Yama avvia il collocamento di azioni Emak
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Yama, azionista di maggioranza di Emak, con una partecipazione pari al 75,185% del capitale sociale, ha avviato la cessione di massime n. Yama, azionista di maggioranza di Emak, con una partecipazione pari al 75,185% del capitale sociale, ha avviato la cessione di massime n. 16.400.000 azioni ordinarie Emak, corrispondenti a circa il *10% del capitale sociale *dell’Emittente. Il collocamento verrà realizzato attraverso una procedura di *accelerated book building *riservata a investitori professionali in Italia e istituzionali all’estero (con l’esclusione degli investitori in possesso dei requisiti di “qualified Institutional Buyers” negli Stati Uniti d’America ai sensi della Rule 144A dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato). Intermonte agisce in qualità di Sole Bookrunner per l’operazione. Al termine del collocamento Yama continuerà a detenere la partecipazione di controllo nell’Emittente. L’operazione viene avviata immediatamente e il collocamento potrà essere chiuso in qualsiasi momento. Yama darà comunicazione dell’esito del collocamento al termine dello stesso. Il collocamento è finalizzato ad incrementare il flottante e la liquidità del titolo Emak e al rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale di Yama. Nell’ambito dell’operazione e coerentemente con la prassi di mercato per collocamenti di questa natura, Yama ha assunto un impegno di lock-up relativo alle…

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 -0,29%
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Euro Stoxx 50 -0,29%;Francoforte (DAX) -0,15%;Parigi (CAC 40) -0,03%;Londra (FTSE 100) +0,34%. Euro Stoxx 50 -0,29%;Francoforte (DAX) -0,15%;Parigi (CAC 40) -0,03%;Londra (FTSE 100) +0,34%. (SF – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Rai Way: bocciate proposte di Campo Dall'Orto per la Rai
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Seduta difficile per Rai Way oggi a Piazza Affari: il titolo ha chiuso le contrattazioni con un ribasso del 2,59% a 4,59 euro. Seduta difficile per Rai Way *oggi a Piazza Affari: il titolo ha chiuso le contrattazioni con un ribasso del 2,59% a 4,59 euro. La capitalizzazione complessiva della società delle torri della Rai si è così riportata a 1,281 miliardi di euro. Il *consiglio di amministrazione della Rai oggi ha bocciato il piano per l’informazione del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, come da attese. E’ la terza volta in un mese che il cda nega il proprio sostegno a Campo Dall’Orto e quindi c’è chi parla ormai di situazione di crisi conclamata e sembra probabile che Campo Dall’Orto debba trarre le conseguenze della decisione odierna. Cinque sarebbero stati i veti al piano per l’informazione del direttore generale. Attualmente il cda Rai è composto da Rita Borioni, Arturo Diaconale, Marco Fortis, Carlo Freccero, Guelfo Guelfi, Giancarlo Mazzuca, Paolo Messa, Francesco Angelo Siddi e presieduto da Monica Maggioni. Solo Guelfo Guelfi avrebbe approvato il piano e Fortis e Freccero si sarebbero invece astenuti. Sarebbero invece stati *approvati all’unanimità i piani di produzione e trasmissione *(quindi i palinsesti). (GD – www.ftaonline.com)…

Denaro su Lockheed e Boeing dopo gli accordi sauditi
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Acquisti sul comparto della Difesa Usa dopo la sigla in Arabia Saudita di contratti di fornitura di armamenti per quasi 110 miliardi di dollari. Acquisti sul comparto della Difesa Usa dopo la sigla in Arabia Saudita di contratti di fornitura di armamenti per quasi 110 miliardi di dollari. Alla cerimonia di Riad erano presenti il segretario di Stato Rex Tillerson, il presidente Donal *Trump *e il re saudita *Salman *(il nome completo è Salman bin ?Abd al-?Az?z ?l Sa??d). La nota della Casa Bianca fa esplicito riferimento alla sicurezza di lungo periodo dell’Arabia Saudita e della regione del Golfo contro la “maligna influenza dell’Iran e le relative minacce iraniane”. L’intesa contribuirebbe anche a ridurre il peso delle forze statunitensi nell’area. A Wall Street Lockheed Martin, una delle maggiori beneficiarie dei nuovi contratti, segna un rialzo del 2,09% a 278,48 dollari per una capitalizzazione complessiva di 79,06 miliardi circa. Bene anche Raytheon *(+0,64% a 161,3 dollari per una capitalizzazione complessiva di oltre 46,65 miliardi) e *Boeing, che guadagna l’1,31% e si porta a 183,13 dollari (capitalizzazione oltre i 109,1 miliardi di dollari). (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Apple: Ubs alza il target price a 170$
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Ubs alza il target price di Apple a 170 dollari dai 165 dollari precedenti. Ubs alza il target price di Apple a 170 dollari dai 165 dollari precedenti. Il titolo al Nasdaq si attesta a 153,69 dollari, in crescita dello 0,41%. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari si inchina a Reply
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Nuovo massimo storico a 170.40 euro (miglior titolo degli ultimi 17 anni) per il titolo Reply che ha superato tutti i record. Nuovo massimo storico a 170.40 euro (miglior titolo degli ultimi 17 anni) per il titolo Reply che ha superato tutti i record (migliore percentuale, maggior numero di record storici, maggior numero di max storici in 6 mesi) lasciando a bocca aperta tutti gli investitori: +1190% dal debutto (2000) ad oggi (dal 2003 ad oggi oltre il 1300%). Fatti e non parole. Positivi tutti gli indicatori economico finanziari (primo trimestre 2017): Fatturato Consolidato a 208,4 milioni di Euro (+11,8%); EBITDA a 28,1 milioni di Euro (+12,5%); EBIT a 25,2 milioni di Euro (+11,9%); Utile ante imposte a 25,3 milioni di Euro (+12,7%). Da inizio anno, il Gruppo ha registrato un fatturato consolidato pari a 208,4 milioni di Euro, in incremento dell’11,8% rispetto al corrispondente dato 2016. Positivi tutti gli indicatori di periodo. Nel primo trimestre 2017 l’EBITDA consolidato è stato di 28,1 milioni di Euro (24,9 milioni di Euro nel 2016), pari al 13,5% del fatturato, con un EBIT di 25,2 milioni di Euro (22,5 milioni di Euro nel 2016), pari al 12,1% del fatturato. L’utile, ante imposte, da gennaio a marzo…

Gli investitori sono nervosi ma il mercato regge
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

A Piazza Affari non è cambiato molto, rispetto ad una settimana fa. Talvolta i mercati sono imprevedibili. Da tempo la volatilità risultava contenuta, ed ecco che arriva l’exploit di giovedì-venerdì, che produce la passata ottava la variabilità più accentuata degli ultimi tre mesi a Piazza Affari; degli ultimi due mesi a Wall Street. Il pretesto sono state ancora una volta le notizie provenienti dalle stanze della Casa Bianca; che però, a consuntivo, hanno provocato un ripiegamento decisamente contenuto degli indici: le borse mondiali hanno perso appena 180 miliardi di capitalizzazione e, per quanto ci riguarda da vicino, S&P500 e MIB hanno terminato l’ottava praticamente invariati rispetto ad una settimana fa. Il nervosismo degli investitori si è percepito più in termini di spostamento di flussi: il mercato obbligazionario mondiale ha guadagnato oltre 800 miliardi di dollari di valore, sospinto dal collasso delle aspettative inflazionistiche, dall’inversione della curva dei rendimenti in Cina e dall’incertezza politica in USA; nonché, s’intende, da quasi 10 miliardi di dollari di flussi di investimento netti. Allo stato attuale la parola che inizia con la lettera “i”, che fece crollare Nixon e Wall Street, non intimorisce, viste le profonde differenze fra la fragile economia americana del 1973 e…

Eni: analisi tecnica
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Prosegue l’ascesa di Eni che si appresta a sfidare la prima resistenza strategica a 15.19 euro. Prosegue l’ascesa di Eni che si appresta a sfidare la prima resistenza strategica a 15.19 euro. Oltre questo riferimento (in chiusura e con tenuta di tre sedute) il trend rialzista ha le carte in regola per incrementare i progressi in direzione dei target a 15.34 e 15.65 (forte resistenza). Oltre tale livello (in chiusura) verrebbe confermata l’ipotesi del ritorno a 15.96 e 16.15 euro (3° target area 16.52 euro). Primi segnali di debolezza sotto quota 14.50 euro. Scenari ribassisti potrebbero invece prospettarsi solo in caso di flessioni (in chiusura) sotto i 14.0 euro, riferimento al di sotto del quale (in chiusura di seduta) si creerebbero le premesse per il primo obiettivo a 13.75 e successivamente, con quest’ultima violazione, a 13,52 euro. Il titolo in 6 mesi ha guadagnato il 22%, il 15% in 12 mesi, -20% in 3 anni e -5% in 5 (dal 2001 ad oggi +5%). Il Gruppo ritiene che il miglioramento dei risultati economico finanziari nel primo trimestre di quest’anno è stato netto. L’utile adjusted di circa €750 milioni era di circa €460 milioni (+60%) nel quarto trimestre dello scorso anno, quando…

Sesa: analisi tecnica
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Sesa ha toccato nuovi record storici a 24.80 euro grazie alla solida tendenza rialzista che dai minimi del 2016 (febbraio) ha permesso ai corsi di raddoppiare il valore. Sesa ha toccato nuovi record storici a 24.80 euro (titolo poco conosciuto ma con piccola crescita costante) grazie alla solida tendenza rialzista che dai minimi del 2016 (febbraio) ha permesso ai corsi di raddoppiare il valore. La permanenza al di sopra di area 21.0 appare necessaria per il prosieguo del trend i cui obiettivi oltre 26.0 euro sono ipotizzabili in area 30.0 euro in prima battuta. C’è la possibilità di assistere a prese di beneficio, ma solo al di sotto di 21.0 euro in chiusura le prospettive rialziste verrebbero messe in discussione favorendo approfondimenti verso il sostegno in area 18.43 euro. Il titolo in 6 mesi ha guadagnato il 50%, il 73% in 12 mesi, il 77% in 3 anni ed il 145% in 5 (dal 2011 ad oggi +153%). I risultati dei primi 9 mesi dell’esercizio confermano la capacità del Gruppo di continuare a crescere in modo equilibrato a livello di fatturato, Ebitda, utile netto e cash flow, integrando con successo le recenti acquisizioni societarie e continuando ad investire per la…

Bond oggi: tutto va contro ogni previsione
Finanza/Economia / 23 maggio 2017

Treasuries, Bund e Btp smentiscono quanto si pronosticava a gennaio. Gli high yield tengono, ma solo quando protetti sul cambio euro/dollaro.  Anche i mercati obbligazionari sembrano improntati al massimo dell’imprevedibilità. Nessuno avrebbe pensato solo pochi mesi fa che il decennale Usa potesse posizionarsi in primavera su “micro” rendimenti del 2,2% e che il collega tedesco fosse capace di manifestare una volatilità maggiore rispetto al Btp. Era opinione diffusa allora che il primo avrebbe superato il 2,6% e il secondo veleggiato, senza scosse, sempre più verso yield dello 0,5%. E invece… Treasuries fortissimi A guardare il grafico del Treasury a dieci anni verrebbe da credere che la Fed non stia discutendo di rialzo dei tassi, ma all’opposto di ribasso. I rendimenti scendono infatti e si avvicinano ai minimi dell’anno. Dal 2,62% del 13 marzo ha perso sino a venerdì il 15% e il relativo future si trova ora a combattere con una resistenza importante sui 126,5. Nel caso la violasse e di forza si avrebbe un segnale preoccupante per i mercati, il che d’altra parte è già avvenuto mercoledì con un candelone verde come non si vedeva da tempo. A una Washington intontita da una situazione politica alquanto confusa si oppone…