Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 -1,07%
Finanza/Economia / 19 luglio 2017

Euro Stoxx 50 -1,07%;Francoforte (DAX) -1,25%;Parigi (CAC 40) -1,09%;Londra (FTSE 100) -0,19%. Euro Stoxx 50 -1,07%;Francoforte (DAX) -1,25%;Parigi (CAC 40) -1,09%;Londra (FTSE 100) -0,19%. (SF – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana debole: Ftse Mib -0,59%
Finanza/Economia / 19 luglio 2017

Borsa italiana debole: Ftse Mib -0,59%. Borsa italiana debole: Ftse Mib -0,59%. *Mercati azionari europei in netto calo con il rally dell’euro. Wall Street incerta: *a ridosso della chiusura delle borse europee, S&P 500 -0,12%, Nasdaq Composite +0,10%, Dow Jones Industrial -0,47%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,59%, il Ftse Italia All-Share a -0,53%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,20%, il Ftse Italia Star a -0,38%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA l’indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) a luglio è sceso a 64 punti (consensus 67, precedente 66). Negli USA l’indice dei prezzi delle importazioni a giugno ha fatto segnare -0,2% m/m (consensus -0,2%, precedente -0,1%). In Germania l’indice ZEW (fiducia investitori istituzionali) a luglio è sceso a 17,5 punti (consensus 18,0, precedente 18,6). Nel Regno Unito l’inflazione a giugno ha fatto segnare +2,6% a/a (consensus +2,9%, precedente +2,9%) e +0,0% m/m (consensus +0,2%, precedente +0,3%). Bancari in flessione con l’indice Ftse Italia Banche a -1,02% e l’EURO STOXX Banks a -1,5%. Sotto pressione Mediobanca (-2,05%) dopo la trimestrale di Goldman Sachs (-2,6%) che ha evidenziato una massiccia flessione nel trading obbligazionario. Vendite anche su UniCredit (-1,77%), Bper Banca…

Adesso tutti bullish sull'Euro: e la BCE rimuove lo stimolo?
Finanza/Economia / 19 luglio 2017

In questo contesto placido, gli unici eccessi sono rinvenibili sul mercato valutario. Di fatto la seduta di ieri è stata catalizzata dall’attesa per la prossima riunione della Banca Centrale Europea, che potrebbe fornire indizi circa la possibilità di smantellare il programma di acquisti di titoli – e conseguente espansione del bilancio – che Francoforte porta avanti da circa due anni e mezzo. L’inflazione rimane doma, al di fuori della Germania persistono ampie sacche di disoccupazione e, come argomentato nell’Outlook, concreto è il rischio di una versione europea di “taper tantrum”: di mossa azzardata ed eccessivamente precoce. Certo, il ciclo economico è convincente, ma si dibatte se esso sia sufficientemente robusto da poter sopportare una politica monetaria meno accomodante. In questo contesto, le borse sono rimaste in modalità attendista, senza grandi eccezioni. Il MSCI Euro, come mostrato l’altro giorno, si muove fra l’incudine e il martello; in una perfetta “terra di nessuno”. A Piazza Affari l’indice MIB procede verso il target temporale che dovrebbe intercettare un massimo destinato a durare diversi mesi; potenzialmente, il massimo dell’anno. L’obiettivo di calendario non è ancora stato raggiunto, e nemmeno quello di prezzo: il benchmark di Piazza Affari oscilla tuttora attorno alla vecchia proiezione poco…

Roma e Torino pronte alla moneta complementare, coordina Galloni
News / 19 luglio 2017

Il debutto della moneta complementare è previsto entro fine anno nella capitale; poi, a ruota, dovrebbe seguire Torino. I due capoluoghi di provincia governati dal MoVimento 5 Stelle hanno intenzione di introdurre delle monete complementari all’euro, partendo da un municipio-pilota (si soppone il terzo) per il periodo di sperimentazione nei mercati rionali. L’assessore al bilancio di Roma, Andrea Mazzillo, spiega che il funzionamento sarebbe sostanzialmente quello del Sardex in Sardegna piuttosto che il Tibex nel Lazio o ancora meglio il Valdex della Valle d’Aosta, dove l’idea è quella di costruire un circuito parallelo che possa favorire l’economia. Proprio il modello partito ad aprile in valle d’Aosta conta qualche decina di aziende iscritte su un totale di circa seicento. Sulla scia di questo progetto dovrebbe in seguito partire una sorta di bitcoin a Torino, dove l’intenzione è quella di creare una community open utilizzando la blockchain technology, ovvero il sistema che è alla base dei Bitcoin. Il disegno più grande sarebbe quello di creare una sorta di rete locale che possa fare da volano per piccole imprese e start-up e che la sindaca Raggi sintetizza così: “si crea un circuito virtuoso tra imprese che lavorano in un territorio e che scambiano…

La prossima puntata short in Borsa, “come il Titanic”
News / 19 luglio 2017

Alcuni fondi hedge hanno individuato il loro nuovo “big short”, una scommessa al ribasso che potrebbe fondarsi su un crollo “superiore a quello dei mutui subprime”. A fare i conti con un tetro futuro sarebbe il settore delle vendite al dettaglio. “Il retail è come il Titanic”, ha dichiarato al Financial Times il numero uno dell’hedge fund Sound Point Capital, Stephen Ketchum. La ragione è nota da tempo, lo shopping online si sta dimostrando un concorrente sempre più pericoloso per le catene tradizionali come Sears, le cui quote nel 2007 erano arrivate a costare 191 dollari, mentre ora ne valgono meno di 10. Quello di Sears è un caso limite, ma anche altri concorrenti dello storico retailer potrebbero sperimentare ribassi significativi ed essere costretti a chiudere i battenti. Alla base di questa previsione c’è essenzialmente l’eccesso di punti vendita a fronte di una domanda dirottata sull’e-commerce in misura crescente: “Ciò ha creato una bolla e, come quella del mercato immobiliare, ora sta scoppiando”, ha detto Richard Hayne, Ceo di Urban Outfitters, un brand di abbigliamento. “Stiamo già osservandone i risultati: porte che chiudono e affitti in ritirata. Questo trend proseguirà nel futuro prevedibile e potrebbe anche accelerare”. Anche il fronte dell’occupazione rivela…

Gli orologi preferiti dei big della finanza
News / 19 luglio 2017

L’orologio è da sempre uno degli status symbol dell’uomo di potere; top manager e grandi asset manager, ovviamente, non fanno eccezione. Gli esperti di Crown and Caliber hanno osservato con attenzione i polsi dei più famosi big della finanza come Larry Fink o Warren Buffett. E’ emersa una lista non propriamente low cost nella quale compaiono molti dei marchi classici dello stile. Warren Buffett (Berkshire Hathaway): Rolex Day Date President Anthony Scaramucci (ex Sky Bridge Capital): Breitling Avenger, 5.835 dollari Clifford Asness (Aqr Capital): Patek Philippe Perpetual Calendar, 41.500 dollari James Gorman (Morgan Stanley): Rolex Daytona, 12.199 dollari Ray Dalio (Bridgewater Associates): Apple Watch, 269-1.049 dollari Stephen Schwarzman (Blackstone Group): Swatch System 51, 150 dollari David Solomon (Goldman Sachs): Shinola Runwell Cronograph, 750 dollari Larry Fink (Black Rock): Tag Heuer Grand Carrera, 4.657 dollari L’articolo Gli orologi preferiti dei big della finanza sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Brexit: vera ragione per addio UE? Basta guardare l’Italia
News / 19 luglio 2017

Una ragione per convincere gli inglesi a lasciare l’Unione europea? Basta guarda l’Italia. Ne è convinto Steve Sedgwick che sulla Cnbc spiega ai sostenitori della Brexit – che secondo gli ultimi sondaggi sarebbero in diminuzione – il perché è necessario lasciare la zona euro. Secondo il giornalista i paesi del  Vecchio Continente si trovano in una spirale di morte dal punto di vista economico. L’esempio emblematico su tutti è proprio il nostro paese che vanta un debito pubblico da record, circa 2290 miliardi di euro. Un paese l’Italia, come racconta Sedgwick, che rifiuta il processo di ammodernamento e non è riuscita a portare avanti lo scorso anno la tanto attesa riforma costituzionale, indicata da un alto dirigente – scrive il giornalista ma non indicando chi sia – come una riforma indispensabile per sbloccare la crescita del paese e traghettarla nell’era moderna. A ciò si aggiunge la crisi del sistema bancario italiano, con le banche del belpaese immerse in centinaia di miliardi di crediti in sofferenza e in continua richiesta di essere salvate. I casi più recenti il Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo e le due banche venete, Veneto Banca e banca Popolare di Vicenza….

È la fine dell’era del neoliberismo
News / 19 luglio 2017

L’economia neoliberista ha raggiunto un punto di rottura ed è ora di definire cosa verrà dopo. Questa l’opinione di Sebastian Buckup, responsabile della programmazione al World Economic Forum. Secondo Buckup, negli anni del neoliberismo si è assistito a due tendenze parallele. Da un lato, la diffusione del potere di mercato, con la crescita del commercio e la globalizzazione del capitale e delle conoscenze che ha permesso ai Paesi di spostare risorse sui settori più produttivi e remunerativi. Questa diffusione si è accompagnata alla concentrazione della ricchezza in alcuni settori come quello finanziario e quello dell’information technology. Queste realtà sono anche quelle che offrono i salari più alti. La concentrazione dei profitti in alcune aziende spiega la crescita delle disuguaglianze economiche. Una ricerca del MIT rivela che dove la concentrazione settoriale è maggiore, aumenta la disuguaglianza economica e viceversa. Dagli anni 70 sono state smantellate le regole economiche e le normative decise dopo la Grande Depressione e i responsabili politici hanno incoraggiato le fusioni orizzontali e verticali. Questo ha posto le basi per la concentrazione di redditi e ricchezze all’interno dei Paesi. Secondo Sebastian Buckup, c’è bisogno ora di un nuovo approccio che impedisca le concentrazioni eccessive, che possono creare vantaggi in…

Ci vorranno 10 anni per normalizzare Npl italiani
News / 19 luglio 2017

Per portare il livello dei crediti deteriorati delle banche italiane ai livelli della media europea potrebbero essere necessari 10 anni: lo si legge in un report di Morgan Stanley pubblicato lunedì. “Crediamo che siano stati fatti progressi, ma le vulnerabilità rimangono”, ha scritto la banca americana, precisando che attualmente è in cantiere la cessione di 60-70 miliardi di Npl: ai ritmi attuali, l’Italia raggiungerà la media europea in termini di crediti deteriorati non prima del 2027 nel giro di quasi 10 anni. L’istituzione di una bad bank, ha aggiunto Morgan Stanley, o una compagnia di asset management finanziata dallo stato sarebbe un passaggio chiave per risolvere il problema dei crediti deteriorati. Com’è noto, però, ogni intervento pubblico deve essere previsto entro le regole europee contro gli aiuti di stato, per cui risulterebbe difficile acquistare gli Npl a prezzi molto diversi da quelli di mercato (e aiutare i bilanci delle banche assumendosi i rischi di eventuali perdite sui loro crediti). Mentre l’ipotesi di una bad bank potrebbe godere dell’appoggio delle istituzioni europee, la Germania continua a dimostrarsi contraria a soluzioni che coinvolgano fondi pubblici. Le stesse operazioni compiute su Mps e sulle banche venete, nel quale lo stato ha impegnato diversi miliardi,…

Germania, in discussione il futuro del diesel
News / 19 luglio 2017

In Germania si discute sul futuro del diesel. Dopo lo stop alla vendita di motori diesel dal 2040 in Francia, un provvedimento simile potrebbe arrivare anche nella patria dell’industria automobilistica. A scontrarsi sono la necessità di ridurre le emissioni inquinanti e quella di proteggere una delle industrie più sviluppate del Paese, il settore dell’automotive. Sullo sfondo, il dieselgate che dopo l’inizio con Volkswagen ha coinvolto diverse altre case automobilistiche, fra cui, l’ultima alcuni giorni fa, Daimler. Città tedesche come Monaco e Stoccarda hanno discusso l’idea di un divieto al diesel. Lo Stato della Baviera, dove c’è la sede di Audi e Bmw, ha però dichiarato di accettare il richiamo volontario dei veicoli interessati dal dieselgate proposto dalle due case produttrici, in uno sforzo per evitare la messa al bando del diesel. Una simile dichiarazione è arrivata dalle autorità del Baden Wurttemberg, lo stato dove ha sede Daimler. L’idea di un aggiornamento dei motori a diesel per ridurre le emissioni invece sembra al momento prevalere sul supporto ai divieti di cui si discute in alcune città. Il settore dell’automotive impiega molte persone in tutto il Paese. Il bando del diesel porterebbe alla perdita di 600 mila posti di lavoro, secondo un’indagine…