Pil Usa sorpende, ma crescita del 3% è insostenibile

31 agosto 2017

I fondamentali dell’economia Usa si dimostrano stabili, se non addirittura solidi. La maggiore economia al mondo ha registrato un’espansione dell’attività più intensa del previsto nel secondo trimestre. L’incremento del Pil è stato del 3% contro il +2,7% stimato dagli analisti. La lettura precedente era di +2,6%.

Una crescita di questo tipo è tuttavia difficilmente sostenibile a lungo termine. Secondo diversi analisti interpellati a caldo dai media dopo la pubblicazione dei dati, i numeri sui consumi, in particolare, sono incoraggianti e hanno sorpreso in positivo, ma – dice per esempio la global economist di Fidelity International Anna Stupnytska – una performance del genere “non è sostenibile a questi livelli”.

Un’espansione del Pil del 3% è proprio l’obiettivo di crescita a cui ambisce l’amministrazione Trump. Ma per Warren Buffett lo stato di salute dell’economia non sembra essere quello di un paese con un Pil in crescita del 3%. “Direi che siamo più intorno a una crescita del +2% in questo momento”, ha dichiarato l’investitore miliardario.

La crescita dell’economia americana è stata dell’1,2% nei primi tre mesi dell’anno. Nel primo semestre l’espansione del Pil è stata dunque in media del 2,1%. I consumi personali sono cresciuti del 3,3% contro le attese per una variazione positiva del 3%. L’indice dei prezzi del Pil è salito dell’1% come previsto. In linea con le attese anche l’indice PCE ‘core’ (+0,9%).

In questo momento, dopo la pubblicazione dei dati sul Pil e sul rapporto ADP sul lavoro nel settore privato – che ha visto un risultato superiore alle previsioni in agosto, nonché il migliore degli ultimi cinque mesi – i mercati azionari sono piatti, perdendo slancio perché alcuni trader temono che la Federal Reserve ora avrà una giustificazione per procedere con un rialzo dei tassi entro fine anno.

Sul Forex il dollaro Usa continua a muoversi in rialzo nei confronti delle principali valute rivali, salendo ai massimi di due settimane contro lo yen. Rispetto all’euro l’inversione rispetto ai valori di ieri è netta. Il cross euro dollaro è scivolato in area $1,19, perdendo una figura piena in meno di 24 ore.

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