Banco BPM in calo: Covea e Cattolica favoriti per bancassurance
Finanza/Economia / 22 agosto 2017

Confermata la view bullish su Banco BPM che per Eqiuta SIM resta da acquistare con un prezzo obiettivo a 4,2 euro. La prima seduta della nuova settimana si è conclusa in ribasso per Banco BPM che, dopo aver guadagnato oltre due punti percentuali venerdì scorso, è tornato a perdere terreno oggi. Il titolo si è fermato a 3,27 euro, con un calo dell’1,39% e oltre 15 milioni di azioni scambiate, ben al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco più di 23 milioni di pezzi. Secondo Il Sole 24 Ore, Covea, attuale partner strategico nel business vita sulla rete ex BPM, e Cattolica, sarebbero i favoriti a subentrare agli accordi di bancassurance vita e danni di Banco BPM, rilevando il 50% delle joint-venture attualmente in mano a Unipol e Aviva. Le offerte vincolanti dovrebbero essere presentate entro il 12 settembre e le indiscrezioni, già circolate nei giorni scorsi, continuano a riferire di una valutazione, per il 50% delle due società, di 700 milioni di euro, superiore a quella implicita nelle stime di Equita SIM. Il Common Equity Tier 1 del secondo trimestre di Banco BPM ha già scontato l’effetto del riacquisto delle quote delle due…

Società produttrici di Marijuana legale, ecco la migliore
Finanza/Economia / 22 agosto 2017

La legalità della cannabis varia da paese a paese. La legalità della cannabis varia da paese a paese. Per la prima volta la pianta fu vietata negli Stati Uniti (a partire dal 1937, con l’emanazione del Marijuana Tax Act, a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt). In seguito, la proibizione della pianta si estese a molti altri paesi soprattutto in Occidente. Negli Stati Uniti è illegale l’uso a livello federale per qualsiasi ragione, tuttavia 25 stati ed il Distretto della Columbia hanno approvato normative che contemplano l’esenzione dal divieto per uso medico. Nel mese di novembre 2012 gli elettori degli stati del Colorado e Washington hanno scelto di legalizzare l’uso personale fino ad un’oncia (28,35 g) e di implementare licenze per la coltivazione e la distribuzione a scopo ricreativo. Nel novembre 2014 anche Alaska, Oregon e Washington D.C. hanno legalizzato la vendita di cannabis a scopo ricreativo; a questi si sono aggiunti, in seguito al Referendum di novembre 2016, anche California, Massachusetts, Maine e Nevada. La marijuana legale in vari stati sta diventando una grande attività, si stima che si possano raggiungere i 50 miliardi di dollari in dimensione totale nel mercato entro il 2026. Uno dei segmenti più caldi…

Bond oggi: Petrobras da high yield diventa low yield
Finanza/Economia / 22 agosto 2017

In poco più di un anno recuperi da record per le emissioni della società brasiliana, quotati anche su Tlx. E ora l’annuncio di un primo semestre eccellente.  Venerdì di fuoco per l’azione – o meglio l’Adr, essendo trattato sui mercati occidentali al Nyse – della brasiliana Petrobras: ha fatto segnare il +4,1% per la versione base e il 5,1% per quella privilegiata, con volumi in fortissima crescita. In realtà il mercato obbligazionario aveva già anticipato il risveglio di interesse per il gruppo petrolifero sud americano, con quotazioni in crescita da mesi. I tempi cupi sembrano allontanarsi, al punto tale che da “high yield” Petrobras sta trasformandosi in “low yield”, almeno per le scadenze corte e medie. Per superare infatti il 4% lordo si deve andare al 2021 in $, mentre l’iperlunga 2040 si colloca al 7%, sempre in $. Quelle in euro invece non riescono a superare il 4% nemmeno nel caso della 2025. Una netta inversione di “sentiment” quindi nei confronti di un emittente che un anno fa qualcuno dava vicino al “default”, almeno per la parte lunga dell’esposizione obbligazionaria.  Tornano i profitti Il motivo del rimbalzo azionario e obbligazionario di Petrobras – società controllata dallo Stato brasiliano –…

Ray Dalio: politica influenzerà i mercati come mai prima d’ora
News / 22 agosto 2017

Secondo uno dei grandi gestori dell’industria dei fondi hedge le novità in ambito politico influenzeranno i mercati come mai era successo prima d’ora “in vita nostra”. Socialmente ed economicamente il mondo è estremamente diviso, tanto da ricordare a Ray Dalio quanto accaduto nel 1937. In un post pubblicato su LinkedIn Dalio, fondatore e manager della società di investimenti Bridgewater, con 150 miliardi di dollari in gestione, scrive: “non saprei dire quanto male si metterà stavolta”. A tormentarlo è il fatto che i conflitti dalle varie parti sono così tesi che “la lotta fino alla morte è più probabile della riconciliazione“. Nel suo articolo Dalio cita il gap di reddito in ampliamento le crescenti divisioni politiche negli Stati Uniti. “Per esempio il grado di approvazione di Donald Trump del 35% è il risultato del sostegno da parte del 79% dei Repubblicani e del 7% di sponda Democratica”, precisa Dalio facendo riferimento a un sondaggio condotto di recente da Gallup. “Non sono preoccupato dai rischi economici all’orizzonte, non ne vedo, ma sono preoccupato dal conflitto esterno e interno politico che tende a portare a un’efficenza di governo (ovvero l’incapacità di approvare leggi e imporre politiche) e da altri conflitti mondiali. Anche Mati…

Economista: “l’azionario è conveniente rispetto ai bond”
News / 22 agosto 2017

Negli ultimi tempi numerosi analisti si sono interrogati sulla stabilità delle nuove vette raggiunte da Wall Street, ponendosi una domanda semplice, ma dalla risposta mai univoca: le azioni americane sono sopravvalutate? Secondo diverse opinioni, spesso ospitate su queste pagine, i principali indicatori-chiave confrontati su base storica, ci dicono che le azioni americane sono molto care. Tali metri di valutazione vanno dal price/earning ratio, al Cape, al price/book ratio. A discostarsi dalla prospettiva secondo la quale i titoli azionari sarebbero sopravvalutati (e quindi vulnerabili a forti correzioni in virtù di tale squilibrio) è il professor Gary Smith (Pomona College); in un intervento su Marketwatch l’esperto ha indicato nei tassi d’interesse l’elemento mancante nelle analisi dei pessimisti, sostenendo che a conti fatti la valutazione delle azioni è corretta e se la si confronta su basi storiche rispetto al rendimento dei bond. “I tassi d’interesse colpiscono i prezzi delle azioni direttamente, a prescindere da cosa avviene nell’economia, nello stesso modo in cui influenzano i prezzi delle obbligazioni”. “Supponiamo che nello stesso momento in cui i tassi di interesse sono in aumento, ci sia un boom di esportazioni o un taglio fiscale tale da mantenere il Pil in crescita e la disoccupazione stabile, in…

Bce a corto di bond, verso tapering “forzato”
News / 22 agosto 2017

In attesa del consueto incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole, Wyoming, atteso per giovedì, ci s’interroga su come la Bce intenda superare le difficoltà che l’attendono al varco nel suo percorso di normalizzazione della politica monetaria (o tapering). E’ l’intervento di Mario Draghi, infatti quello più atteso. Le future scelte della politica monetaria europea, infatti, vedono contrapposte, da un lato, un’inflazione in fase di rallentamento e, ancora, al di sotto dell’obiettivo del 2%; dall’altro un mercato delle obbligazioni governative che inizia divenire insufficiente a soddisfare i parametri che regolano il piano di acquisti. A sollecitare l’attenzione su quest’ultimo punto è un articolo del Financial Times, nel quale si ricorda come la Bce non possa acquistare oltre il 33% dei bond emessi da ciascun Paese. Tale soglia è molto vicina, in primis, nel caso dei titoli tedeschi, che esaurirebbero la propria quota acquistabile il prossimo febbraio, secondo Citigroup. A seguire ci sarebbero i bond di Portogallo, Olanda, Irlanda. “Il piano di acquisti di asset”, ha affermato Norbert Aul, strategist di Ubs, “potrebbe divenire inclinato completamente verso Francia e Italia”. Il rischio, eventualmente, non sarebbe solo di disparità fra i vari Paesi membri: da mettere in conto ci sarebbe il fatto che il…

FCA, presidente Toscana: cinesi comprano Europa coi soldi nostri
News / 22 agosto 2017

“I cinesi vogliono acquistare il marchio Jeep da FCA. Infrastrutture, aziende e persino squadre di calcio, la Cina compra l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (ex PD passato al movimento della costola di sinistra staccatasi dal partito guidato da Matteo Renzi), in un post su Facebook molto critico nei confronti dell’avvicinamento da parte di un gruppo cinese, Great Wall Motor, al brand della casa automobilistica italo americana. La Cina, secondo Rossi, “fa ritornare da noi i miliardi che noi le abbiamo mandato comprando i suoi prodotti a basso costo grazie al supersfruttamento dei lavoratori cinesi da parte di un capitalismo autoritario”. “È questo tipo di capitalismo – prosegue Rossi (esponente di MdP) – a diventare padrone di importantissimi e decisivi beni e attività, frutto del capitale e del lavoro di intere generazioni di italiani e europei. Rossi sostiene che questi temi andrebbero discussi ai piani alti e che andrebbero poi prese misure concrete. Secondo il presidente della Toscana è “necessario introdurre regole che tutelino i lavoratori e i cittadini e che l’Europa per prima debba essere chiamata a dare risposte convincenti. L’Europa che volevano i nostri padri, quella del manifesto di Ventotene, doveva essere socialista…

Evasione: Stato a caccia di 16 miliardi ma Comuni gettano la spugna
News / 22 agosto 2017

ROMA (WSI) – 15,7 miliardi di euro è la cifra che il ministero dell’economia ha chiesto all’Agenzia delle Entrate di recuperare con la lotta all‘evasione fiscale per il triennio 2017-2019. Via libera quindi a lettere di compliance, ravvedimento e prevenzione: così c’è scritto nero su bianco nella convenzione siglata tra il Ministero di via XX Settembre e le Entrate. In primo luogo il recupero del nero avverrà inviando lettere di compliance ai contribuenti che erroneamente hanno indicato compensi o ricavi, redditi e volume d’affari o della produzione. Nei primi mesi dell’anno 2017 sono state inviate ben 570mila segnalazioni di anomalie grazie allo spesometro. Ma parlando di lotta all’evasione fiscale è da segnalare un paradosso tutto italiano: a livello locale non si combatte più il nero visto il crollo del 41,3% registrato dalla Corte dei Conti in merito alle entrate tributarie derivanti dagli accertamenti a livello locale. Cosa significa? In parole povere che i comuni hanno in un certo senso gettato la spugna e non fanno più controlli o accertamenti, passando così da 16,8 milioni di euro di entrate a 6.938.4000 e lasciar andare via quasi mille evasori l’anno nel 2016 ci è costato 10 milioni di euro. Si è scesi così dai 3.455…

Assicurazioni auto fantasma: truffa viene dall’Est
News / 22 agosto 2017

MILANO (WSI) –  Migliaia gli automobilisti truffati con assicurazioni auto fantasma. Questa la denuncia fatta dall’Ivass, l’Autorità di vigilanza nel settore auto che ha stilato un elenco di compagnie fuori legge. Le ultime due in ordine di tempo sono la polacca Tuir e la bulgara Nadejda. Le società che offrono assicurazioni fantasma sono moltissime e in Italia il fenomeno negli ultimi anni è esploso proprio per l’avvento di tale società per lo più straniere. Si tratta di compagnie che il più delle volte hanno sede in Paesi dell’est Europa o a Cipro e Malta, dove i controlli sono più blandi e riescono ad ottenere senza problemi  l’ok necessario e andare a caccia di clienti in tutta Europa. Solo in un secondo momento, grazie ai controlli, alle segnalazioni di consumatori o delle autorità dei vari Paesi europei, possono essere fermate. Intanto però hanno fatto danni e truffato non pochi automobilisti attratti dai prezzi bassi, a volte stracciati, delle polizze offerte che in realtà non esistono. E mentre vengono messe al bando, intanto l’automobilista beccato con una polizza falsa a sua insaputa,  pagherà un prezzo molto caro per esser caduto in inganno. Mettere sul parabrezza dell’auto un’assicurazione falsa, anche se non vi…

Alert Bce: crisi ha fatto sparire quasi 700 banche
News / 22 agosto 2017

FRANCOFORTE (WSI) – La crisi economica miete tra le sue vittime anche le banche e dal 2007 ad oggi sono quasi 700 gli istituti di credito scomparsi per colpa della grave recessione. A dare i numeri la Banca centrale europea che nel suo ultimo rapporto sul settore bancario evidenzia come il totale fra grandi gruppi e singole istituzioni, anche straniere, con base nell’Unione Europea è sceso dalle 3.881 unità di fine 2007 alle 3.154 di fine marzo 2017. Dal picco di 3928 banche attive a fine 2008 si è assistito ad un calo progressivo e inarrestabile, una vera e propria emorragia, e a sopravvivere a fine marzo 2017 sono  appena 3.154 banche, con un passivo di 13 istituti venuti meno solo nei primi 3 mesi di quest’anno. A diminuire, nello stesso periodo, sono stati anche gli asset delle banche che da 34.988 miliardi di euro da fine giugno 2016 sono arrivati a 33.982 a fine marzo 2017. Ovviamente i più penalizzati i piccoli istituti: a fine marzo operavano nell’Unione 34 grandi gruppi, 602 banche di medie’dimensioni e 2.518 ‘piccoli’ istituti. Sono questi ultimi i più colpiti dalla riduzione in atto tanto che in soli 9 mesi hanno cessato l’attività autonoma più…