Borsa italiana in verde: Ftse Mib +0,31%

11 maggio 2017

Borsa italiana in verde: Ftse Mib +0,31%.

Borsa italiana in verde: Ftse Mib +0,31%.

*Mercati azionari europei incerti. Wall Street poco mossa: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,05%, Nasdaq Composite -0,06%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a +0,31%, il Ftse Italia All-Share a +0,22%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,42%, il Ftse Italia Star a -0,24%. Al termine del suo discorso davanti al Parlamento olandese, Mario Draghi precisa che “ci sarà un cambiamento di guidance solo quando i miglioramenti nell’economia e i nostri obiettivi di inflazione convergeranno in maniera duratura e saranno autosufficienti. A quel punto i tassi di interesse aumenteranno. Non è compito nostro preparare i Paesi all’uscita dal Quantitative Easing: essi hanno tutto il tempo di consolidare i propri bilanci e prendere tutte le misure necessarie”.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA le scorte settimanali di petrolio alla fine della scorsa settimana (dato EIA) sono scese di ben 5,247 milioni di barili, molto più dei -1,786 milioni di barili delle attese. Negli States il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che i prezzi alle importazioni sono cresciuti dello 0,5% nel mese di aprile battendo le attese fissate su un incremento dello 0,2%. In Francia l’Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di marzo è cresciuta del 2% rispetto al mese precedente (consensus +1%), dopo la flessione dell’1,7% rilevata a febbraio. In Italia l’Istat ha comunicato che nel mese di marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,4% rispetto a febbraio.Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% dal 2% della rilevazione precedente, rivista da +1,9%.

A2A (+5,37%) scatta in avanti e tocca i massimi da fine 2008 dopo la divulgazione dei risultati del primo trimestre 2017. I dati hanno battuto in modo netto le stime degli analisti: il margine operativo lordo è salito del 28,3% a/a a 403 milioni di euro (consensus: 361), l’utile netto del 13,9% a/a a 180 milioni (131). L’indebitamento netto è sceso da 3,136 miliardi di euro a fine 2016 a 3,027 miliardi a fine marzo, grazie alla generazione di cassa netta positiva per 109 milioni. Il management, alla luce dell’incremento considerevole dei risultati attesi nella Business Unit Generazione & Trading, ha rivisto al rialzo la stima per l’intero 2017 del margine operativo lordo a 1,17-1,19 miliardi di euro (precedente stima: 1,12-1,15).

Campari (+4,68% a 6,05 euro) in ampio rialzo nel tentativo di riavvicinarsi al massimo storico a 6,14 euro toccato ieri in scia ai dati del primo trimestre 2017. Il titolo nel finale della seduta precedente aveva dimezzato i guadagni chiudendo a 5,7750 euro (+4,43%). Oggi Raymond James ha incrementato il target sul titolo da 5,55 a 6,40 euro.

Sale anche Banca Mediolanum (+3,23% a 7,35 euro), ieri penalizzata dai dati del primo trimestre 2017, chiuso con profitti in crescita del 16% a/a a 84,9 milioni di euro, ma il margine di interesse è sceso da 61,6 a 44,96 milioni. Kepler Cheuvreux oggi ha migliorato la raccomandazione sul titolo a buy e incrementato il target a 8 euro.

Petroliferi in recupero nel finale di seduta in scia al dato sulle scorte di greggio USA, scese al scorsa settimana molto più del consensus. Il future sul Brent è balzato in pochi minuti da 49,50 a 50,50 dollari/barile, quello sul WTI da 46,60 a 47,65. In rialzo Tenaris (+1,56%) ed Eni (+0,54%). Quest’ultima ha pubblicato prima dell’apertura odierna del mercato i dati del primo trimestre 2017 approvati ieri dal cda. L’utile operativo adjusted si è attestato a 1,834 miliardi di euro (0,583 nel trim1 2016, consensus a 1,83) e l’utile netto adjusted a 744 milioni (2 nel trim1 2016, consensus a 610). Leggermente sotto le attese la produzione a 1.795 migliaia di barili al giorno (1.754 nel trim1 2016, consensus a 1.810). Per quanto riguarda le singole divisioni, la Exploration & Production ha totalizzato un utile operativo adjusted di 1,415 miliardi di euro (95 nel trim1 2016, consensus a 1,550), la Gas & Power di 338 milioni (285 nel trim1 2016, consensus a 230) e la Refining & Marketing e Chimica di 189 milioni (177 nel trim1 2016, consensus a 30). Confermati i principali target 2017, mentre il Leverage a fine esercizio (0,28 al 31 marzo) è previsto in calo grazie soprattutto alla cessione del Mozambico.

*In controtendenza Saipem (-0,28%) *nonostante l’aggiudicazione di un nuovo contratto EPCI per il pacchetto SURF del campo Liza progetto operato da Esso Exploration e Production Guyana Limited, una controllata di ExxonMobil. La commessa ha un valore complessivo di 500 milioni di dollari.

Safilo Group (+5,95%) accelera al rialzo e tocca i massimi da metà gennaio. Il titolo aveva iniziato al seduta in rosso dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre 2017, periodo andato in archivio con ricavi a 237,3 milioni di euro, -21,3% a/a, ed EBITDA adjusted pari a una perdita di 6,2 milioni di euro rispetto a un utile di 25,2 milioni di euro nel primo trimestre 2016. Il dato sui ricavi è però migliore del consensus Thomson Reuters, pari a 213 milioni di euro.

Ottima reazione per Maire Tecnimont (+4,72%) dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2017. I ricavi sono saliti del 38,5% a/a a 756,5 milioni di euro, meglio dei 737,5 del consensus Thomson Reuters. L’EBITDA ha segnato un progresso del 29,1% a/a, mentre l’utile netto è balzato del 72,5% a 31,8 milioni di euro. Il management si attende “nuovi importanti contratti nel corso dei prossimi trimestri”.

Incerti i bancari con l’indice Ftse Italia Banche a +0,12%, l’EURO STOXX Banks a -0,1%. Positiva Unicredit (+1,19%) alla vigilia dell’approvazione dei dati del primo trimestre 2017. In forte calo Bper Banca (-5,66%) che ha chiuso il trim1 con risultati peggiori rispetto alle attese. Il margine di intermediazione si attesta a 490,46 milioni di euro, contro il consensus Bloomberg di 505,3. L’utile netto contabile è pari a 14,56 milioni di euro, contro i 17 attesi dagli analisti.

In rosso anche Credito Valtellinese (-4,06%) dopo la pubblicazione di dati del primo trimestre 2017 in peggioramento rispetto a un anno fa ma complessivamente in linea con le attese. Il margine di intermediazione è sceso a 184,86 milioni di euro dai 187,38 del trim1 2016 (consensus Bloomberg: 186,00), l’utile netto da 5,07 a 2,36 milioni di euro (2,30). Da segnalare però il deterioramento dei ratio patrimoniali rispetto a fine dicembre: il CET1 capital ratio è sceso a 11,6% da 11,8%, comunque ben al di sopra del minimo SREP del 7,75%.

OVS (-2,67% a 6,20 euro) perde nettamente terreno dopo il collocamento accelerato di 25 milioni di azioni ordinarie, rappresentanti circa l’11% delle azioni OVS in circolazione, da parte di Gruppo Coin. Le azioni sono state collocate a investitori istituzionali internazionali ad un prezzo di 6,11 euro per azione, con un incasso lordo di 152,8 milioni. La quota di Gruppo Coin in OVS è scesa da circa il 42,12% a circa il 31,12%.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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