Riforma Obamacare annullata: Trump esce sconfitto
News / 26 marzo 2017

Si prospettava che il finale di seduta sarebbe stato movimentato a Wall Street e così è stato. Il piano di legge per riformare l’Obamacare è stato annullato. È stato lo stesso partito Repubblicano autore del testo a prendere la decisione ed è stato il presidente degli Stati Uniti ad annunciarlo per primo con una telefonata al Washington Post. Dopo che il testo è stato ritirqto dall’aula per mancanza dei voti necessari, l’attuale legge Obamacare di assistenza sanitaria rimarrà in vigore. La Camera dei Rappresentanti statunitense, dove alle 15 italiane è partito il lungo dibattito sulla revisione dell’Obamacare, ha annunciato che l’obiettivo, dopo il successo del voto di procedura delle 16.15 italiane, era quello di tenere un voto definitivo entro le 21.45, ossia appena prima della chiusura settimanale dei mercati valutari e un’ora prima della chiusura della Borsa Usa. Ma il fallimento del tentativo di superare le difficoltà intestine al partito dei conservatori ha fatto saltare tutto. Volatilità ai massimi da novembre Il timing infelice aveva il potenziale di scatenare la volatilità sui mercati. e infatti l’indice della paura ha toccato i massimi da novembre, con gli investitori innervositi dalle crescenti tensioni politiche. L’indice VIX è salito di circa il 7% a quota 14,16 punti…

Le Pen vede Putin: polemica per milioni prestati dai russi
News / 26 marzo 2017

Il 24 marzo è un giorno importante nell’agenda della campagna presidenziale di Marine Le Pen: la candidata del Front National, data per favorita nei sondaggi al primo turno delle elezioni di aprile-maggio, si è recata a Mosca per un incontro formale con Vladimir Putin. I due si erano visti in via ufficiosa già nel 2014 e nel 2015, quando Jean-Marie Le Pen aveva chiesto e ottenuto due prestiti dalla Russia per un ammontare complessivo di 11 milioni di euro. Come osservato dai commentatori e politologi europei, è molto insolito che il presidente russo incontri un candidato alle elezioni presidenziali di uno Stato estero, ancora di più in un periodo in cui il Cremlino è accusato di aver interferito fortemente nel voto negli Stati Uniti, per favorire il candidato Repubblicano Donald Trump, una personalità politica più vicina a Putin rispetto alla sfidante Hillary Clinton del partito Democratico. Secondo un dossier del sito francese Mediapart, tre anni fa il partito di estrema destra, che vuole tornare al franco francese e adottare misure di stampo isolazionista e protezionista, aveva fatto a Mosca una richiesta relativa a un prestito finanziario stimato sui 40 milioni di euro da allora al 2017. Per l’operazione di finanziamento è stata “mobilitata…

Juncker a Trump: “Con crac euro sarà la guerra”
News / 26 marzo 2017

ROMA (WSI) – La Brexit? Un fallimento e una tragedia. A dirlo in una lunga intervista alla BBC il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, il quale ha avvertito dei rischi geopolitici che comporterebbe la spaccature dell’Eurozona, citando il pericolo di conflitto nei Balcani. “Ogni giorno scopriamo nuovi problemi dei quali non eravamo nemmeno al corrente. La gente pensa che la Brexit sia la fine. Ma questo è solo l’inizio”, ha detto sottolineando come l’entusiasmo di Trump sulla volontà del Regno Unito di dire addio all’Unione Europea sia stato per lui “sorprendente e fastidioso”. Parlando delle frasi pronunciate da Donald Trump con il vice presidente Mike Pence, Juncker ha detto: “non è accettabile, non si possono invitare altri ad abbandonare l’Europa unita”. Con le sue politiche protezioniste sotto lo slogan ‘America First’, Trump sta impaurendo gli europei. Se l’Europa collassa scoppierà una nuova guerra nei Balcani. “Brexit è un fallimento e una tragedia” “La Brexit costerà al Regno Unito fino a 60 miliardi di euro. È un fallimento e una tragedia. Sarà triste, così come è stato triste il voto nel referendum in Gran Bretagna. Per me è una tragedia”: sono le parole esatte pronunciate da Juncker. La premier…

Fuga dai Btp degli investitori stranieri
News / 26 marzo 2017

Stranieri in fuga dai Btp italiani. E’ questo il quadro che pare delinearsi dall’ultimo  bollettino mensile emesso oggi dalla Banca centrale europea, che accende i fari sui primi nove mesi del 2016. Periodo in cui, misurando le vendite nette di titoli nazionali del singoli paesi europei effettuate da possessori esteri e confrontandole con le analoghe acquisizioni nette da parte di investitori nazionali di attività estere, è venuto fuori che l’Italia è il paese i cui possessori stranieri di titoli pubblici hanno più degli altri voluto “vendere”.  Seguono a ruota Germania e Spagna. “Le maggiori vendite nette di titoli di debito da parte di investitori esteri sono state registrate in Italia (4,1%), seguita dalla Germania (3,1%) e dalla Spagna (1,8%), mentre gli investitori esteri sono stati acquirenti netti di titoli di debito francesi (con acquisti netti pari all’1,2% del Pil)” si legge nel documento di Francoforte. Il bollettino ricorda che se si passa a considerare il deflusso netto totale, che cioè comprende attività e passività di debito e azionarie, l’Italia passa l’equivalente del 9% del Pil, superando la Germania che è al 6%, e collocandosi addirittura a oltre il doppio della media dell’intera zona euro, attestata sul 4%. Questa fuga dai Btp significa che il debito…

Renzi rilancia il Mattarellum e M5S referendum su euro
News / 26 marzo 2017

Nonostante la contrarietà di Forza Italia e Area Popolare, Matteo Renzi ci prova e torna a parlare di Mattarellum, la vecchia legge elettorale, emblema del maggioritario e delle aggregazioni e dei partiti maggiori. Nel corso di un’intervista a Corriere Live l’ex premier ammette: “I numeri sul Mattarellum li vedremo nella discussione parlamentare. Con la Lega i voti per il Mattarellum ci sono: vogliono dire di no al Mattarellum? Votino”. L’ex segretario quindi lancia la palla avvelenata e aspetta che dall’altra parte ci sia qualcuno a raccoglierla. Così nel suo partito, il capogruppo Emanuele Fiano ha sostenuto che non basta la presa di posizione tendente al no di Forza Italia e Area Popolare ma anche altri gruppi devono dire la loro sul Mattarellum, forse nella seduta di martedì prossimo. Nel Pd Simone Valiante, deputato che sostiene Michele Emiliano al congresso, cerca di portare la discussione interna al partito su aspetti concreti come ad esempio i capilista bloccati. Ma a rispondere in maniera indiretta a Renzi e Danilo Toninelli del Movimento Cinque Stelle che ha ricordato, intervistato alla radio, che il Pd ha fatto sa solo 7 proposte di legge elettorale. Ma dove vuole andare? Non si arriverà mai ad una quadra se ognuno pensa…

Trader: “dopo aver visto questo grafico ho venduto tutto”
News / 26 marzo 2017

Un trader ha venduto tutte le azioni in suo possesso dopo aver visto un grafico, che lo ha convinto delle prospettive al ribasso per le Borse. Todd Gordon del sito TradingAnalysis.com ha individuato non una ma ben due “spie d’allarme” che potrebbero compromettere presto il rally di Wall Street. In un’intervista all’emittente CNBC Gordon ha detto di aver “azzerato tutte le mie posizioni rialziste. Non ho più posizioni lunghe al momento e per la prima volta da mesi, sono con il dito sopra il pulsante della speculazione al ribasso, pronto a shortare” alla prima occasione utile. Il primo dei due segnali di vendita, secondo l’investitori, lo offre l’indice delle small-cap, che spesso viene ritenuto un indicatore attendibile di quella che sarà la prova economica degli Stati Uniti. I titoli a bassa capitalizzazione sono cresciuti di circa il 16% nel mese successivo alle elezioni presidenziali. Ma da allora l’indice Russell 2000 ha perso terreno e da inizio anno la prova è incolore. Quando si mettono a confronto i grafici sull’andamento del paniere delle small-cap e su quello dell’indice allargato della Borsa americana, l’S&P 500, si nota chiaramente come la performance del listino Russel 2000 sia nettamente sottotono da metà dicembre. Grafici parlano…

Petrolio a rischio collasso: “$30 senza accordo Opec”
News / 26 marzo 2017

“Senza un accordo dell’Opec per un taglio alla produzione, le quotazioni del petrolio rischiano di scendere fino a 30 dollari al barile”. La pensa così Gene Marcial, manager di Tradition Energy, che in un’intervista alla Cnbc ha detto: “I sauditi hanno bisogno di incrementare le entrate dalla vendita petrolio perché sanno bene che prezzi a $ 30 a $ 35 sono un problema per loro”. Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dal meeting di questo fine settimana, quando in Kuwait si incontreranno l’Arabia Saudita, Kuwait, Algeria, Venezuela, oltre a Russia and Oman (questi ultimi, entrambi non membri Opec). L’obiettivo è raggiungere un accordo per un’estensione ai tagli alla produzione, che  dovrebbero aiutare a sostenere i prezzi della materia prima,, dopo il recente crollo del 10 per cento. Questa settimana il Brent è sceso sotto la soglia psicologica 50 dollari. Tra i partecipanti al meeting di questo fine settimana, Oggi intanto il greggio si muove in rialzo, spinto dalla reazione dei trader alle notizie sulla riduzione delle esportazioni dell’Arabia Saudita verso gli Stati Uniti. Rispetto a febbraio, coerentemente con l’accordo dell’Opec sulla diminuzione dell’offerta, le forniture sarebbero scese di circa 300000 barili al giorno. I guadagni sono stati limitati dall’eccesso di offerta globale. Il Brent con scadenza a giugno raggiunge i 50,68$, registrando un rialzo di 0,02$ ossia dello 0,04%. Il Wti con…

Brexit, in Italia aprirebbe buco di 4 miliardi l’anno
News / 26 marzo 2017

LONDRA (WSI) – Il 29 marzo prossimo il premier inglese Theresa May farà la richiesta di uscita dall’Ue avviando così l’iter per la Brexit e già si scatena il panico tra i paesi membri per le ripercussioni che potrebbero esserci sulla politica di coesione e in particolar mondo sui fondi Ue. A delineare gli scenari altamente verosimili che potrebbero crearsi è l’Istituto Jacques Delors che prevede una serie di penalizzazioni miliardarie. Quando avverrà il peggio, ossia ci sarà il divorzio tra Unione europea e Londra ma senza un accorso, ci sarà un conseguenza sull’intero budget europeo tra il 10 e il 15% annuo. Concretmaente lItalia pagherà uno scotto tra i 3,2 miliardi e i  4 miliardi in meno l’anno, forse anche di più visto che, come sottolineano fondi europei, le dinamiche di spesa dei fondi sui concentrano sugli ultimi anni di programma. E anche se a coprire i buchi saranno i paesi Ue, l’Italia ne uscirebbe comunque penalizzata. Le conseguenze della Brexit non avranno solo effetti astratti su alcuni trattati o su migliaia di pagine di testi legislativi. Colpirà la vita dei cittadini europei, sia in Gran Bretagna che negli altri 27 Stati membri. Così il presidente del  Comitato europeo delle…

Bce, Praet: “Ritorno alla lira? Costi enormi per i più poveri”
News / 26 marzo 2017

ROMA (WSI) – Ritornare alla lira avrebbe costi enormi e i poveri ne soffrirebbero più di tutti. A dirlo Peter Praet, capo economista della Banca centrale europea nel corso di un’intervista a Il Sole 24 Ore. “L’alternativa nostalgica secondo cui tutto andrà a posto con il solo ritorno alla lira equivale a imbrogliare la gente. Il costo di un cambiamento di regime monetario sarebbe enorme e i poveri sarebbero la parte della popolazione che ne soffre di più”. Secondo Praet in Italia ci sono problemi reali  come nel sistema dell’istruzione, nella partecipazione femminile alla forza lavoro, nella preparazione della manodopera, nella qualità della pubblica amministrazione e nella diffusione delle tecnologie. “Il miglioramento in queste aree creerà ricchezza e questa ricchezza dev’essere inclusiva,  per evitare un’altra fonte di populismo. È meglio guardare alla lista di riforme dell’Ocse: alcune sono state adottate e stanno producendo risultati, ma la lista delle cose da fare è ancora molto lunga”. Dal canto suo cosa può fare la Bce secondo Praet? “Noi dobbiamo avere successo nelladempiere al nostro mandato di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine, creando in questo modo creando le condizioni per una crescita sostenibile. Dobbiamo continuare a essere una fonte di…

I problemi di Trump non toccano Piazza Affari
News / 26 marzo 2017

Ottava all’insegna della debolezza sui principali mercati azionari ad eccezione di Piazza Affari dove si conferma il rally delle MIDCAP RENDIMENTO PORTAFOGLIO MIDCAP +12.95% FTSE MIB +4.96% I problemi di Trump, che senza maggioranza alla Camera USA ha dovuto ritirare la sua proposta di riforma sanitaria, hanno avuto un impatto negativo sulla maggior parte dei mercati azionari che hanno chiuso la settimana appena trascorsa all’insegna della debolezza con l’SP500 che ha fatto registrare la peggiore performance settimanale delle ultime 20. Il ritorno della cautela ha riportato la liquidità sui titoli di Stato con i rendimenti USA scesi sui minimi dell’ultimo mese Sul mercato delle valute è proseguito il recupero dell’EURO che nei confronti del DOLLARO si è portato sopra la soglia degli 1.08 oltre i quali si potrebbero avere nuovi allunghi fin verso gli 1.089-1.09 Sul mercato delle MATERIE PRIME rimane ancora debole il PETROLIO sempre vicino ai supporti posti sui 47 euro mentre prosegue il recupero di ORO e ARGENTO che si portano a contatto con delle importanti trendline ribassiste. Al contrario degli altri listini è stata un’ottava in leggero rialzo sia per il FTSE Mib  (+0.57%), che grazie al buon momento del settore finanziario si spinge in direzione…