Trump e Lavrov si stringono la mano in foto “epica”

11 maggio 2017

Si dice che una foto ben fatta valga più di cento parole. Ebbene, così si può senza dubbio definire anche il primo fermo immagine dell’incontro storico tra Donald Trump e il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov. L’autore della foto “epica”, come la definisce Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, sul suo profilo Facebook, è Alexandr Scherbak.

Lo storico faccia a faccia, che Trump ha definito “ottimo”, si è svolto nello Studio Ovale della Casa Bianca doveva essere senza giornalisti. L’ultima volta che Lavrov si era recato in visita a Washington era il 2013, un anno prima dell’annessione della Crimea alla Russia e due anni prima dell’inizio delle operazioni russe in Siria e quindi prima delle sanzioni economiche punitive decise dall’Occidente come rappresaglia.

Per Trump, che già parlato più di una volta al telefono con il presidente della Russia Vladimir Putin, sarà l’incontro di più alto livello con un rappresentante della Russia da quanto il candidato dei Repubblicani si è insediato a gennaio 2017.

Il capo degli Esteri russo ha “finto” di essere rimasto meravigliato alla notizia del licenziamento in tronco del direttore dell’FBI Comey da parte di Trump. “Licenziato? Stai scherzando! Stai scherzando!”. Così avrebbe reagito Lavrov, in inglese e con un’evidente battuta, alla stampa americana che chiedeva se getti un’ombra sulla sua visita il licenziamento di James Comey proprio mentre è entrata nel vivo l’inchiesta sui rapporti fra la campagna elettorale di Trump e la Russia, il cosiddetto (dai media per lo meno) Russiagate.

Per qualcuno si tratta di un grave sbaglio, che ricorda il Watergate e che potrebbe costare addirittura l’impeachment a Trump.  Secondo Hillary Clinton Comey era stato proprio colui che favorì Trump nell’elezione presidenziale americana, rivelando undici giorni prima delle presidenziali Usa, la riapertura dell’inchiesta sull`uso delle mail private della Clinton, quando era segretaria di Stato.

Ma quanto sinora non era emerso è che sempre lo stesso Comey, nello stesso tempo, aveva aperto un dossier sulla campagna presidenziale del candidato repubblicano: sospetta complicità con gli hacker russi che avevano passato a Wikileaks mail imbarazzanti sull’ex Segretario di Stato e candidata del Partito dei Democratici alla Casa Bianca.

Le domande della stampa Usa sono state poste durante la foto op all’inizio dell’incontro tra Lavrov e il pari grado Rex Tillerson, il segretario degli Esteri americano. Lavrov ha annunciato che in occasione del G20, previsto per il 7 e 8 luglio ad Amburgo in Germania, il presidente russo Putin e quello americano Trump si incontreranno.

Lavrov ha detto che l’amministrazione Trump è composta da gente che viene dal business, ha un dialogo libero dalle ideologie, ma sicuramente è “interessata a giocare un ruolo” nella creazione di “zone di sicuerezza in Siria“. Sul Russiagate e l’ingerenza del Cremlino negli affari Usa ed europei, Lavrov è stato molto severo nei confronti della copertura dei media occidentali.

Il capo degli Esteri russo ha definito “imbarazzante” dire che la Russia influisce sul suo sistema politico, ma comunque su questo “non c’è stato un baccanale” durante l’incontro, ha precisato Lavrov secondo il sito di news russo Sputnik.

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