarrà in carica fino alla prossima assemblea. Risultati consolidati preconsuntivi al 31 dicembre 2016 (gennaio-dicembre 2016) – Ricavi: 439,3 milioni di Euro (421,6 milioni di Euro nel 2015), in crescita del 4,2%; – EBITDA normalizzato : 32,4 milioni di Euro (35,3 milioni di Euro nel 2015); – EBIT normalizzato: 13,7 milioni di Euro (17,9 milioni di Euro nel 2015); – Risultato Netto normalizzato: 3,2 milioni di Euro (9,4 milioni di Euro nel 2015); – Risultato Netto: negativo per 5,5 milioni di Euro (7,4 milioni di Euro positivi nel 2015). La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2016, in debito per 60,8 milioni di Euro, si incrementa rispetto ai 53,0 milioni di Euro del 31 dicembre 2015 anche…

Bialetti: utile ante imposte +32% a 9 mln/€ in 2016
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S. Il Consiglio di Amministrazione di Bialetti Industrie S.p.A. (Milano, MTA: BIA, di seguito anche “Bialetti” o la “Società”) si è riunito oggi sotto la presidenza di Francesco Ranzoni ed ha approvato i risultati al 31 dicembre 2016. • Fatturato consolidato a parità di marchi in portafoglio pari a 176,8 mln/€ (162,9 mln/€ nel 2015): + 8,5% • Ebitda positivo per 23,8 mln/€ (19,9 mln/€ nel 2015 ): +19,1% • Ebit positivo per 17,2 mln/€ (13,8 mln/€ nel 2015 ): + 24,8% • Utile ante imposte per 9 mln/€ (6,8 mln/€ nel 2015 ): + 32% • Indebitamento finanziario netto di gruppo a 77,3 mln/€ in riduzione di 4,2 milioni rispetto al 2015 (81,5 mln/€ al 31/12/15) L’esercizio 2016 chiude con risultato netto positivo consolidato di 2,7 mln/€, contro un risultato positivo di 3,62 mln/€ relativo all’esercizio precedente. Francesco Ranzoni, Presidente e Amministratore Delegato ha dichiarato: “Il 2016 è stato un anno di ulteriori e importanti miglioramenti di tutti gli indicatori economici del gruppo. Il nostro piano di sviluppo del canale retail, che ha visto l’apertura di 51 negozi nel 2016, prosegue come da previsioni e contiamo di raggiungere a fine 2017 una…

Fincantieri: conclusa l'Opa su Vard
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

FINCANTIERI S. FINCANTIERI S.p.A. (“Fincantieri” o la “Società”) annuncia che, con riferimento all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria incondizionata (“Offerta”) finalizzata all’acquisto di azioni ordinarie di Vard Holdings Limited (“Vard”) non già detenute direttamente o indirettamente, controllate o oggetto di accordo di acquisto (Azioni Oggetto dell’Offerta), lanciata dalla propria controllata Fincantieri Oil & Gas S.p.A. (“Fincantieri O&G”) in data 13 novembre 2016, l’Offerta si è conclusa in data odierna con adesioni pari a n. 215.946.242 Azioni Oggetto dell’Offerta. A seguito dell’Offerta e degli acquisti di azioni di Vard effettuati presso la Borsa di Singapore durante il periodo dell’Offerta, ad oggi, il totale delle azioni di Vard detenute direttamente o indirettamente, controllate o oggetto di accordo di acquisto da parte di Fincantieri O&G, risulta essere pari a n. 878.523.910 azioni, corrispondenti al 74,45% del capitale sociale di Vard. Il controvalore pagato per le Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione è quindi pari a SGD 51.827.098,08 (pari ad euro 34.281.715,89 al tasso di cambio corrente) mentre quello pagato per le azioni di Vard acquistate sul mercato presso la Borsa di Singapore (al netto dei costi di intermediazione, di clearing e delle imposte applicabili) è pari a SGD 1.465.536,00 (pari ad euro 969.398,07…

Bpvi: DBRS pone rating sotto osservazione con implicazioni negative
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

In data odierna l’agenzia di rating DBRS ha mantenuto al livello attuale i ratings della Banca Popolare di Vicenza, ponendoli sotto osservazione con implicazioni negative (UR-Neg). In data odierna l’agenzia di rating DBRS ha mantenuto al livello attuale i ratings della Banca Popolare di Vicenza, ponendoli sotto osservazione con implicazioni negative (UR-Neg). Attualmente i ratings a lungo e breve termine sono pari rispettivamente a B (high) e R-4. Il rating dell’obbligazione garantita dallo Stato è stato confermato a BBB (high) con outlook stabile. Il debito subordinato non è soggetto a rating da parte di DBRS. Per maggiori informazioni si rimanda al report pubblicato dall’agenzia di rating. (RV – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Luxottica: prosegue iter per la combinazione con Essilor
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Gli analisti di Equita SIM non vedono rischi su questo fronte, segnalando che l’unico punto da verificare sarà relativo all’Antitrust. Chiusura positiva anche oggi per Luxottica che, dopo aver guadagnato un punto percentuale ieri, si è spinto ancora in avanti. Il titolo oggi si è fermato a 51,7 euro, con un progresso dello 0,78% e quasi 400mila azioni scambiate, circa la metà della media giornaliera degli ultimi tre mesi. Ieri Essilor ha comunicato che il CdA, dopo avere ottenuto il supporto dei rappresentanti dei lavoratori e di Valoptec, l’organizzazione che raccoglie le azioni dei dipendenti, sta proseguendo nell’iter necessario per realizzare l’aggregazione con Luxottica. Gli analisti di Equita SIM non vedono rischi su questo fronte, segnalando che l’unico punto da verificare sarà relativo all’Antitrust. In attesa del closing previsto per la seconda metà del 2017, la SIM milanese mantiene una view positiva su Luxottica, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 57 euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Campari: attacco ai massimi! 
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Di seguito vi propongo una breve analisi del titolo Campari. Di seguito vi propongo una breve analisi del titolo Campari. Come possiamo osservare dal grafico allegato, il movimento in corso su questo titolo azionario è molto positivo: dai minimi registrati nel corso del mese di Novembre 2016, i compratori hanno spinto sempre più in alto le quotazioni, dimostrando un certo feeling positivo con lo strumento. Scendendo nei dettagli, possiamo anche notare come nei primi giorni del mese in corso (ndr. Marzo ’17), i prezzi si siano presi una piccola pausa, realizzando un breve zona di lateralizzazione, la quale successivamente è stata rotta al rialzo generando gli ultimi rialzi. I Livelli di quest’ultima possono essere riconosciuti sul grafico, con una resistenza in area 9.80€, mentre il supporto potremmo ritrovarlo in area 9.50€. Dove si trovano oggi le quotazioni? Attenzione adesso all’attacco dei massimi in area 10.28€!! Un breakout rialzista di questo livello potrebbe generare ulteriori rialzi, con target individuabile nel breve periodo in area 10.70€. Pericolo? Una zona di supporto è possibile individuarla sulla passata resistenza statica della flag laterale, area 9.80€. Una discesa dei prezzi in questa zona, non intaccherebbe ancora il sentiment, però c’è da considerare che al di…

Wall Street è cara? Sì, ma no
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Il Toro si arrampica su un muro di paura. Il Toro si arrampica su un muro di paura. È un vecchio adagio che negli ultimi otto anni ha trovato magnifica conferma: quali e quanti spauracchi gli investitori hanno incontrato davanti al loro cammino, in questo eccezionale bull market che ha fatto la felicità di chi non ha mai letto il giornale per informarsi sugli eventi? È ragionevole ritenere che il secondo bull market più prolungato della storia si esaurirà… quando finiranno le cattive notizie: quando il futuro apparirà roseo, quando non ci saranno più incertezze che freneranno gli investitori, quando ogni remora sarà messa da parte per abbracciare l’immancabile paradigma che ogni decennio offre. Non sia mai che le cattive notizie si esauriscano! Anzi, per non correre rischi, facciamo risuonare noi la campanella dell’allarme: dopotutto, chi questo rialzo l’ha cavalcato sin dall’inizio, avrà buoni motivi per parlarne, no? Eccovi serviti! Secondo le stime di Standard&Poor’s, negli ultimi dodici mesi le aziende dello S&P500 hanno ammassato profitti per 101 dollari per azione. Calcolando il monte utili complessivo degli ultimi dieci anni, e rapportando il dato alla quotazione corrente, si ottiene un multiplo maligno: 31 volte e mezza. Perché maligno? Perché un…

Ancora nel guado
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Osservando le più recenti evoluzioni del future Ftse Mib trova conferma un noto principio dei mercati azionari: un trend può essere definito come il movimento direzionale che unisce due lateralizzazioni successive. Osservando le più recenti evoluzioni del future Ftse Mib trova conferma un noto principio dei mercati azionari: un trend può essere definito come il movimento direzionale che unisce due lateralizzazioni successive. Quanto detto si coglie molto bene sul nostro maggiore indice che infatti è rapidamente passato dalla lateralizzazione precedente, tra 17.200 e 16.200 punti, a quella attuale, tra 19.700 e 18.600 (Figura 1, sotto). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale. Molto interessante, si dirà, ma a che giova saperlo? E’ molto importante, perché impliciti nell’argomentazione ci sono i seguenti assunti: Tra breve partirà un nuovo trend (dal momento che la lateralizzazione si sta protraendo da ben quindici settimane); Il nuovo trend farà guadagnare molti investitori e ne farà perdere altrettanti (sarà dunque una buona opportunità direzionale). Manca, come al solito, la cosa più importante, ossia la direzione. Questa rimane sempre “celata” fino all’ultimo, anche se qualcosa può essere detto in termini di rapporto rischio/opportunità: chi compra adesso lo fa a fronte di resistenze tecniche non ancora rotte (almeno…

Dow Jones col fiatone
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Dalla fine del 2008 e per tutta la “Grande Crisi” ci siamo abituati a un contesto finanziario dove dettano legge i banchieri centrali delle principali aree valutarie. Dalla fine del 2008 e per tutta la “Grande Crisi” ci siamo abituati a un contesto finanziario dove dettano legge i banchieri centrali delle principali aree valutarie. Prima Bernanke e Trichet, poi Yellen, Draghi e Kuroda hanno combattuto per evitare un crack del sistema e risollevare l’inflazione, depressa da una domanda stagnante e materie prime in caduta libera. Per vincere le Banche centrali hanno messo in campo tutto l’arsenale possibile e traghettato i mercati anche in mari poco esplorati. Da metà 2016 il “paradigma” è però cambiato e la politica si è ripresa la scena con la Brexit e Donald Trump. Proprio le promesse del nuovo presidente hanno spinto i mercati azionari al rialzo, in un rally stupefacente e inarrestabile, almeno fino a questa settimana. Fonte: Piattaforma Next Generation di CMC Markets; marzo 2017 In questi giorni però il Dow Jones ha subito una battuta di arresto per il momento non preoccupante, ma significativa. Il cosiddetto Trump rally si è alimentato sulle attese di incisivi interventi sul fronte fiscale e della de-regolamentazione per…

Manca poco al raggiungimento delle prossime resistenze
Finanza/Economia / 25 marzo 2017

Il test millimetrico del supporto (long stop) giornaliero favorisce dunque una vivace reazione a Piazza Affari, con l’indice MIB che punta chiaramente a raggiungere il target indicato nel rapporto di ieri. Il test millimetrico del supporto (long stop) giornaliero favorisce dunque una vivace reazione a Piazza Affari, con l’indice MIB che punta chiaramente a raggiungere il target indicato nel rapporto di ieri. Complice la tenuta del delicatissimo supporto sul BTP, la borsa italiana ambisce a produrre questo impulso ascendente che idealmente dovrebbe completare la sequenza inaugurata a novembre. Che ci sia ancora del margine verso l’alto, è comprovato dall’esame dell’All Share Italia; nella particolare versione, di nostra realizzazione, che opportunamente esclude il settore bancario. Come si ricorderà, questa raffigurazione del mercato si è resa protagonista di sfondamento, all’inizio dell’anno, dei massimi del 2015: un breakout in piena regola, condito da un seguito che non si è fatto mancare. L’aspetto interessante è che l’All Share Italia ex Banche è prossimo ora alla parete superiore del canale ascendente, entro cui si muove regolarmente da sei anni: ancora un 3% di rialzo e faremo i conti con un traguardo impegnativo. Non sfuggirà come questo margine di potenziale apprezzamento finisca per coincidere con lo…