Ftse Mib: analisi RSI settimanale
Finanza/Economia / 21 maggio 2017

Il Ftse Mib ha chiuso la seduta a 21.567 punti, registrando un +1,26%. Il bilancio settimanale è pari ad un -0,04%. Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 21.567 punti, registrando un +1,26%. Il bilancio settimanale è pari ad un -0,04%. Grafico su base giornaliera: FTSE MIB – Riferimenti statici La decisa reazione rialzista dal minimo settimanale a 20.808 punti rende tale livello un riferimento grafico importante, la cui eventuale rottura rappresenterebbe un primo campanello d’allarme. La situazione peggiorerebbe notevolmente nel caso di una chiusura inferiore alla base del gap up apertosi ad Aprile (19.931 punti). Ad ogni modo, ad oggi non è presente alcun segnale ribassista concreto. Tuttavia, una importante spia rossa s’è accesa ed è quella dell’ipercomprato indicato dall’RSI settimanale, evento raro se si considera che ha soli due precedenti nell’ultimo decennio, peraltro piuttosto recenti: 2014 e 2015. FTSE MIB – RSI settimanale Con la consapevolezza che non sempre il passato si ripete, verifichiamo se tali precedenti sono legati da qualche analogia grafica, magari da riproporre come ipotesi di lavoro. In effetti, a partire dal massimo dell’RSI settimanale, in entrambi i casi si ripete il seguente schema a 4 punti sul FTSE MIB: TOP Correzione di 2-3 mesi del 10-13% Rapida…

Dividendi del lunedì: istruzioni per l'uso
Finanza/Economia / 21 maggio 2017

Lunedì la Borsa Italiana sarà invasa dallo stacco cedolare: ecco cosa fare o non fare! Dopo qualche giornata di tribolazione, il FtseMib robusto torna ad attaccare i livelli di competenza al di sopra di area 21.500 punti e si appresta a chiudere la settimana sui massimi di breve.  Lunedì sappiamo che con buone probabilità ci sarà un importante gap ribassista dettato dallo stacco cedolare al quale oggettivamente, viene data troppa importanza. Chi è già in posizione (sui titoli migliori) si goda la cedola; chi vuole entrare dopo il verosimile ribasso, lo faccia a suo rischio e pericolo… non è detto che poi martedì i titoli vireranno a rialzo. Le istruzioni per come affrondare i dividendi, sono ampiamente presentante nell’odierna videoanalisi. Partecipa da protagonista Iscriviti al webinar del venerdì e partecipa da protagonista facendo le tue domande in diretta.   fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

I capitali? Non a tutte le pmi, ma a quelle “brave”
News / 21 maggio 2017

I Piani Individuali di Risparmio (PIR) sono degli strumenti finanziari composti da titoli di aziende italiane medio piccole che, mantenuti per 5 anni, consentono di essere totalmente detassati. Grazie a questo vincolo, finalmente una parte del risparmio italiano potrà arrivare alle piccole e medie imprese nazionali per finanziare, si spera, i loro progetti di sviluppo. Dal lancio di questo strumento sono stati raccolti svariate centinaia di milioni di euro, dando soddisfazione al Ministero delle Finanze, che l’ha promosso, e agli intermediari finanziari che stanno effettuando la raccolta. Gli indici azionari dove sono quotate le aziende minori, AIM ma anche STAR, già stanno beneficiando di questo afflusso di risorse registrando un aumento percentuale importante da inizio anno. Già si intravede addirittura la possibilità di una scarsità di “materia prima”, alla quale gli operatori progettano di porre rimedio invitando ed aiutando le aziende non quotate ad andare in borsa. E’ l’impegno, ad esempio, di Mediolanum che in un recente evento di presentazione della sua proposta PIR ha annunciato, tramite il suo AD Massimo Doris, che le molte aziende ed imprenditori loro clienti verranno messi “in contatto con strutture specializzate che organizzeranno la loro quotazione”. Anche Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del Ministero delle…

ANTIRICICLAGGIO E RESPONSABILITA’ D’IMPRESA “La conoscenza è inversamente proporzionale al rischio”
News / 21 maggio 2017

Premessa Nel mentre assistiamo alle prime ed importanti pronunce giurisprudenziali di condanna sulla responsabilità d’impresa un interessante contributo dottrinario giunge dall’Associazione Bancaria Italiana[1] attraverso apposite “Linee guida per la prevenzione dei reati di cui all’articolo 25 octies, introdotto dal comma 3 dell’articolo 63 del D.Lgs 231/07, relativamente alla Ricettazione, Riciclaggio e Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”[2]. Si è trattato di un contributo di particolare utilità, volto a suggerire al sistema bancario e finanziario l’adozione di un “Modello organizzativo” adeguato, onde scongiurare le pesantissime sanzioni amministrative ed interdittive previste dalla legislazione del 2001. Un Modello organizzativo adeguato, per quanto non obbligatorio, è sicuramente utile, se non altro per testimoniare la volontà dell’impresa a contrastare condotte illecite di rilevanza penale da parte dei propri dipendenti o degli stessi amministratori. Per mutuare una vecchia filosofia di vita possiamo dire che se fai qualcosa rischi di sbagliare, se non fai niente, sbagli di sicuro.  Pertanto, appare decisamente preferibile attivarsi, posta la inversione dell’onere della prova in capo alla stessa impresa, quale principale dimostrazione di buona fede [3] ed atta a scongiurare ogni sorta di responsabilità amministrativa e interdittiva. Organismo di Vigilanza Trattasi di una nuova figura di controllore interno codificato dalla lettera…

Azione di governo: abbattimento “Vele di Scampia” e rammendo periferie
News / 21 maggio 2017

Tra i primi progetti esecutivi che vedranno la luce nel quadro del più ampio programma del “Rammendo delle periferie”, nato da una brillante intuizione del noto architetto genovese di fama mondiale Renzo PIANO[1], rientra l’abbattimento di un mostro edilizio realizzato agli inizi degli anni ’70. Il Comune di Napoli ha pubblicato il bando per affidare la progettazione esecutiva, la direzione dei lavori e il coordinamento per la sicurezza per l’abbattimento delle «Vele A, C e D» nel quartiere di Scampia. Secondo i programmi sembra che ne resterà solo una che, riqualificata e trasformata, ospiterà la sede della Città metropolitana di Napoli. I fondi per finanziare l’abbattimento delle vele arrivano dalla convenzione sulle periferie tra il Governo e le Città metropolitane per «progetti per la predisposizione del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei comuni capoluoghi di provincia». Quello del Rammendo delle periferie, rimane certamente uno, se non il primo, fra i più ambiziosi progetti urbanistici finalizzati a rendere più vivibili le nostre città. Recuperare vivibilità che le periferie delle nostre città hanno smarrito da tempo, rimuovendo un degrado ed un senso di abbandono dei cittadini – spesso meno abbienti – rappresenta un passaggio…

Allarme Banca d’Italia (Uif): “Troppe segnalazioni inutili”
News / 21 maggio 2017

 “L’azione di prevenzione e contrasto – ha spiegato il dirigente della Banca d’Italia nel corso di un recente intervento in un convegno di cui la stampa ha dato notizia  – risulta spesso indebolita dalla proliferazione dei cosiddetti “falsi positivi”, indotti dal timore degli operatori di incorrere in meccanismi sanzionatori, così come l’incompletezza sostanziale delle segnalazioni, in diversi casi caratterizzate da assenza o vaghezza del motivo del sospetto, insufficiente descrizione dell’operazione e inadeguata specificazione delle anomalie sotto il profilo soggettivo e oggettivo”. Al termine di questa premessa e nel corso dello stesso intervento, furono suggerite alcune soluzioni che, a mio parere, non affrontando nel merito il problema del modus operandi della “Collaborazione attiva” da parte degli Intermediari finanziari, non potrà in alcun modo contribuire alla risoluzione del segnalato allarme. Dopo aver militato in incarichi di responsabilità nella Guardia di finanza per circa 30 anni, mi occupo a tempo pieno di “antiriciclaggio” da circa 15 anni, prima come Responsabile antiriciclaggio di un Gruppo bancario e da qualche anno come libero professionista. A voler sintetizzare le ragioni di tali condotte, in particolare da parte delle banche ma, possiamo aggiungere, da tutti i soggetti tenuti alla c.d. “Collaborazione attiva” di cui al D.lgs 231/07,…

Lettura dati di bilancio e antiriciclaggio: alert per SOS ad horas
News / 21 maggio 2017

Sulla base di un quesito ricevuto nel recente periodo da parte di un Responsabile di filiale di una banca, ho maturato la convinzione che, l’attenta lettura del bilancio di esercizio, sovente, può rappresentare il miglior antidoto per intercettare situazioni di rischio in materia di lotta al riciclaggio. Quesito “Un’azienda operante nel settore della produzione e commercializzazione di tondini di ferro, ha registrato una crescita esponenziale del proprio fatturato passando da uno a sette milioni di euro in appena un triennio. Trattasi di una Srl uni-personale che ogni anno cambia denominazione sociale (lasciando lo stesso indirizzo di sede e lo stesso socio unico e amministratore). Gli accrediti, vengono tutti registrati con versamento di assegni circolari o bonifici sul corrispondente conto corrente aziendale provenienti, per oltre il 90%, da società della stessa holding e dalla capogruppo. Gli addebiti, al contrario, vengono eseguiti per cassa, attraverso ingenti prelievi di denaro contante, tanto da mantenere sempre il rapporto a saldo zero o quasi. La società di cui trattasi non ha mai chiesto affidamenti ed ha sempre lavorato con le proprie provviste. Sembrano sussistere delle anomalie, è il caso di fare una Segnalazione di operazione sospetta? Grazie Da un abbonato al sito web giovannifalcone.it Risposta Faccio…

7 azioni adatte ad ogni tipo di investitore
News / 21 maggio 2017

Che si abbracci un approccio prudente o aggressivo, poco importa: esistono azioni adatte ad ogni tipo di investitore. Che si abbracci un approccio prudente o aggressivo, poco importa: per Brett Kenwell esistono azioni adatte ad ogni tipo di investitore, in particolare al sua attenzione si è rivolta a 7 titoli.  Johnson & Johnson (NYSE: JNJ ) Nonostante non sia un titolo particolarmente a buon mercato, scambiato a 17 volte gli utili,è uno dei famosi buy&hold adatti ad un investitore di natura conservatore, che vede la sua crescita lenta come un fattore di rassicurante costanza, attratto dai suoi dividendi ( 2,6%), tra i più noti ed affidabili del mercato. Negli ultimi 5 anni il titolo ha quasi raddoppiato il suo valore, il tutto nela prospettiva di un + 5% di crescita sulel vendite sia per il 2017 che pr il 2018 mentre per lo stesso lasso di tempo gli utili sono visti in aumento rispettivamente del 6% e del 7%. Pfizer Inc. (NYSE: PFE ) L’andamento in borsa della casa farmaceutica negli ultimi 12 mesi non è stato esaltante, anzi, ha visto un risultato negativo pari al 2%. A consolare gi azionisti potrebbe essere il dividend yield al 4%. Il grosso…

Il rarissimo e leggendario Apple I venduto a soli 110.000 euro
News / 21 maggio 2017

Un esemplare del leggendario Apple I, il primo pc creato nell’aprile del 1976 da Steve Jobs e Steve Wozniak, che solo dieci giorni prima avevano fondato in un garage Apple Computer, e’ stato venduto all’asta in Germania per soli 110.000 euro, un prezzo molto inferiore alle attese. A cinque anni dalla morte di Steve Jobs, “l’+hype+, l’eccesso di aspettativa, si è normalizzata” ha commentato Uwe Breker, il proprietario della casa d’aste che ha organizzato a Colonia la vendita del vecchio pc, un vero e proprio oggetto di culto, diventato ormai praticamente introvabile. Nel 2013 l’asta toccò 560.000 euro L’ultima vendita di un Apple I risale al 2013, quando venne ceduto per 560mila euro dalla stessa casa Breker, che stavolta, pur presentando un pc perfettamente funzionante, accompagnato da regolare fattura, libretto di istruzioni e attestati di proprietà, ha molto ammorbidito le sue richieste, prevedendo una forchetta iniziale tra i 180.000 e i 300.000 euro. La storia dell’Apple I è ormai diventata leggenda, poiché dalla progettazione di quel pc è nata un’azienda che ha rivoluzionato il mondo. L’idea non fu di Jobs, ma del suo compagno di studi e futuro socio Wozniak il quale, fin dal 1975, si era messo in testa di…

Fatture non pagate? Lo Stato deve 46 mld alle imprese. Ecco perché
News / 21 maggio 2017

Secondo un’elaborazione realizzata dall’ufficio Studi della CGIA, di Mestre, l’associazione degli artigiani della provincia veneta, tra gli acquisti di beni e servizi e gli investimenti fissi lordi, nel 2016 la Pubblica amministrazione (Pa) italiana ha fatturato ai propri fornitori e alle imprese appaltatrici 160 miliardi di euro. In totale assenza di dati ufficiali, gli artigiani mestrini stimano che di quest’ultimo importo, una “fetta” che oscilla tra un valore minimo di 32 fino a un massimo di 46 miliardi non sono stati saldati a causa dei ritardi dei pagamenti e delle prassi inique praticate dai committenti pubblici ai propri fornitori. Qui puoi leggere tutta l’analisi della Cgia. Le principali cause che hanno dato origine a questo malcostume tutto italiano, secondo la Cgia, sono: la mancanza di liquidità del committente pubblico; i ritardi intenzionali; l’inefficienza di molte amministrazioni a emettere in tempi ragionevolmente brevi i certificati di pagamento; le contestazioni. A queste ragioni ne vanno aggiunte almeno altre due che, tra le altre cose, hanno indotto la Commissione europea a far scattare l’avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. Esse sono: la richiesta da parte della Pa di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l’invio delle fatture e l’istanza…