Atlantia arretra. Ignorata la promozione di Santander
Finanza/Economia / 30 giugno 2017

Il titolo ha ceduto quasi il 2% senza beneficiare dell’upgrade degli analisti che hanno rivisto al rialzo rating e target price. Dopo il frazionale rialzo di ieri contenuto al di sotto di mezzo punto percentuale, Atlantia oggi ha perso terreno, fermandosi a 24,56 euro, con un ribasso dell’1,84% e oltre 3 milioni di azioni scambiate, poco oltre la media giornaliera pari a circa 2,7 milioni di pezzi. Atlantia oggi non ha beneficiato delle indicazioni arrivate da Santander, i cui analisti hanno deciso di migliorare il giudizio sul titolo da “hold” a “buy”, con un prezzo obiettivo aumentato da 26,2 a 28,6 euro. Entrambe le mosse sono state decise per tenere conto del valore che si potrebbe sprigionare dal deal con Abertis. Da segnalare che Santander ha anche rivisto verso l’alto le stime sulla crescita del traffico per l’anno in corso, vista la robusta performance registrata da inizio anno.     fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari in rosso: seduta con vendite diffuse
Finanza/Economia / 30 giugno 2017

Seduta difficile per Piazza Affari che cede alle vendite diffuse in tutta Europa sui mercati azionari. Seduta difficile per Piazza Affari che cede alle vendite diffuse in tutta Europa sui mercati azionari. Il Ftse Mib cede l’1,63%, il Ftse Italia All-Share l’1,65%, il Ftse Italia Mid Cap l’1,99%, il Ftse Italia Star il 2,13 per cento. In rosso anche *i maggiori listini del Vecchio Continente *con il Dax30 di Francoforte in calo dell’1,83% e il Cac40 di Parigi che cede l’1,88%. In rosso anche l’Ibex 35 (-1,60%) mentre il Ftse100 di Londra limita i danni a un -0,51 per cento. In rosso anche gli indici azionari di Wall Street in queste ore nonostante un positivo dato sul Pil del primo trimestre USA (ma indicazioni negative sul fronte dell’occupazione). Male l’S&P 500 (-0,7%), male il Nasdaq 100 (-1,82%), male anche il Dow Jones Industrial (-0,58%). Nel pomeriggio prevalgono le vendite anche sul comparto bancario nel primo pomeriggio con il *Ftse Italia Banche *che chiude la seduta con un ribasso dello 0,98 per cento. Sono però finanziari quasi tutti i pochi titoli che riescono ad archiviare in rialzo la seduta: Banco BPM (+3,45%), che sta lavorando a una nuova partnership nella bancassurance…

Oro: fixing LBMA a 1243,5 dollari
Finanza/Economia / 30 giugno 2017

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto a Londra nel pomeriggio a 1243,5 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1246,6 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto a Londra nel pomeriggio a 1243,5 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1246,6 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Netto rialzo giovedi' per Ubi Banca
Finanza/Economia / 30 giugno 2017

Netto rialzo giovedi’ per Ubi Banca. Netto rialzo giovedi’ per Ubi Banca. Il titolo sale a toccare un massimo intraday a 3,946 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di 3,90, comunque bene al di sopra della chiusura precedente a 3,78 euro. Deutsche Bank ha portato il target price sul titolo a 4,0 euro da 3,50 euro con giudizio neutrale “hold” confermato. A sostenere il titolo il buon risultato dell’aumento di capitale, chiuso con il 99,31% delle sottoscrizioni, con la banca che ha raccolto 397,2 milioni di euro, quasi il totale dei 400 richiesti. Le quotazioni hanno sfruttato il supporto offerto in area 3,53 dalla media mobile a 50 giorni per costruire una base dalla quale fare partire il tentativo di rimbalzo che le ha portate oggi in vista dei 4 euro. Oltre i massimi del 27 giugno a 3,824 la reazione ha adesso infatti spazio per proseguire fino a testare il picco di maggio a 3,98. Resistenza successiva a 4,63, lato alto del canale che sale dai minimi di dicembre. Sotto 3,53 invece le spinte al rialzo risulterebbero indebolite, rischio in quel caso di ribasso con target a 3,23, sulla base del citato canale. (AM – www.ftaonline.com) fonte:…

IMMIGRAZIONE: Una testimonianza drammatica!
News / 30 giugno 2017

  Qualche settimana addietro, di rientro da Roma, presso la locale Stazione Termini ho avuto modo di raccogliere una testimonianza di vita da parte di un giovane algerino, residente in provincia di Bari da otto anni, professione pizzaiolo. Questo signore, dopo avermi raccontato le grandi difficoltà che ha dovuto superare  per giungere in Italia – via Lampedusa – con uno dei tanti sbarchi nel nostro Paese, mi ha anche aggiunto che nei loro paesi di origine hanno una visione idilliaca dell’Europa e dell’Italia in particolare, sovente così descritta dai loro stessi connazionali che, quando rientrano nei luoghi di origine – ferie, visita ai genitori etc. –  in modo quasi spregiudicato, invece di raccontare la verità circa i tanti disagi sofferti, il più delle volte connesse alle difficoltà per trovare un posto di lavoro appena dignitoso, enfatizzano una situazione agiata oltre ogni immaginazione. Gli stessi, pur presentandosi con abbigliamenti appena dignitosi,  ma largamente ambiti per il contesto di vita di quei luoghi, lasciano intendere di vivere in Italia in condizioni ottimali avendo trovato l’ideale anche per la loro famiglia. Insomma, così facendo moltiplicano in termini esponenziali le aspettative, legittime ed umane speranze di tanta gente che in questi racconti si identificano…

Banche centrali, allo studio monete digitali “sovrane”
News / 30 giugno 2017

Alcune banche centrali, fra cui quelle cinese, danese, inglese stanno valutando la possibilità di creare le loro proprie valute digitali. Le possibili nuove monete digitali “sovrane” avrebbero in comune con il Bitcoin il drastico abbassamento dei costi di transazione. Rispetto agli scambi in moneta virtuale che avvengono con carta di credito, con una relativa commissione, si andrebbe a creare un certo risparmio. Il professor Andrew Levin (Rutgers University), che ai microfoni di Bloomberg ha descritto queste nuove monete come l’equivalente digitale delle banconote e “libere da utilizzare”, ha dedicato all’argomento un

A T. Rowe Price nuovi responsabili per il multiasset area Emea e Nord America
News / 30 giugno 2017

La divisione asset allocation di T. Rowe Price ha nominato Yoram Lustig head of Multi-AssetSolutions per Europa, Medio Oriente e Africa (Emea) e Lowell Yura nel ruolo di head of Multi-Asset Solutions per il Nord America. L’arrivo di Lustig e Yura evidenzia l’impegno strategico di T. Rowe Price verso l’espansione delle soluzioni di business multi-asset a livello globale . Lustig sarà basato a Londra, mentre Yura a Baltimora ed entrambi riporteranno a  Peter Austin, head of Multi-Asset Solution e membro del team di investimento della divisione Asset allocation. Lustig proviene da Axa Investment Managers a Londra, dove ricopriva il ruolo di head of Multi-Asset Investments. Yura ha ricoperto il ruolo di managing director ed head of Multi-Asset Solution presso Bmo Global Asset Management a Chicago. Peter Austin, head of Multi-Asset Solutions, ha dichiarato: “Gli investitori istituzionali globali stanno classificando sempre più i loro obiettivi di investimento in termini di risultati, non di ritorni rispetto a un benchmark. Questo ha portato alla crescita delle strategie multi-asset personalizzate. Queste strategie spaziano in un range ampio di opportunità di investimento e forniscono agli investitori possibilità migliori per raggiungere i loro obiettivi con modalità consistenti”. Sebastien Page, Head of Asset Allocation, ha commentato: “Rafforzare il business delle soluzioni multi-asset è una priorità strategica….

Sindaco di Torino e avviso di garanzia: l’indagato è l’ultimo a saperlo
News / 30 giugno 2017

Spesso, quando si diffonde la notizia dell’iscrizione nel Registro dei reati [1] nella veste di “indagato” (Mod.21), di un politico ovvero di un personaggio pubblico, leggo spesso reazioni da parte dell’interessato: non mi risulta perché non ho ricevuto nessun “Avviso di garanzia”. È cosi anche per Chiara APPENDINO, primo cittadino della città di Torino, dopo gli oltre 1500 feriti di Piazza San Carlo registrati al termine della partita di calcio della Champions League. Dal Comune smentiscono: “Non abbiamo ricevuto alcun avviso di garanzia né convocazioni in  procura”. Quando parte una indagine, l’indagato com’è giusto che sia, è l’ultimo a saperlo e diventa come il marito in una storia di corna: è l’ultimo a saperlo. Il principio, almeno durante la intera fase delle indagini preliminari –  della cui proroga viene comunque informato l’indagato – è sacrosanto. Pensiamo alle indagini su un “trafficante di droga ovvero coinvolto in’associazione a delinquere per altri gravissimi reati”, se venisse a conoscenza da subito di essere “indagato” come minimo non parlerebbe più di certi fatti a telefono (nel timore di essere intercettato) o, nel timore di essere “pedinato”,  non incontrerebbe più determinate persone. A proposito dell’Informazione di garanzia di cui all’articolo 369 del vigente Codice di procedura…

Banche venete, come funzionava lo schema Ponzi
News / 30 giugno 2017

Azioni vendute a chi richiedeva un prestito per ricapitalizzare gli istituti in modo fittizio. Secondo un articolo del Sole 24 Ore, questa variante dello schema Ponzi applicata in Veneto Banca e Popolare Vicenza è stata un’anomalia strutturale per molto tempo ignorata e sottovalutata dai decisori politici e autorità di controllo. Le due banche a fine 2016 avevano accumulato il 37% di crediti deteriorati, una cifra record. La metà di questi crediti deteriorati sarebbe stata costituita da crediti non restituiti da chi aveva sottoscritto le azioni ora azzerate dalla banca. Questo circuito perverso di finanziamenti durante l’era di Gianni Zonin e Vincenzo Consoli è stato, secondo l’articolo, la fine per i due istituti veneti. Dal 2008 al 2011, il tasso di crescita dei prestiti è stato molto elevato rispetto al resto del sistema bancario, del 64% per Veneto Banca, del 35% per Popolare Vicenza. Il sistema, che durava da anni, è stato scoperto ed è crollato con le ispezioni “suggerite” dalla Banca centrale europea alla Banca d’Italia a inizio 2015. Maggiore era il credito, del quale non veniva considerata la rimborsabilità, maggiore la capitalizzazione artificiosa. A prezzi irrealistici per i compratori, scrive il Sole 24 Ore, dati i conti dei due…

Le 100 maggiori imprese al mondo valgono più di 17mila miliardi
News / 30 giugno 2017

Diciassette mila miliardi e mezzo: tanto valgono le 100 maggiori imprese al mondo, classificate in base alla loro capitalizzazione di mercato. Lo dicono i risultati dell’ultimo studio annuale sul tema di PriceWaterhouseCoopers (PwC). La somma è aumentata di molto tra il 2016 e il 2017 e ha raggiunto a fine marzo i 17.438 miliardi. Per far parte della top 100 bisogna essere sempre più grandi. È il frutto della concorrenza spietata della globalizzazione che spinge i gruppi aziendali a fondersi tra loro. La capitalizzazione delle aziende quotate è esplosa del +12% in un anno solo di tempo. Le operazioni di consolidamento aziendali hanno permesso alle imprese di rifarsi dopo l’anno choc precedente, nel quale la somma della capitalizzazione era scesa dai 16.245 miliardi di dollari del 2015 a quota 15.577 miliardi. La tendenza si è invertita completamente, dal momento che secondo lo studio pubblicato ieri il 31 marzo del 2017 le 100 maggiori aziende hanno visto aumentare nettamente la loro capitalizzazione, per la gioia degli investitori rialzisti. Gli Stati Uniti e in particolare il settore hi-tech dominano le classifiche. Senza sorpresa, spiega PwC, l’America ha piazzato il 63% delle imprese nella top 100, davanti a Europa e Asia. Delle 55…