Buzzi Unicem in rialzo. Vari buoni motivi per puntare sul titolo
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Il titolo si è mosso in linea con il Ftse Mib beneficiando delle indicazioni bullish arrivate da Barclays. Avvio di settimana in positivo per Buzzi Unicem che, dopo aver ceduto lo 0,2% venerdì scorso, oggi ha risalito la china, muovendosi sostanzialmente in linea con l’indice Ftse Mib. Il titolo si è fermato a 21,22 euro, con un vantaggio dell’1,63% e oltre 800mila azioni scambiate, al di sopra dela media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 700mila pezzi. Buzzi Unicem oggi ha beneficiato delle positive indicazioni arrivate da Barclays, i cui analisti hanno avviato la copertura sul titolo con una raccomandazione “overweight” e un prezzo obiettivo a 25 euro. Il broker ritiene che il gruppo italiano offra una delle migliori presenze geografiche nel settore europeo del cemento. Il titolo ora scambia ad uno sconto pari al doppio del livello storico rispetto alle maggiori società del cemento, malgrado Buzzi Unicem vanti la più robusta crescita dell’Ebitda. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +1,38%
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Euro Stoxx 50 +1,38%;Francoforte (DAX) +1,39%;Parigi (CAC 40) +1,24%;Londra (FTSE 100) +0,49%. Euro Stoxx 50 +1,38%;Francoforte (DAX) +1,39%;Parigi (CAC 40) +1,24%;Londra (FTSE 100) +0,49%. (SF – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana sui massimi da fine 2015: Ftse Mib +1,64%
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Borsa italiana sui massimi da fine 2015: Ftse Mib +1,64%. Borsa italiana sui massimi da fine 2015: Ftse Mib +1,64%. *Mercati azionari europei tonici. Wall Street in progresso: *a ridosso della chiusura delle borse europee, S&P 500 +0,9%, Nasdaq Composite +1%, Dow Jones Industrial +1,1%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a +1,64%, il Ftse Italia All-Share a +1,58%, il Ftse Italia Mid Cap a +1,07%, il Ftse Italia Star a +0,88%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che in Italia l’Istat ha comunicato che nel mese di luglio 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio 2017 la produzione è aumentata dell’1,4% nei confronti dei tre mesi precedenti.Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 4,4% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a luglio 2016). Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è aumentata del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ottimo inizio di settimana per i finanziari. Gli assicurativi si mettono in mostra grazie al gruppo Unipol con la controllante Unipol Gruppo Finanziario (+6,70% a 3,76 euro) spronata da Mediobanca…

Atlantia evoluzione di un'azienda lungo le arterie del paese
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Atlantia è una società italiana, avente come attività la gestione in concessione di tratte autostradali. Atlantia Spa (ATL.MI) è una società italiana, avente come attività la gestione in concessione di tratte autostradali, il cui principale azionista è la famiglia Benetton. Nel 1950, per iniziativa dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), nasce la Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa. Nel 1956 viene firmata la Convenzione tra ANAS e Autostrade, in base alla quale quest’ultima si impegna a co-finanziare, costruire e gestire l’Autostrada del Sole tra Milano e Napoli, poi inaugurata nel 1964. Con le successive convenzioni, stipulate nel 1962 e nel 1968, alla Società viene assentita la concessione per la costruzione e l’esercizio di ulteriori arterie autostradali. Privatizzata nel 1999, in Società Autostrade subentra all’IRI un nucleo stabile di azionisti costituito da una cordata guidata da Edizione (gruppo Benetton). Nel corso del 2003, a seguito di una imponente riorganizzazione del gruppo, Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. conferisce le proprie attività a tre diverse società: Autostrade per l’Italia Spa, S.D.S. Spa, TowerCo Spa. Il 5 maggio 2007 il Consiglio di amministrazione approva la variazione della denominazione della società in Atlantia Spa. Nei primi mesi del 2006 la società aveva varato un…

Il meraviglioso mondo dei mercati finanziari
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Se i mercati finanziari fossero universi razionali e prevedibili, semplicemente cesserebbero di esistere l’istante successivo al conseguimento del consenso: perché non vi sarebbero più opinioni dissenzienti. Se i mercati finanziari fossero universi razionali e prevedibili, semplicemente cesserebbero di esistere l’istante successivo al conseguimento del consenso: perché non vi sarebbero più opinioni dissenzienti. E invece siamo abituati a valutazioni e comportamenti che si fanno beffe dell’opinione delle masse: malgrado gli uragani, la rincorsa all’arma nucleare in Iran e in Nord Corea, i mal di pancia a Washington e il cambio forte in Europa; le borse mondiali continuano a salire, con la capitalizzazione del MSCI World salita ora a 81700 miliardi di dollari: pari al 108% del PIL planetario. E lo fanno, ironia della sorte, perché l’economia va bene, riportano i giornali. Ma se così fosse, perché mai il costo del denaro scivola, anziché salire? Da inizio anno, lo yield del Treasury decennale americano è scivolato di 40 punti base. D’accordo che le aspettative inflazionistiche sono clamorosamente calate; ma, dati alla mano, la maggior parte della decurtazione dei rendimenti è reale. Forse dovremmo chiedere lumi alle banche centrali, che da gennaio hanno comprato carte per 2 trilioni di dollari, sostenendo in modo…

Bond oggi: Venezuela vuole ristrutturare cambiando le valute
Finanza/Economia / 12 settembre 2017

Conversione delle attuali emissioni dal $ in un paniere di altre divise. E’ una delle proposte per la rinegoziazione del debito del Paese latino-americano.  Poche settimane fa alcuni importanti gestori istituzionali statunitensi ed europei avevano ipotizzato un “upgrading” del debito venezuelano nel caso di una destituzione più o meno forzata del Presidente Nicolas Maduro. Poi la situazione è improvvisamente peggiorata e nelle ultime ore è arrivato da Caracas l’annuncio di una negoziazione del debito estero del Paese, che dovrebbe portare all’apertura di un tavolo di trattative già a brevissimo termine. Allo stesso tempo Maduro ha dichiarato che il Paese onorerà i propri creditori, lasciando intendere che una soluzione sarebbe già stata ipotizzata: consisterebbe – secondo alcune indiscrezioni – in una conversione del debito espresso in dollari in un nuovo paniere di valute, che comprenderebbe yuan cinese, yen giapponese, rupia indiana, euro e rublo russo. Uno schiaffo quindi a Donald Trump e alle sue sanzioni economiche. C’è chi dice: irrealizzabile! L’ipotesi (perché tale è) ha sollevato molti dubbi di fattibilità negli ambienti finanziari, visto che una rinegoziazione attraverso il cambio delle valute di riferimento non è mai stata realizzata in passato e causerebbe mille incertezze. Nulla di tutto questo ha comunque…

L’evasione fiscale, dalla farsa all’indifferenza: i rischi dell’intermediario o del professionista!
News / 12 settembre 2017

Sono passati quasi venti anni dall’ultima grande riforma fiscale del marzo del duemila, quando si è voluto rivoluzionare la vecchia e ormai superata disciplina penale tributaria della legge da tutti conosciuta come “manette agli evasori” . Una legge, quella vecchia dell’82, tanto ipocrita quanto contraddittoria. Mentre parlava di manette agli evasori ad ogni piè sospinto, puniva con una mera “contravvenzione” cioè con arresto e ammenda, molto meno di un ladro di polli che magari finiva effettivamente in galera,  qualunque fosse l’imponibile sottratto alla tassazione. In pratica una farsa! Infatti, la legge del 1982, rappresentava una minaccia solo nell’immaginario collettivo in quanto, per come appena detto, puniva con arresto o ammenda l’omessa fatturazione, la omessa annotazione di corrispettivi o addirittura la omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’iva, qualunque fosse l’ammontare dell’imponibile sottratto alla tassazione diretta e/o indiretta. Con sanzioni simili (praticamente pari ad un divieto di sosta, un eccesso di velocità etc.), la stessa legislazione – vissuta per quasi venti anni – rappresentava un invito ad evadere il fisco. Con la vecchia disciplina, le uniche ipotesi delittuose – punite con reclusione e multa – erano riconducibili alle frodi fiscali con particolare riguardo elle false fatturazioni (emissione e/o annotazione) e…

Ferrari storiche, da inizio 2017 quotazioni in calo
News / 12 settembre 2017

Chi acquista un Cavallino rampante investe su un mito. Eppure, gli ultimi dati sull’andamento dei prezzi delle auto storiche sembrano favorire lo storico avversario, tanto nelle corse, quanto nel collezionismo: da inizio anno le quotazioni delle Mercedes-Benz storiche hanno acquisito circa il 5% del valore, secondo l’Historic Automobile Group International. Lo scrive un articolo del Financial Times. Chi ha puntato, invece, sulle Ferrari classiche e rare, ha visto ridursi il valore del proprio investimento del 4% nel 2017. Questo nonostante alcune delle vetture di Maranello abbiano messo a segno aste da capogiro, come quella della 250 GTO del ’62, che ha segnato nel 2014 il record di vendita per un’auto messa all’asta: 38,1 milioni di dollari. Nel solo mese di agosto, invece, le Mercedes hanno ceduto l’1,12% pur restando in crescita nel complesso dell’anno. Le Porsche classiche, altro mito dell’industria tedesca, si sono apprezzate di un più modesto 0,78%. In quanto a record, il mese scorso ha messo a segno l’asta più sostanziosa per l’assegnazione di una vettura britannica: si tratta di una Aston Martin DBR1 del 1956, venduta per 22,6 milioni di dollari. L’articolo Ferrari storiche, da inizio 2017 quotazioni in calo sembra essere il primo su Wall Street…

Addio Bitcoin: nuovo divieto in Cina
News / 12 settembre 2017

I prezzi del Bitcoin tornano a cedere terreno quest’oggi sui mercati, scivolando sui minimi di seduta a quota 4.108 dollari. Secondo colpo in pochi giorni al sistema Bitcoin da parte della Cina. Dopo il bando del sistema di raccolta fondi, Pechino avrebbe intenzione di varare ulteriori misure restrittive nei confronti delle criptovalute, imponendo la chiusura degli exchange locali, ovvero delle agenzie che offrono servizi di cambio dei Bitcoin. “Le autorità cinesi hanno deciso di chiudere gli exchange di monete virtuali in Cina” ha confermato l‘agenzia stampa Caixin. La notizia arriva dopo che, il 4 settembre, la Cina aveva bloccato le Ico (initial coin offering, ovvero la raccolta di denaro fatta immettendo nuova moneta virtuale, in cambio di un contratto). Le Ico sono di fatto diventate compravendite di azioni, che aggirano tutte le regolamentazioni finanziarie esistenti a tutela dell’investitore. In Cina, e non solo, centinaia di startup hanno cominciato a vendere azioni in cambio di moneta virtuale spesso senza aver nemmeno un prodotto, o un’azienda vera. La banca centrale della Cina, dal canto suo, non ha né confermato né smentito le indiscrezioni. In questo quadro va aggiunto che, come riporta l’agenzia Bloomberg, Pechino avrebbe intenzione da un lato di evitare la bolla delle nuove…

Amato svela dietro le quinte della crisi del ’92
News / 12 settembre 2017

Sulla crisi del ’92 in Italia, o crisi della Lira che dir si voglia, si dibatte con diverse tonalità ancora oggi. Nelle ricostruzioni più accademiche, quanto accadde quell’anno alla moneta italiana costituisce un caso emblematico per comprendere le crisi valutarie. Queste si verificano quando un Paese, vincolato a mantenere stabile un tasso di cambio si trova costretto a sganciarsi da tale vincolo: alla base c’è di solito uno squilibrio economico che diventa troppo dispendioso da calmierare tramite gli interventi della banca centrale, volti a stabilizzare un tasso di cambio che, altrimenti, sarebbe assai diverso. Quello del ’92 è un caso di studio anche per quanto riguarda le speculazioni finanziarie, in quanto gli investitori possono accelerare il processo di rottura svendendo la moneta che rischia di svalutare (nello specifico, è noto che fu George Soros a rendersi protagonista di questa scommessa). Infine, nell’immaginario collettivo, la crisi del ’92 è stata anche quella del “prelievo forzoso sui conti correnti”, necessario a evitare il crac finanziario del Paese. In un’intervista rilasciata al Corriere, Giuliano Amato, protagonista di quella stagione, ricostruisce lo svolgimento della crisi. Il contesto economico europeo, segnato dal Sistema monetario europeo (Sme), per alcuni è in grado di spiegare certe difficoltà…