Bond oggi: sotto esame il Bei 2020 in Mxn. Comprarlo o no?

25 agosto 2017

Il suo yield attuale si colloca al 6,75%, con una divisa ancora debole sull’euro, complice un’inflazione al rialzo.

E’ uno dei titoli in valuta più liquidi su Borsa Italiana, con mediamente 500 contratti ogni mese, sebbene a gennaio abbia addirittura superato i 1.100. Il bond Bei 4% scadenza 25/2/2020 in peso messicani (Isin XS1190713054 – lotto minimo 1.000 Mxn) ha subito un forte stress nella parte finale del 2016, dopo le minacce di ritorsioni economiche al Paese confinante da parte del candidato e poi Presidente Usa; Donald Trump. L’attuale rendimento del Bei si colloca al 6,75%, certamente significativo nel contesto obbligazionario. 

Il verdetto dell’analisi tecnica

Si tratta di un bond caratterizzato da forte volatilità di lungo periodo, sceso da 105 Mxn del 2015 (“spike” in realtà anomalo) a 90,6 di gennaio 2017, conseguenza della debolezza della valuta messicana. Da marzo è iniziato un lento recupero, che l’ha portato agli attuali 93,97 Mxn. Interessante proprio l’elevata variabilità dei corsi, che consente di operare con buoni margini sul breve periodo, a condizione di disporre però di un conto corrente in peso, opzione offerta da pochi intermediari. Occorre infatti considerare che la valuta presenta un’alta instabilità anche nelle fasi di normalizzazione del cambio con euro e dollaro. Intanto il trend ribassista di breve periodo del bond Bei, iniziato a fine giugno, dopo un buon rimbalzo avviatosi a maggio, è terminato nelle ultime sedute, con la rottura di quota 93,9. Ieri la sessione si è chiusa a 93,97, quindi sopra il livello di guardia. E’ possibile un ritracciamento nelle prossime giornate: meglio perciò attendere e soprattutto fissare acquisti sopra 94,2/94,3 Mxn, corrispondenti all’avvio della fase più violenta del ribasso di fine 2016. Un supporto consistente si colloca invece a 92,1 Mxn. Inevitabile il lento accumulo degli ultimi mesi contro il precedente veloce deprezzamento, avvenuto in tempi molto più rapidi. Sintomatico il fatto che i volumi siano cresciuti da luglio, pur nella pausa estiva dei mercati. Si segnala infine che la quotazione sul Mot trova un perfetto riscontro su quelle riferite a varie altre Borse europee, fra cui Lussemburgo e Francoforte.

Valuta molto incerta

L’analisi evidenzia che il peso messicano ha sì ripreso sull’euro ma non più di tanto. Dall’estrema debolezza oltre 23 Eur vs Mxn di inizio anno è passato a 19,6 ad aprile, per poi inserirsi in una fase volatile che l’ha riportato oltre 21. Sugli attuali 20,88 si conferma in un trend di lateralità piuttosto schiacciata. Possibili ulteriore debolezza nel caso di un ritorno oltre 21,3 e di forza sotto 20,2, ma ancor più in caso di rottura di 19,6, su cui si era collocato ad aprile, quando le prospettive risultavano più favorevoli rispetto alla situazione attuale. Occorre considerare che i tassi di interesse sono risaliti in Messico al 7%, con un trend netto dall’inizio 2016 e che l’inflazione è lievitata al 6,44%, vero fattore di instabilità della valuta, più delle minacce di Trump, finite in un nulla di fatto. 

A chi è destinato

Soprattutto a chi abbia una visione di lungo termine e accetti eventuale ulteriore debolezza sul cambio nel nome di un rendimento superiore al 6%, confermato in presenza di un non eccessivo rafforzamento dell’euro. Infine dei precisi riferimenti di analisi grafica: “pivot point” a oggi su base settimanale risultano i seguenti valori per l’accoppiata Eur vs Mxn: resistenze a 21,29 e 21,49 – supporti a 20,63 e 20,2. 

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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