Samsung ci riprova con gli smartphone S8 ed S8+
Finanza/Economia / 30 marzo 2017

Il colosso coreano dell’elettronica Samsung Electronics ha lanciato i nuovi smartphone S8 e S8+ con l’obiettivo dichiarato di riconquistare la fiducia dei consumatori globali dopo il ritiro dei Note 7 dalle batterie esplosive e gli scandali per corruzione che hanno coinvolto Lee Jae-Yong, vicepresidente ed erede della famiglia che controlla la società arrestato per un caso di frode e corruzione che ha colpito i vertici del potere economico e politico della Corea del Sud portando persino alla destituzione della prima presidente donna del Paese Park Geun-hye dopo una sentenza della Corte costituzionale. Il colosso coreano dell’elettronica Samsung Electronics *ha lanciato i nuovi smartphone S8 e S8+* con l’obiettivo dichiarato di riconquistare la fiducia dei consumatori globali dopo il ritiro dei Note 7 dalle batterie esplosive e gli *scandali per corruzione *che hanno coinvolto Lee Jae-Yong, vicepresidente ed erede della famiglia che controlla la società arrestato per un caso di frode e corruzione che ha colpito i vertici del potere economico e politico della Corea del Sud portando persino alla destituzione della prima presidente donna del Paese Park Geun-hye dopo una sentenza della Corte costituzionale. DJ Koh, presidente della divisione Mobile Communications di Samsung Electronics, ha dichiarato: “I Samsung Galaxy S8…

Enel: analisi tecnica
Finanza/Economia / 30 marzo 2017

Enel ha lanciato i primi segnali di forza superando la prima resistenza a 4.10 euro. Enel ha lanciato i primi segnali di forza superando la prima resistenza a 4.10 euro. Ciò ha permesso ai corsi un allungo fino al primo target in area 4,30 euro. Ora i corsi dovranno sfidare la tenace resistenza di 4.38 euro che, una volta abbattuta in chiusura di seduta, darà probabilmente vita ad un nuovo allungo in direzione di 4.48 e 4.50 euro in prima battuta. La seconda resistenza strategica è posizionata a 4.64 euro, la cui violazione (in particolar modo in chiusura) potrebbe proiettare il titolo in area 4.85 euro. Primi segnali di debolezza sotto 4.10 euro in chiusura di seduta per il test a 3.90 euro in prima battuta (3.80 euro supporto fondamentale). Il titolo in 6 mesi ha guadagnato il 10%, il 9% in 12 mesi, il 5% in 3 anni ed il 65% in 5 (dal 2001 ad oggi -34%). La eccellente performance del Gruppo nell’implementazione della strategia ha permesso al gruppo di conseguire risultati superiori alle attese nel 2016 e di registrare un EBITDA in crescita per la prima volta dal 2013. I risultati conseguiti nel 2016 hanno permesso di raggiungere…

Interpump, +300% in 5 anni, una solida realtà italiana
Finanza/Economia / 30 marzo 2017

Interpump Group SpA è una società impegnata nella produzione di pompe a pistoni e prodotti idraulici attraverso i segmenti idrogetto ed idraulico. Interpump Group SpA è una società impegnata nella produzione di pompe a pistoni e prodotti idraulici attraverso i segmenti idrogetto ed idraulico. Il segmento ad idrogetto costruisce principalmente pompe ad alta ed altissima pressione e sistemi di pompaggio. Il segmento idraulico comprende la produzione e la vendita di power take-offs, cilindri idraulici, distributori idraulici, valvole e altri componenti idraulici. L’azienda è stata fondata da Fulvio Montipò nel 1977 e ha sede a Sant’Ilario d’Enza, Italia. Bilanci solidi nel 2016 Le vendite nette del 2016 sono state pari a 922,8 milioni di euro, superiori del 3,1% rispetto alle vendite del 2015 quando erano state pari a 894,9 milioni di euro (+0,3% a parità di area di consolidamento e di cambio di conversione). Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 153,5 milioni di euro (16,6% delle vendite) a fronte dei 136,9 milioni di euro del 2015 (15,3% delle vendite), con una crescita del 12,2% e con un incremento della marginalità di 1,3 punti percentuali. A parità di area di consolidamento, l’EBIT è cresciuto dell’8,6%. L’utile netto è stato pari…

L'accantonamento dell'AHCA spiana la strada a Wall Street
Finanza/Economia / 30 marzo 2017

Veniamo a Piazza Affari, che dalla fine di febbraio ha mostrato una vistosa forza relativa, rispetto al blasonato S&P500. L’accantonamento del progetto di riforma del sistema sanitario negli Stati Uniti, favorisce dunque la brillante ripartenza del mercato azionario americano, gettando ancora una volta nello sconforto chi confidava in questo passo falso dell’amministrazione Obama, per vedere finalmente le quotazioni ridimensionarsi, dopo più di otto anni di brillanti progressi. Ancora una volta, l’approccio rigorosamente oggettivo ha pagato: lunedì mattina abbiamo notato come un’escursione del VIX, in cinque sedute, superiore al 30%, a fronte di una perdita contenuta da parte dello S&P a non più del 2%; abbia in effetti intercettato i minimi di inizio novembre e fine dicembre scorsi. Per fortuna dei Tori, il muro di paura è sempre ben erto: ieri ha fatto clamore il balzo della fiducia dei consumatori nel mese corrente; un dato che, abbinato al Michigan Consumer Survey più recente, spinge la “confidence” media ai massimi degli ultimi sedici anni. Un dato inquietante? lo analizziamo nel Rapporto Giornaliero di oggi. È evidente, in ogni caso, che finché permangono le condizioni strutturali favorevoli al bull market, non c’è motivo per farsi distrarre dal rumore quotidiano, e di escludere il…

Generali: Prevale lo scenario ribassista
Finanza/Economia / 30 marzo 2017

Il titolo si trova a ridosso della resistenza a 14,80. Sul breakout della stessa Generali potrebbe raggiungere quota 15,30. Diversamente, il titolo potrebbe correggere verso un primo target a 14,20. Il nostro nuovo pivot è a 14,80. La nostra valutazione: fino a quando regge la resistenza a 14,80, appare probabile una flessione verso 14,20 e anche 13,78. Scenario alternativo: sopra 14,80, si punta a 16,00. Commento tecnico: il titolo si trova a ridosso della resistenza a 14,80. Sul breakout della stessa Generali potrebbe raggiungere quota 15,30. Diversamente, il titolo potrebbe correggere verso un primo target a 14,20. Codice ISIN: IT0005230849 Tipo: Put Strike: 14 EUR Scadenza: 14.09.2017 Denaro: 0.1360 EUR Lettera: 0.1395 EUR Delta%: -48 kV: 281 fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Banche venete: salvataggio sempre più in dubbio
News / 30 marzo 2017

MILANO (WSI) – La crisi delle due banche venete non è affatto finita con la conclusione dell’offerta agli azionisti dei due istituti. Si è chiuso ieri il termine per aderire all’offerta di transizione alla Banca Popolare di Vicenza e i numeri che ne derivano non sono stati soddisfacenti, non essendo stato raggiunto l’obiettivo minimo dell’80% indicato dalla stessa banca. In particolare all’offerta, come si legge in una nota della Popolare veneta, hanno aderito azionisti per il 68,7% di quelle incluse nel perimetro dell’offerta rispetto ad un target del 70%. La banca inoltre nel 2016 ha perso ben 1,9 miliardi di euro e la raccolta è calata di circa 9 miliardi a 52,8 e con la situazione inerente la liquidità in peggioramento con un liquidity ratio a fine anno a 37,9% da 113,3% al 30 giugno. Da parte sua, Veneto Banca ha visto una percentuale di adesioni un pelo più alta, del 73%, alla sua offerta di transazione che scadeva ieri, 28 marzo: 54.359 sono gli azionisti che hanno accettato la proposta, in cambio dell’impegno a non chiedere più rimborsi per le perdite subite. Sono portatori del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell’offerta. Al netto delle posizioni non rintracciabili –…

Brexit, Ue: nessun accordo libero scambio con Londra
News / 30 marzo 2017

Nelle trattative tra Regno Unito ed Europa, quest’ultima manterrà una linea dura. Le autorità di Bruxelles, infatti, non concederanno a Londra la possibilità di stringere un accordo di libero scambio tra le due potenze europee in seguito alla formalizzazione della fine dei rapporti tra i due blocchi. Lo rivelano parti della bozza di una risoluzione del parlamento Ue di cui Il Guardian è entrato in possesso, da cui si evince che la prima mossa del capo Ue dei negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, è quella di mettere in difficoltà Londra fin da subito. “Le rilevazioni pubblicate sulla risoluzione del parlamento europeo mostrano l’imposizione di un limite di tre anni alla durata dell’accordo di transizione e dicono che non ci sarà nessuna intesa sul libero scambio nei prossimi due anni”. Due anni è la durata prevista delle trattative tra Unione Europea e Regno Unito sui legami post Brexit. Un accordo di transizione per favorire il percorso di uscita dall’Ue di Londra (la cosiddetta Brexit decisa dal popolo britannico con il referendum dello scorso 23 giugno) non dovrebbe durare più di tre anni, secondo quanto verrà stabilito dal Parlamento Europeo in quella che è la prima risposta ufficiale delle istituzioni europee al ricorso…

Sondaggi elezioni: Alfano risorge e fa sperare il PD
News / 30 marzo 2017

ROMA (WSI) – Sosterremo il governo Gentiloni finchè non fa virate a sinistra insostenibili. A dirlo Angelino Alfano, leader di Ap che esclude qualsiasi alleanza in vista delle elezioni. “La legge elettorale non chiama alleanze, noi del resto siamo distinti sia dalla destra di Salvini che vuole uscire dall’Ue, sia dalla sinistra dell’indietro tutta, andremo da soli (…) Alternativa popolare punta a un piano-fisco all’americana per contrastare l’evasione, un progetto sui salari, un programma molto serio. Visto che nessuno avrà la maggioranza, saremo dopo se necessario in una maggioranza che rispetti queste priorità”. Alfano, ex braccio destro di Berlusconi, poi nominato ministro dell’Interno dall’ex premier Matteo Renzi e riconfermato ma alla Farnesina dal nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ha le idee chiare sull’appoggio al governo. “Invitiamo Gentiloni a difendere tutte le conquiste riformatrici questi anni. Noi garantiamo il sostegno al governo ma ci distinguiamo da una sinistra che vuole fare marcia indietro su riforme importanti”. E proprio Alternativa Popolare resuscita nei sondaggi e fa pensare proprio a una possibile coalizione, che fino a poco tempo fa era additata come fantapolitica. Secondo i dati di un sondaggio Eng per il Tg La7 il partito di Alfano ottiene mezzo punto in…

Trump, Fitch: rischi da dazi doganali Usa
News / 30 marzo 2017

Quale sarebbe l’altra faccia della Border Adjustment Tax promessa da Donald Trump? Un duro impatto sui Paesi che, con l’assetto attuale, godono di massicci afflussi di investimenti diretti in entrata (Fdi) Made in Usa. Lo scopo di fondo della tassa al confine sui beni importati dall’estero e prodotti da aziende americane è dichiaratamente quello di “riportare a casa” i posti di lavoro delocalizzati all’estero. I deflussi d’investimento potrebbero impattare anche la proprietà intellettuale i cui proventi, al momento, arricchiscono anche Paesi al di fuori dagli Usa. Inoltre, alcune società potrebbero rilocalizzare le sedi principali proprio negli Stati Uniti. A scriverlo è un rapporto dell’agenzia di rating Fitch, ripreso dal blog FT Alphaville del Financial Times. I primi Paesi a sentire il peso di un provvedimento fiscale di questo tipo sarebbero quelli in cui il peso degli Fdi americani sul Pil è più grande: Lussemburgo, Irlanda, Olanda e Singapore (in tutti tale quota supera il 78% del Pil). Danni non trascurabili, poi potrebbero verificarsi in Svizzera, Canada, Regno Unito e Hong Kong: in questi Paesi gli Fdi americani sono pari a oltre il 20% del Pil, anche se, scrive Fitch, “ciò potrebbe riflettere attività economiche genuine”. L’agenzia di rating teme che…

La Cina è un caos: “prima o poi salta”
News / 30 marzo 2017

In Cina la situazione è sempre più caotica e i livelli montanti dei debiti rischiano di mettere sotto scacco l’intera economia della potenza asiatica. Lo sostiene Edward Hyman, fondatore e presidente di Evercore Partners, secondo cui i mercati finanziari sono troppo concentrati sull’agenda politica di Donald Trump in Usa e tendono a dimenticarsi con troppo facilità dell’altra grande potenza economica mondiale. “La Cina è un caos e a un certo punto salterà tutto in aria”, ha dichiarato all’emittente Bloomberg TV Hyman. “Hanno una montagna di debiti, un ammontare che è insostenibile”. La Cina ha anche un grosso problema con l’inquinamento e la corruzione, secondo il gestore. Il debito pubblico è balzato a circa il 264% del Pil secondo le ultime stime a disposizione di Bloomberg. Per Hyman i problemi della Cina offuscheranno i progressi macro compiuti a breve termine, come l’espansione dell’economia e la fiducia delle aziende. Rispetto a un anno fa i profitti industriali sono cresciuti del 31,5% se si sommano i risultati registrati a gennaio e febbraio, per il rialzo più intenso dal 2011. L’analista di Wall Street ha posto l’accento anche su un’economia maggiormente diversificata e quindi più matura. Compagnie tecnologiche come Alibaba e Tencent Holdings, poi, hanno creato…