Piazza Affari in rosso: Ftse Mib -0,54%, male Leonardo e Saipem

16 giugno 2017

Seduta difficile per Piazza Affari: il Ftse Mib chiude con un calo dello -0,54%, il Ftse Italia All-Share cede lo 0,61%, il Ftse Italia Mid Cap l’1,04% e il Ftse Italia Star l’1,39%.

Seduta difficile per Piazza Affari: il Ftse Mib chiude con un calo dello -0,54%, il Ftse Italia All-Share cede lo 0,61%, il Ftse Italia Mid Cap l’1,04% e il Ftse Italia Star l’1,39%.

Chiusura in rosso anche per le altre maggiori borse europee: il Dax30 di Francoforte perde lo 0,89%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,71% e il Cac40 di Parigi lo 0,5 per cento. In rosso anche la borsa di Londra con il Ftse100 in svantaggio di 0,74 punti percentuali sul riferimento.

Importanti aggiornamenti sulla politica monetaria delle maggiori banche centrali sono giunte sui mercati nelle ultime 24 ore con la decisione di ieri sera della Fed statunitense di alzare i tassi d’interesse all’1,00-1,25% confermando l’intenzione di proseguire nelle manovre di normalizzazione della politica monetaria, ampliando lo sfalsamento rispetto alla Bce. La Banca centrale della Svizzera ha invece confermato una politica ultra-espansiva con tassi di riferimento mantenuti a quota -0,75 per cento. Invariati allo 0,25% i tassi della Banca d’Inghilterra (pur con una maggioranza di 5 voti contro 3) che ha mantenuto un programma di quantitative easing di 435 miliardi di sterline.

Sui mercati azionari sembra però pesare soprattutto il timore di un’incriminazione per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per ostacolo alla giustizia dopo che è emerso un suo coinvolgimento nelle indagini in corso sul Russiagate.

Gli indici azionari USA orientati al ribasso confermano un certo timore dei mercati azionari: l’S&P 500 cede lo 0,36%, il Nasdaq l’1,03% (confermando un ripiegamento del comparto tecnologico), il Dow Jones Industrial lo 0,12 per cento.

Ancora negativo l’andamento del *comparto petrolifero *a Piazza Affari dopo i forti cali di ieri dei prezzi del greggio seguiti a deludenti dati sulla variazione settimanale delle scorte USA. Saipem cede il 3,62%, Tenaris invece recupera in chiusura lo 0,64%, mentre Eni lascia al mercato lo 0,48% del proprio valore di borsa.

Male anche il *comparto del credito *dopo la difficile seduta di ieri. In rosso Banco BPM (-0,93%), Fineco (-2,1%) e Unicredit (-0,57%). In calo anche Intesa Sanpaolo (-0,47%), Bper (-1,33%) e Mediobanca (-0,41%).
Ubi Banca riesce a recuperare terreno nel pomeriggio e chiude con un rialzo dell’1,65 per cento.
Cede invece alle vendite, fra i titoli a minora capitalizzazione, Banca Carige (-1,64%): per il dopo Bastianini, i Malacalza starebbero ancora corteggiando Roberto Nicastro, secondo Affari italiani, l’attuale presidente delle “good bank” non sembra interessato, ma forse dopo la vendita di Carife a Bper potrebbero aprirsi degli spiragli.
Sul dossier delle banche venete il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha parlato di “stato positivo del negoziato con l’Unione Europea”. Da evidenziare che il settore del credito è stato debole in tutta Europa: a pesare sul comparto potrebbero contribuire i forti ribassi dei rendimenti degli ultimi giorni (ma non di oggi) che rischiano di comprimere ulteriormente la marginalità del settore.

Sotto il riferimento *Generali *(-0,61%): Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione Buy e alzato il target price a 17 euro dai 16 euro precedenti. L’ad Philippe Donnet ha negato nuovi interventi sulle banche venete o in altre operazioni di sistema (dopo i passati sfortunati investimenti in Atlante e in Alitalia). Il manager ha rilanciato le aspirazioni del Leone di Trieste nell’asset management e l’obiettivo di cercare nuove opportunità di investimento in un clima di bassi tassi d’interesse che ritiene durerà almeno altri tre anni.

In rosso anche Leonardo: l’azione della società della difesa registra un ribasso del 2,48% e si riporta a 15,34 euro dopo aver toccato un minimo a 15,27 euro che ha violato temporaneamente i supporti statici di area 15,30 testati ripetutamente dall’alto, ma senza successo nel corso delle ultime sedute. Il titolo subisce senz’altro la cattiva intonazione del comparto della difesa confermata a livello europeo. Potrebbero pesare sul settore anche le incertezze sul Russiagate: Donald Trump è infatti un tenace supporter dell’industria degli armamenti, che potrebbe dunque subire un impatto da una sua eventuale incriminazione e da un cambiamento di linea alla Casa Bianca.

In rosso anche *Buzzi Unicem *(-1,83%).

Recupera invece terreno Mediaset (+0,87%) che ha difeso la propria posizione sulla proposta per il triennio 2018-2021 della Champions League (quindi la stagione da agosto 2017 a maggio 2018 sarà ancora sua): il pacchetto sarebbe andato a Sky, ma Mediaset ha ribadito di avere presentato un’offerta importante, ma razionale. In passato l’eccesso di generosità su offerte simili ha causato grossi problemi al bilancio del gruppo.
Da evidenziare che Vivendi, socio di minoranza con il 26,77% dei diritti di voto di Mediaset, potrebbe proporre all’AgCom una sterilizzazione dei propri voti fino a ridurre sotto il 10% l’influenza sul gruppo. L’ipotesi potrebbe servire a scongiurare la cessione delle quote dell’azienda o in alternativa della controllata di fatto con il 23,94% *Telecom Italia *(-1,04%): l’incrocio delle due quote supera infatti i vincoli del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici e ha spinto l’Autorità a chiedere una rimozione di questa posizione entro 12 mesi a partire dal 18 aprile 2017. Un piano preciso dovrà giungere all’Autorità entro il prossimo 18 giugno.

(GD – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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