Banco BPM: ceduti 750 mln di Npl secured. Il commento di Equita
Finanza/Economia / 13 giugno 2017

La banca ha completato la cessione di un portafoglio di crediti non performanti secured al prezzo di 0,35 euro secondo rumors di stampa. Seduta negativa quella odierna per Banco BPM che è stato il più penalizzato nel settore bancario, con una performance peggiore di quella dell’indice Ftse Mib. Il titolo è stato fotografato al close a 2,788 euro, con un calo del 2,31% e oltre 17 milioni di azioni trattate, ben al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 32 milioni di pezzi. Secondo indiscrezioni di stampa, Banco BPM avrebbe completato la cessione di un portafoglio di crediti non performanti secured da 750 milioni di euro. Stando a scrive il Sole 24 Ore, il prezzo sarebbe di 35 centesimi di euro, superiore quindi a quanto previsto nel budget della società, ossia 0,3 euro.Il portafoglio comprenderebbe circa 40 ticket, quindi la dimensione media è molto elevata e si presta ad un work-out ad hoc. Per gli analisti di Equita SIM si tratta di una notizia positiva perché consente a Banco BPM di procedere con il piano di riduzione dei crediti non performanti, pari a 8 miliardi di euro al 2019, concordato con la BCE. Il piano…

Enel in ribasso, ma Exane punta ancora sul titolo
Finanza/Economia / 13 giugno 2017

Il titolo è sceso in linea con l’indice Ftse Mib, malgrado l’ottimismo espresso dal broker francese. Ancora una seduta in rosso per Enel che, dopo aver ceduto quasi un punto venerdì scorso, quest’oggi ha presentato un copione simile. Il titolo si è fermato a 4,844 euro, con un ribasso dell’1,11% e circa 34 milioni di azioni scambiate, poco sotto la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 35 milioni di pezzi. Enel non è riuscito a trovare sostegno oggi nelle indicazioni positive arrivate da Exane, i cui analisti hanno ribadito la raccomandazione “outperform” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 4,9 euro. Il broker segnala che negli ultimi 12 mesi sono migliorate le prospettive di crescita degli utili del gruppo, ma i multipli prezzo-utili non hanno scontato del tutto questo andamento. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Eni chiude in rialzo. Equita resta buy dopo accordo in Norvegia
Finanza/Economia / 13 giugno 2017

Il titolo è salito in controtendenza beneficiando anche delle buone notizie arrivate dalla Norvegia dove la produzione a Goliat può continuare. Tra le blue chips che oggi sono riuscite ad evitare le vendite e a salire in controtendenza a Piazza Affari troviamo ENI. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso fermandosi sulla parità, oggi è salito dello 0,43% a 13,96 euro, con quasi 16 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 14,5 milioni di pezzi. Eni ha beneficiato quest’oggi del recupero dei prezzi del petrolio che si sono riportati al di sopra dei 46 dollari al barile, ma anche delle notizie arrivate dalla Norvegia.Le compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno stipulato un accordo salariale con i lavoratori sabato scorso, terminando la minacci di uno sciopero che avrebbe tagliato l’output in cinque campi, fra i più produttivi della Norvegia. L’associazione norvegese di petrolio e gas, che ha negoziato per conto delle società petrolifere, aveva avvertito che uno sciopero del sindacato Lederne avrebbe tagliato la produzione nel paese di oltre 400mila barili di oro nero al giorno. Gli analisti di Equita SIM ricordano che i cinque campi sono gestiti…

Vendite a Piazza Affari: male Stm, bene Saipem e Ubi
Finanza/Economia / 13 giugno 2017

Avvio di ottava difficile per l’azionario italiano ed europeo. Avvio di ottava difficile per l’azionario italiano ed europeo. Il Ftse Mib segna -1,00%, il Ftse Italia All-Share -1,04, il Ftse Italia Mid Cap -1,29%, il Ftse Italia Star -1,96%. Negative anche le borse europee. Segnali di instabilità per il governo inglese sono giunti dalle ultime elezioni, mentre dal primo turno delle legislative francesi esce rafforzata la leadership del presidente Macron. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,98%, l’Ibex35 di Madrid scende dell’1,24% e il Cac40 di Parigi dell’1,12%. Poco sotto il riferimento la borsa di Londra con il Ftse100 (-0,21%). A Wall Street l’S&P 500 cede lo 0,24%, il Nasdaq Composite lo 0,55%, il Dow Jones Industrial lo 0,21%. La migliore azione del Ftse Mib è Saipem *(+5,23%), che si avvantaggia dei recuperi del prezzo del greggio. Il titolo si rafforza anche grazie alla possibilità di contratti in arrivo nel settore dell’eolico offshore e nello smantellamento di piattaforme petrolifere non più in uso, come sottolineato in un’intervista dallo stesso presidente Paolo Andrea Colombo. Bene anche *Eni (+0,43%) e Tenaris (+0,36%). Prevalgono le vendite sul comparto del credito, nonostante il giudizio positivo di JP Morgan che ritiene la situazione delle banche…

Nasdaq: una debolezza che non giunge inaspettata
Finanza/Economia / 13 giugno 2017

Si discute in queste ore del collasso sperimentato venerdì dalle azioni tecnologiche della borsa americana. Si discute in queste ore del collasso sperimentato venerdì dalle azioni tecnologiche della borsa americana. Le prime cinque per capitalizzazione – le solite, arcinote… – hanno lasciato sul parterre quasi 100 miliardi di dollari di valore: una perdita che ha scosso, ma che per certi versi non giunge a sorpresa. Giusto venerdì mattina, sul Rapporto Giornaliero si segnalava il raggiungimento di un importante supporto sul rapporto fra S&P Energy e S&P Tech; con il primo che venerdì sera brillava eccezionalmente, e il secondo che risultava affossato dalle vendite. Si tratta di un’inversione definitiva? sul rapporto di oggi tutte le risposte. Qualunque considerazione però deve essere incanalata nel binario dell’analisi stagionale, che ci sta guidando con sicurezza dall’inizio dell’anno. Quattro mesi fa fu segnalato sul rapporto come il conseguimento di un nuovo massimo storico, da parte dello S&P500, nel mese di febbraio; fosse stato seguito storicamente da un trimestre successivo benigno nell’89% della casistica storica riscontrata. La stagionalità continua a suggerire la prospettiva di un mercato benigno fino alla nota tempistica; in questo contesto, però, non è improbabile un ulteriore consolidamento, in ossequio oltretutto alle indicazioni…

L’ANTIRICICLAGGIO NELLA DITTA INDIVIDUALE: Eccezioni possibili al titolare dell’impresa
News / 13 giugno 2017

Con il Decreto legislativo 231/2007, nell’ambito dell’Adeguata verifica della clientela, è stato introdotto anche il concetto del “Titolare effettivo” del rapporto ovvero dell’operazione economica posta in essere al cospetto dell’Intermediario, del professionista o di altro soggetto tenuto all’osservanza degli obblighi antiriciclaggio. L’articolo 2 dell’Allegato tecnico al Decreto in parola, spiega il significato che deve attribuirsi alla definizione di “Titolare effettivo” e riportato in appendice al presente articolo[1].   Dalla lettura di quanto testè ricordato nel richiamato allegato tecnico, si può agevolmente notare che la figura del Titolare effettivo sembra configurarsi unicamente per le società (senza distinzione fra quelle di persone o di capitali), ovvero per le Fondazioni ed i Trust che possono effettivamente apparire in un modo, ai fini dell’amministrazione o delle decisioni di vertice ma che, nella realtà sono governate da soggetti terzi, non facenti parte dei rispettivi Consigli di amministrazione. Sembra potersi ragionevolmente concludere che, nella Ditta individuale, per definizione, il Titolare effettivo non può che essere il titolare dell’impresa (c.d. Imprenditore individuale) e questa potrebbe essere la ragione per la quale l’impresa individuale non è considerata nella casistica descrittiva del richiamato Allegato tecnico. Tuttavia, a mio avviso, ci possono essere delle eccezioni che l’Intermediario, il professionista (legale o…

Apple e Amazon prese di mira: sta per scoppiare una bolla tecnologica?
News / 13 giugno 2017

I rischi di scoppio di una nuova bolla dei tecnologici – con le grandi aziende del settore che in Usa erano le dominatrici incontrastate dei mercati finanziari fino a una settimana fa – stanno mettendo in crisi gli operatori di Borsa. Venerdì il Nasdaq ha perso a un certo punto anche il -4,5% prima di chiudere a -3%. Oggi i cali continuano. La seduta precedente Amazon è stata anche vittima di un cosiddetto “flash crash” che ha spinto i titoli a cedere fino all’8,2%, salvo poi recuperare terreno. Secondo gli analisti a pesare sono stati i declassamenti e report negativi di alcune grandi banche d’affari degli Stati Uniti e la convinzione del mercato che i titoli hanno corso troppo, arrivando in alcuni casi persino a superare i record del 2000. Gli analisti di Goldman Sachs hanno addirittura parlato della formazione di una “bolla d’aria” per i titoli tecnologici, ricordando che Amazon scambia su livelli P/E di 89 volte, contro una media di 58 ai tempi dei picchi della bolla dot com, con ritorni sul capitale al 10% contro il 16% del 2000. Insomma, i prezzi di Borsa sono esageratamente alti se confrontati alle pur buone condizioni degli affari. Resta da vedere se…

Amministrative: M5S flop, a ruba i Btp
News / 13 giugno 2017

Il Movimento 5 stelle non sarà al ballottaggio in nessun capoluogo di provincia. Si tratta di una sconfitta per il movimento di Beppe Grillo, segnata ieri alle elezioni amministrative che si sono tenute in 1004 comuni italiani. Anche a Genova, città di Grillo e luogo dell’ultimo comizio, il candidato 5 stelle viene superato da centrodestra e centrosinistra. I due schieramenti andranno al ballottaggio nella maggior parte dei comuni. Ecco nel dettaglio i risultati di alcune città principali: Genova. Al ballottaggio il candidato del centrodestra Marco Bucci con il 38,8% e quello del centrosinistra Gianni Crivello con il 33,4%. Luca Pirondini, del M5s ha ottenuto il 18,1%. Palermo. Il sindaco uscente Leoluca Orlando conquista il 46,2% dei voti, e secondo la legge elettorale siciliana, potrebbe vincere già al primo turno. Il rivale del centrodestra Fabrizio Ferrandelli è al 31,4% e l’M5s Ugo Forello al 16,1%. Verona. Fra due settimane si confronteranno Federico Sboarina del centrodestra che ha ottenuto il 29,3% dei voti e Patrizia Bisinella (Fare e liste civiche). Il centrosinistra di Salemi si ferma al 22,5%. Parma. Sfida aperta fra il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal M5s e ora in corsa con la sua lista, in testa con il 34,8%…

Imu-Tasi: acconto costerà oltre 10 miliardi, metà dell’imposta
News / 13 giugno 2017

L’acconto Imu-Tasi sulla prima casa costerà ai contribuenti italiani 10,1 miliardi di euro in giugno: tale è la somma che verrà versata all’erario, mentre quella complessiva dell’imposta immobiliare raggiungerà i 20,2 miliardi a fine anno. Un bel salasso. A effettuare i calcoli è stata la sigla sindacale Uil, la quale aggiunge che il versamento riguarderà per la precisione 25 milioni di proprietari di immobili (il 41% dei quali sono pensionatii e lavoratori dipendenti). Il costo medio complessivo dell’Imu-Tasi su una “seconda casa” ubicata in un capoluogo di provincia toccherà i 1.070 euro medi (535 euro da versare per l’acconto) con picchi superiori ai 2 mila euro nelle grandi città (oltre 1.000 euro di acconto). Lo ha spiegato il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, il quale ha fatto un’altra considerazione. Se si tiene conto dei costi dell’Imu-Tasi sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli), sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio raggiunge i 2.610 euro (1.305 euro l’acconto di giugno), con punte di oltre 6.000 euro (oltre 3.000 euro la prima rata di giugno). In questo caso gli acconti da versare sono compresi tra i 1.300 e i 3.000 euro. L’articolo Imu-Tasi: acconto…

Investitori istituzionali danno caccia all’oro
News / 13 giugno 2017

Le tensioni geopolitiche recenti e i risultati elettorali sorprendenti di Brexit e delle presidenziali americane hanno spinto gli Stati ad accumulare beni rifugi e preziosi. Le riserve auree dei maggiori investitori istituzionali al mondo hanno infatti raggiunto i massimi di 18 anni. Lo dice il Financial Times citando un report condotto su 750 banche centrali, fondi pensione pubblici e fondi sovrani con 33.500 miliardi di dollari di asset in portafoglio. L’anno scorso suddetti investitori hanno aumentato le loro riserve auree di ben 377 tonnellate di oro a 31mila tonnellate, i massimi dal 1999. Danae Kyriakopoulou, chief economist dell’Official Monetary and Financial Forum, il forum dei banchieri centrali che ha stilato la ricerca, ha fatto sapere al quotidiano finanziario che gli investitori istituzionali hanno fatto incetta di oro per due motivi principali: perché rappresenta il bene rifugio per eccellenza e per approfittare dell’andamento in rialzo dei prezzi. “L’anno scorso c’è stata molta incertezza, ci sono stati choc politici come la Brexit e l’elezione di Trump che hanno spinto gli investitori a tornare a fare incetta di oro”, dice la capo economista del Forum. Il valore dell’oro è balzato a giugno dell’anno scorso dopo l’esito sorprendente del referendum sulla Brexit, che ha…