Enel in buon rialzo con rumors su offerta per Renovalia
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Gli analisti parlano di una notizia positiva per Enel che resta un titolo da acquistare con un prezzo obiettivo a 4,7 euro. Seduta all’insegna del riscatto per Enel che, dopo aver ceduto quasi un punto percentuale ieri, è riuscito a catalizzare gli acquisti oggi. Il titolo si è fermato a 4,98 euro, con un progresso dell’1,8% e quasi 36 milioni di azioni scambiate, poco oltre la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 34,5 milioni di pezzi. Enel ha guadagnato terreno oggi sulla scia delle indicazioni di stampa, riportate in particolare da Milano Finanza, da cui si è appreso che il colosso elettrico attraverso Endesa avrebbe presentato una offerta nel primo round di cessione per Renovalia, società di rinnovabili Spagnola. Come indicato da Enel, la società resta interessata all’espansione nel settore e alla crescita anche per linee esterne in Spagna e nel mondo. Renovalia ha più di 800 MW di asset nel mondo ed era stata acquisita dal fondo Cerberus nel 2015 per 1,1 miliardi di euro. Per gli analisti di Equita SIM la notizia relativa all’offerta per Renovalia è positiva per Enel. Considerata la flessibilità finanziaria del gruppo, secondo gli esperti la crescita per linee esterne è…

Trading mordi e fuggi: FIB
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Il segnale d’impulso short scattato ieri sul nostro Indicatore ShoTrading FIBSP è arrivato bene questa mattina. Il segnale d’impulso short scattato ieri sul nostro Indicatore ShoTrading FIBSP è arrivato bene questa mattina nell’area di target di presa profitto sull’impulso di brevissimo (area 20590-20490, cioè 250-300 punti dal livello al quale era scattato il segnale ieri).  Da lì il Future ha iniziato un rimbalzo di chiusura del gap lasciato aperto questa mattina dopo l’apertura. A breve, nel primo pomeriggio odierno, fisseremo il confine di limite superiore del movimento più ampio (ciclo di breve). Confine che quasi sicuramente sarà più basso di area 20900-21000. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Dax e Ftse Mib: il quadro tecnico Candle Model al 21 giugno
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Prosegue l’andirivieni degli indici che ha caratterizzato tutta la parte di giugno sin qui trascorsa. Prosegue l’andirivieni degli indici che ha caratterizzato tutta la parte di giugno sin qui trascorsa. Il Dax  con la sua capacità di marcare stretti i massimi di periodo, arrotondandoli di tanto in tanto al rialzo, senza tuttavia organizzare un nuovo sentiero rialzista. Il Ftse Mib, invece, più nelle retrovie, piuttosto in cerca dei test dei livelli dinamici di periodo che si affacciano progressivamente nello spazio grafico calcato dall’indice domestico. Nell’analisi in live streaming di lunedì scorso avevamo commentato il guizzo del segnale di breve sul Dax, nell’aggiornamento odierno l’ulteriore guizzo dell’indice tedesco sino alle nuove evidenze nel segnale di breve del Ftse Mib. Ripercorriamo in maniera sintetica lo stato del Trend/segnale tattico (ricavato dal grafico settimanale) e di breve (desunto dal quadro grafico giornaliero) dei due indici. DAX QUADRO SETTIMANALE – L’estemporanea capatina sopra i 12920 di martedì 20 giugno rimanda a fine settimana corrente la prossima osservazione utile sul Dax per il segnale tattico, attualmente ancora – tale da inizio giugno – in indicazione rialzista, coadiuvata da uno stop (e contestuale attivazione di iniziale segnale ribassista) appena sotto 12620. Un epilogo di settimana corrente…

Bond oggi: i Matusalemme al test dei mercati
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Quelli extra lunghi tornano di attualità dopo l’esordio di un’emissione dell’Argentina. La verifica di quotazioni e scambi sul secondario.  Sta diventando una scelta diffusa che potrebbe coinvolgere perfino Paesi quali Usa, Germania e altri governativi ad alto rating. I bond con scadenza extralunga piacciono a emittenti pubblici e a molte aziende. Si calcola che siano circa una novantina i “corporate” a 100 anni sul mercato, oltre ai perpetual bancari, sebbene spesso illiquidi o poco liquidi. Naturalmente in molti casi prevedono “call” durante la loro vita, il che non avviene invece per i governativi, il cui scopo è lampante: allungare i debiti pubblici, affidando il problema del rimborso alle “next generation”! In questi giorni i media hanno scritto della nuova emissione dell’Argentina, dimenticando però di verificare come i mercati valutano un simile tipo di bond. Rimediamo alla carenza appurando cosa è successo dai rispetti collocamenti e confrontando anche le caratteristiche di ciascuno dei governativi Matusalemme.  Argentina, esordio senza prezzo L’Argentina non è una debuttante nell’ambito di questa tipologia di debito, poiché ha proposto già all’inizio degli anni 2000 varie emissioni con scadenza 99 (ma attenzione è il 2399!), in realtà frutto della vecchia gestione del debito e poi dichiarati in default,…

Goldman Sachs: come guadagnare una fortuna con calo Borse
News / 22 giugno 2017

Gli analisti di Goldman Sachs, avvertendo dei tanti rischi di ritracciamento dei mercati azionari, hanno un consiglio particolare per fare una fortuna in Borsa. Chi volesse guadagnare 25 volte il capitale investito deve guardare al mercato delle opzioni. In periodi di bassa volatilità e compiacenza dei mercati che tendono a salire a passo lento, come quello attuale e come nel 2014, il modo migliore per fare soldi è sostituire le posizioni lunge aperte nell’azionario con opzioni call At The Money (ATM). Per questo tipo di opzione si intende quella in cui il prezzo di esercizio equivale al prezzo attuale dell’attività sottostante. Anche in casi in cui i mercati perdono terreno in concomitanza con un contesto di volatilità ridotta, raramente la Borsa perde più del 5% il mese successivo, secondo i calcoli della banca Usa. La volatilità implicita nel mercato delle opzioni è molto accentuata in diversi indici di Borsa (vedi grafico sotto), un fenomeno molto comune in periodi di bassa volatilità, quando la volatilità a breve termine rispecchia i timori che a medio termine possa l’indice della paura possa risalire. In parte questo andamento rispecchia anche, tuttavia, un’incertezza politica elevata. Il risultato è che gli investitori dovrebbero, dice Goldman Sachs, focalizzarsi…

Germania: in 5 anni, solo un rifugiato su 4 troverà lavoro
News / 22 giugno 2017

La maggioranza degli economisti concorda sul fatto che la partecipazione dei rifugiati al mercato del lavoro è un fattore positivo per l’economia e per l’integrazione. Purtroppo, il governo tedesco ha ammesso che questa prospettiva si è rivelata più lontana del previsto. Secondo il commissario all’Integrazione del governo di Berlino, Aydan Özoğuz, in cinque anni solo un quarto dei rifugiati avrà la possibilità di trovare un lavoro in Germania; a mancare nella maggioranza dei casi sarebbero le qualifiche linguistiche e di studio necessarie a trovare lavoro. Il commissario, appartenente al partito socialista, lo ha raccontato in un’intervista rilasciata al Financial Times. “Per molti altri [rifugiati] saranno necessari fino a 10 anni” per trovare un impiego dice Özoğuz, sfatando, da un lato, il mito che avrebbe dipinto Berlino come un’astuta importatrice di laureati a basso costo, ma anche quello di un’integrazione che si sarebbe rivelata facile, dato il (presunto) alto livello d’istruzione dei nuovi arrivati. Un recente report dell’Istituto per la ricerca sull’occupazione (Iab) ha calcolato che solo il 23% dei siriani arrivati in Germania dispongono di una laurea. Al momento, rivelano i dati dell’Agenzia federale del lavoro, solo il 17% dei rifugiati ha un lavoro, mentre 484.000 lo stanno cercando. L’istituto Ifo di…

Macron vuole Ue protezionista: difenderà settori chiave dalla Cina
News / 22 giugno 2017

Il neo presidente francese, Emmanuel Macron, farà domani il suo debutto al Consiglio europeo portando una linea protezionista che, inaspettatamente forse, ha qualcosa in comune con quella difesa da Donald Trump: la difesa con leggi ad hoc dei “settori strategici” e delle imprese europee incalzate dai ricchi investitori cinesi. Lo riporta l’inviato a Bruxelles de La Stampa sostenendo che, sulla stessa lunghezza di Macron ci sarebbero anche i governi italiano e tedesco; scettici, invece, i Paesi nordici (Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia) contrari a ogni forma di nuovo protezionismo. Il testo che dovrebbe segnare le convergenze del Consiglio europeo inviterebbe “la Commissione a esaminare i modi per identificare e schermare gli investimenti da Paesi terzi in settori strategici” anche se ciò, dovrebbe avvenire “rispettando le competenze degli Stati membri”, un’aggiunta che sarebbe stata apposta grazie alle pressioni dei Paesi nordici. Nello specifico, una virata protezionista coordinata a livello europeo sarebbe costituita da una “legge quadro” che consentirebbe agli stati membri di “filtrare ed eventualmente frenare gli investimenti esteri”, sostiene il quotidiano torinese citando una fonte diplomatica. In tal modo i vari Paesi avrebbero la facoltà di intervenire oppure no, impendendo in certi casi che la Cina compri a piacimento i gioielli europei….

Ceo Alibaba: “In futuro lavoreremo 16 ore a settimana”
News / 22 giugno 2017

In futuro, tra massimo trent’anni, la gente lavorerà quattro ore al giorno e probabilmente per quattro giorni a settimana, non di più. Sono le stime dell’amministratore delegato di Alibaba, il colosso Internet cinese. In un’intervista alla CNBC Jack Ma ha spiegato che secondo lui il dominio delle società titaniche come Google, Amazon e Apple è in una fase calante, perché un numero sempre maggiore di startup e piccole e medie imprese si sta lanciando nei rispettivi mercati grazie all’esposizione che Internet consente. “Le dimensioni su grande scala erano il modello prima”, ora il futuro è “personalizzato e fatto su misura”, ha dichiarato l’uomo che a gennaio in un incontro con Donald Trump ha promesso di aiutare a creare 1 milione di posti di lavoro in Usa nei prossimi cinque anni, facilitando le vendite effettuate dalle piccole aziende. “Un modo per capire come creare posti di lavoro, uno dei migliori che esistono, è quello di aiutare le piccole imprese a vendere i loro prodotti locali a una clientela il più ampia possibile”, ha precisato Ma sottolineando che “è quello che dobbiamo fare ora. Perché i prossimi 30 anni saranno dolorosi“. Il top manager visionario ha fatto un riferimento anche alle potenzialità…

Azioni, Cina tra i grandi emergenti di MSCI: è la svolta
News / 22 giugno 2017

Oggi le Borse cinesi hanno festeggiato la notizia secondo cui i titoli azionari del Dragone saranno inseriti nell’indice globale mercati emergenti di Msci, uno dei più grandi provider di indici finanziari nel mondo. L’inclusione, definita ‘svolta’ e ‘pietra miliare’ dagli analisti, inizierà a maggio 2018 e la seconda fase del processo si evolverà in agosto. Le azioni di categoria A peseranno lo 0,5% nella composizione dell’indice Msci. Rimandata la decisione sull’Argentina, mentre è stata inserita nella watch list l’Arabia Saudita. La notizia ha entusiasmato i mercati cinesi, con i trader che hanno preso d’assalto i titoli dell’azionario della Cina. Le Borse hanno raggiunto i massimi di 18 mesi. L’indice CSI 300, dove sono inclusi i gruppi quotati alla Borsa di Shanghai e di Shenzhen, ha guadagnato l’1,2% salendo ai livelli di chiusura più alti dalla fine del 2015. Pechino sta tentando di aprire i suoi mercati finanziari al mondo intero, per attirare preziosi capitali esteri. Secondo un funzionario dell’Msci fino a 17 miliardi di dollari potrebbero confluire nelle Borse cinesi. Abhishek Kumar, Lead Investment Manager per il debito dei mercati emergenti di State Street Global Advisors, ha spiegato l’impatto molto positivo che la decisione avrà anche sull’obbligazionario e sulle prospettive di una…

Banche venete, Fitch: nessun bond è al sicuro
News / 22 giugno 2017

Tutti o nessuno, o almeno noi no. Il presidente di Unicredit, Giuseppe Vita, è intervenuto sulla questione delle banche venete, dopo che nei giorni scorsi si sono moltiplicate le voci sulla disponibilità di Unicredit a intervenire per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Vita ha precisato di essere pronto a una soluzione di sistema, che coinvolga anche altri istituti, una vasta parte, ma ha detto che Unicredit non sarà disposta a partecipare se si tornasse a una soluzione a due. Secondo le ultime notizie, l’ipotesi sostenuta dal governo sarebbe ora quella di separare gli asset performanti da quelli tossici, attraverso uno spin off dei crediti deteriorati iscritti nei bilanci delle due banche, che ammontano a circa 10 miliardi di euro. Una bad bank che raccolga questi crediti, finanziata dallo Stato. Si tratta di una soluzione simile a quella adottata per salvare le quattro banche regionali (Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti) nel 2015. Il termine per presentare le offerte a Rotschild, advisor del Tesoro, scade oggi. Intesa Sanpaolo e il gruppo Iccrea sarebbero i più interessati alla good bank. Intesa sarebbe aperta all’investimento solo se seguirà uno schema simile…