Piazza Affari non è più la Cenerentola mondiale
Finanza/Economia / 25 luglio 2017

Toni concilianti da parte delle banche centrali, inducono gli investitori a mettere nuovo denaro al lavoro. Toni concilianti da parte delle banche centrali, inducono gli investitori a mettere nuovo denaro al lavoro. Secondo stime provvisorie, soltanto la scorsa settimana sono affluiti quasi 10 miliardi di dollari al mercato azionario, e 10.7 miliardi a quello obbligazionario; entrambi su nuovi massimi assoluti in termini di capitalizzazione: rispettivamente, a 77.8 e 48.5 trilioni di dollari. Limitatamente al mercato azionario, la performance del MSCI World svetta ora al 15% rispetto alla fine del 2016; e non ancora finito il settimo mese di questo spettacolare 2017. Gli investitori non potrebbero essere più soddisfatti. Il merito è ancora una volta di una ripresa globale dal ritmo ideale: non troppo fiacca da far insorgere timori di ripristino delle pressioni deflazionistiche che flagellarono i listini mondiali all’inizio del 2016; ma neanche troppo robusta da indurre le banche centrali ad un disimpegno più convinto. Non si parla più di “Trump rally”, ma è innegabile che dall’insediamento dell’ultimo presidente degli Stati Uniti, le performance siano state decisamente appaganti. Non mancano però le sorprese: nel G7 non sono gli USA la piazza più brillante. È l’Italia a svettare, dall’insediamento occorso sei…

Scivolone. Non c'è supposto che tenga!
Finanza/Economia / 25 luglio 2017

Non c’è supposto che tenga ovvero non c’è forza, in altri termini, per rompere la barriera che avrebbe dato il la ad un vero e proprio allungo di periodo, verso ed oltre i massimi che, nella lontana estate del 2015 facevano da ombrello ad un successivo autunno molto piovoso. Quante volte ci è stato detto e spiegato che dopo una congestione c’è sempre un’esplosione? E che questa espolosione avviene nel verso portante del trend principale di periodo? Tante, forse troppe volte, probabilmente non a sufficienza per fare in modo che questa credenza si trasformasse in qualcosa di reale e concreto, proprio sul nostro più importante indice di riferimento: il FtseMib. E’ bello Analizzare i quadri tecnici privi di indicatori ed oscillatori perché mettono a crudo la vera e propria realtà dei fatti e delle cose: ora come ora non ci sono i presupposti (e quindi non c’è il supposto) per un concreto breakout dei 21.600-21-700 punti di indice. Non c’è forza, in altri termini, per rompere la barriera che avrebbe dato il la ad un vero e proprio allungo di periodo, verso ed oltre i massimi che, nella lontana estate del 2015 facevano da ombrello ad un successivo autunno molto…

Dax: long o short?
Finanza/Economia / 25 luglio 2017

L’indice tedesco è decisamente in un trend rialzista di lungo e medio periodo ma nel breve qualcosa sembra essere cambiato. Questa settimana la mia analisi verte sul future del Dax con scadenza a Settembre, l’indice tedesco è decisamente in un trend rialzista di lungo e medio periodo ma nel breve qualcosa sembra essere cambiato, vediamo insieme i grafici per capire quale potrebbe essere l’andamento per la settimana entrante. Nel grafico mensile è evidente come nel lungo periodo il trend sia decisamente rialzista, tracciando una trendline unendo il minimo di Settembre 2011 con quello di Febbraio 2016 per poi proiettare la sua returnline, ovvero la sua parallela, sul massimo di Maggio 2011, otteniamo un canale di lungo periodo (trendline verdi), è interessante notare come i prezzi, dopo aver superato abbondantemente la sua trendline superiore, vi siano poi tornati al di sotto e successivamente questa abbia fatto da resistenza dinamica (area evidenziata in giallo) respingendo i prezzi fino a fare il minimo del Febbraio 2016, minimo che ha poi dato lo spunto per questo nuovo impulso rialzista e che ha permesso all’indice di fare nuovi massimi storici, ora è interessante notare come questa “vecchia” resistenza dinamica sembra aver contenuto nuovamente i prezzi…

Antiriciclaggio: Anomalie ripetute per un cliente già segnalato, che fare?
News / 25 luglio 2017

Qualche mese addietro, nel corso di una formazione antiriciclaggio svolta con il metodo all’antica, in aula, a beneficio di una banca pugliese, un Responsabile di Filiale mi ha chiesto: “Dr. Falcone, se un cliente lo abbiamo già segnalato, senza sapere nulla del prosieguo, in caso di reiterazione di una condotta da noi ritenuta “anomala”, come ci si comporta, bisogna fare una seconda o una terza SOS?” Ho prontamente risposto che il vecchio Ufficio Italiano Cambi, negli anni in cui facevo il Responsabile Aziendale Antiriciclaggio, verbalmente, “a chiacchiere”, ci aveva sempre inibito, intimato di NON procedere a nuova segnalazione di operazione sospetta. Questa “disposizione verbale”, a chiacchiere per l’appunto, non è stata mai formalizzata e ancora oggi, ahimè, per tutti i soggetti obbligati, a cominciare dalle banche, rimane un enigma, un giallo da risolvere. A dirla tutta, in una occasione pregressa, laddove io stesso fui destinatario di una surreale “contestazione” da parte della Guardia di finanza del Comando Nucleo polizia tributaria di Bari,  per una presunta “omessa segnalazione di operazione sospetta”, ovviamente archiviata per assoluta insussistenza, interessai  il competente Ufficio di vigilanza della Banca d’Italia (UIF) sperando che mi venisse detto per iscritto ciò che mi era stato cantato e raccomandato…

Dalla Norvegia, in arrivo la “Tesla del mare”
News / 25 luglio 2017

L’hanno già battezzata la “Tesla del Mare”, si tratta della prima nave cargo a guida autonoma, un progetto già in fase di sviluppo da parte di due società norvegesi e che inizierà a portare i suoi primi carichi di fertilizzante nel 2018. Il sistema di videocamere, radar e sensori di cui è dotata l’imbarcazione (elettrica) sono in grado di condurla in navigazione e di farla attraccare in completa autonomia. Costo di realizzazione: 25 milioni di dollari. Non pochi (il triplo del prezzo di una nave convenzionale della medesima categoria), anche se potrebbe trattarsi di un punto di svolta nel trasporto marino, se non altro per comprendere se tale investimento si rivelerà, a conti fatti, giustificato. A dare conto della storia è il Wall Street Journal; “non è un fatto di tecnologia, che già è qui, bensì un business case”, ha detto il ceo di SeaIntelligence Consulting, Lars Jensen, “le navi autonome sono costose da avviare e debbono essere costruite in modo affidabile, perché si guastano il costo di portare un team in mezzo all’oceano per aggiustarle sarebbe molto elevato”. Ovviamente alla voce risparmi va ascritto un equipaggio navale del tutto azzerato e nessuna esigenza di carburante: si stima, pertanto, che…

Federico Ghizzoni nominato presidente del cda di Rothschild spa
News / 25 luglio 2017

Rothschild Global Advisory annuncia la nomina di Federico Ghizzoni (nella foto) a presidente del Consiglio di amministrazione di Rothschild S.p.A., controllata di Rothschild & Co, fra i leader mondiali della consulenza finanziaria e dell’investment banking. Ghizzoni, grazie alla lunga e consolidata esperienza nel settore delle istituzioni finanziarie e al ruolo di amministratore delegato del Gruppo Unicredit, ricoperto dall’ottobre 2010 al luglio 2016, potrà contribuire all’ulteriore sviluppo e consolidamento dell’attività di Rothschild in Italia. Nell’annunciare la nomina, David de Rothschild, presidente di Rothschild & Co, ha commentato: “Siamo molto orgogliosi che Federico abbia accettato di collaborare con il nostro Gruppo e siamo convinti che porterà un contributo significativo per una ulteriore crescita delle nostre attività in Italia, Paese che rappresenta una parte importante del nostro business”. Federico Ghizzoni ha aggiunto: “Sono entusiasta di poter lavorare nella squadra di Rothschild e in particolare di poter mettere a disposizione dei clienti della banca l’esperienza che ho acquisito nelle mie precedenti posizioni per aiutarli ad affrontare temi strategici che oggi sono diventati sempre più complessi e cogliere nuove opportunità”. Federico Ghizzoni, presidente del cda di Rothschild spa   L’articolo Federico Ghizzoni nominato presidente del cda di Rothschild spa sembra essere il primo su Wall…

Pensione: l’Italia scivola nel Global retirement index di Natixis
News / 25 luglio 2017

Natixis Global AM ha pubblicato il Global Retirement Index 2017. Nella classifica sui sistemi pensionistici l’Italia perde una posizione rispetto all’anno precedente, pur migliorando il suo punteggio complessivo In pensione ci si va sempre più tardi e con un assegno sempre più basso. L’ultimo incubo, molto reale, è il rischio che corre chi è nato dopo il 1980: se non riuscirà ad accumulare i venti anni di contributi previsti per la pensione di vecchiaia (non facile nell’era della precarietà e del licenziamento facile) la prospettiva e di raggiungere il meritato riposo a 73 anni suonati. È il risultato di anni di riforme volte a rendere il sistema pensionistico italiano sostenibile. Un parametro che viene preso in considerazione dal Global retirement index di Natixis AM, ma che non basta a evitare all’Italia un deludente posto nelle retrovie. Il Global retirement index assegna un punteggio generale ai paesi basandosi su quattro fattori: la sostenibilità finanziaria del sistema è il fattore più importante ma l’indice considera anche il benessere materiale, la salute e la qualità della vita dei pensionati al fine di delineare un quadro esaustivo del contesto pensionistico. Pensione: Italia in retroguardia L’Italia non è fanalino di coda in questa gara della…

È ufficiale: Grecia torna a finanziarsi sui mercati
News / 25 luglio 2017

Ora c’è anche l’ufficialità. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, il governo della Grecia ha confermato che per la prima volta dal 2014 tornerà a rivolgersi ai mercati per finanziare il suo debito. Due anni dopo che la Grecia ha rischiato di fare crac sul suo debito e abbandonare l’area euro, sei banche sono state assoldate per collocare il nuovo bond a cinque anni sul mercato primario. La Grecia, paese fortemente indebitato solvibile solo grazie alla flebo degli aiuti esterni della troika dei creditori, ha dato mandato a sei grandi gruppi bancari – BNP Paribas, Bank of America Merrill Lynch, Citigroup, Deutsche Bank, Goldman Sachs e HSBC – di fare da lead manager congiunti per la sua nuova emissione di debito for a five-year euro bond, according to a lead. Non ancora uscita da una crisi finanziaria pesantissima, la Grecia, il cui debito ha un rating di Caa2/B e CCC e CCCH, parlerà agli investitori questo pomeriggio per cercare di convincerli della bontà della loro scommessa. Fino a quel momento non è possibile sapere quanto la Grecia intende prendere in prestito il paese. Grecia, ritorno sui mercati potrebbe essere un errore Incoraggiata dal miglioramento del giudizio sulla qualità del proprio…

Casinò: i cinque più belli d’Italia
News / 25 luglio 2017

L’Italia vanta una lunga storia per quel che concerne il gioco d’azzardo risalente all’Impero Romano. Proprio nel nostro paese a Venezia per la precisione venne inaugurato il primo casinò pubblico del mondo. Ecco in dettaglio quali sono i cinque casinò più belli d’Italia. Ca’ Vendramin Calergi Si parte dal Casinò di Venezia, il più antico come detto poc’anzi, la prima sala da gioco della storia dell’Occidente, che si affaccia sul Canal Grande. La sala da gioco si trova per l’esattezza all’interno del Palazzo di Ca’ Vendramin Calergi, residenza di dogi e ultima dimora di Richard Wagner, il casinò offre sale per giochi francesi e tavoli per giochi americani oltre alle più moderne slot machines. A Ca’ Vendramin Calergi si trovano Roulette Francese, Fair Roulette, Chemin de Fer, Midi Trente et Quarante, Black Jack, Caribbean Poker, Punto Banco, slot machines. Nel corso dell’anno campionati internazionali di Chemin de fer, gare di Roulette francese e tornei internazionali di Texas hold’em poker. Oltre a Ca’ Vendramin Calergi, a Venezia vi è un altro casinò, C’’ Noghera, entrambi aperti tutti i giorni dell’anno, a eccezione del 24 e 25 dicembre. Ca’ Noghera Nel 1999 è stato aperto a Venezia un secondo casinò nelle vicinanze dell’aeroporto  Marco Polo di Venezia. A differenza di Ca’ Vendramin Calergi, Ca’ Noghera è una…

Germania, cartello auto: “come fosse un’azienda sola”
News / 25 luglio 2017

I principali costruttori automobilistici tedeschi continuano a pagare in borsa lo scandalo sul presunto cartello emerso dell’inchiesta dello Spiegel: il titolo Volkswagen cede il 2,11%, quello Bmw il 2,88%, mentre Daimler è il più colpito di oggi a -3,98%. L’articolo pubblicato sull’edizione online del noto settimanale tedesco il 22 luglio domina la copertina con un titolo emblematico “Das Kartell” il cartello, “20 anni di accordi sottobanco” fra VW, Daimler, Bmw, Porsche e Audi. A partire dagli anni Novanta oltre 200 manager delle società automobilistiche in questione avrebbero avuto incontri per determinare assieme, fra le altre cose, i costi dei modelli, oltre che sviluppare assieme i modelli “come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello”. “La vicenda diesel non è un fallimento delle singole società”, scrive lo Spiegel, “è il risultato di anni di intrallazzi dell’industria automobilistica tedesca. Audi, BMW, Daimler, Volkswagen e Porsche hanno parlato fra loro per più di mille incontri. Lo smascheramento di un cartello”. Secondo le rivelazioni del periodico tedesco, le Case automobilistiche avrebbero creato ben 60 gruppi congiunti di lavoro, per sviluppare aree specifiche dei veicoli: sospensioni, sedili, freni e così via. Gli incontri segreti dell’industria dell’auto made…