La forbice tra Wall Street e Mean Street
Finanza/Economia / 30 luglio 2017

Ormai da qualche anno, all’interno del check up, pubblico l’aggiornamento del rapporto tra la capitalizzazione della Borsa degli Stati Uniti ed il PIL, al fine di valutare la convenienza/sconvenienza della Borsa stessa. Ormai da qualche anno, all’interno del check up, pubblico l’aggiornamento del rapporto tra la capitalizzazione della Borsa degli Stati Uniti ed il PIL, al fine di valutare la convenienza/sconvenienza della Borsa stessa. Attualmente il rapporto si attesta al 135,1%, valore sempre più vicino al massimo storico del 2000 (148%), decisamente superiore al fair value (80%) ed anche al picco del Giugno 2007 (110%) che, come sappiamo, anticipò un crollo storico. L’allungo degli ultimi trimestri è frutto non solo del rialzo della Borsa ma anche del rallentamento del PIL (evidenziato con l’analisi di martedì). Dopo aver osservato il rapporto, oggi andremo ad esaminare per la prima volta il grafico che sovrappone le singole variabili (capitalizzazione di borsa USA e PIL reale): Innanzitutto è possibile osservare come dal 1970 in poi la capitalizzazione di borsa si è mossa raramente al di sopra del PIL. Attualmente stiamo vivendo proprio una di quelle fasi. Ricercando i precedenti ne troviamo solo due (il che fa capire l’eccezionalità dell’attuale momento e l’entità della sopravvalutazione):…

Eni: perché Eni?
Finanza/Economia / 30 luglio 2017

La strategia per l’estate sul titolo Eni che sta formando con convinzione un importante supporto statico al di sopra di area 13 euro. Il FtseMib si appresta a chiudere quest’ultimo venerdì del mese di luglio con un saldo intraday negativo al culmine di una settimana che tutto sommato, si sta per chiudere con il segno positivo. Aspettative sull’indice Il fatto di essere più vicini alla barriera dei 21.500 punti piuttosto che al supporto dei 21.000 punti, è indubbiamente una constatazione che non può passare inosservata; forza ce n’è, anche se poca, ma c’è. E’ ovvio che i rialzisti (non quelli dell’ultim’ora) aspettano la vera rottura rialzista per scrollarsi di dosso l’ansia positiva accumulatasi negli ultimi 2 mesi, ma in questo frangente, si può ancora stare più che sereni. Segnali di disfatta Arriveranno solo e soltanto con un corposo crollo dei prezzi al di sotto dei 20.500 ma per come stanno le cosa ora, questo sembrerebbe essere lo scenario meno probabile tra tutti gli scenari possibili. Eni: perchè Eni? Nel breve video che puoi vedere cliccando qui, ti spiego perché uno dei titoli da tenere d’occhio per la tua operatività di più giorni nel breve-medio periodo, è proprio Eni. Lascia un commento…

I 10 campioni del dividendo: +20% negli ultimi 5 anni
News / 30 luglio 2017

Rendimenti che crescono, il sogno di tutti. In alcuni casi è una certezza che si è ripetuta negli anni. Rendimenti che crescono, il sogno di tutti. In alcuni casi è una certezza che si è ripetuta negli anni. Brian Bollinger ha trovato 10 campioni della cedola con aumento superiori al 20% negli ultimi 5 anni. Starbucks Corporation (NASDAQ: SBUX) Rendimento dividendo: 1,7% Crescita media del dividendo a cinque anni: 23% Ultimo aumento dividendo: 25% Come ricorda giustamente Bollinger si tratta di un celeberrimo rivenditore di caffè ed altre bevande che ha negozi in oltre 70 paesi (recentemente sbarcato in Italia). Starbucks punta ad espandere la propria presenza a livello mondiale anche grazie a nuove aperture di punti vendita sui mercati emergenti. Tutto ciò costituisce un mix importante per riuscire a vincere la concorrenza, per questo motivo le previsioni sul titolo vedono un aumento dell’utile per azione a due cifre ogni anno mentre quelle sul dividendo sottolineano un aumento del +25% alla fine del 2016, aumento che potrebbe non essere l’ultimo visto che il payout dell’azienda è inferiore al 50%. Texas Instruments Incorporated (NASDAQ: TXN) Rendimento dividendo: 2,5% Crescita media del dividendo a cinque anni: 24% Ultimo aumento dividendo: 32% Leader mondiale dei semiconduttori,…