Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 -0,04%
Finanza/Economia / 13 aprile 2017

Euro Stoxx 50 -0,04%;Francoforte (DAX) +0,13%;Parigi (CAC 40) -0,01%;Londra (FTSE 100) -0,22%. Euro Stoxx 50 -0,04%;Francoforte (DAX) +0,13%;Parigi (CAC 40) -0,01%;Londra (FTSE 100) -0,22%. (SF – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Bond, SocGen: “purga del sentiment ribassista ripulirà i mercati”
News / 13 aprile 2017

Secondo gli analisti di diverse banche d’affari, il cross dollaro yen sarà cruciale per decidere le sorti dell’azionario. Charlie McElliggott di RBC ritiene che ci siano due elementi da osservare per sapere se la debolezza in Borsa è destinata a continuare: il cambio tra biglietto verde e valuta giapponese, considerata asset rifugio nel Forex, e il tasso di inflazione di pareggio su un orizzonte quinquennale (breakeven a 5 anni), un importante misuratore delle aspettative inflative. Come sottolineato anche dagli analisti tecnici di Goldman Sachs ora che il supporto nel cambio dollaro yen è stato violato, il prossimo livello al ribasso da tenere d’occhio è quello di 108,45. Secondo Kit Juckes, strategist valutario di Societe Generale, “non ci sono ragioni perché i cali si fermino a quota 108″. L’appeal crescente dello yen in questi giorni è innegabile. Le tensioni geopolitiche stanno tenendo sotto scacco i mercati e hanno conseguenze sui rendimenti reali e nominali del debito statunitense. Dopo essere scesi al 2,28% ieri, i rendimenti dei Treasuries nominali a 10 anni scambiano al 2,29% oggi, sempre sotto il range in cui scambiavano di recente, assottigliando la differenza con i rendimenti reali (tassi che vengono misurati tenendo conto dell’inflazione). Il trend dell’obbligazionario americano –…

Intesa Sanpaolo scende, ma due broker confermano view bullish
Finanza/Economia / 13 aprile 2017

Il titolo ha perso terreno malgrado le indicazioni positive arrivate dagli analisti che continuano a scommettere su Intesa Sanpaolo. Ancora una seduta in rosso per Intesa Sanpaolo che, dopo aver perso circa un punto percentuale ieri, ha presentato un copione identico quest’oggi. Il titolo si è fermato a 2,478 euro, con un ribasso dello 0,96% e oltre 118 milioni di azioni passate di mano. Intesa Sanpaolo non ha beneficiato oggi delle indicazioni bullish arrivate da RBC che ha ribadito la raccomandazione “outperform” sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 2,6 a 2,9 euro. Quest’ultima mossa tiene conto di maggiori stime sul net interest income riferito ai prossimi due anni. Sempre oggi gli esperti di Kepler Cheuvreux hanno reiterato il rating “buy” su Intesa Sanpaolo, con un target price a 2,8 euro. Con riferimento ai conti del primo trimestre di quest’anno che saranno diffusi dal gruppo il prossimo 5 maggio, il broker prevede una certa stabilità, stimando in particolare un utile netto a 802 milioni di euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana in rosso con i bancari: Ftse Mib -0,52%
Finanza/Economia / 13 aprile 2017

Borsa italiana in rosso con i bancari: Ftse Mib -0,52%. Borsa italiana in rosso con i bancari: Ftse Mib -0,52%. *Mercati azionari europei in leggero ribasso. Wall Street in flessione: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, Nasdaq Composite -0,4%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,52%, il Ftse Italia All-Share a -0,46%, il Ftse Italia Mid Cap invariato, il Ftse Italia Star a +0,25%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA l’EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 7 aprile, le scorte di petrolio sono diminuite di 2,166 miliardi di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un incremento di 87 milioni di barili. I prezzi alle importazioni USA sono diminuiti dello 0,2% nel mese di marzo risultando in linea con le attese. Nel Regno Unito l’ONS (Ufficio Nazionale di Statistica) e l’ILO (International Labour Organization) rendono noto che nel trimestre dicembre – febbraio il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 4,7%, stabile rispetto al trimestre precedente e in linea con le attese. A marzo il numero di persone che hanno richiesto sussidi di disoccupazione e’ aumentato di 25.500 unita’ (le…

De' Longhi acquista il 40% di Eversys
Finanza/Economia / 13 aprile 2017

Il Gruppo De’ Longhi ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del 40% del gruppo svizzero Eversys, con l’opzione di acquisire il restante 60% attraverso un meccanismo di “put & call” entro il termine massimo del 30 giugno 2021 (ma non prima del termine di 2 anni dalla data di closing). Il Gruppo De’ Longhi ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del 40% del gruppo svizzero Eversys, con l’opzione di acquisire il restante 60% attraverso un meccanismo di “put & call” entro il termine massimo del 30 giugno 2021 (ma non prima del termine di 2 anni dalla data di closing). Questa operazione rappresenta l’ingresso del Gruppo De’ Longhi nel settore delle macchine professionali per il caffè espresso, con focus sui modelli superautomatici. Il Gruppo Eversys, fondato nel 2009 in Svizzera e con sede in Ardon, è attivo nella progettazione e realizzazione integrata di macchine per il caffè espresso destinato ad utenti professionali e ha fatturato nel 2016 circa 17,3 milioni di Franchi Svizzeri (CHF) (+48% rispetto all’anno precedente). La società porta in dote una tecnologia altamente innovativa ed un management di comprovata esperienza nel settore e ambisce a raggiungere una posizione di primo piano nel mercato mondiale del caffè professionale,…

Temendo bolla, fondo hedge redistribuisce capitale ai clienti
News / 13 aprile 2017

Il gestore di un fondo hedge da 16 miliardi di dollari è molto scettico sulle valutazioni del mercato azionario Usa; tanto da restituire agli investitori 1,25 miliardi di capitale a partire dal primo maggio. “Il contesto ampio del mercato è per noi esplicito”, scrive Jeff Ubben del fondo Value Act in una lettera agli investitori, “lo S&P 500 P/E ratio mediano è 18 volte. Per la maggior parte delle società di alta qualità che noi seguiamo esso è ancora più elevato”. Il Price/earnings ratio è un rapporto che mette in rapporto il prezzo dell’azione con con gli utili che la società produce, tanto più è alto, tanto si può affermare che l’azione sia “cara”.   “Queste valutazioni potrebbero essere giustificate assumendo che i margini aziendali persisteranno, che ci sarà un’imposta sui redditi delle società più bassa e che un tasso d’interesse privo di rischio rimanga vicino ai minimi storici. Siamo scettici su tutto quello menzionato sopra”. Per giustificare la restituzione di capitale ai clienti Ubben ha potuto menzionare l’elevata percentuale di cash in portafoglio: una quota che dal 2015 è salita al 10-29%, a fronte di un 5% nella media dell’ultimo decennio.   “La nostra decisione di redistribuire capitale è…

Kaplan, Fed: taglio al bilancio non rinvia rialzo tassi
Finanza/Economia / 13 aprile 2017

Kaplan, presidente della Fed di Dallas, si aspetta ancora tre rialzi dei tassi nel corso di quest’anno ed è convinto che il piano della banca centrale di ridurre il bilancio di 4. Kaplan, presidente della Fed di Dallas, si aspetta ancora tre rialzi dei tassi nel corso di quest’anno ed è convinto che il piano della banca centrale di ridurre il bilancio di 4.500 miliardi di dollari non possa modificare il processo di normalizzazione già avviato. (CC – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Alitalia: situazione degenera, il tempo ormai è scaduto
News / 13 aprile 2017

Il tempo a disposizione per salvare Alitalia sta per scadere e la situazione sembra sempre più compromessa con il passare delle ore, come dimostra l’ultimo stop ai negoziati tra sindacati e azienda sul piano di tagli al personale di terra e di risparmio dei costi. Ormai tra le parti sociali è un muro contro muro. “Spero che si raggiunga una soluzione per domani. Spero che prevalga la responsabilità”. Lo ha detto il presidente designato dell’Alitalia, Luigi Gubitosi, in una pausa delle trattative al Mise tra azienda e sindacati sul piano industriale. Il salvataggio dell’ex compagnia di bandiera italiana si fa sempre più difficile. “La situazione è un po’ più complicata di ieri”, ha aggiunto Giubitosi, “perché il tempo sta scadendo“. Alle 20, secondo quanto riferito dalle agenzia stampa, è previsto un incontro forse decisivo al Ministero dello Sviluppo Economico tra il governo e i sindacati di categoria, per tentare di sbloccare la trattativa sulla vertenza Alitalia che è ancora congelata quando mancano poche ore al fischio finale. A seguire il governo dovrebbe incontrare l’azienda. Per il governo, presumibilmente, dovrebbero partecipare il ministro del dicastero ospitante, Carlo Calenda, quello ai Trasporti e alle Infrastrutture Graziano Delrio e quello del Lavoro Giuliano Poletti….

Brexit, S&P: se Londra non paga, Ue sarà declassata
News / 13 aprile 2017

Il rating sull’Unione Europea di Standard & Poor’s, unica fra le maggiori agenzie ad averle tolta la tripla “A”, potrebbe scendere ancora se il Regno Unito non dovesse pagare il suo conto d’uscita da 60 miliardi di euro. E’ quanto si legge in un report di S&P ripreso dal quotidiano conservatore, Daily Telegraph. “L’Unione Europea potrebbe finire sotto pressione in uno scenario avverso. Ciò perché i nostri rating sull’Ue sono in un certo senso dettati dalla nostra aspettativa che il Regno Unito onorerà la sua quota di obbligazioni finanziarie verso l’Ue”, scrive l’agenzia di rating. La questione non è del tutto chiara; basti ricordare che a inizio marzo la commissione Finanza della Camera dei Lord britannica aveva asserito che nessun obbligo legale grava sul Paese in merito alle pretese di pagamento (assai salate) di Bruxelles. Nel dettaglio, in assenza di alcun accordo fra le due parti decadrebbe ogni “obbligazione verso qualsiasi sorta di contributo finanziario”. Probabilmente il monito dell’agenzia di rating S&P, che già aveva effettuato un downgrade sull’Ue (da “AAA” ad “AA”) dopo il voto sulla Brexit, motiverà ancora di più la linea dura sulla pretesa di pagamento. In caso di reticenza da parte di Londra, era emerso da un…

Toshiba, perdite miliardarie: “siamo a rischio fallimento”
News / 13 aprile 2017

Toshiba ha pubblicato i risultati degli ultimi nove mesi del 2016, quantificando una perdita da 4,5 miliardi di euro. Dopo due rinvii la comunicazione al mercato alla fine è arrivata a causa dei timori di delisting dalla borsa di Tokyo. I numeri della crisi, che potrebbero peggiorare ulteriormente per il colosso tecnologico giapponese al termine dell’anno fiscale, vengono interpretati senza troppi giri di parole: è “a rischio il futuro stesso dell’azienda”. A completare il quadro contabile disastroso c’è anche la mancata approvazione da parte dei revisori di PricewaterhouseCoopers, che sulle cifre fornite non hanno “messo la firma”. “Secondo le regole del listing, ha spiegato il Ceo di Toshiba, di Toshiba Satoshi Tsunakawa, “se la Borsa di Tokyo decide il delisting di un’azienda, è ovvio che lo fa perché pensa che possa minacciare la stabilità del mercato se non viene deciso il delisting immediato. Per cui faremo tutti gli sforzi possibili per evitare l’uscita dal listino”. Dallo scorso 12 dicembre a oggi il titolo Toshiba ha perso oltre il 52% del proprio valore. A fine anno, infatti, la società nipponica aveva comunicato le perdite miliardarie collegate all’acquisizione della Westinghouse Electric, la controllata Usa che opera nell’energia nucleare. Quest’ultima ha aperto una procedura…