Pioneer Investments: le azioni più cedute dal gruppo. Parte 1
Finanza/Economia / 7 settembre 2017

Pioneer Investments, è il nome commerciale di Pioneer Global Asset Management S.p.A. e le sue controllate. Pioneer Investments, è il nome commerciale di Pioneer Global Asset Management S.p.A. e le sue controllate. Fondata nel 1928, Pioneer Investments è una società globale di investimento, con uffici in 28 Paesi, oltre 2.000 dipendenti e oltre 250 miliardi di asset in gestione. Pioneer Global Asset Management S.p.A. è una società interamente controllata da UniCredit S.p.A. La società di investimenti in questo periodo ha fatto cambiamenti importanti nei suoi asset, eliminando alcuni titoli azionari che hanno corso molto negli ultimi anni. Chubb Ltd Chubb Ltd. è una holding che funge da organizzazione globale nel settore assicurativo. Lavora attraverso i seguenti segmenti di business: Assicurazioni Nord America, Assicurazioni-Agricoltura nordamericana, Assicurazioni d’oltremare e Reinsurance Global and Life. L’azienda offre prodotti assicurativi commerciali e offerte di servizi quali programmi di gestione dei rischi, controllo perdite e gestione complessiva dei sinistri. Fornisce prodotti assicurativi specializzati su varie perdite anche nel settore difesa come l’aviazione e l’energia. E’ stata fondata il 14 gennaio 2016 e ha sede a Zurigo, in Svizzera. La posizione della società Chubb Ltd. (CB) è stata ridotta dell’88,7% da Pioneer Investments. Il rendimento del patrimonio…

Cosa spiega la sottoperformance di quest'anno di Wall Street?
Finanza/Economia / 7 settembre 2017

Il ritorno alla piena attività a Wall Street coincide con una seduta al cui termine hanno prevalso le vendite. Il ritorno alla piena attività a Wall Street coincide con una seduta al cui termine hanno prevalso le vendite. L’avversione al rischio è ben percepibile, osservando l’andamento ancora una volta declinante dei rendimenti del T-Note decennale: al 2.07%, è lo yield più contenuto dallo scorso 9 novembre. Bizzarro: un “Trump trade” adesso completamente riassorbito. Premiata la scelta di inizio anno di aggiungere “un po’ di bond” al portafoglio. Gli operatori sono stati questa volta costretti alla resa, pressati dalle note considerazioni legate al tetto del debito federale, alla minaccia nordcoreana e a quella meteorologica. La prospettiva di un ridimensionamento peraltro rientrando nella previsione di breve periodo, suggerita dal Delta System e dai modelli previsionali commentati la scorsa ottava. Il dollaro si mantiene fiacco. Per dirla tutta, siamo in presenza al momento dell’annata più debole degli ultimi trent’anni. Soltanto nel 1986 il biglietto verde denunciava un passivo più consistente, all’indomani del Labor Day. Malgrado la retorica muscolare pronunciata dalla Casa Bianca lo scorso autunno, gli “Accordi del Plaza 2.0” si sono concretizzati appieno; riverberandosi sulla performance di Wall Street: non tanto assoluta,…

Bank of Canada e Mario Draghi
News / 7 settembre 2017

Che cosa accomuna la Bank of Canada (BOC) e Mario Draghi ? Molto poco. Se non il pattern grafico che lega l’andamento valutario CAD/USD e EUR/USD che ha visto negli ultimi anni una svalutazione e negli ultimi mesi un’interessante apprezzamento. L’economia del Canada è stata tra le economie mondiali che ha retto meglio all’onda d’urto della crisi degli ultimi 10 anni. I motivi risiedono principalmente nella gestione delle finanze pubbliche assennate, attenzione alla crescita ed alle imprese, solidità del sistema bancario, assenza di crisi dei mutui subprime, a differenza di Europa e USA. Anche la Bank of Canada ha implementato una politica secondo la teoria della curva di Phillips. Oggi l’annuncio inaspettato del rialzo dei tassi della Bank of Canada che raggiunge la soglia dell’1%. Inevitabilmente la valuta canadese si è apprezzata sul dollaro di oltre un punto percentuale. Perchè questo rialzo e che cosa può significare per la riunione della BCE di Draghi? Le motivazioni del rialzo risiedono nell’economia in miglioramento e del rialzo dei prezzi del mercato immobiliare. E l’inflazione in Canada? Resta bassa, intorno all’1,2%… In Europa com’è la situazione macro? Economia in miglioramento, prezzi del mercato immobiliare in rialzo, inflazione in ripresa sopra al punto percentuale. Perchè i tassi…

Arte contemporanea a prezzi sorprendenti.
News / 7 settembre 2017

Sarà on line l’asta dedicata all’arte contemporanea di Christie’s dal 12 al 21 settembre “Contemporary Edition” L’asta è particolarmente interessante per quei collezionisti che si avvicinano per la prima volta al mercato dell’arte contemporanea, in quanto tra i lotti offerti saranno presenti opere di grandi nomi dell’arte contemporanea a prezzi sorprendenti e relativamente accessibili. Frank Stella, David Hokney e Ai Wei Wei gli artisti da seguire in asta Tra i lotti offerti con stime di partenza al di sotto dei 12.000 dollari segnaliamo i maestri dell’arte contemporanea Frank Stella, David Hokney e Ai Wei Wei. La prima opera da segnalare è “Sidi Ifni” del 1973 dell’artista Frank Stella, pittore e scultore statunitense nato da genitori italiani che si è affermato nel tempo come uno dei più importanti esponenti della minimal art e optical art. L’opera è espressione dell’approccio artistico sistematico e tecnicamente molto complesso al quale Frank Stella si è dedicato almeno fino alla fine degli anni ’70. La stima per l’opera è di 2.000-3.000 dollari ed ha dimensioni di 558 x 762 mm. L’altra opera è del grande artista David Hockney, le cui produzioni continuano ad affascinare i collezionisti di tutto il mondo. Il lotto in asta è The Haunted Castle, from Six…

Report: più di un quarto delle banche europee è a rischio
News / 7 settembre 2017

Nonostante gli sforzi per rafforzarle, le banche europee che si trovano in “grave pericolo” sono aumentate, nel 2016, a livelli analoghi a quelli di tre anni prima. Lo rivela una ricerca della consultancy firm Bain, effettuato su 110 istituti europei, cui è stato assegnato un punteggio relativo alla solidità del bilancio e alla redditività. Se a fine 2015 le banche appartenenti alla categoria più a rischio erano 23 su 110, nel giro di un anno sono passate a quota 31; nel 2013 erano 35. Delle 31 banche scricchiolanti a fine 2016, 4 hanno chiuso i battenti perlomeno come entità a se stanti. E 11 sono italiane. Una rappresentazione grafica rivela in un colpo d’occhio che le banche tricolore, assieme a quelle portoghesi, e, in misura minore, a quelle greche, sono le più a rischio.   A risentire di un “modello di business debole” nonostante una migliore situazione sul fronte della solidità di bilancio sono le banche britanniche e tedesche. “Tutte le grosse banche tedesche cadono in questa categoria” si legge nel documento della Bain, “siccome la loro redditività ed efficienza giace allo stesso livello delle controparti greche”. In merito al totale il 28% delle banche analizzate è considerata ad alto rischio…

Italexit affascina il 44% degli italiani
News / 7 settembre 2017

L’Italia è il Paese europeo più vicino ad appoggiare l’uscita dal blocco comunitario: lo rivela un sondaggio sull’attrattiva della exit option condotto dalla Bertelsmann Foundation su scala Ue. A mettere la firma all’Italexit sarebbero il 44%. A pesare sullo scarso sentimento europeista, rispetto agli altri membri, sarebbero la gestione della crisi dei migranti e la rigidità delle regole di bilancio pubblico che si accompagnano alla stabilizzazione dell’Area Euro. Per fare un paragone, la Francia che ha al suo interno la forza di rottura del Front National, e la Polonia, guidata dai nazionalisti di Pis, restano assai più favorevoli a restare nell’Ue, rispettivamente con il 69% e il 79%. Non sorprende dunque, che il Paese meno soddisfatto dell’Unione Europea sia proprio l’Italia, con uno schiacciante 83% deluso dall’Europa (nell’Ue28 la media degli insoddisfatti è il 66% del totale). Anche in merito ad altri aspetti, sono gli italiani i meno soddisfatti d’Europa: a partire da quelli che si dicono soddisfatti della direzione in cui sta andando il proprio Paese, il 13% da noi. Se si parla della situazione economica, mentre il 77% tedeschi ritiene che essa sia migliorata o rimasta uguale, in Italia il 54% degli intervistati, al contrario, la trova peggiorata….

Italia ingovernabile: “per i mercati è meglio Gentiloni a oltranza”
News / 7 settembre 2017

Meglio un governo ad interim che un governo di grande coalizione o uno guidato dal Movimento Cinque Stelle. Per lo meno per i mercati e la grande finanza internazionale. In un report a banca statunitense Citigroup delinea lo scenario politico ideale per l’Italia. In tale scenario, il Parlamento è paralizzato, senza maggioranza, e il Paese è guidato da un esecutivo ad interim: le riforme potrebbero così essere approvate con facilità e il mercato azionario potrebbe ripartire. “Cinicamente se nessuno sta governando, nessuno può lamentarsi per l’introduzione di riforme impopolari e tasse“, si legge nel rapporto della banca pubblicato il 4 settembre. Un’altra società finanziaria Usa in passato, JP Morgan , si era “intromessa” nelle faccende politiche italiane, suggerendo come andava riformata la costituzione. Un Parlamento bloccato sarebbe quindi meglio del ritorno a una legge elettorale che favorisca la nascita di coalizioni di governo. E meglio anche di un governo Cinque Stelle. Il loro problema sarebbe, secondo Citigroup, la mancanza di credibilità: il movimento non avrebbe candidati con competenze ed esperienza di governo. D’altra parte, quale partito potrebbe realizzare le riforme strutturali dopo le elezioni (previste da Citigroup a febbraio)? Non Matteo Renzi, forte dentro al partito, ma con il partito che…

Ubi banca: scambio di favori tra ex vertici e Consob
News / 7 settembre 2017

ROMA (WSI) – Continua a destare interesse l’inchiesta della procura di Bergamo su Ubi banca che vede accusati i vertici dell’istituto quotato in borsa per lecita influenza sull’assemblea e ostacolo alle autorità di vigilanza Banca d’Italia e Consob. Al centro dell’inchiesta risulta ora un presunto incontro, datato 13 maggio 2014 tra il capo della Consob, Giuseppe Vegas e i vertici della banca, Andrea Moltrasio e Mario Cera, rispettivamente presidente e vice di Ubi Banca. I pubblici ministeri arrivano a chiedere a Vegas se nel corso di un incontro informale con esponenti di spicco di Ubi sia stato stipulato un accordo secondo cui “a fronte di un mio interessamento […] riguardo alla procedura sanzionatoria, gli stessi Cera e Moltrasio si adoperassero per fare uscire da Iw Bank gli estratti dei conti correnti di Pezzinga”. Pezzinga è un ex commissario Consob che si era opposto alla linea di condotta tenuta da Vegas nel caso Unipol–Fonsai gettando molte ombre sull’operato del presidente. Gli estratti conto bancari di Pezzinga vennero pubblicati dal Corriere della Sera, rovinando la  sua reputazione poiché da questi risulterebbero investimenti in titoli non ammessi dal Codice etico Consob. E lo stesso giorno Vegas fa un esposto alla procura, una tempestivià alquanto sospetta. Vegas naturalmente davanti ai pm ha respinto…

“Il tetto al debito minaccia Wall Street”
News / 7 settembre 2017

Fitch e Moody’s hanno già lanciato un chiaro avvertimento: la tripla A degli Stati Uniti è a rischio se il Congresso non troverà l’intesa per innalzare il tetto dei 20mila miliardi di dollari, oltre il quale il Tesoro non può emettere nuovo debito. L’altra agenzia di rating, S&P, profetizza, in caso di mancato accordo, una crisi “più catastrofica” di quella innescata dal fallimento di Lehman Brothers nel 2008. Secondo le stime dell’ufficio di bilancio del Senato Usa, il governo sarà in grado di finanziare la spesa fino all’inizio di ottobre, o nella migliore delle ipotesi, alla metà del mese. Poi, scatterà lo shutdown, la chiusura di buona parte delle attività governative. Una paralisi dell’esecutivo che – per quanto momentanea – non andrebbe sottovalutata, a detta di molti analisti. È vero. Le spese di ricostruzione legate al passaggio dell’uragano Harvey potrebbero ammorbidire le posizioni del Congresso. E non a caso Goldman Sachs ha appena tagliato al 35% (dal precedente 50%) le probabilità di una “chiusura” del governo. Ma se il debt ceiling non fosse aumentato, “potrebbe provocare addirittura un default tecnico dei Treasury”, scrivono gli analisti di Credit Suisse. Come se non bastasse, il dibattito sul tetto al debito si sovrappone a…

Deutsche Bank: basta QE, “bolle già esistono”
News / 7 settembre 2017

L’amministratore delegato di Deutsche Bank ha chiesto che venga messa immediatamente fine alle manovre di stimolo monetario straordinarie. Messi in atto da Fed, Bce e Banca del Giappone, per citare gli esempi più lampanti, all’apice della grande crisi finanziaria scoppiata ormai quasi dieci anni fa, i programmi di acquisto di titoli e di tassi zero stanno creando distorsioni e bolle sui mercati. Uno dei principali banchieri d’Europa ha puntato il dito contro le autorità di politica monetaria, accusandole di alimentare le bolle sui mercati rendendo troppo basso il costo del denaro: questo favorisce le attività di prestito ma anche di finanziamento, aumentando i rischi corsi dagli investitori. Per tutti questi motivi, secondo John Cryan, l’era del “denaro facile” deve finire e subito. Secondo il numero uno della prima banca di Germania la Bce sta contribuendo alla formazione di bolle pericolose di asset sui mercati finanziari. Il top manager vorrebbe pertanto che la banca centrale, che si riunisce domani ma che non dovrebbe apportare alcun cambiamento alle sue politiche monetarie ultra accomodanti vista anche la freddezza dell’inflazione, staccasse la spina al bazooka monetario. Al momento il cosiddetto Quantitative Easing consta di un piano di acquisto di Bond esigibili dell’area euro al…