7 dividendi che potrebbero raddoppiare nei prossimi 3 anni
News / 10 settembre 2017

Un segno di buona salute per le cedole è quello di aumentare, in maniera sostenibile, il proprio rendimento. Ecco qualche esempio tra i grandi nomi. Un segno di buona salute per le cedole è quello di aumentare, in maniera sostenibile, il proprio rendimento. Charles Sizemore elenca 7 grandi nomi.  Citigroup Inc (NYSE: C) Rendimento dividendo: 1,9% Le banche a suo tempo, furono la scintilla che nel 2008 fece scatenare la tempesta, una tempesta dalla quale rischiarono esse stesse di essere travolte, tanto da essere costrette, in molti casi a tagliare i dividendi. La Federal Reserve cercò di correre ai ripari e decise di rendere più stringenti le regole del settore del credito. Anche grazie a questi provvedimenti i bancari hanno visto un progressivo miglioramento delle performance e un ritorno alla cedola. Un esempio è quello di Citigroup che ha appena raddoppiato il suo dividendo il mese scorso con possibilità di ulteriori aumenti visto il suo payout ratio del 24%. La crescita del dividendo di Citi, ricorda Sizemore, dipenderà ovviamente dalla sua redditività nei prossimi tre anni, dai tassi di interesse e dalla salute generale dell’economia. Partendo dal presupposto che grande recessione sembra essere scongiurata e che la Fed continui a…

Storia dell'auto elettrica made in Puglia, nata dalla chiusura di una fabbrica di carrelli. Tua
News / 10 settembre 2017

Sabato 9 settembre alla Fiera del Levante è stata presentata ‘Tua’, la “prima macchina elettrica realizzata interamente in Italia”. Progettata dalla Tua Industries, è realizzata interamente in alluminio – pesa soltanto 600 kg – ha un’autonomia di 200 km per ogni ricarica e dovrebbe debuttare sul mercato entro l’estate prossima. Lo stabilimento, ex Om Carrelli, inizierà in questi giorni ad assumere i 192 operai della vecchia gestione. Ma a regime la fabbrica dovrebbe occupare circa 440 addetti.  La presentazione di questa ambiziosa minicar non rappresenta soltanto un traguardo per la Puglia, dove risiede lo stabilimento in cui verrà prodotta, ma anche un giorno importante nella storia industriale italiana. L’azienda in crisi, poi i dipendenti la salvano Infatti le vicende di questa azienda iniziano lontano, con la Om Carrelli e una vertenza che si trascina da sei anni. A causa di previsioni economiche sfavorevoli, nel 2011 il gruppo Kion, leader mondiale nella produzione di carrelli industriali, aveva reso nota l’intenzione di abbandonare lo stabilimento di Modugno, lasciando a casa 320 operai. Dal 2008 al 2013 la società aveva perso 23 milioni di euro e, una volta usufruito di tutti i benefici economici e tenuto gli operai in cassa integrazione per mesi, aveva deciso unilateralmente di spostarsi ad Amburgo. La decisione era arrivata a casa degli operai da un momento all’altro, con…

Web Tax: cosa chiede l'Europa ai giganti del Web (che finora non hanno pagato tasse)
News / 10 settembre 2017

Roma, Parigi, Belino e Madrid hanno firmato un documento congiunto per tassare le aziende del digitale che generano fatturato in Europa, ma hanno sede legale fuori dai confini europei, come Google e Amazon. Il testo del documento firmato che chiede la web tax “Non accetteremo più che queste aziende facciano affari in Europa pagando qui solo una minima parte delle tasse” si legge nel testo. “È in gioco l’efficienza economica, come lo sono la correttezza nel pagare le tasse e la sovranità degli Stati”. “ “Dobbiamo continuare a lavorare attivamente su di esse – osservano gli autori della missiva: i ministri dell’economia dei quattroi Paesi – tuttavia devono essere completate. Vorremmo andare avanti rapidamente a livello comunitario. Perciò chiediamo alla Commissione europea di esplorare le opzioni compatibili con la legge Ue e proporre ogni effettiva soluzione basata sul concetto di istituire una equiparazione fiscale sul fatturato generato in Europa dalle compagnie digitali”. A Bruxelles, rivela oggi il Financial Times che è entrato prima degli altri in possesso del documento, sarebbe pronto un piano per fare approvare all’unanimità dagli Stati membri questa decisione. Double Irish, Dutch Sandwich: come pagare legalmente meno tasse Ad essere maggiormente colpite da questa decisione dell’Unione saranno i colossi della digital economy…

Esiste un'economia degli uragani? Cosa succede in un Paese quando passa Irma
News / 10 settembre 2017

Prima è arrivato l’uragano Harvey che ha devastato Texas e Lousiana. Poi Irma, che dopo aver flagellato per giorni i Caraibi, riducendo interi villaggi a un ammasso di macerie, sta per colpire con forza la Florida e la costa della Georgia, provocando un esodo di massa (è arrivato a Cuba). Decine di morti, migliaia di persone sfollate, abitazioni distrutte, danni ingenti. Solo per Harvey, sono stati stimati costi fino a 180 miliardi di dollari. Una volta che questi fenomeni devastanti sono passati, gli economisti si mettono all’opera. Oltre ai danni, c’è l’economia della ricostruzione da quantificare. Ma questa, in realtà, non porta a un aumento del Pil, sostengono diversi esperti. E spiegano anche il perché. Lo shock negativo di approvvigionamento È vero che dopo il passaggio di un uragano ci sono infrastrutture e abitazioni da ricostruire, il che potrebbe far pensare a una occasione per costruttori e indotto. Ma, spiega Caroline Baum su Market Watch, “le distruzioni causate da uragani e allagamenti si qualificano come uno shock negativo di approvvigionamento. I normali canali di produzione e di distribuzione sono distrutti o disturbati. I produttori devono trovare modi meno efficienti (cioè più costosi) per trasportare le loro merci. Il risultato è perdita di…

Perché la rivoluzione dei buoni pasto (che comincia oggi) non piace a tutti
News / 10 settembre 2017

Ora che un decreto ha ampliato in maniera esponenziale il numero di esercizi in cui si possono spendere i buoni pasto c’è da aspettarsi un boom dell’uso dei tagliandi che sostituiscono i servizi di mensa delle aziende e che di fatto li rendono validi al pari delle banconote in luoghi – come mercatini rionali e agriturismo – dove prima non erano utilizzabili. Ma essere accettabili non significa essere i benvenuti. Nella realtà, come scrive il Corriere, Il principale ostacolo a questo processo di liberalizzazione è dal lato dell’offerta. I tempi lunghi che non piacciono al salumiere Perché chi deve accettare i buoni mensa — esentasse, se cartacei fino al limite di 5,29 euro, se elettronici fino a 7 euro — deve fornire un servizio, un prodotto, un pasto anticipandone i costi e aspettando un rimborso da parte delle società emettitrici (le più importanti sono Edenred, Sodexo e Qui Group) che può variare a seconda delle loro politiche commerciali e della loro velocità nel disbrigo delle pratiche amministrative. Ma a incentivarne l’utilizzo (e quindi ad accettarli) è un’altra novità introdotta dal decreto e illustrata dal Sole 24 Ore: oltre che essere erogati per scelta del datore di lavoro, possono essere collegati ai premi di produttività. In sostanza…

A chi conviene il super euro e chi ci rimette, spiegato in breve
News / 10 settembre 2017

Ieri l’euro ha sfondato quota 1,20 sul dollaro, un livello che non toccava dal gennaio 2015. Dietro il super euro c’è la ripresa dell’economia europea e le incertezze sulla politica di Donald Trump e sulle future mosse della Fed, che hanno indebolito il biglietto verde. Ma che vuol dire concretamente per tutti noi avere a che fare con un euro forte? Fondamentalmente rappresenta un vantaggio per chi compra dall’estero e uno svantaggio per chi vende all’estero. In pratica, danneggia l’export, rendendo meno competitivi i nostri prodotti e avvantaggia chi compra dall’estero, o chi si reca fuori dai confini nazionali. Ma vediamo più nel dettaglio i pro e i contro. I vantaggi Viaggi all’estero più convenienti. Per il turista che si reca in un Paese straniero, in particolare negli Usa, l’euro forte consente un cambio più vantaggioso e dà più potere d’acquisto, non solo nello shopping, ma in tutte le forme di pagamento: dagli hotel, ai ristoranti, alle spese per i trasporti. Prezzo benzina tende a calare. Il costo dei carburanti, al netto delle tasse, tende a diminuire, o quantomeno a stabilizzarsi. Bollette energetiche più basse. I beni di importazione, a partire da quelli energetici, costano meno e quindi è previsto…

Come cambia la notifica delle multe con il domicilio digitale
News / 10 settembre 2017

Arriva il domicilio digitale, l’indirizzo elettronico su cui ogni cittadino potrà ricevere ogni tipo di notifica e comunicazione, comprese le multe. Una nuova piccola rivoluzione prevista dal decreto correttivo del Codice dell’amministrazione digitale introdotto dalla riforma Madia e che ha ottenuto il primo ok dal Consiglio dei ministri. Un’accelerazione rispetto ai tempi previsti dalla riforma: in attesa che diventi operativa l’Anagrafe della popolazione residente, ancora in fase di sviluppo, parte il domicilio digitale, che potrà coincidere con un indirizzo di posta elettronica certificata o con qualsiasi servizio elettronico di recapito conforme alle norme europee che il cittadino vorrà scegliere. Sarà immediatamente strumento di comunicazione tra le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini che lo vorranno attivare subito. E sarà valido per ricevere qualsiasi tipo di documento e di notifica, dalle raccomandate alle multe. Per questo, oltre ai registri degli indirizzi delle imprese e delle amministrazioni pubbliche già esistenti (Ini-pec e Indicepa) viene creato l’elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e dei soggetti privati in formato aperto e liberamente consultabile. Le tre fasi del progetto La raccolta dei domicili digitali avverrà attraverso tre canali: portale web dedicato, che permette la comunicazione del domicilio tramite autenticazione via Spid o Cns, trasferimento…

La Cina vuole chiudere anche i cambia valute di Bitcoin, che crolla. “E' troppo fragile”
News / 10 settembre 2017

La Cina assesta il secondo colpo alle monete virtuali in pochi giorni, dopo il bando del sistema di raccolta fondi. Secondo quanto riferito dall’agenzia Caixin, Pechino avrebbe intenzione di varare ulteriori misure restrittive nei confronti delle criptovalute, imponendo la chiusura delle agenzie che offrono servizi di cambio dei Bitcoin (gli exchange, ndr). Dopo la diffusione di questa notizia il Bitcoin venerdì è sceso di 10,48%. Così come Ehtereum, l’altra criptovaluta cresciuta molto in questi mesi, perde il 12%.  “Le autorità cinesi hanno deciso di chiudere gli exchange di monete virtuali in Cina”, si legge nella nota. I giornalisti dell’agenzia hanno trovato conferma dell’indiscrezione da un funzionario governativo, che ha spiegato che il bando è già stato applicato nei confronti dei primi cambiavalute locali. La notizia arriva dopo che, il 4 settembre, la Cina aveva bloccato le Ico (initial coin offering, ovvero la raccolta di denaro fatta immettendo nuova moneta virtuale, in cambio di un contratto). La Cina pensa ad una propria criptomoneta, che controllerebbe meglio: il Bityuan La decisione aveva già fatto crollare Bitcoin del 20%. Ma la moneta si era velocemente riapprezzata fino alla notizia di oggi 8 settembre, con il nuovo crollo. In questo quadro va aggiunto che, come riporta l’agenzia Bloomberg,…

Il vero successo imprenditoriale del fondatore di Twitter potrebbe essere una banca 
News / 10 settembre 2017

​Twitter non risorge. Il suo fondatore, Jack Dorsey, ha deciso allora di farsi una banca. Square, l’altra sua creatura, è una società che sviluppa servizi e dispositivi dedicati ai pagamenti digitali. Ha presentato alle autorità americane (la Federal Deposit Insurance Corporation) la richiesta per diventare una “industrial loan company”. Cioè una società che ha l’autorizzazione di concedere prestiti e offrire depositi. Square ha già messo un piede in questo mercato: ha già concesso, come sottolineato da Dorsey in un tweet, prestiti per 1,8 miliardi di dollari a oltre 140 mila piccole imprese, per una taglia media di 6 mila dollari. Lo ha fatto però, per questioni normative, grazie a una partnership con Celtic Bank. Square potrebbe diventare una banca industriale La nuova licenza renderà Square un istituto indipendente. Insomma, una “banca industriale” che, a differenza degli istituti esclusivamente finanziari, ha la possibilità di controllare anche attività non finanziarie (come ad esempio la società di food delivery Caviar). La nuova attività sarà gestita dalla neonata Square Financial Services Inc, avrà un capitale iniziale di 56 milioni di dollari e sarà guidata da Lewis Goodwin, assunto da Dorsey dopo essere stato ceo di Green Dot Bank. Come funziona Square, il vero successo di Dorsey Square allarga…

Amazon cerca una nuova sede e apre le candidature. Porta in dote 5 miliardi e 50mila posti di lavoro
News / 10 settembre 2017

Tutti in fila per Amazon. Il gruppo di Seattle ha annunciato la volontà di costruire una nuova sede in Nord America. Ma non ha deciso in quale città. Ha aperto le candidature e c’è già mezza America che bussa. Fanno gola i 5 miliardi di investimento che Amazon ha deciso di mettere sul piatto e i 50mila posti di lavoro che dovrebbe garantire. Senza contare le tasse. E l’indotto: calcolare la portata complessiva di una struttura del genere non è semplice. Amazon a Seattle ha portato 38 miliardi  Ma, nella pagina in cui spiega il progetto, la società guidata da Jeff Bezos ha indicato l’impatto economico avuto su Seattle, la città che ospita la sede storica del gruppo: un giro d’affari di 38 miliardi tra il 2010 e il 2016 e 1,4 dollari generati nell’economia locale per ogni dollaro investito. La casella postale di Bezos, in questo momento, sarà piena. Hanno già espresso la volontà di candidarsi il Colorado, il Kentucky e Chicago. Dan Gilbert, potente immobiliarista, ha invece affermato che si spenderà perché Amazon punti su Detroit. E la lista si sta ampliando: secondo Bloomberg, sperano anche Pittsburgh, Memphis, Tulsa, Philadelphia, il Rhode Island, Hartford, Nashville e St. Louis. D’altra parte…