Analisi tecnica: A2A
Finanza/Economia / 14 giugno 2017

Setup importante a metà luglio del 2017 con target a 1,5889 che se bucato al rialzo porrà termine alla lunga fase di accumulazione del titolo oggetto di analisi. Dal massimo di fine 2007/inizio 2008 fatto attorno al prezzo di 3 euro circa per azione, al minimo del 25 luglio del 2012 a 0,2861, il titolo ha quasi rimbalzato il 50% di tale discesa visto il massimo fatto a 1,515 con ritorno sul livello del prezzo dell’ottobre del 2008. In sostanza il prezzo ha impiegato 5 anni – dal minimo del luglio del 2012 fino a oggi – per recuperare la caduta delle quotazioni avvenuta a seguito fallimento Lehman Brothers che spinse il titolo a segnare il minimo 4 anni dopo. Analizzando più attentamente il titolo, noteremo che la resistenza principale si trova a 1,5889 e questo per il semplice motivo che partendo dal minimo di 0,2861 del luglio del 2012 e prendendo poi il minimo di 0,9375 del 09 febbraio del 2016, questo si pone al 50% di una struttura più grande che chiama appunto target a 1,5889. Osservare il grafico: Il grafico mostra come il minimo dell’anno scorso – il 50% della struttura al prezzo di 0,9375 – sia…

DAX: il quadro tecnico è chiaro
Finanza/Economia / 14 giugno 2017

Il futures del DAX mostra in maniera chiara quello che ormai accade da diversi mesi. Il futures del DAX mostra in maniera chiara quello che ormai accade da diversi mesi. Prendendo in considerazione il periodo maggio-giugno, possiamo infatti notare una compressione dei prezzi ben visibile, che si sviluppa in due aree fondamentali per le contrattazioni dei prezzi. Il grafico 4H rende ben visibile una resistenza statica posta in area 12.850-12.900 e un supporto dinamico che continuare a contenere i prezzi a partire dalla giornata del 18/05/2017. Questo supporto si è formato a causa di acquisti effettuati in area 12.500, e al momento contiene i prezzi a 12.650 con la formazione mostrando una ricostruzione di acquisti di breve termine. Tutto questo porta alla creazione di un triangolo ascendente, che non permette un tipo di operatività direzionale andando a prediligere degli acquisti sui supporti e vendita sulle resistenze. Si potrebbero sviluppare interessanti situazioni operative con il breakout di uno dei livelli di supporto e resistenza, dato che questa situazione dura ormai da diversi mesi, mostrando indecisione per quanto riguarda investimenti di medio breve termine. Risulta estremamente rischioso lavorare all’interno della figura, dato che abbiamo avuto da entrambe le aree chiave diversi rimbalzi….

Bond oggi: il nuovo Btp 2048, un affarone per i big. E per voi?
Finanza/Economia / 14 giugno 2017

Ottimo balzo sul secondario rispetto al prezzo di collocamento, ma i volumi sono ancora bassi. Come si muove rispetto ai “colleghi” 2047 e 2067.  Dopo il successo ottenuto nel collocamento a fund manager, banche e hedge fund, la partenza sul secondario è avvenuta a fatica in termini di scambi ma bene come performance. Il nuovo Btp trentennale 3,45% scadenza 1/3/2048 (Isin IT0005273013), appena entrato su Mot/Tlx e sulle piattaforme di vari intermediari, riesce a mettere a punto un “upside” di tutto rilievo, salendo a 104,4. Meno bene il “book”, anche perché nei volumi non ha sprintato. In quasi chiusura ieri sera aveva uno “spread” di 15 punti base, contro i 3 pb del Btp 2,8% scadenza 2067 (Isin IT0005217390) e gli 11 pb del Btp 2,7% scadenza 2047 (Isin IT0005162828). I numeri dei contratti sul Mot giustificano tutto questo: 103 per il 2048, 2.593 per il 2067 e 1.901 per il 2047. I “colleghi” presenti sul mercato da più tempo si muovono con scambi giornalieri iper-attivi, il che è dovuto alla forte differenza di quotazioni, nettamente favorevoli per il 2067 e il 2047, che si collocano ben sotto la pari, risultando maggiormente appetibili per chi fa trading. Confronto diretto I…

Le prospettive di mercato in vista del rialzo dei tassi Fed
News / 14 giugno 2017

Con un mercato del lavoro americano sempre più “stretto”, il rafforzamento delle prospettive di crescita globale e lo scenario di un possibile rialzo dell’inflazione unito al restringimento del bilancio da 4.500 miliardi della Fed, non sono pochi a temere che il mercato obbligazionario potrebbe finire sotto pressione. La stretta monetaria di 25 punti base domani è data per scontata dagli analisti, ma quelli di Fidelity, per citarne solo alcuni, sono convinti che “il rialzo che la Fed opererà a giugno sarà l’ultimo per il 2017″. Secondo Bill Blain, strategist and head of capital markets presso Mint Partners, non è detto che ciò avvenga nonostante queste ragionevoli premesse; l’analista lo ha scritto nella sua nota “Blain’s Morning Porridge” in vista dell’imminente rialzo dei tassi della Federal Reserve. Blain non sembra convinto dell’interpretazione data da Goldman Sachs riguardo alla recente fase di correzione sui titoli tecnologici, secondo cui tale calo sarebbe sintomatico del fatto che i tassi bassi non possono più coesistere con una crescita economica sana. “La realtà è che il settore tech è stato il migliore negli Usa dal 2009. Allora i listini Consumer Discretionary (cui fa parte Amazon) e quello tecnologico contavano il 26% della capitalizzazione di mercato totale, ora tale…

Gross: “arterie capitalismo ostruite, tutti i mercati a rischio”
News / 14 giugno 2017

Le arterie del capitalismo sono ormai ostruite e tutti i mercati finanziari, nessuno escluso, sono a rischio. Lo sostiene Bill Gross, il leggendario investitore, confondatore ed ex Ceo di PIMCO, che nel suo ultimo report mensile sugli investimenti ha lanciato l’ennesimo avvertimento sui prezzi azionari sopravvalutati. Nel rapporto di giugno di Janus Capital, Gross ha avvisato gli investitori di non farsi fregare dalle “illusioni di mercato” che sono state create ad hoc dalle politiche accomodanti delle banche centrali”. I mercati finanziari sono saliti di valore, mentre la crescita dell’economia reale mondiale rimaneva e rimane sottotono, secondo il gestore. Il futuro dei prezzi di Borsa e dei Bond si deciderà insomma con le prossime mosse delle banche centrali: anche per questo motivo assume grande importanza la riunione di politica monetaria della Federal Reserve che si è aperta oggi e si chiude domani con l’attesa decisione sui tassi di interesse. La disparità tra prezzi virtuali di Borsa e condizioni economiche reali rappresenta un pericolo e significa, sempre secondo Gross, che “tutti i mercati sono sempre di più a rischio” di capitolare. Le banche centrali di tutto il mondo hanno mantenuto i tassi nei pressi o sotto lo zero e acquistato migliaia di miliardi…

Uk, “May sarà sostituita e Brexit potrebbe saltare”
News / 14 giugno 2017

Dopo la modesta performance dei conservatori alle scorse elezioni britanniche c’è chi ritiene che la Brexit potrebbe perfino saltare del tutto. A dare per certo questo scenario, nonostante l’attivazione dell’articolo 50, è Andrew Freris, Ceo di Ecognosis Advisory: “La Brexit è morta”, ha dichiarato a Cnbc, “entro sei mesi Theresa May sarà fuori gioco” per cui, “non avremo né una Brexit soffice né una dura. Non avremo alcuna Brexit”. Ufficialmente la premier May, che aveva indetto le elezioni anticipate per incassare un mandato forte dai britannici che invece non è arrivato, resta determinata a proseguire il negoziato con l’Unione Europea sulle stesse linee guida. Tuttavia, la squadra di governo ha aperto anche all’ex rivale per la leadership del partito, Michael Gove, tornato in veste di segretario all’Ambiente. Potrebbe essere il preludio di una Brexit meno “hard” del previsto, anche se a detta di alcuni, è possibile che non sarà May a portarla a termine, vista la maggioranza risicatissima su cui è appeso il parlamento britannico, dipendente dall’alleanza con il partito unionista nordirlandese. “May rassegnerà le dimissioni e sarà sostituita”, ha detto, sulla stessa linea, l’ex ministro del Commercio dell’era Cameron, Lord Francis Maude, dichiarando all’emittente CNBC come, al termine di…

Trump a Yellen: “Lei ama i tassi bassi come me”
News / 14 giugno 2017

Donald Trump avrebbe confidato alla presidente della Federal Reserve che anche lui è una persona a cui piacciono condizioni monetarie accomodanti e tassi di interesse bassi. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della conversazione che l’inquilino della Casa Bianca avrebbe avuto con Janet Yellen. Stando alle fonti citate dal quotidiano finanziario durante un incontro svoltosi qualche settimana dopo l’insediamento di Trump, a cui era presente anche il direttore del Consiglio Economico Nazionale Gary Cohn, il presidente degli Stati Uniti avrebbe detto a Yellen di considerarla “una persona favorevole ai tassi di interesse bassi come me”. Il braccio di politica monetaria della Federal Reserve si riunisce oggi e domani dovrebbe annunciare l’attesa decisione sui tassi di interesse. Secondo gli analisti, tra cui gli economisti di Standard & Poor’s, mercoledì la banca centrale americana dovrebbe alzare il costo del denaro di 25 punti base. Le dichiarazioni hanno stupito mercati e commentatori principalmente per due ragioni. Innanzitutto durante la sua campagna presidenziale Trump ha criticato più volte Yellen per le sue politiche di rilancio monetario troppo morbide, dettate da motivi politici, spingendosi fino ad augurarsi di sostituirla. Il mandato di Yellen scade a febbraio 2018. In secondo luogo, se…

Gestore miliardario: Borsa raddoppierà in 13 anni
News / 14 giugno 2017

Come conseguenza delle politiche monetarie accomodanti e dei prezzi del petrolio che rimarranno bassi per “un lungo periodo di tempo”, l’economia americana e anche il mercato azionario raddoppieranno di valore nel giro di 13 anni. Ne è convinto l’investitore miliardario Ron Baron. In un’opinione contrarian rispetto a quella generale Baron, facendo eco alle parole pronunciate di recente da un altro navigato investitore ottuagenario, il fondatore del fondo Vanguard Jack Bogle, ha detto che i prezzi di Borsa sono più economici di quelli che dovrebbero essere se si pensa alle prospettive economiche future e che investire in Borsa è ancora una scommessa vincente. Baron, 84enne manager di una società che ha 23 miliardi di asset in gestione, ha dichiarato che “con i tassi di interesse e i prezzi del petrolio più bassi di quello che si pensa, l’economia crescerà a un ritmo più sostenuto di quanto avverrebbe altrimenti”. Baron è ottimista sul mercato azionario in generale, precisando che non guarda ai movimenti di prezzo giornalieri bensì all’ottica a lungo termine. Il gestore ritiene che il Pil Usa è “sottovalutato in maniera significativa“. “Quello che facciamo è esaminare le società e cercare di investire nei titoli a un punto di ingresso vantaggioso, quando…

Hi-tech: analisti convinti che si tratta di una bolla
News / 14 giugno 2017

Da qualche giorno su tutti i giornali si parla della paura che scoppi una bolla hi-tech come avvenuto negli Anni 2000. Quanto c’è di vero e quali sono i rischi reali che il mercato testimoni un rapido sgonfiamento dei prezzi? Anche se è ancora presto per assistere al remake della bolla dot com, alla luce dei livelli fino ai quali si sono spinti i prezzi di Borsa, forse sarebbe giunto il momento di fermarsi a esaminare la situazione, piuttosto che farsi travolgere ciecamente dall’entusiasmo di intascare guadagni facili. L’esposizione verso l’azionario sta crescendo a dismisura, nonostante le turbolenze geopolitiche e le incertezze economiche. Bank of America Merrill Lynch ha preparato un grafico (vedi sotto) in cui si evidenzia come sia salito il numero di analisti e banche convinti che l’azionario, e in particolare il settore tecnologico, sia sopravvalutato nei mercati finanziari. Il numero dei gestori di fondi che ritiene che il mercato sia sopravvalutato ha per l’esattezza raggiunto i massimi assoluti. Non tutti hanno parlato espressamente di bolla, ma addirittura c’è chi ha fatto notare che persino la Banca nazionale svizzera (SNB), ampiamente esposta al settore hi-tech americano, potrebbe avere iniziato ad alleggerire le sue posizioni ( che a fine…

Banche venete, Padoan: ci siamo, bail-in scongiurato
News / 14 giugno 2017

I colloqui con le autorità europee fanno ben sperare per una soluzione alla crisi patrimoniale delle due banche venete con il ministro del Tesoro che ha assicurato che il piano di salvataggio non includerà il ricorso al bail-in, il piano di aiuti che prevede sacrifici non solo per gli azionisti e gli obbligazionisti ma anche i correntisti con più di 100 mila euro depositati in banca. È quanto è avvenuto con le quattro banche regionali che hanno fatto crac a fine 2015. Su Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza invece Pier Carlo Padoan si mostra più ottimista, dicendo che ormai “è in dirittura d’arrivo una soluzione positiva” per le banche venete. Si parla di qualche giorno, “forse una settimana”. Il ministro dell’Economia ha precisato che “la soluzione è ormai prossima e che le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti“. “Il ministro – si legge in un comunicato – ribadisce che la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti”. A momenti Intesa SanPaolo e UniCredit potrebbero decidere se intervenire per iniettare capitali freschi nei due istituti in crisi, a cui mancano 1,2 miliardi di euro circa…