Elezioni francesi: Il commento di Carmignac
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Il primo turno di elezioni presidenziali in Francia ha evitato risultati estremi. Il primo turno di elezioni presidenziali in Francia ha evitato risultati estremi. Di conseguenza, i fondamentali economici torneranno al centro delle attenzioni degli investitori. Così commenta Didier Saint-Georges, Managing Director e Membro del Comitato Investimenti di Carmignac. Molti investitori internazionali avevano gestito il rischio di “risultati estremi” attraverso strumenti opzionali e riteniamo che l’apertura da parte dei market maker di queste posizioni contribuirà a un rally di breve periodo. Oltre a questo effetto di breve termine, la rotazione geografica delle allocazioni azionarie – che era in corso dagli Stati Uniti verso l’Europa e i mercati emergenti – potrà riprendere il suo corso, a seconda dei diversi stadi del ciclo economico. Viste le incertezze sulla attesa riforma fiscale statunitense, è probabile che la rotazione avrà un particolare impatto sui settori ciclici domestici. All’interno dell’Europa, il settore bancario risulta essere l’indicatore più naturale per la ciclicità domestica. Le stesse cause – incertezza negli Stati Uniti e rotazione ciclica in Europa – dovrebbero permettere anche alla valuta europea di riprendere la sua ascesa. Infine, in territorio francese, nell’eventualità di vittoria di Emmanuel Macron il 7 maggio, la chiave sarà quale tipo…

Tenaris resta al palo, ma per Icbpi non è più da vendere ora
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Il titolo non ha partecipato alla festa del mercato, senza beneficiare dell’upgrade degli analisti. La brillante performance messa a segno oggi da Piazza Affari non è stata sfruttata da Tenaris che ha occupato l’ultima posizione nel paniere del Ftse Mib. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un progresso di oltre mezzo punto percentuale, quest’oggi si è fermato a ridosso della parità, a 15,04 euro, con un frazionale rialzo dello 0,07% e quasi 4 milioni di azioni scambiate. Tenaris è stato frenato oggi dall’andamento debole del petrolio che dopo la flessione di venerdì scorso continua a scivolare verso il basso in direzione dei 49 dollari al barile. Il titolo oggi è finito sotto la lente degli analisti di Icbpi che hanno migliorato il giudizio da “sell” a “neutral”, con un prezzo obiettivo invariato a 16 euro. Il cambio di strategia è stato deciso proprio in seguito alla discesa dei corsi al di sotto del target price segnalato. A ciò si aggiunga l’ottimo scenario della domanda di tubi in acciaio in Nord America, area che quest’anno dovrebbe rappresentare il circa il 45% del fatturato tubi del gruppo.   fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +3,99%
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Euro Stoxx 50 +3,99%;Francoforte (DAX) +3,37%;Parigi (CAC 40) +4,14%;Londra (FTSE 100) +2,11%. Euro Stoxx 50 +3,99%;Francoforte (DAX) +3,37%;Parigi (CAC 40) +4,14%;Londra (FTSE 100) +2,11%. (SF – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Seduta difficile per Avio (-2,24%)
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Seduta difficile per Avio che cede, in controtendenza all’andamento positivo del mercato, il 2,24% e si riporta a 13,10 euro. Seduta difficile per Avio che cede, in controtendenza all’andamento positivo del mercato, il 2,24% e si riporta a 13,10 euro. Dopo gli allunghi dell’11 aprile scorso a 14,34 euro, l’azione ha fatto un passo indietro ricoprendo il gap up apertosi tra 13,15 e 13,4 euro tra il 7 e il 10 aprile scorsi. Con i ripiegamenti odierni i supporti di area 13,1 euro ritornano sotto pressione. (GD – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Usa: collocati TBill a 3 e 6 mesi
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato di aver collocato 39 miliardi dollari in Buoni del tesoro a 3 mesi con un rendimento pari allo 0,82%, pari a quello dell’asta precedente. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato di aver collocato 39 miliardi dollari in Buoni del tesoro a 3 mesi con un rendimento pari allo 0,82%, pari a quello dell’asta precedente. Le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 3,09. Il Dipartimento del Tesoro ha inoltre collocato 33 miliardi dollari in Buoni del tesoro a 6 mesi con un rendimento pari allo 0,955%, dallo 0,945% dell’asta precedente. Il bid to cover ratio si e’ attestato a 3,42. (CC – www.ftaonline.com -) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Malgrado il bull market, i rialzisti scarseggiano
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Mercati azionari globali in ripresa, incoraggiati dai propositi riformistici in materia fiscale da parte dell’amministrazione Trump e dall’andamento incoraggiante dei profitti aziendali. Mercati azionari globali in ripresa, incoraggiati dai propositi riformistici in materia fiscale da parte dell’amministrazione Trump e dall’andamento incoraggiante dei profitti aziendali. La sensazione però è che il contributo più determinante sia provenuto dalla stagionalità: speculare nelle due metà del mese di aprile. Un tema su cui ci soffermiamo a cadenza quasi quotidiana da sei mesi a questa parte; un aspetto che ha consentito di tracciare con precisione l’andamento di Wall Street, e che entra ora nella fase cruciale del famigerato “Sell in May”: se è vero che in questo bull market lo S&P è sceso nel semestre maggio-ottobre in sostanza soltanto una volta, è altresì vero che storicamente la maggior parte della performance storica è stata concentrata nel periodo compreso fra novembre ed aprile. Quest’anno, peraltro, il semestre grigio si incontra con l’eccellente stagionalità del passato inverno. Il Sell in May risulta decisamente ridimensionato, nelle circostanze sperimentate quest’anno, come dettagliato nel Rapporto Giornaliero di oggi. Questo scenario benevolo poggia oltretutto su un sentiment di fondo tuttora salutarmente scettico. La circostanza riguarda i piccoli investitori, come già riscontrato…

Enel: al centro degli acquisti
Finanza/Economia / 25 aprile 2017

Denaro sul titolo Enel +4.40% (rari rialzi così evidenti) che si appresta a sfidare la tenace resistenza di 4.38 euro. Denaro sul titolo Enel +4.40% (rari rialzi così evidenti) che si appresta a sfidare la tenace resistenza di 4.38 euro che, una volta abbattuta in chiusura di seduta, darà probabilmente vita ad un nuovo allungo in direzione di 4.48 e 4.50 euro in prima battuta. La seconda resistenza strategica è posizionata a 4.64 euro, la cui violazione (in particolar modo in chiusura) potrebbe proiettare il titolo in area 4.85 euro. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Alitalia, no avanti nel referendum: amministrazione controllata
News / 25 aprile 2017

ROMA (WSI) – Per Alitalia si prospetta il fallimento e il ricorso all’amministrazione controllata. È l’effetto della vittoria dei No prevista con ampio margine di vantaggio sui Sì nel referendum sul piano di rilancio della compagnia una volta di bandiera dell’Italia. Il salvataggio sembra sempre più lontano. Sono ore cruciali queste in cui il destino di Alitalia è appeso ad un filo o meglio ai risultati del referendum dei dipendenti chiamati a giudicare il pre-accordo raggiunto con i sindacati, la cui approvazione è fondamentale per attuare il piano di rilancio della compagnia di bandiera. Se prevalgono i No, l’unica via è quello del fallimento aziendale. Al voto ha partecipato l’87% degli aventi diritto, cioè 11.400 lavoratori. A spiegare che al momento non esistono strade diverse per salvare Alitalia è il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che esclude anche la nazionalizzazione, ossia l’ingresso diretto dello Stato nel capitale della società che oggi è controllata da Etihad e dal consorzio Cai, di cui fanno parte tra gli altri Intesa SanPaolo e Unicredit. A chiedere a gran voce la nazionalizzazione di Alitalia due sindacati di base, Usb e Cub ma Delrio frena. “Non c’è un’altra soluzione né possibilità di nazionalizzazione, bisogna seguire con…

Confisca antimafia e anti riciclaggio: cautele per intermediari finanziari
News / 25 aprile 2017

La recente sentenza di legittimità della suprema Corte di Cassazione n.9677 del 7 febbraio 2017, peraltro in linea con l’orientamento degli ultimi anni, ha respinto la presunta e non dimostrata “buona fede” dell’Italfondiario SpA, finalizzato al recupero del credito ipotecario concesso ad un cliente, successivamente destinatario di una Misura di prevenzione patrimoniale per una confisca antimafia. Senza alcuna presunzione di sufficienza o di esaustività, voglio provare ad affrontare il difficile problema venutosi a creare in ordine al punto di equilibrio fra l’esigenza pubblica di repressione di condotte criminali e la tutela giuridica dei terzi estranei al reato. Un esempio classico fra queste due esigenze è quello dell’Istituto di credito che, dopo aver finanziato un’attività economica con ingenti risorse finanziarie, si trova a dover dimostrare la propria “buona fede” quando, con l’intervento dell’Autorità giudiziaria vengono confiscati i beni ed il patrimonio aziendale perché ritenuto contiguo ovvero frutto di attività connesse alla criminalità organizzata. Quali sono o dovrebbero essere le condotte dell’Istituto di credito in occasione della valutazione del rischio creditizio e quindi di solvibilità del cliente? E anche dopo, concessa l’apertura di credito attraverso la sola valutazione del “rischio creditizio” ovvero soffermandosi unicamente sulla solvibilità del cliente, cosa si potrà fare…

Petrolio: alert dell’uomo che aveva visto crollo 2015
News / 25 aprile 2017

Il petrolio potrebbe assestare la sua discesa, dopo aver perso circa l’8% da inizio anno: ne è convinto Tom Kloza, cofondatore di Oil Price Information Service. Intervenuto a Cnbc, Kloza ha detto che l’oro nero si avvia a essere scambiato in un range compreso fra i 50-55 dollari al barile, dopo una fase più vicina alla parte alta dei 40 dollari: a guidare queste dinamiche, nonostante le mosse messe in campo dall’Opec quest’anno, sarebbe l’incremento dell’offerta di shale oil. Attualmente il barile Wti si trova a quota 49,38 dollari.   Kloza, quando il barile era quotato fra i 60 e gli 80 dollari nel 2014 aveva predetto con successo che nel corso dell’anno successivo il petrolio avrebbe subito un deciso crollo. Ora, il timore di un eccesso di offerta sul mercato ha spinto i prezzi verso il basso, così come “molta vendita dovuta a fattori di analisi tecnica”.   “Gli investitori che sono alla ricerca di prezzi al barile sui 60 o 70 dollari devono rendersi conto di una cosa. Non si ha un mese in cui il Wti ha realizzato una media sui 60 dollari sin dal settembre 2009”, sebbene, ha aggiunto in seguito Kloza, si sono avuti mesi con…