Ftse Mib di fronte all’ostacolo
Finanza/Economia / 16 settembre 2017

Il future sull’indice Ftse Mib si trova in questa fase a dover affrontare le resistenze di lungo periodo. Il future sull’indice Ftse Mib si trova in questa fase a dover affrontare le resistenze di lungo periodo (come evidenzia la Figura 1). Ci dobbiamo pertanto domandare se si continuerà a correre oppure se “tanto basta”. In altre parole se dobbiamo attenderci qualcosa di più di una fase di pausa. Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale Aggiungendo al quadro lo sviluppo completo delle onde di Elliott (Figura 2) non sembra molto probabile che l’importante soglia dei 22.300 punti venga violata, quanto meno in questa fase. Figura 2.  Future FtseMib40 – grafico settimanale Anche se “mai dire mai” perché il persistente percorso laterale avvenuto tra 21.500 punti e 20.500 punti sempre di future sul Mib 40 dovrebbe avere come obiettivo grafico qualcosa in più, ovvero area 22.500 (Figura 3). Figura 3. Future FtseMib40 – grafico giornaliero Attendiamo dunque al varco i prezzi nella settimana entrante. I primi segni di cedimento potrebbero giungere da uno dei titoli che ha corso di più, ovvero ST Microelectronics. Il suo grafico si trova infatti alle prese con importantissimi massimi relativi, posti intorno al livello di 15,35…

La spettacolare risalita del CESI USA
Finanza/Economia / 16 settembre 2017

I mercati azionari chiudono ancora nei pressi dei massimi. I mercati azionari chiudono ancora nei pressi dei massimi. Una circostanza beneaugurante, in un mese storicamente impegnativo come quello di settembre, e giusto alla vigilia delle sistemazioni tecniche trimestrali. In effetti quando Wall Street giunge al consueto appuntamento del terzo venerdì del mese in progresso, come occorso nelle ultime due settimane, raramente si migliora fino alla fine del mese. Questo fa il paio con la scadenza ciclica del Delta System, che suggerisce per la borsa americana un ripiegamento fino alla data commentata qui nei giorni passati. La seduta di ieri è stata catalizzata dai dati macroeconomici americani, e in particolare dall’indice headline dei prezzi al consumo, che ha risvegliato le aspettative di aumento dei tassi già per la fine dell’anno. Nulla di definitivo (la probabilità, prezzata dal mercato a termine, è salita dal 38 al 45%), ma abbastanza per supportare il tentativo di inversione di tendenza del dollaro. Piuttosto, l’attenzione si sofferma sul costante miglioramento dei dati macro, in relazione alle aspettative che ne hanno preceduto il rilascio: il CESI Usd è ormai prossimo allo zero; meno di tre mesi fa scivolava sotto i -75 punti. Di questo sensibile miglioramento, ci…

Necessaria una discesa
Finanza/Economia / 16 settembre 2017

Piazza Affari sfrutta ancora la positività del mercato americano riuscendo a salire sopra i recenti massimi. Piazza Affari sfrutta ancora la positività del mercato americano riuscendo a salire sopra i recenti massimi, ma più per inerzia che per una reale forza intrinseca, con l’indice FtseMib che ora continua a stazionare in area 21.200/21.300. Ci troviamo in una fase veramente particolare…i mercati azionari continuano nella loro “spensierata” positività, quando le attuali tensioni geopolitiche si sommano a prospettive di rialzo tassi in america e tapering della Bce; elementi che dovrebbero cominciare a essere scontate con delle discese più o meno accentuate; evidentemente c’è in questo momento un’enorme massa di liquidità sui mercati che impedisce ai listini azionari di ritracciare come dovrebbero. Si rimane quindi estremamente prudenti, vero che il trend è in grado di proseguire fino a 22.500 e anche 23.000 di FtseMib, ma a volte si preferisce perdere qualche opportunità pur di tenere sotto controllo il rischio. Segnali di pericolo sotto 22.150, tuttavia una chiara inversione di breve si avrò sotto 21.900 con obiettivi posti a quota 21.500 e 20.700, livello però raggiungibile solo in caso di eventi straordinari. Operativamente si consiglia di mantenere le posizioni di medio-lungo, ma anche di…

Bond oggi: l’Ugc tv 2025 sopra 100. Un’idea per alzarne lo yield
Finanza/Economia / 16 settembre 2017

Aveva risentito delle difficoltà della banca, con un forte calo. Poi il progressivo recupero. Un suggerimento per incrementarne il rendimento globale.  Ci sono voluti molti mesi ma alla fine l’Unicredit Tv in euro Sub 03mg25 (Isin IT0005087116 – lotto 10.000 euro – quotazione su Tlx) è tornato sopra quota 100, chiudendo ieri a 100,2. Dopo la rottura al ribasso della parità nel dicembre 2015, il mercato aveva accentuato le vendite di un’emissione strutturalmente interessante ma penalizzata dall’appartenere ai subordinati Tier 2. Le fasi difficili del 2016 per la banca e poi l’aumento di capitale sono state le cause di una profonda correzione, durata oltre un anno. Da fine 2016 si è manifestato prima un veloce recupero dai minimi di 87 fino a 95 euro e in seguito un più lento rialzo, accompagnato sempre da scambi molto significativi. Così da alcune mesi l’Unicredit 2025 si colloca al vertice di contratti e controvalori giornalieri su Tlx.  Una struttura semplice Indicizzato Euribor 3 mesi +2,75%, con cedola a frequenza trimestrale, ecco un titolo adatto a chi voglia o collocare liquidità o anticipare movimenti sui tassi. Finora ha svolto prevalentemente il primo compito, ma adesso vede amplificare il suo ruolo di t.v., grazie a…

Divorzio “islamico” ispirato alla sharia: in Europa non vale!
News / 16 settembre 2017

Divorzio “islamico” ispirato alla sharia: in Europa non vale!   Una coppia siriana, con cittadinanza e residenza in Germania aveva richiesto alle autorità locali il riconoscimento del divorzio ottenuto da un Tribunale religioso della sharia allocato in Siria. In quella occasione, la moglie aveva acconsentito alla separazione. Di fronte alla inusuale richiesta, il Tribunale superiore di Monaco deputato a decidere, ha chiesto aiuto agli “eurogiudici” il cui giudizio è stato tranchant. Il divorzio “islamico” ispirato dalla sharia in Europa non vale, bocciato perché, si ritiene, discriminatorio nei confronti dei diritti della donna anche se quest’ultima ha manifestato il suo assenso. Lo ha affermato l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione Europea nelle conclusioni depositate ieri – C-372/16 – con le quali ha chiarito che una discriminazione . La donna, nella vicenda in commento e secondo le regole della “sharia”, aveva dovuto firmare una dichiarazione con la quale accettava una somma di denaro e liberava il marito da ogni obbligo nei suoi confronti. Alla richiesta dell’uomo rivolta ai giudici tedeschi per ottenere il riconoscimento, peraltro autorizzato in prima battuta, la moglie si era opposta  e il Tribunale regionale prima di decidere si è rivolto a Lussemburgo per l’interpretazione del Regolamento n.1259/2010…

Consiglio di Stato: eccesso di discrezionalità dei Comuni sulla tassazione seconde case!
News / 16 settembre 2017

Consiglio di Stato: eccesso di discrezionalità dei Comuni sulla tassazione seconde case!   In Italia, anche per dire cose ovvie, di buon senso, serve l’intervento di un Giudice. Questo degli aumenti ingiustificati della tassazione delle seconde case da parte dei Comuni rappresenta solo l’ennesimo esempio di come si governa questo Paese. Ogni tanto ho la sensazione che se a prendere questo tipo di decisioni mettessimo una massaia, per esempio una donna che ha allevato con tante difficoltà una famiglia numerosa, oltre a coltivare l’orto o dar da mangiare agli animali, le cose andrebbero decisamente meglio. In questi casi infatti, dopo aver letto la sentenza dalla quale ho preso spunto, la n. 4223/2017 del massimo Organo di giustizia amministrativa,  partita da un ricorso fatto presso il Comune di Jesolo (VE), mi viene da dire: ma è una cosa ovvia! Con la citata pronuncia il Consiglio di Stato ha detto che un  Comune non può “determinare le aliquote in libertà, generando irragionevoli o immotivate disparità tra categorie di superfici tassabili potenzialmente omogenee, giustificandole con argomenti estranei a tale specifico contesto. La discrezionalità dell’ente territoriale nell’assumere le determinazioni al riguardo – in particolare, nello stimare in astratto la capacità media di produzione di rifiuti…

Giustizia & Corruzione: Quattro anni e 9,5 milioni di multa all’ex Ministro Matteoli!
News / 16 settembre 2017

Giustizia & Corruzione: Quattro anni e 9,5 milioni di multa all’ex Ministro Matteoli!   Dopo soli quattro anni, conosciamo l’esito del primo grado nel giudizio di condanna per corruzione di cui è imputato l’ex ministro Matteoli . Imputato eccellente s’intende,  sia pure in “attesa di giudizio”. Forse ce ne vorranno altrettanti per conoscere l’esito conclusivo che ha visto 35 arresti nel 2013, tutti accusati di corruzione e appropriazione indebita nella costruzione della grande opera pubblica che è il MOSE di Venezia[1]. Dico “soli” per modo di dire naturalmente, tenuto conto che la lentezza della nostra Giustizia è almeno pari ed in linea con le inefficienze complessive della Pubblica amministrazione, incapace di autoriformarsi con una Politica apatica ed assente ad ogni iniziativa, anche solo paragonabile ad altri sistemi giudiziari di gran lunga più efficienti. Nello stesso ambito, l’ex Sindaco di Venezia Orsoni è stato assolto mentre l’ex Presidente della Regione Veneto Galan chiese ed ottenne  il “patteggiamento” con un significativo sconto di pena. Molti degli imputati hanno patteggiato! False fatture & fondi neri Come tutti e come sempre, anche in questa indagine è emerso il solito meccanismo delle false fatturazioni per accumulare “fondi neri” per fare ciò che non si dice…

Basta lagnarsi!
News / 16 settembre 2017

Desidero fare una nota di metodo e non di merito. Riguarda lo sport italico di lamentarsi di qualsiasi cosa da noi non funzioni evocando, con l’espressione finale “Questa è l’Italia”, la rassegnata impossibilità di qualsiasi miglioramento; sottointendendo la differenza con altri paesi normali (se non paradisiaci). Uno di questi è senz’altro gli Stati Uniti d’America che l’immaginario collettivo vuole ancora come un paese efficiente, ricco di grandi imprese e con bassa tassazione. Ma è davvero così? Prendiamo il caso delle tasse per le PMI. Un recente articolo del Wall Street Journal descrive, a proposito degli sforzi dell’amministrazione Trump, la situazione del carico fiscale per le piccole e medie imprese. Il primo dato che salta agli occhi è che le imprese con meno di 500 dipendenti (che da noi non sarebbero proprio piccole ma nemmeno grandi) costituiscono il 99,9% del business. Dunque il paese dei grandi colossi è di fatto un iceberg dove la parte sommersa, ovvero non visibile all’uomo della strada d’oltreoceano, è molto maggiore del picco, per quanto grande. Queste aziende, tra tasse dovute allo stato dove risiedono e quelle federali, pagano in balzelli vari quasi la metà dei loro guadagni! Il National Federation of Indipendent Business (una sorta di…

Ripresa italiana c’è, ma Economist frena entusiasmi
News / 16 settembre 2017

“La ripresa è meno lenta di quanto si pensava”: queste le ultime affermazioni del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sull’andamento dell’economia italiana e della produzione industriale, in particolare, che ha “registrato dati impensabili fino a 1-2 anni fa”. Matteo Renzi ha usato toni molto più netti, appropriandosi i meriti: “Produzione industriale +4.4% (Istat)”, aveva twittato l’ex premier, “noi portiamo Italia fuori dalla crisi. Salvini e Grillo portano Italia fuori dall’euro”. Che in Italia sia in atto una ripresa lo testimoniano numerosi dati: secondo le ultime proiezioni Istat, il Pil potrebbe crescere nel 2017 dell’1,5%; la disoccupazione, inoltre, si trova in calo. Le cause di questi sviluppi, però, sono da approfondire. A moderare gli entusiasmi è un focus pubblicato giovedì dall’Economist intitolato “Perché l’economia italiana nei guai sta tornando in forma”. Notando come il ritardo italiano sul ritmo di marcia europeo si sia ridotto, la rivista britannica scrive che “la maggioranza degli economisti” concorda sul fatto che l’Italia stia “beneficiando del più ampio slancio in Europa” in quanto l’Italia “dipende fortemente dalle esportazioni e Germania e Francia sono i suoi più grandi clienti”. I “difetti strutturali” del Paese, ha aggiunto, “persistono e rendono difficile essere inequivocabilmente ottimisti”. La lista dei problemi…

Paradisi fiscali, chi sono e quanto rubano al Pil i super ricchi evasori
News / 16 settembre 2017

In uno studio del National Bureau of Economic Research (NBER) vengono stimati i capitali che vengono sottratti da ogni singolo paese perché parcheggiati in paradisi fiscali all’estero. Il risultato è che la somma di beni e averi imboscati in conti offshore e all’estero ammonta a quasi il 10% del Pil mondiale. Ma questa del 9,8% è solo la percentuale media. Tra i vari paesi non c’è affatto eterogeneità: in Scandinavia la percentuale è striminzita, nell’Europa continentale è al 15% circa mentre nei paesi del Golfo raggiunge il 60%. In Italia più del 10% del Pil è nascosto in paradisi fiscali e conti offshore (vedi penultima tabella in fondo). Con i dati raccolti, Annette Alstadsæter, Niels Johannesen e Gabriel Zucman hanno potuto ridistribuire le quote della ricchezza mondiale dei dieci paesi che contano per circa la metà del Pil mondiale. Siccome i capitali depositati in conti offshore appartengono principalmente ai super ricchi, se si tiene conto anche dei beni e averi parcheggiati nei paradisi fiscali, il valore del patrimonio in mano allo 0,01% della popolazione in Europa cresce a dismisura, anche in nazioni che non usano in maniera esagerata gli atolli fiscali. La maggior parte (più del 50% come si vede nel grafico…