La Fed non tocca i tassi. Taglio al bilancio da ottobre
Finanza/Economia / 21 settembre 2017

Mercoledì il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha come previsto lasciato invariati i tassi d’interesse in un range dell’1,00-1,25% dopo averli aumentati di 25 punti base nei meeting di marzo e giugno (e prima ancora nel dicembre dello scorso anno). Mercoledì il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha come previsto lasciato invariati i tassi d’interesse in un range dell’1,00-1,25% dopo averli aumentati di 25 punti base nei meeting di marzo e giugno (e prima ancora nel dicembre dello scorso anno). Le prospettive sono, anche in questo caso come previsto dal mercato, per un nuovo rialzo in dicembre ma anche per tre successivi nel corso del 2018. La Fed ha però rivisto al ribasso dal 2,9% al 2,7% la stima del livello che i tassi raggiungeranno nel 2019 e dal 3% al 2,8% quella di lungo periodo. L’istituto centrale di Washington ha invece finalmente tolto il velo sull’annunciato piano di riduzione del suo bilancio da 4.500 miliardi di dollari, per la prima volta in nove anni. A partire da ottobre la Fed inizierà tagliarlo di 10 miliardi di dollari…

Ferragamo chiude in calo. SG riduce il target price
Finanza/Economia / 21 settembre 2017

Il titolo ha cambiato rotta dopo una buona partenza nel giorno in cui gli analisti hanno rivisto al ribasso valutazione obiettivo e stime. Seduta a due facce quella odierna per Salvatore Ferragamo che, dopo aver ceduto mezzo punto percentuale ieri, si è spinto inizialmente in avanti oggi, per poi cambiare rotta e chiudere gli scambi in rosso. Il titolo si è fermato a 22,6 euro, con un calo dello 0,7% e oltre 1 milione di azioni scambiate, più del doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi. Salvatore Ferragamo oggi è finito sotto la lente di Societè Generale, i cui analisti hanno confermato la raccomandazione “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 26 a 25 euro. Il broker ritiene che la seconda metà dell’anno sarà più difficile di quanto previsto in un primo momento e anche in ragione di ciò gli analisti hanno tagliato le stime sui ricavi di quest’anno di circa il 2% a 1,45 miliardi di euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Soros contro Buffett, tre azioni a confronto nei loro portafogli
Finanza/Economia / 21 settembre 2017

Credo che chiunque investa o speculi nei mercati azionari conosca i nomi dei miliardari George Soros e Warren Buffett. Credo che chiunque investa o speculi nei mercati azionari conosca i nomi dei miliardari George Soros, famoso in questo periodo perchè un grande scommettitore sul ribasso dello S&P500 e Warren Buffett, cassettista decennale diventato il terzo uomo più ricco del mondo grazie a titoli azionari come Disney, Wells Fargo e Coca Cola, tenuti in portafoglio per 30 anni. Buffett è proprio famoso per il suo approccio a lungo termine basato sui fondamentali, è decisamente in contrasto col miliardario Soros, che è più adatto ad effettuare speculazioni basate su tendenze e previsioni macroeconomiche. Nel secondo trimestre il fatturato del portafoglio della Berkshire Hathaway di Warren Buffett è salito del 2%, mentre quello di Soros del 15%. Sempre nel secondo trimestre abbiamo assistito a delle vere trasformazioni sui portafogli dei due miliardari, Soros ha ridotto la sua lista di società su cui Buffett sta puntando da otto anni. Goldman Sachs (GS) Goldman Sachs è una holding bancaria e una holding finanziaria. Goldman Sachs è una investment banking globale che fornisce una gamma di servizi finanziari a una clientela che comprende aziende, istituti finanziari,…

Spagna, Catalogna vittima di un’aggressione: “Libertà sospesa”
News / 21 settembre 2017

MADRID (WSI) – Sono scoppiati scontri e continuano le proteste contro il governo spagnolo in Catalogna dopo che la polizia ha eseguito un blitz nella sede dell’amministrazione catalana, effettuando 22 perquisizioni e arrestando 14 persone tra cui il segretario generale della vice presidenza della regione. Il presidente catalano Carles Puigdemont l’ha definita un’aggressione alla Catalogna, con la Spagna che di fanno ne ha “autosospeso l’autonomia” e quindi la libertà. La Catalogna potrebbe subire un impoverimento “brutale” se dovesse lasciare la Spagna, con un profondo calo della produzione economica. A spiegare gli effetti catastrofici se la regione dovesse decidere, a seguito del referendum, di rendersi indipendente dalla Spagna è stato il ministro dell’economia iberico Luis De Guindos in un intervista alla radio Cope, nel giorno in cui la polizia ha arrestato il viceministro catalano dell‘Economia Josep Maria Jove. Consapevole dei rischi politici, anche alla luce dell’esito choc del referendum sulla Brexit di un anno fa, il governo nazionale iberico sta facendo di tutto per impedire che si svolga il voto popolare sull’indipendenza della Catalogna, ritenuto illegale. Le tensioni tra le autorità centrali e quelle catalane erano già molto alte prima che ieri le forze di polizia arrestassero Jové, segretario generale della vice presidenza…

Ci siamo: Venezuela sull’orlo del default
News / 21 settembre 2017

Il Venezuela è sull’orlo della bancarotta, un evento che alcuni temevano e che potrebbe verificarsi prima del previsto dopo che lo Stato ricco di petrolio non è riuscito a ripagare gli interessi sul debito in scadenza il 15 settembre. Lo ha riferito Bloomberg citando fonti a conoscenza dei fatti: si parla di obbligazioni per un valore pari a 185 milioni di dollari. Diversi detentori di obbligazioni con data 2027 non hanno ricevuto il pagamento e un funzionario dell’ufficio pubblico creditizio di Caracas, la capitale, si è rifiutato di commentare. Non si sa dunque se i fondi sono stati trasferiti e quando gli obbligazionisti riavranno indietro i loro soldi, ma il silenzio del governo non fa ben sperare e ha alimentato il panico nei mercati secondari. Sul mercato vanno in scena vendite massicce di Bond sovrani del Venezuela, come si vede bene nel grafico sotto riportato. Il crollo dei prezzi dei titoli di Stato e l’impossibilita del governo di ripagare i creditori ha risvegliato i fantasmi della passata crisi argentina dei primi Anni 2000 che molti risparmiatori italiani esposti ai Tango Bond si ricordano bene. A suggerire che il Venezuela stia attraversando seriamente in un periodo di crisi è il silenzio…

Gestori attivi meglio del benchmark nel secondo trimestre
News / 21 settembre 2017

Nel secondo trimestre dell’anno i gestori attivi europei hanno battuto il benchmark di riferimento nel 55% dei casi. Il dato è riportato dall’ultimo studio di Lyxor AM che ha preso in considerazione 3.871 fondi attivi domiciliati in Europa con masse in gestione per circa 1.300 miliardi di euro. La percentuale è in crescita sia rispetto alla fine del 2016, quando si attestava al 28%, sia rispetto al primo trimestre (52%). Il dato complessivo riflette però due realtà. Quella dei fondi azionari, dove i gestori sono riusciti a sovraperformare il benchmark nel 63% dei casi e quella dei fondi obbligazionari dove la percentuale di asset manager che hanno fatto meglio dell’indice di riferimento si riduce al 35%. Il miglioramento delle condizioni economiche e le politiche monetarie ancora accomodanti hanno sostenuto le performance dei gestori azionari attivi, in particolare di quelli che operano sull’azionario globale, su large e mid cap europee e su titoli britannici. I bassi tassi di interesse sono stati invece il cruccio dei gestori obbligazionari, in particolarmente per gli investitori in debito emergente e high yield in euro.   L’articolo Gestori attivi meglio del benchmark nel secondo trimestre sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Paolo Gentiloni, John Elkan e Alberto Nagel al Bloomberg Global Business Forum
News / 21 settembre 2017

“Le economie avanzate vivono un periodo di sfide epocali in cui la middle class, che ha rappresentato per oltre cinquant’anni la vera forza trainante, si ritrova schiacciata da trend secolari come la digitalizzazione, i flussi migratori, i cambiamenti climatici, l’invecchiamento della popolazione e il rapido cambiamento del modello economico e sociale. Le conseguenze sono il concreto rischio di esclusione di ampie fette di popolazione dallo sviluppo e dal benessere con i connessi pericoli di instabilità sociale. In un periodo cosi delicato è compito dei business leader e non solo dei political leaders di adoperarsi affinché vi sia una più equa ripartizione delle opportunità di crescita attraverso un costante impegno per soluzioni innovative che siano adeguate alla complessità delle sfide. Alberto Nagel commenta così il suo arrivo a New York, in occasione del primo Global Business Forum promosso da Michael R. Bloomberg e aperto dal 42º Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. L’incontro, al quale partecipano più di 50 Capi di Stato e 250 CEO, nasce dalla volontà di riunire i leader più influenti del pianeta per affrontare alcuni temi di urgente attualità politica, economica e sociale. L’Italia assicura la sua presenza con la partecipazione del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni,…

Rialzo mercati, Gartman riscontra “anomalia”: “state attenti”
News / 21 settembre 2017

L’avanzata senza sosta delle Borse, con sei su dieci mercati azionari mondiali principali che sono saliti di prezzo nelle ultime 24 ore. Solo quattro dei listini di Borsa che compongono l’indice internazionale stilato da Dennis Gartman, autore della lettera agli investitori più seguita di Wall Street, hanno perso terreno. Ma le variazioni di prezzo non sono state in alcun caso superiori all’1%. Dal punto di vista geografico, l’unico trend evidente sembra essere che le Borse asiatiche sono state un po’ più deboli delle controparti occidentali. In generale, l’attività è molto bassa come dimostrano i volumi ai minimi record. Il fatto che gli scambi siano così contenuti e i volumi tanto sottili in un contesto di continuo rafforzamento dei mercati, è un’anomalia che – come tutte le stranezze – dovrebbe far suonare un campanello d’allarme. Gli investitori possono continuare a essere rialzisti, e dovrebbe esserlo, secondo Gartman, ma con un’estrema cautela. L’anomalia potrebbe spezzarsi dopo che nella serata italiana la Federal Reserve annuncerà quella che potrebbe essere una storica decisione (una riduzione del suo bilancio nell’ambito di un processo di normalizzazione dei tassi di interesse). “Mentre i contratti sull’S&P 500 salgono su nuovi livelli record, il volume si è ristretto e…

Trani, concluse le indagini su ex vertici Deutsche Bank
News / 21 settembre 2017

Sono arrivate a conclusione le indagini del pm Michele Ruggiero sugli ex vertici di Deutsche Bank, rei, secondo l’ipotesi accusatoria, di aver venduto 7 degli 8 miliardi di titoli di stato italiani che aveva in portafoglio a inizio 2011 violando la normativa in vigore. La vendita sarebbe stata “massiccia” e condotta “nel brevissimo termine” con il risultato di alterare il valore dei titoli. Alcuni mesi dopo questi fatti, sarebbe scoppiata la crisi dello spread sovrano; il reato si riferisce al periodo compreso fra il gennaio e il luglio 2011.   Risultano indagati nell’ambito delle indagini, per manipolazione del mercato, l’ex presidente Josef Ackermann, gli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain e Jurgen Fitschen, l’ex capo dell’ufficio rischi Hugo Banziger, e Stefan Krause, ex direttore finanziario. Al cuore dell’accusa ci sono le presunte “condotte artificiose, a carattere informativo ed operativo, da ritenere manipolative del mercato“, legate alla vendita dei titoli italiani da parte di Deutsche Bank. Che, però, respinge ogni accusa definendo l’indagine “priva di fondamento”.   Riguardo alla stagione dello spread, il pm Ruggiero era già stato protagonista di un’inchiesta, arrivata a processo, a carico delle agenzie di rating. Gli imputati di S&P furono assolti. Il pm, però, aveva denunciato: “Sono…

Assalto al Bitcoin, noto hedge fund: “bolla di mercato”
News / 21 settembre 2017

Dopo Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan, anche un altro esponente della finanza americana si fa avanti, bollando le criptovalute, e quindi il Bitcoin, come “una chiara bolla”. A dirlo è Ray Dalio, il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates, che in un’intervista alla Cnbc ha specificato che il Bitcoin e i suoi concorrenti non possono essere spesi molto facilmente. Ciò li rende una “riserva di ricchezza”, anche se estremamente più volatile, se paragonata all’oro per esempio. “Il Bitcoin è un mercato altamente speculativo. È una bolla“. Da inizio anno, la valuta digitale ha guadagnato il 311% e ora quota poco sotto 4 mila dollari (fonte Coindesk). Nello stesso periodo il Dow ha segnato +13%, mentre lo S&P 500 è salito del 12%. Le affermazioni di Dalio sul Bitcoin, arrivano dopo quelle del ceo di JP Morgan, Dimon, che una settimana fa ha tuonato contro il Bitcoin, bollandolo come una “truffa” e promettendo di licenziare un solo trader della sua banca che avesse sorpreso a fare trading sulla criptovaluta. Per poi scoprire che la stessa JP Morgan è tra gli acquirenti di Bitcoin. Wall Street Journal: “Bitcoin vale zero” Un altro attacco è arrivato dal Wall Street Journal, secondo cui la volatilità…