Nuova tegola per Wells Fargo: truccati mutui dei clienti
News / 16 giugno 2017

La banca americana Wells Fargo, dopo lo scandalo delle carte di credito emesse senza consenso, si trova a fronteggiare una nuova class action. Secondo la tesi dell’accusa l’istituto avrebbe cambiato le condizioni dei mutui senza autorizzazione per i clienti in bancarotta. La banca ha negato ogni responsabilità attribuita. Nel dettaglio, Wells Fargo avrebbe abbassato senza consenso la rata mensile del mutuo ai suoi clienti, con una mossa apparentemente magnanima nei confronti di coloro che si trovavano in condizione di bancarotta. Analizzando a fondo la cosa, però, viene fuori che questo cambiamento allungava di molto l’estinzione del mutuo col risultato di alzare notevolmente il costo complessivo del finanziamento ricevuto. In un caso citato nei documenti della class action si parla di una spesa relativa agli interessi che sarebbe passata da 55.593 dollari in 14 anni, a 55.593+85.000 per via dell’allungamento del mutuo di ulteriori 26 anni. Tale cambiamento non sarebbe stato concordato con le parti coinvolte come prescrive la legge; secondo la versione di Wells Fargo, invece, i cambiamenti sarebbero stati regolarmente notificati sia ai clienti sia alla corte. “Le modifiche aiutano i clienti a rimanere nello loro case quando durante le sfide finanziarie”, ha spiegato al New York Times il portavoce…

Titoli tecnologici di nuovo in crisi
News / 16 giugno 2017

I cali in primis di Netflix stanno schiacciando il settore dei tecnologici sui nuovi minimi di un mese e mezzo. Il gruppo di streaming e produttore di contenuti video guida i ribassi del comparto che viene da cinque sedute folli. I cosiddetti FAANG, acronimo a cui andrebbe per la verità aggiunta la M di Microsoft, sono di nuovo in difficoltà alla Borsa americana dopo aver perso circa 126 miliardi di capitalizzazione tra venerdì e lunedì. Si tratta di Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google, titoli che avevano tentato la rimonta nelle ultime due giornate. Sembra tornato il sereno, e invece… Come si vede bene dal grafico sotto riportato ora scambiano ai minimi dal 28 aprile. A pesare è soprattutto il ribasso di Netflix che è del 12% sotto i massimi toccati la settimana scorsa. Secondo molti analisti, tra cui Goldman Sachs, i titoli sono estremamente sopravvalutati. Senza il settore hi-tech e Internet la Borsa Usa non sarebbe riuscita a guadagnare tanto dalla fine dell’anno scorso. Dal 9 giugno i titoli Facebook, Amazon e Google sono in ribasso del 4,5-5,7% a Wall Street, mentre oggi i cali sono dell’ordine dei due punti percentuali in una seduta negativa – ma con moderazione – per tutto…

Perché ho abbandonato (quasi del tutto) l’azionario
News / 16 giugno 2017

Un investitore spiega perché ha chiuso i suoi fondi indicizzati e perché ha abbandonato quasi del tutto l’azionario. Il succo della tesi dello scrittore e imprenditore Nathaniel Eliason è che ci sono molti altri posti più sicuri che garantiscono guadagni più elevati delle Borse. Prendendo un capitale iniziale di 10 mila dollari, invece di investirlo nell’azionario, perché – suggerisce Eliason – una persona non dovrebbe invece servirsene per investire in un corso di lezione per assumere una certa padronanza di nuove capacità per diventare un imprenditore. All’inizio come prima prova si può iniziare spendendo mille dollari e vedere se funziona. “Le prime sette volte può essere che uno fallisca, ma dalla ottava si potrebbe già avere un grande ritorno da investimento. I primi 7 mila dollari sarebbero quindi soltanto un investimento nel processo di apprendimento personale. Anche se ci vorranno uno o due anni, il ritorno da investimento sarebbe più elevato e avverrebbe molto più rapidamente rispetto all’investimento in un fondo indicizzato”. La persona presa in esame si troverebbe inoltre in una situazione meno rischiosa dello scenario tradizionale dell’investimento classico nei mercati. Se infatti mantieni un’alta quota di liquidità e non sei nel mercato, “sei anche immune a improvvisi cali…

Veneto Banca: si salva se ex dirigenti pagano danni
News / 16 giugno 2017

Veneto Banca ha chiesto 2,3 miliardi di risarcimento danni agli ex vertici del gruppo. L’atto di citazione, depositato martedì, parla di danni “nei confronti di ex amministratori e sindaci alternatisi in carica fino al 26 aprile 2014″, giorno dell’assemblea che sancì l’uscita di scena dell’AD Vincenzo Consoli e Flavio Trinca e portò all’elezione di Francesco Favotto alla presidenza e la conferma per qualche mese di Consoli nel ruolo di dg. La somma, superiore a quella chiesta da Popolare Vicenza, sarebbe più che sufficiente a colmare il gap di capitale privato mancante per l’aumento a carico dello Stato. Bankitalia ha fatto sapere ieri che va trovata in tempi rapidissimi una soluzione per le due banche venete, Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza, le quali hanno bisogno di 1,25 miliardi di capitali privati freschi se vogliono rimanere finanziariamente a galla. Il tempo stringe: senza gli aiuti privati, le autorità europee non daranno l’ok all’aumento di capitale precauzionale da 5 miliardi che permetterà alle due banche in crisi patrimoniale di salvarsi. L’ipotesi più probabile sembra quella di un intervento delle big del sistema bancario italiano, come Intesa Sanpaolo e Unicredit. Governo a Roma e funzionari a Bruxelles e Francoforte hanno fatto…

Rivoluzione FinTech: così big Wall Street cercano di rimanere rilevanti
News / 16 giugno 2017

Goldman Sachs e le altre grandi banche di Wall Street stanno lavorando sodo per rimanere rilevanti nel mondo finanziario del domani. Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono tante e l’idea della banca guidata da Lloyd Blankflein è quella di sfoltire alcune operazioni finora compiute solo da esseri umani: in gioco c’è il mantenimento della competitività in un ambiente sempre più difficile che presto sarà dominato dai gruppi FinTech. Uno dei test condotti da Goldman Sachs ha coinvolto un ambito tutt’altro che banale: la consulenza per la quotazione in borsa (Initial public offering, Ipo) offerta alle società. La celebre banca d’affari, secondo quanto riporta Bloomberg, ha tracciato 127 step in ciascuna di queste Ipo e ha scoperto che circa metà di essi possono essere svolti dai computer. Una notizia che ha già acceso i campanelli d’allarme di alcuni dipendenti le cui funzioni, un giorno non lontano, potrebbero non essere più necessarie. La banca assicura di non voler imporre grandi tagli al personale, quanto piuttosto migliorare l’efficienza lavorativa e risparmiare tempo prezioso al suo staff. Goldman Sachs ha testato per anni la nuova interfaccia informatica, Deal Link, per che dovrebbe affiancare e in parte sostituire i dipendenti nel processo delle Ipo….

Ius Soli: per far passare legge, Grasso revoca esplusione senatore
News / 16 giugno 2017

Il presidente del Senato Piero Grasso ha revocato l’espulsione di un senatore della Lega Nord che si era rifiutato di obbedire. Obiettivo: evitare che la seduta venisse sospesa, facendo sì che l’aula potesse esprimersi sulla proposta di legge sullo Ius Soli. Una bagarre è scoppiata fuori e dentro l’aula dove è arrivato oggi il testo controverso: un gruppo di esponenti della Lega Nord ha spinto Valeria Fedeli, che è caduta e si è leggermente infortunata. La parlamentare del PD ed ex vice presidente del Senato è stata sottoposta alle cure dell’infermiera. Dopo l’incidente, il Capogruppo leghista Gianmarco Centinaio è stato allontanato dai commessi dell’aula. I senatori del partito di destra anti immigrazione erano arrivati in aula con un cartello che diceva “No allo Ius Soli” e con l’intenzione di farsi espellere ma fare ostruzione e rimanere in aula, per impedire così al Senato di incardinare il disegno di legge. La strategia non ha funzionato, dal momento che Grasso, come riporta l’Ansa, ha deciso di revocare l’espulsione del senatore Raffaele Volpi dopo che quest’ultimo si era rifiutato di uscire. Volpi ha anche gridato un “Vaffa…” in direzione dell’ex magistrato, politico del PD. Grasso ha invitato Volpi a rispondere “nelle sedi competenti” per…

Russiagate, Trump indagato: ostruzione della giustizia
News / 16 giugno 2017

Donald Trump sotto inchiesta. Il presidente degli Stati Uniti è accusato di possibile ostruzione della giustizia. Il procuratore speciale Robert Mueller, che coordina le indagini sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale americana, avrebbe avviato le indagini sul presidente, secondo quanto rivelato dal Washington Post. Il giornale americano cita una fonte anonima. Il reato si è profilato dopo il caso di James Comey, l’ex capo dell’Fbi licenziato da Trump e dopo la sua deposizione davanti alla Commissione intelligence del Senato. Comey ha sostenuto che Trump avesse fatto pressioni su di lui per lasciar cadere le indagini su Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza, e sui suoi rapporti con la Russia, il cosiddetto Russiagate. Quello di ostruzione della giustizia è il reato per cui il presidente Richard Nixon rassegnò le dimissioni dopo lo scandalo del Watergate, per evitare un quasi certo impeachment. E anche quello per cui Bill Clinton fu messo sotto accusa dalla Camera nel 1998: l’ex presidente Democratico era sospettato di aver mentito sul rapporto avuto con Monica Lewinski. Dalla Casa Bianca è arrivata subito la replica: “La fuga di notizie dell’Fbi è scandalosa, ingiustificabile e illegale”, ha detto Mark Corallo, portavoce dell’avvocato di Trump, Mark Karowitz. Secondo…

Ora persino aziende chiedono aumento tasse sulla casa
News / 16 giugno 2017

Anche le aziende iniziano a chiedere un aumento delle tasse sul mercato immobiliare. Nel giorno del suo insediamento alla presidenza della società per azioni Assonime, Innocenzo Cipolletta ha infatti sottolineato come la pressione fiscale penalizzi “il lavoro e l’impresa”, avvantaggiando invece “le rendite e i consumi“. Motivo per il quale vanno riequilibrati i pesi e ripristinata “una tassazione degli immobili”, abbassando al contempo l’IRPEF e l’IRAP: è questa secondo il neo presidente dell’associazione “la via per spostare il carico fiscale dalla produzione alla rendita“. Con il suo ragionamento Cipolletta dimostra di essere consapevole del fatto che il governo non abbia risorse a sufficienza per apportare un taglio fiscale generalizzato – anzi dovrà varare una manovra correttiva per ottemperare alle richieste delle autorità europee. Per questo se si vuole favorire un settore ne va sacrificato un altro. Negli ultimi tempi sta crescendo il numero di appelli, anche da organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e l’Ocse, per imporre una tassa sulla casa elevata. Si tratterebbe di una sorta di patrimoniale molto estesa se si considera che l’Italia è un paese popolato da proprietari di casa. Come osserva Monitor Immobiliare sorprende e in un certo senso preoccupa che la richiesta di Cipolletta…

ConsulenTia, nuova edizione nel nord ovest
News / 16 giugno 2017

Come nel 2016, quando per la prima volta ConsulenTia ha raggiunto il territorio del nord est con la tappa di Treviso di ottobre, anche quest’anno Anasf ha previsto un doppio appuntamento per il suo evento dedicato ai consulenti finanziari: il primo si è svolto come di consuetudine a febbraio a Roma all’Auditorium Parco della Musica; il secondo si terrà a Torino il 19 e 20 settembre al Centro congressi Lingotto, con un sottotitolo che ben spiega cosa attende il settore della consulenza finanziaria in Italia: “Mifid2, pronti al cambiamento”. La seconda tappa dell’evento targato Anasf sarà anche l’occasione per festeggiare i 40 anni di storia dell’Associazione, nata nel 1977 con lo scopo di costituire un Albo professionale, che ha visto poi la genesi nel 1991 con la legge sulle Sim. Il programma della due giorni Il programma della due giorni vedrà, come da format, l’alternanza di momenti e convegni istituzionali e di quattro tavole rotonde su opportunità e rischi dei mercati a cura di alcune società sponsor dell’evento, che saranno presenti numerose anche per l’incontro del nord ovest, 25 in tutto. I lavori si apriranno il pomeriggio di martedì 19 settembre, con il primo incontro a tre delle sgr, per…

Banca d’Inghilterra: tutto fermo, “Carney se ne pentirà”
News / 16 giugno 2017

Mark Carney e il direttorio di politica monetaria del Regno Unito “si pentiranno” di non aver imposto una stretta monetaria nella riunione odierna. Ne è convinto Luke Hickmore, senior investment manager di Aberdeen Asset Management. I tassi di interesse sono stati lasciati dove stanno, ossia ai minimi assoluti dello 0,25%, nonostante i segnali di ripresa dell’economia e una inflazione galoppante, che “potrebbe superare il 3% in autunno”, a detta dello stesso board. “La Brexit è la grande incognita per l’economia e per tutti, e sta costringendo la Banca d’Inghilterra a forzare la mano e non agire. Tenere i tassi così bassi non è una posizione buona da avere quando si sta per entrare in un periodo di alta incertezza”, perché riduce le possibilità di intervento e il margine di manovra di Carney e colleghi. “Se l’economia dovesse rallentare, la Banca d’Inghilterra non potrà fare gran che”. La Banca d’Inghilterra ha inoltre deciso di mantenere inalterato lo stock di titoli di Stato in bilancio (425 miliardi di sterline), derivanti dal precedente piano di acquisti. La sorpresa è venuta dal fatto che ben tre membri del board su otto hanno votato a favore di un innalzamento del costo del denaro, contro la proporzione di uno…