Ftse Mib, attenti al gap
Finanza/Economia / 29 aprile 2017

L’apertura in gap-up di lunedì scorso del future del Ftse Mib va interpretata a favore di un ulteriore rialzo? L’apertura in gap-up di lunedì scorso (sull’onda positiva dei mercati dopo il voto in Francia) del future del Ftse Mib (vedi Figura 1, qui sotto) va interpretata a favore di un ulteriore rialzo? Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero. La domanda non è di poco conto perché, se da un lato il trend di fondo può temporaneamente considerarsi rialzista a seguito del superamento in chiave mensile della trend line di Figura 2 (qui sotto), è anche buona regola non correre comprare dopo uno strappo di questo tipo. E’ noto che in analisi tecnica vi è una regola che dive: prima o poi i gap (cioè i “buchi” dei prezzi) vengono sempre ricuciti. Figura 2. Future FtseMib40 – grafico mensile. Insomma, ancor auna volta ci troviamo di fronte all’amletica questione. Sarà rialzo o ribasso? In che direzione operare? Forse la soluzione del problema è: un rialzo di lungo periodo (fino a prova contraria) ma cautela nel breve/medio periodo, quantomeno fino a copertura dei balzi di prezzo osservati, il gap appunto. Anche perché selezionare sul listino un titolo con non sia in…

Trading mordi e fuggi: ENI, attenzione tra il 2 e 4 maggio
Finanza/Economia / 29 aprile 2017

Tra i soliti titoli ad alta capitalizzazione sui quali operiamo abitualmente c’è ENI. Tra i soliti titoli ad alta capitalizzazione sui quali operiamo abitualmente c’è ENI, titolo da seguire in questi giorni in quanto secondo il nostro metodo ShoTrading (operazioni di breve-brevissimo periodo) si sta avviando al completamento del conteggio ciclico. Il titolo è in pieno trend ribassista dai massimi di aprile e sembra avviato al test dei minimi dello scorso febbraio. Ma attenzione alle sedute tra il 2 e 4 maggio prossimi, se in quei giorni ci fosse un minimo accenno di rimbalzo potrebbe completare il conteggio per un segnale di acquisto da “mordi e fuggi” veloce (intendiamo operazioni in multiday finalizzate a pochi punti percentuali, soprattutto su un titolo come questo, generalmente poco volatile), Valuteremo in quei giorni la situazione sul conteggio, e se sarà completo individueremo il preciso livello operativo. Sconsigliamo di anticipare l’acquisto su debolezza verso i minimi, perchè al momento, ribadiamo, il trend è ribassista e prima di entrare long devono esserci segni di tenuta sopra area 14 €.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Eurostoxx50 guarda in alto
Finanza/Economia / 29 aprile 2017

Le elezioni francesi hanno confermato come il rischio geopolitico sia ponderato nei modelli di valutazione degli investitori. Le elezioni francesi hanno confermato come il rischio geopolitico sia ponderato nei modelli di valutazione degli investitori. In condizioni di equilibrio, l’appuntamento elettorale di un paese membro dell’Eurozona non dovrebbe determinare prese di beneficio tanto consistenti come quelle registrate nelle settimane precedenti alle elezioni in Francia. La presenza di schieramenti antieuropeisti però mette in evidenza come la posta in gioco sia superiore rispetto alla scelta del governo del singolo Paese, determinando nel pricing delle aziende quotate l’inserimento di un premio al rischio denominabile in maniera ipotetica “sfaldamento dell’Area Euro”. In tale contesto gli indicatori economici dell’Eurozona mostrano segnali discordanti, con un miglioramento registrato nel mercato del lavoro, col tasso di disoccupazione in calo costante nelle ultime 10 rilevazioni (9,5% in Febbraio, il livello più basso dal maggio del 2009), oltre che nei principali leading indicators, come il Business Climate Indicator che raggiunge 1.09, il livello più alto dal 2011. Elementi di perplessità sono ancora riscontrabili invece nella Produzione Industriale, che mostra un andamento altalenante, e nei Prezzi al Consumo, influenzati da fattori esogeni ed estemporanei. In tale contesto non cambia l’approccio operativo della…

Toro scatenato in Piazza Affari
Finanza/Economia / 29 aprile 2017

Non possiamo lamentarci: negli ultimi 14 mesi la borsa italiana ha consegnato performance egregie, soprattutto a chi ha avuto l’accortezza di evitare il settore bancario. Non possiamo lamentarci: negli ultimi 14 mesi la borsa italiana ha consegnato performance egregie, soprattutto a chi ha avuto l’accortezza di evitare il settore bancario. Una condizione non secondaria, vista la preminenza che il comparto riveste a Piazza Affari. È la solita questione ricorrente: è arbitrario escludere questo o quel settore, visto che le banche fanno pienamente parte del nostro listino ma, con questo accorgimento, emergono tendenze che altrimenti finiscono per essere occultate o quantomeno distorte e minimizzate. Il nostro indice All Share Italia ex Banche contempla appunto tutti i principali (18) settori della borsa italiana, con eccezione di un comparto che al momento rappresenta un terzo della capitalizzazione complessiva. Questo universo è in vistoso rialzo da febbraio dello scorso anno: una crescita che si fatta parabolica dall’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Il rialzo in effetti ha conosciuto uno stallo, una volta raggiunto il “triplo massimo” di aprile-agosto-dicembre 2015, ma una volta superato questo ostacolo, l’All Share Italia ex Banche è stato libero di volare. Dal minimo di febbraio 2016, la…

Pil Usa delude, potrebbe tenere a bada falchi Fed
News / 29 aprile 2017

L’economia americana ha registrato un’espansione dell’attività di tre decimi di punto percentuale inferiore alle attese a inizio 2017, nonché la più bassa degli ultimi tre anni. Nel primo trimestre il Pil Usa è infatti cresciuto dello 0,7% e non dell’1% stimato. Sono i minimi dal primo trimestre del 2014 (vedi grafico sotto). Il dato delle spese personali è il più basso dal 2009. Sui mercati finanziari i dati hanno immediatamente avuto un impatto negativo sul dollaro e sull’azionario statunitense. I future sui principali indici di Borsa indicano che la seduta non sarà positiva per Wall Street. Gli osservatori di mercato e gli economisti temono che la frenata del Pil possa tradursi anche in un mercato del lavoro più debole. Gli ultimi tre mesi del 2016 si erano chiusi con un’espansione del Pil del 2,1% e l’anno scorso si era chiuso con un’attività in espansione dell’1,6%. Tuttavia i dati macro pubblicati sinora nei primi mesi del 2017 sono contrastanti e facevano presagire una possibile sorpresa negativa. Ci sono un paio di elementi che offrono comunque un barlume di speranza per un miglioramento delle condizioni economiche. Il costo del lavoro ad esempio è aumentato dello 0,8% contro lo 0,6% previsto e dopo…

Ue: centri di accoglienza migranti non all’altezza in Italia e Grecia
News / 29 aprile 2017

Gli hotspot allestiti per i migranti in arrivo in Italia e in Grecia non sono ancora “adeguati”, nonostante il “considerevole supporto dell’Ue”. Lo scrive un report pubblicato dalla Corte dei Conti europea aggiungendo che i centri hotpot greci e italiani sono pensati per trattare 8mila persone, ma ogni giorno si trovano a farlo con 15-16mila migranti. In Grecia in particolare “continuano ad arrivare ancora più migranti nei centri di riconoscimento di quanti non ne vadano via e sono seriamente sovraffollati”, con alcuni bambini tenuti in custodia “in condizioni restrittive” per più di tre mesi. “Nel complesso i centri di riconoscimento hanno aiutato a migliorare la gestione della migrazione nei Paesi di frontiera, sotto condizioni molto dure e in costante cambiamento, aumentondo la loro capacità ricettiva, migliorando le procedure di registrazione e rafforzando gli sforzi coordinati”. Ma i problemi restano, come sottolineato in precedenza. In particolare, in Italia il problema sarebbe più concentrato nel ricevere i migranti, mentre in Grecia nell’offrire loro un posto dove stare. “Il coordinamento a livello di singolo hotspot”, inoltre, “è ancora frammentario e sebbene si sia stabilito che la gestione complessiva degli hotspot sia responsabilità delle autorità centrali degli Stati membri, almeno in Grecia, queste ultime…

Oro al rialzo e crisi di fiducia se fallisce riforma fiscale di Trump
News / 29 aprile 2017

Il fallimento della riforma sanitaria e dei provvedimenti di controllo dell’immigrazione hanno permesso una stabilizzazione delle quotazioni dell’oro sopra i 1.200 dollari. Ora, per capire dove potrebbe andare il metallo giallo, bisogna guardare al terzo tentativo di Trump, la riforma fiscale “Il successo o l’eventuale insuccesso della riforma fiscale annunciata da Donald Trump avrà conseguenze dirette sul prezzo dell’oro”. È quindi ancora una volta al presidente degli Stati Uniti che bisogna guardare per cercare di capire cosa farà il metallo giallo. Ne è convinto Joe Foster, portfolio manager e strategist dei fondi oro e metalli preziosi di Van Eck. Purtroppo cercare di capire cosa farà (o non farà) Trump è sempre difficile. Questa incertezza, tuttavia, può essere un sostegno per i prezzi di quello che è ancora oggi il principale bene rifugio. Cosa farà il presidente degli Stati Uniti d’America. O, sarebbe meglio dire, cosa ha fatto. Ha appena presentato un progetto di riforma fiscale la cui punta di diamante è il taglio dell’aliquota per le imprese al 15%. La proposta è incompleta e manca di indicazioni sulle coperture. Il che porta a chiedere se Trump si stia avviando a un terzo insuccesso dopo le sconfitte sulle restrizioni agli ingressi…

Del Vecchio: Messina “un ragazzino al bar”. AD Intesa: “Non sa di cosa parla”
News / 29 aprile 2017

Si alzano i toni nelle accuse vicendevoli pesanti che si sono lanciati due dei massimi dirigenti dell’industria italiana. Carlo Messina e Leonardo Del Vecchio non se le sono certe mandati a dire nelle ultime ore. Dopo che il socio di Generali Del Vecchio ha criticato Messina per avere espresso interesse nell’acquisto della compagnia assicurativa prima di studiare a fondo l’operazione, paragonando il suo comportamento a quello di “un ragazzino al bar”, il banchiere ha risposto dicendo che si tratta di “affermazioni diffamatorie”. Il Ceo di Intesa SanPaolo se l’è presa e ha accusato il patron di Luxottica di parlare a vanvera: “Ho letto le dichiarazioni di Leonardo Del Vecchio: evidentemente non sa di cosa parla e neanche sa come sono andate le cose”, ha dichiarato a margine dell’assemblea di Luxottica. “Non so come si fa a fare questi discorsi da parte di un amministratore delegato, lo può dire un ragazzino al bar“, aveva affermato Del Vecchio in risposta a una domanda sull’interesse per il Leone della banca guidata da Messina. “Come si fa con due società in Borsa che un amministratore di una faccia queste dichiarazioni”, ha aggiunto Del Vecchio. “Noi vorremmo comperare…”, ha detto Del Vecchio citando le parole…

Riforma fiscale Usa: 4mila miliardi di debito in più
News / 29 aprile 2017

Il piano fiscale di Trump, date le premesse fatte di cospicui tagli solo in minima parte recuperati da nuovo gettito da altre voci, preannuncia un forte allargamento del deficit federale: nel giro di dieci anni il Tesoro potrebbe subire una perdita stimabile fra i 4 e i 6mila miliardi di dollari. A dirlo è Alan Cole, economista della Tax Foundation, in un’intervista rilasciata al New York Times. Sarebbe questo insomma il conto del taglio dal 35 al 15% dell’aliquota federale sui redditi delle società e della revisione di quelle sui redditi delle persone che sarebbero rimodulate su tre scalini fiscali, da 35,25 e 10%. Quelle della Tax Foundation non sono le uniche stime disponibili. Lo Urban-Brookings Tax Center aveva calcolato un conto da 6mila miliardi di dollari anche calcolando gli effetti di crescita sul prodotto interno lordo. Steven M. Rosenthal, esperto fiscale di quest’ultimo centro studi ha affermato che “il piano di Trump è essenzialmente quello di tagli fiscali per tutti. Le vere riforme, con effetti sul gettito neutrali, sono difficili” in quanto “ci sono vincitori e perdenti, ma Trump sembra desiderare solo vincitori”. Anche se in campagna elettorale accusava l’allora presidente Obama di aver raddoppiato il debito pubblico americano….

Rivenditori al dettaglio, occupazione al collasso
News / 29 aprile 2017

Dagli Stati Uniti al Regno Unito sono sempre più numerose le aziende di vendite al dettaglio che si vedono costrette a chiudere i battenti o licenziare personale. I numeri preoccupano e dimostrano che il settore, incapace di adeguarsi alle sfide rappresentate dalla concorrenza dei rivenditori online e di contrastare l’inflazione montante, attraversa un momento di profonda crisi. I rivenditori inglesi sono impegnati in un piano di riduzione dei costi reso obbligato dal calo delle vendite e dalle prospettive di un rialzo dei prezzi. Il numero di posti di lavoro nel settore è sceso del 2,2% nel primo trimestre dell’anno se i dati si confrontano con l’analogo periodo del 2016. Le ore lavorate dai dipendenti del settore retail sono calate del 6% su base annuale, secondo quanto riportato dal British Retail Consortium (BRC). Il numero di posizioni a tempo pieno equivalenti – cifra che si ottiene sommando allo staff assunto le ore lavorate, con l’obiettivo di dare un quadro completo su quanto personale è stato utilizzato dai datori di lavoro – si è contratto del 3,9% su base annuale nel Regno Unito. Nel solo mese di marzo il numero è sceso del 4,1% tra i rivenditori. Le percentuali sono sinonimo di un netto deterioramento…