Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +0,77%
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo grazie al recupero del dollaro. La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo grazie al recupero del dollaro. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,77% a 21.670,02 punti, il Ftse Italia All Share lo 0,82% e il Ftse Italia Mid Cap l’1,25% e il Ftse Italia Star l’1,12%.Positive anche le altre Borse europee. L’Euro ha perso terreno nei confronti del dollaro a 1,187 dollari dopo il picco a oltre 1,20 dollari dei giorni scorsi. Sull’indice principale spicca il balzo di Saipem (+5,77%). Il gruppo dei servizi per l’industria petrolifera ha acquisito da Eni Angola ordini di lavoro aggiuntivi relativi al progetto West Hub Development, a complemento di quelli precedentemente assegnati nel corso del 2016 e del 2017 dal valore di circa 370 milioni di dollari.Nuovo massimo storico per Moncler (+1,62%). Il titolo del produttore di piumini di alta gamma ha toccato per la prima volta dallo sbarco in Borsa 23,95 euro. Sugli scudi la galassia Agnelli. Exor, che ieri ha comunicato i dati del primo semestre, ha guadagnato il 4,36%, CNH Industrial l’1,87%, Fiat Chrysler Automobiles il 2,18%. Goldman Sachs ha alzato il target price sul titolo FCA…

Chiusura borse europee: DAX +0,53%
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +0,57%;Francoforte (DAX) +0,53%;Parigi (CAC 40) +0,63%;Londra (FTSE 100) +0,86%. Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +0,57%;Francoforte (DAX) +0,53%;Parigi (CAC 40) +0,63%;Londra (FTSE 100) +0,86%. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Fixing oro a 1311,75 dollari l'oncia
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Al London Bullion Market il London Gold Fixing ha determinato le quotazioni dell’oro, fissato a 1311,75 dollari l’oncia. Al London Bullion Market il London Gold Fixing ha determinato le quotazioni dell’oro, fissato a 1311,75 dollari l’oncia. Questa mattina l’oro era stato fissato a 1305,80 dollari l’oncia. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Technogym a un passo dai record di maggio
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Technogym (+3,7%) torna a premere sull’acceleratore riavvicinandosi ai record di maggio a 7,39 euro. Technogym (+3,7%) torna a premere sull’acceleratore riavvicinandosi ai record di maggio a 7,39 euro. Una vittoria su questo riferimento creerebbe le premesse per la realizzazione di un nuovo allungo verso 8 euro e più in alto fino a 8,50 circa, lato alto del canale che sale dai minimi dello scorso novembre. In caso di flessioni l’uptrend resterebbe comunque solido fino a 6,50. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Genesco in difficoltà al Nyse
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Genesco cede l’11% al Nyse. Genesco cede l’11% al Nyse. Il rivenditore di abbigliamento ha chiuso il secondo trimestre con una perdita adjusted superiore alle previsioni e con un calo inatteso dei ricavi. La società ha anche rivisto al ribasso le stime per l’intero esercizio. L’utile per azione è ora atteso tra 3,35 e 3,65 dollari (3,90-4,05 la precedente guidance). (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari rimbalza, favorita dal Landry TRIN Reversal
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Wall Street nel frattempo mette a segno un considerevole rimbalzo, presentandosi in gran forma all’appuntamento ciclico prescritto dal Delta System. La tenuta in extremis del supporto strutturale che contiene l’indice, consente a Piazza Affari di mettere a segno un discreto rimbalzo: non esaltante, ma sufficiente per ora a scongiurare il peggio pronosticato dai modelli previsionali, come esaminato ieri. Perdipiù, l’estrema polarizzazione dell’ampiezza e dei volumi di mercato, producono un segnale di inversione di tendenza da Landry TRIN Reversal. Il grafico mostra gli episodi più recenti, e consente di farsi un’idea circa le potenzialità di questo segnale. Come abbiamo esaminato ieri, ci sono delle criticità di medio periodo, le quali però devono necessariamente passare per la conferma del mercato; che al momento latita. Il discorso, evidentemente, è più generale: il MSCI Euro, ad esempio, ha abbattuto ad aprile la trendline “madre” che connetteva i massimi declinanti del 2000, del 2007 e del 2015; ma non si è spinto oltre la resistenza statica attorno ai 1200 punti, e questo ha comportato un fastidioso ripiegamento. Poco male, fino a quando esso si sostanzia in un pullback, per ora contenuto dalla stessa trendline che adesso agisce da supporto. I problemi, casomai, interverrebbero sotto i…

Bond oggi: quel Goldman Sachs è indicizzato giusto!
Finanza/Economia / 1 settembre 2017

Borsa Italiana ha commesso un errore nella stesura della scheda identificativa del nuovo tasso variabile in dollari della banca statunitense. E i media (anche noi) ci sono cascati! Ieri abbiamo scritto del bond Goldman Sachs (Gs Fin Corp Mc Lg27 Usd – Isin XS1561100519), riportando i dettagli della sua struttura così come comunicati da Borsa Italiana. Ma c’è stato un errore e anche clamoroso, di cui noi ci scusiamo con i lettori per aver seguito il gregge: la scheda prodotto e le conseguenti informazioni riferiscono che l’indicizzazione, per la parte a tasso variabile, avviene sull’Euribor, pur essendo il titolo espresso in dollari, così come già avvenuto per varie altre emissioni in tempi recenti. Invece è legata al Libor Usa, relazione corretta. E’ inevitabile che tutti i giudizi riportati siano stati sfalsati da una fiche di presentazione errata, il che ha trascinato molti media nello stesso abbaglio. Così la parte variabile Dopo i primi due anni a tasso fisso (6,25% lordo), il Goldman Sachs passa a una struttura variabile indicizzata Us Libor 3 mesi con valore minimo pari all’1,75% (1,295% netto) e valore massimo pari al 4% lordo (2,96% netto). E’ indubbio che un’ossatura di questo tipo riduce di molto la…

“Euro forte minaccia paesi meno virtuosi”
News / 1 settembre 2017

In Paesi come Portogallo e Spagna l’euro forte “è il primo pericolo”: a sostenerlo è Daniel Gros, direttore del think-tank Centre for European Policy Studies. In un’intervista rilasciata a Cnbc, l’economista ha detto di ritenere la soglia dell’euro a 1,20 dollari quella oltre la quale le economie più focalizzate sull’esportazione e ad elevato debito estero rischiano di soffrire. “Finché non va molto al di sopra” di tale soglia, Irlanda, Portogallo e Spagna, “dovrebbero essere in grado di continuare. Ma se ci fosse un lancio troppo alto del tasso di cambio allora avrebbero sicuramente un problema per via del grosso debito estero, non hanno una ruota di scorta”, ha argomentato Gros. Tramite le esportazioni nette un Paese è in grado di ricavare la valuta “pregiata” necessaria al pagamento dei suoi debiti contratti con l’estero. Se il cambio dell’euro si rafforza, le esportazioni e dunque il pagamento di tali debiti divengono più difficoltosi. Un elemento che potrebbe favorire una moderazione nel tasso di cambio dell’euro potrebbe essere un segnale verso la riduzione degli stimoli monetari da parte della Bce; segnali che per il momento non sono arrivati e che lasciano il mercato in attesa. L’euro forte, inoltre tende a moderare l’inflazione, che…

Perugina, a rischio 40% lavoratori stabilimento San Sisto
News / 1 settembre 2017

Lo storico stabilimento Perugina di San Sisto, nel cuore umbro dell’azienda di proprietà Nestlé (dal 1988) rischia di perdere 340 lavoratori su 820. Nonostante un piano di sviluppo complessivo da 60 milioni di investimenti (15 solo per San Sisto) non esistono ad oggi garanzie sul fatto che i possibili esuberi verranno scongiurati. “E’ un piano di trasformazione”, si giustifica a Repubblica il direttore delle relazioni industriali di Nestlè Italia, Gianluigi Toia. E mentre Perugina si espande in tutte le direzioni: Cina, Brasile, Stati Uniti, Canada e Australia, Perugia vacilla. La viceministra dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha garantito che il governo è sceso in campo per “ridurre gli estremismi” e “cercare una soluzione”: ma il tempo stringe perché “gli ammortizzatori usati fino ad oggi non ci saranno più”. Termineranno nel giugno 2018. Prevedibile la reazione dei sindacati: “Nel piano si parlava di collaborazione per evitare impatti sociali”, racconta Luca Turcheria, della Rsu, a Repubblica, “lo abbiamo condiviso perché per la prima volta Nestlè ha investito sulla Perugina e perché crediamo che l’internazionalizzazione del nostro cioccolato è davvero l’unica chance di crescita. Insomma, immaginavamo di dover gestire, al massimo, l’uscita fisiologica di meno di cento persone, mentre oggi ci ritroviamo con 340…

O’Leary (RyanAir): il futuro di Alitalia? Uno spezzatino
News / 1 settembre 2017

Lo spezzatino Alitalia si avvicina secondo Michael O’Leary, fondatore di Ryanair, interessato a una parte della compagnia italiana. Lui vorrebbe acquistarla tutta ma l’Antitrust non sarebbe d’accordo Nel futuro di Alitalia si profila uno spezzatino e Michael O’Leary si siederebbe volentieri al tavolo per mangiarsene un pezzo. Il numero uno di Ryanair vorrebbe in realtà tutto il piatto, ossia tutta la flotta di Alitalia. Il manager vedrebbe bene Alitalia nel ruolo di ponte di collegamento con gli Stati Uniti, tratta dove la prima a muoversi è stata Norwegian. A tal fine sarebbe disposto a mantenere le insegne della compagnia e quasi tutto il personale. Tuttavia una proposta in tal senso verrebbe stoppata dall’Antitrust. Ecco, quindi la proposta alternativa, riportata dall’agenzia di stampa Reuters. O’Leary mirerebbe all’acquisizione di 90 velivoli Airbus, di medio e lungo raggio, offerta condizionata all’esito della ristrutturazione, in particolare riduzione dei costi di lavoro e modifiche contrattuali. Michael O’Leary, manager e fondatore di Ryanair C’è tempo fino al 2 ottobre L’offerta vincolante per i novanta aeromobili dovrà essere presentata entro il termine di lunedì 2 ottobre. Tuttavia i commissari scelti per gestire le sorti di Alitalia (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari) si muovono lungo le…