7 blue-chip Made in Usa che ogni investitore dovrebbe avere

30 aprile 2017

Spesso quando si parla di Blue Chip si guarda a titoli industriali, farmaceutici o alle grandi multinazionali concentrate sui beni di prima necessità. Ma esistono altri settori particolarmente remunerativi.

Spesso quando si parla di Blue Chip si guarda a titoli industriali, farmaceutici o alle grandi multinazionali concentrate sui beni di prima necessità.  Ma Lawrence Meyers ha selezionato 7 titoli di altrettanti settori, particolarmente remunerativi. 

Cardinal Health, Inc. (NYSE: CAH)

L’azienda sanitaria non è molto nota al di fuori dei confini Usa nonostante i 22 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato ma è avvantaggiata dal fatto che si occupa di distribuzione, non di produzione e ciè del ramo produttivo dove ci sono sempre i soldi a prescindere dall’andamento del mercato e del settore. Questo si aggiunga anche una rete di consegne ottimizzata con al seguito circa 24.000 farmacie. Altro punto forte di Cardinal Health è che oltre a coprire tutta la rete della distribuzione, quindi anche l’inventario e l’approvvigionamento, è cresciuta del 10% all’anno nei passati 5 anni e farà lo stesso per i prossimi cinque anni. Almeno stando alle previsioni. Buone le notizie anche sul fronte del free cash flow con un risultato da 2,4 miliardi nel 2016; di questa cifra solo il 20% viene usato per coprire il 2,5% di dividendo.

 

Apple Inc. (NASDAQ: AAPL) 

250 miliardi di dollaritra contanti e investimenti. Molti di questi oltre i confini statunitensi; se Trump darà vita al suo progetto di rientro di capitali Apple porterà soldi negli Usa, se invece non arriverà la svolta allora la ditta di Cupertino continuerà a segnare cifre record. Il vero problema, però, è il fatto che Apple genera ancora la maggioranza (60%) dei propri ricavi dal suo iPhone. Ma finora Apple ha sempre generato grandi sicurezze.

 

Chevron Corporation (NYSE: CVX )

Il petrolio è da sempre un must per chi investe e per quanto le energie alternative stiano prendendo piede, ci vorranno anni perché spodestino il re petrolio, per quanto quest’ultimo sia alquanto volatile, soprattutto ultimamente.MA i grandi nomi come Chevron hanno la capacità di gestire anche i periodi di crisi e i capitali per essere giudicati un porto sicuro anche quando il settore energetico è in crisi. Questo perché, e Chevron è l’esempio più calzante, sono stati saggi nel correre ai ripari immediatamente rallentando gli investimenti sulla spesa. Caso lodevole è Chevron appunto, per essere riuscito a mantenere il 4% di dividendo.

 

Microsoft Corporation (NASDAQ: MSFT ) 

A sua disposizione un capitale da 130 miliardi di dollari con 25 miliardi all’anno per il free cash flow. Grazie alle strategie di Satya Nadella, è riuscita a conquistare nuovamente gli analisti che la considerano ancora un’azienda con un grande potenziale di crescita. A suo vantaggioil fatto che ormai non deve più occuparsi di essere remunerativa sul capitale ma solo di ocntinuare ad aggiornare la propria offerta, cosa che, a quanto pare, ha ricominciato a fare incarnando una nuova natura, non più quella del 1990 ma un’altra, altrettanto promettente.

 

 

Alphabet Inc (NASDAQ:GOOGL)

Alphabet ha la capacità più unica che rara di essere una blue chip senza offrire alcun dividendo. Suo punto di forza è, infatti, l’indiscutibile posizione leader nel settore della pubblicità dei motori di ricerca, un predominio che non cambierà a breve. In tutto questo quella che da tutti è conosciuta come Google, può sfruttare 90 miliardi di dollari tra contanti e investimenti oltre a 25 miliardi di free cash flow nel 2016.

 

Cincinnati Financial Corporation (NASDAQ: CINF)

Qualsiasi portafoglio diversificato dovrebbe avere una voce riguardante le assicurazioni e il titolo scelto è uno degli Aristocratici del settore, cioè uno di quelli che hanno pagato dividendi costanti e in aumento per oltre 25 anni consecutivi con un rendimento che attualmente è al 2,8%.

 

 

 

Walt Disney Co (NYSE: DIS) 

ESPN e la sua costante perdita di abbonati solleva più di un punto interrogativo visto che, a quanto sembra, la tipologia di programmi non avrà un cambiamento a breve. Ma a salvare la situazione saranno i benefici che arriveranno dalle varie acquisizioni maturate negli anni come quelle di Pixar Studios, Marvel Studios e LucasFilm avvenute nel corso dell’ultimo decennio. Tutto ciò permetterà alla Disney di sfruttare non solo il mercato del cinema ma anche quello della televisione e dei parchi a tema oltre che rafforzare la sua posizione leader nel settore dell’intrattenimento, settore che la vede prima nel mercato azionario, statunitense.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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