Piazza Affari in rosso: seduta con vendite diffuse

30 giugno 2017

Seduta difficile per Piazza Affari che cede alle vendite diffuse in tutta Europa sui mercati azionari.

Seduta difficile per Piazza Affari che cede alle vendite diffuse in tutta Europa sui mercati azionari. Il Ftse Mib cede l’1,63%, il Ftse Italia All-Share l’1,65%, il Ftse Italia Mid Cap l’1,99%, il Ftse Italia Star il 2,13 per cento.

In rosso anche *i maggiori listini del Vecchio Continente *con il Dax30 di Francoforte in calo dell’1,83% e il Cac40 di Parigi che cede l’1,88%. In rosso anche l’Ibex 35 (-1,60%) mentre il Ftse100 di Londra limita i danni a un -0,51 per cento. In rosso anche gli indici azionari di Wall Street in queste ore nonostante un positivo dato sul Pil del primo trimestre USA (ma indicazioni negative sul fronte dell’occupazione).

Male l’S&P 500 (-0,7%), male il Nasdaq 100 (-1,82%), male anche il Dow Jones Industrial (-0,58%).

Nel pomeriggio prevalgono le vendite anche sul comparto bancario nel primo pomeriggio con il *Ftse Italia Banche *che chiude la seduta con un ribasso dello 0,98 per cento. Sono però finanziari quasi tutti i pochi titoli che riescono ad archiviare in rialzo la seduta: Banco BPM (+3,45%), che sta lavorando a una nuova partnership nella bancassurance in vista dell’esercizio dell’opzione put da parte di Unipol (-1,06%); UnipolSai (+0,05%), Generali (+0,62%), Ubi Banca (+2,38%).
In rosso praticamente tutti gli altri: Intesa cede l’1,35%, Unicredit l’1,72%, Bper lo 0,54% mentre Fineco perde lo 0,35 per cento.
Fra i minori spiccano le ottime performance di Carige (+3,5%), che lavora alle cessioni di NPL e alle manovre atte a limare il fabbisogno di capitale, e del Creval (+5,19%) che si starebbe preparando a cartolarizzare 1,5 miliardi di euro entro fine anno.
Da evidenziare che la Repubblica ha ipotizzato già al prossimo 11 luglio un via libera dell’Ecofin a un modello universale di bad bank che potrebbe essere applicata dai governi nazionali per smaltire i quasi mille miliardi di deteriorati presenti nell’Eurozona. Un fatto di regole, che però sarebbe anche una nuova via alternativa agli attuali modelli di risoluzione delle crisi bancarie.

Ancora in difficoltà invece il comparto delle utility. A2A cede il 2,21% e lavora all’uscita dal Montenegro e al proseguimento delle trattative per il polo lombardo con Acsm-Agam, ma subisce soprattutto il rialzo recente dei rendimenti che rischia di tradursi in una maggiore onerosità del debito (molto ridotto invero negli ultimi anni). Considerazioni affini sul debito pesano anche su Terna (-2,31%), Enel (-2,02%) e Snam (-2,41%) che hanno però situazioni patrimoniali diverse tra loro e quindi una potenziale esposizione a un rialzo degli interessi diversa caso per caso.

Cede al cattivo sentiment dei mercati azionari ma limita i danni anche Telecom Italia (-0,24%) che ha registrato un’ulteriore aggravamento del dissidio con Open Fiber e con il governo dopo le accuse dell’ad Flavio Cattaneo che ha parlato di “bandi ad hoc” sulle gare Infratel (per i quali secondo i rumors starebbe preparando ricorsi accodandosi a Eolo) suscitando una dura reazione del governo.

In coda al Ftse MIB si evidenziano ancora i cali di FCA (-3,06%) e Ferrari (-2,59%): il cattivo sentiment dei mercati sul *comparto automobilistico *si palesa anche nelle flessioni del 3,38% di Brembo. Il Dieselgate sembra pronto per una nuova fase: in Germania l’altro ieri i ministri federali di ambiente e trasporti hanno creato un forum nazionale sul diesel e si prevede un allargamento del dibattito istituzionale sul tema. Secondo le indiscrezioni che circolano ormai da giorni potrebbe essere allo studio un programma capace di coinvolgere fino a 12 milioni di veicoli con un costo potenziale di anche 10 miliardi di euro. Pressioni esplicite sono giunte in tal senso dal ministro federale dei trasporti Alexander Dobrindt.

Da notare infine anche le vendite sul comparto del *lusso *che proseguono anche oggi: Ferragamo perde il 3,18%, Luxottica il 2,31%, Moncler lo 3,01% e YNAP il 3,01 per cento.

(GD – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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