S&P 500: margin debt e curva dei rendimenti
Finanza/Economia / 14 maggio 2017

In assenza di novità di rilievo sul grafico dello S&P 500, con questo post riprenderemo ed integreremo alcuni concetti recentemente trattati. In assenza di novità di rilievo sul grafico dello S&P 500, con questo post riprenderemo ed integreremo alcuni concetti recentemente trattati. A fine Aprile si scriveva così: Innanzitutto si evidenzia che i massimi del margin debt (Marzo 2000 e Luglio 2007) hanno pressoché coinciso con i top dello S&P 500 anticipando però di 4/5 mesi l’inizio delle vendite vere. Inoltre: In buona sostanza, ammesso e non concesso che la storia si ripeta, le probabilità che un massimo diventi un top di lungo termine aumentano notevolmente nel caso in cui la successiva variazione mensile sia vistosamente negativa. Ad oggi abbiamo solo una tendenza positiva, aspetto favorevole se si considera la correlazione diretta con la borsa americana. Facciamo un passo avanti per verificare, come si fa con ogni Check up, eventuali analogie sulla curva dei rendimenti odierna con quelle che si presentarono in coincidenza con i top del margin debt: CURVA DEI RENDIMENTI Appare evidente anche agli occhi dei meno esperti una netta differenza: i top dei margin debt hanno coinciso con curve appiattite/invertite e con rendimenti molto elevati (che implicavano nei tresury una alternativa di…

3 buoni motivi per restare long
Finanza/Economia / 14 maggio 2017

Il FtseMib si conferma caparbiamente oltre i 21.500 punti ed aggiorna i propri massimi di periodo per la terza settimana consecutiva. Ecco perché il rialzo potrebbe continuare! Il FtseMib si conferma caparbiamente oltre i 21.500 punti ed aggiorna i propri massimi di periodo per la terza settimana consecutiva. Prosegue il momento dei bancari ed anche le utility al momento stanno giocando un ruolo molto importante; qualche scricchiolio proviene dal settore del lusso ma, come ben spiegato nella videoanalisi odierna, non tutto è perduto. Scopri nella videoanalisi i 3 motivi per rimanere ancora long. Partecipa da protagonista Interagisci in diretta e fai la tua domanda a voce iscrivendoti da qui.   fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Olanda, nasce commissione parlamentare per uscire dall’euro
News / 14 maggio 2017

Proprio quel parlamento olandese dove Mario Draghi ha tenuto un’audizione in settimana lodando i progressi economici dell’Eurozona ha dato la luce a una commissione per l’uscita dall’Eurozona. L’Olanda diventa così il solo paese virtuoso con tripla A dell’area euro a non escludere la possibilità di abbandonare la moneta unica. L’idea di aprire un dibattito parlamentare serio sulla questione, nata a marzo prima delle elezioni che hanno visto la vittoria di potrebbe essere ripresa anche in altri Stati membri del blocco dove la questione è ancora tabù nonostante diversi economisti, anche Premi Nobel come Joseph Stiglitz, abbiano messo in discussione la validità e i benefici della moneta unica in un’area costituita da paesi così diversi fra loro. Persino Wolfgang Schaeuble, il falco ministro dell’economia tedesco, di recente ha ammesso che il surplus commerciale gigantesco della Germania è dovuto “anche” all’euro. La commissione parlamentare, nata dopo il voto del 15 marzo, sarà incaricata di stabilire se si può abbandonare la moneta unica e in quel caso come andrebbe fatto. Per arrivare a queste conclusioni verrà esaminato quale sarà il futuro della moneta unica, per vedere se all’Olanda conviene rimanere oppure uscire dall’euro. A portare avanti questa inchiesta è il consiglio di stato,…

Legge elettorale: condanna “costituzionale”
News / 14 maggio 2017

Nel tentativo di garantire una certa continuità che ormai dura da settant’anni, anche la Corte costituzionale, con la sentenza del 25 gennaio 2017, si è adeguata: l’Italia deve continuare a rimanere senza Governo. Con la semi bocciatura dell’Italicum e dichiarando incostituzionale il “ballottaggio“, la Corte ha di fatto condannato il nostro Paese alla ingovernabilità. In Italia, ha praticamente detto, non riuscendo nessun partito od anche coalizione a raggiungere la fatidica soglia del 40% dei consensi e considerata la indisponibilità del M5S a fare accordi, ci vorranno sempre le grandi intese, le ammucchiate o, si possono anche chiamare, i minestroni della politica. Non ci sarà mai un programma di governo chiaro, un’assunzione di responsabilità da parte di chicchessia, nulla, palude ad oltranza. La nostra è una “condanna Costituzionale“. Nel mentre il Capo dello Stato invita le forze politiche a trovare la quadra per una legge elettorale “omogenea” fra Camera E Senato, peraltro mai esistita da quando è nata la Repubblica, le forze politiche stanno mediando. Il primo tentativo, equiparabile ad un aborto non riuscito, parla di abbassare la soglia di ingresso al Senato al 3% – al pari di quello che già succede alla Camera – in luogo dell’8% attuale. Aumenta…

Cina: come 2015 ma crash Borsa non allarma nessuno
News / 14 maggio 2017

Il fatto che in Cina la Borsa da qualche tempo sia tornata a cedere terreno a ritmi simili a quelli visto durante il crash del 2015 stavolta sembra non preoccupare nessuno nelle sale operative. Tanto è vero che i mercati europei, favoriti dai nuovi dati macro positivi pubblicati in Germania, con il Pil che si è espanso al ritmo più sostenuto degli ultimi dodici mesi nel primo trimestre, continuano a rafforzarsi, incuranti dei vari problemi che attanagliano il mondo. Il presidente Usa Donald Trump fa fatica a imporre la sua “legge” a Washington, il settore retail è in piena crisi a causa della concorrenza spietata dell’e-commerce (vedi conti disastrosi di Macy’s), il Canada è sull’orlo di una crisi dei mutui in particolare a Toronto dove rischia di scoppiare una bolla immobiliare, nella penisola coreana le tensioni geopolitiche sul programma nucleare di Pyongyang sono alte, mentre in Italia rischia di salire al potere un partito anti euro già dal 2017 (l’accordo su una nuova legge elettorale e dunque sul voto anticipato è più vicino). In Borsa in Cina è fallito clamorosamente il tentativo di rimbalzo visto a fine 2016, come si vede bene nel grafico riportato da Bloomberg dell’indice delle small-cap ChiNext….

10 Dividendi Aristocratici pronti al Rally
News / 14 maggio 2017

Il 2016 è stato un anno difficile per i consumi ma come spesso accade per alcuni grandi nomi si è trattato solo di un rallentamento temporaneo. Il 2016 è stato un anno difficile per i consumi ma come spesso accade per alcuni grandi nomi si è trattato solo di un rallentamento temporaneo. Brian Bollinger di Simply Safe Dividends ha trovato 10 grandi nomi già pronti al rally  Federal Realty Investment Trust (NYSE: FRT) Dividend Yield: 3% Leader del settore immobiliare ha in portafoglio circa 97 proprietà in Usa con oltre 2.800 inquilini distribuiti tra il nord-est, le regioni del Mid-Atlantic, la California e il Sud della Florida. Fortunatamente le proprietà di FRT si trovano principalmente in comunità densamente popolate e ricche. Non solo ma si tratta di proprietà che per il 94% sono già locata, quindi redditizie. A questo il report aggiunge il fatto che Federal Realty ha alle spalle oltre 55 anni di esperienza nel settore immobiliare, un serbatoio che aiuterà i vertici nel prendere decisioni strategiche per la riqualificazione, la gestione e la compravendita di immobili. Altro punto a favore il fatto che Federal Realty ha pagato dividendi trimestrali agli azionisti continuativamente sin dalla sua fondazione nel 1962….

Le proposte dell'Italia sulla web tax
News / 14 maggio 2017

La presidenza italiana del G7 Finanze, riunito a Bari, accelera sulla web tax, tema che sta trovando spazio anche nella legge finanziaria. Al termine del vertice, secondo fonti ben informate, i ministri delle Finanze dei Sette Grandi daranno mandato all’Ocse perché presenti entro il prossimo marzo delle proposte operative sulla tassazione dei colossi del web, che troppo spesso riescono a far sfuggire i loro enormi utili dalle maglie del fisco dei governi nazionali. Proposte che verranno poi portate al tavolo del G20 nella speranza di trovare una sintesi tra i diversi approcci a un problema che non può essere che risolto con un’intesa transnazionale, riguardando aziende che in maniera trasnazionale pensano e agiscono. La web tax entra in manovra “La web tax è una proposta che sta prendendo corpo, ci sono diverse posizioni nazionali ma il G7 serve per convergere. Su questo lavoreremo”, ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aprendo i lavori. L’obiettivo è di stimolare la discussione per arrivare a compiere passi avanti concreti in merito alle possibili forme di tassazione dell’economia digitale. Ogni Paese ha una sua posizione sul tema e una delle proposte italiane sul tavolo, come spiegano fonti della delegazione italiana, è di misurare il consumo digitale traducendo…