Wall Street può fare a meno del sostegno della Fed?
Finanza/Economia / 22 settembre 2017

E venne il grande giorno della riunione settembrina del FOMC. E venne il grande giorno della riunione settembrina del FOMC. Le sorprese non hanno riguardato tanto le misure annunciate, anticipate in questa sede ieri mattina, quanto la reazione vibrante dei mercati: l’atteggiamento della Fed è stato percepito come aggressivo. Ciò ha provocato un forte e ulteriore rimbalzo dei rendimenti, con conseguente rivalutazione del dollaro e ridimensionamento dell’oro (che fa i conti con un concorrente sempre più temibile e oltretutto generatore di cedole). Placida la reazione dei mercati azionari, stretti da un lato da una aggressività che in prospettiva dovrebbe – dovrebbe… – essere di difficile digestione; dall’altro da una stagionalità tipicamente benigna nei FOMC Day. Al termine della seduta di ieri, la probabilità che la banca centrale americana aumenti nuovamente i tassi di interesse entro la fine dell’anno, è salita al 63%, dal 50% della vigilia. Ormai la circostanza è assodata. Nell’aggiornamento di metà anno del 2017 Yearly Outlook ci siamo soffermati sul livello che il Fed Funds rate dovrebbe raggiungere, affinché esso costituisca una oggettiva minaccia e per l’economia americana, e per Wall Street: rimandiamo a quelle pagine, sempre attuali. Fino ad allora, resterà fermo il copione tracciato. Come…

Bond oggi: parla la Yellen e i mercati vanno in palla
Finanza/Economia / 22 settembre 2017

I tassi di lungo vengono visti al 2,75% e non al 3%, ma i mercati si sono messi in “sell” sulla quasi conferma di un rialzo a dicembre. Insomma un gran guazzabuglio. Non si erano viste da tanto tempo così elevate incertezza e contraddittorietà sui mercati obbligazionari, condizionati ieri non solo dalle notizie sulle politiche monetarie ma anche da conseguenti movimenti sulle valute. Tutto è nato dalla scelta della Fed di comunicare che l’obiettivo – conclamato negli ultimi mesi – di tassi di lungo periodo (fine 2019) al 3% è stato ridotto al 2,75%. Si avverte quindi cautela sul futuro, ma si direbbe che si stia attuando una specie di messaggio trasversale, uscito (forse) da Jackson Hole, sull’inflazione: non si vuole vederla a tutti i costi crescere, smentendo perfino possibili spinte derivanti da ipotizzabili aumenti del prezzo del petrolio. In questo quadro ci si potevano attendere mercati fermi o perfino in “buy” e invece si è registrata tanta volatilità, difficile da ghermire perfino per chi fa trading stretto. Il motivo? Pur in un quadro così incerto la Yellen ha quasi confermato un nuovo aumento dei tassi a dicembre e il mercato alla fine ha deciso di vendere T Notes e…

Mediolanum punta sulle pmi, più servizi wealth e per le aziende
News / 22 settembre 2017

Banca Mediolanum svolta verso le pmi e punta a diventare la banca di riferimento per gli imprenditori italiani. Questa in sintesi la strategia messa a punto dall’istituto guidato da Massimo Doris per i prossimi mesi e presentata di fronte a oltre 3.500 family banker riuniti al forum di Assago per la convention annuale. In particolare, secondo quanto dichiarato dal fondatore Ennio Doris, Mediolanum punta a diventare la banca d’affari specializzata sulle piccole e medie imprese. Per incontrare gli imprenditori il gruppo di Basilio ha già messo a punto un roadshow che toccherà tutte le provincie italiane. Alla base di questa strategia c’è il forte intessere registrato dai Piani individuali di risparmio (Pir) sia tra i risparmiatori italiani sia tra gli imprenditori che hanno valutato positivamente il forte flusso di risorse finanziarie che sono giunte sui mercati dedicati alla quotazione delle pmi. Nei piani di Doris anche l’ulteriore sviluppo della struttura di wealth management dedicata ai clienti con grandi patrimoni per la quale è previsto il reclutamento di professionisti con portafogli superiori ai 20 milioni di euro e lo sviluppo di nuovi prodotti di investimento che coniugano rendimento e protezione. In merito alle novità che riguardano l’universo dei family banker il…

Fed, il commento degli analisti e le previsioni di mercato
News / 22 settembre 2017

Gli asset più rischiosi, come i titoli di Borsa, non hanno accusato il colpo nel primo giorno dell’era del Quantitative Tightening, ossia del piano di irrigidimento monetario progressivo della Federal Reserve dopo nove anni di acquisti di Bond, mutui e altri attivi sul mercato. Ieri la Fed ha deciso che da ottobre ridurre`la mole del suo bilancio, mettendo ufficialmente fine alle manovre di stimolo monetario straordinarie. Sebbene i mercati finanziari oggi non abbiano preso la strada dei ribassi, potrebbero presto capitolare (“scendere nettamente” secondo Capital Economics) qualora l’economia Usa dovesse mostrare segnali di rallentamento. I titoli di mercato più rischiosi, che di solito vengono penalizzati da una stretta monetaria, hanno inaspettatamente snobbato l’atteggiamento aggressivo della Fed della riunione di politica monetaria conclusasi ieri. “Rimarranno ben intonati per un anno e mezzo, anche se prevediamo che la Fed aumenterà il costo del denaro di un quarto di punto tra oggi e inizio 2019″, ha scritto in una nota Capital Economics. I tassi sono stati lasciati fermi all’1-1,25%. Mitul Patel, Head of Interest Rates di Janus Henderson Investors La Fed ha dichiarato che, a ottobre, inizierà a ridurre il proprio bilancio, in linea con quanto annunciato a giugno. Il dot plot della…

Giustizia & dintorni: parliamone …!
News / 22 settembre 2017

Giustizia & dintorni: parliamone …!   Verso gli inizi degli anni ’80, nell’ambito della “Rappresentanza militare” della Guardia di finanza in terra di Calabria, venni eletto per due anni componente del Consiglio di Base di Rappresentanza per l’intera Regione. L’Organismo sindacale interno al Corpo fu una risposta all’allora smilitarizzazione della Polizia di Stato che attuarono le restanti Forze dell’ordine, senza perdere la qualifica di “militari”. In quella occasione, ricevetti una richiesta insolita da parte di un gruppo di militari che pure ero tenuto a rappresentare, laddove venivo invitato a formulare una proposta affinché, ogni due anni, i Comandanti di Corpo (che poi corrispondevano ai Colonnelli, Comandanti di Legione/ Regione), fossero sottoposti ad una “visita neurologica” per verificare lo stato di salute del cervello nella sua complessità, ovvero rilevare eventuali patologie o disturbi che colpiscono il sistema nervoso centrale o quello periferico.  La richiesta mi sembrò di tale portata che mi sembrò addirittura inopportuna avanzarla ma soprattutto per togliermi dall’impiccio, feci notare che argomenti di tal fatta non rientravano fra i compiti Istituzionali del Consiglio di Base di Rappresentanza. Mondo giustizia Apprendo oggi di una vicenda paradossale, nata da un ricorso per “licenziamento ingiusto” fatta da un dipendente di Poste italiane, sia…

Catalogna, Spagna schiera 16.000 poliziotti anti sommossa per prevenire ribellione
News / 22 settembre 2017

Il governo della Spagna ha assoldato delle navi e dei traghetti espressamente per raggruppare il più massiccio raggruppamento di forze di polizia possibile nei porti della Catalogna. Le imbarcazioni nel porto di Barcellona serviranno per ospitare 16mila poliziotti dispiegati per assicurare che venga mantenuto l’ordine nella regione ribelle e garantire che il referendum sull’indipendenza della Catalogna, giudicato incostituzionale da Madrid, non si tenga il primo ottobre. Il ministero dell’Interno spagnolo ha chiesto alle autorità portuali della Catalogna di fornire un ormeggio per le navi fino al tre ottobre, due giorni dopo il voto previsto sull’indipendenza della regione autonoma, dicendo che è una “questione statale”. Lo ha riferito contattata per telefono dai media una portavoce del porto di Barcellona. Un’imbarcazione battezzata “Rapsodia” ha attraccato nella città portuale alle 9.40 del mattino giovedì 21 settembre. L’obiettivo è quello di arrivare ad ammassare sul posto 16.000 poliziotti anti sommossa e altri funzionari delle forze di sicurezza per impedire un’eventuale escalation delle proteste in vista del referendum di domenica primo ottobre, secondo quanto riportato dal quotidiano El Correo sul suo sito. Il numero sarebbe così superiore a quello impiegato dalle forze di polizia della Catalogna, “Mossos d’Esquadra”, che lavorano per il governo centrale spagnolo…

Rogers: “fondi spazzati via da mercato orso peggiore di sempre”
News / 22 settembre 2017

Jim Rogers prevede l’arrivo di una fase orso deleteria sui mercati, “la peggiore di sempre”, che spazzerà via i risparmi degli investitori che hanno messo i loro soldi in fondi comuni. Ora che la Federal Reserve ha deciso di mettere definitivamente fine al programma di quantitative easing straordinario riducendo il bilancio monstre della banca centrale americana a partire da ottobre, le cose dovrebbero tornare alla normalità dopo anni di droghe monetarie. Il navigato investitore teme che la fase di ripiegamento dei mercati sarà “orrenda, la peggiore” che lui abbia mai visto. Sono i livelli di debito enormi che hanno raggiunto le principali economie globali a preoccuparlo maggiormente e sarà questo fenomeno a scatenare la prossima crisi finanziaria. Nell’intervista registrata il 14 settembre a Singapore e mandata in onda di recente sul proprio sito da Real Vision TV, la leggenda degli investimenti ha parlato dei rischi posti dagli “investimenti facili”, delle sue strategie di investimento, del futuro dei fondi comuni e di quello delle materie prime. Rogers, che di mercati ha dimostrato di intendersene come per esempio dimostrano i risultati ottenuti dal Quantum Fund da lui confondato, uno dei fondi hedge di maggiore successo di sempre, teme che i mercati finanziari attraverseranno…

Def, governo: risorse in più andranno ai giovani
News / 22 settembre 2017

Il governo italiano si è fissato come obiettivo del rapporto tra deficit e Pil una forchetta percentuale dell’1,7%-1,8% l’anno prossimo. Venerdì 22 settembre verrà esaminata la Nota di aggiornamento al Def, il documento programmatico in vista della prossima Legge di Bilancio 2018. Le risorse addizionali provenienti da una crescita solida sono comunque “molto limitate” e, data per certa una revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil e lo “sconto” sulla correzione del deficit di 8,5 miliardi, saranno come prerogativa destinate al mercato del lavoro giovanile. Il miglioramento dello scenario macroeconomico e l’accelerazione della crescita del Pil saranno infatti incorporati nel DEF con una revisione al rialzo della stima di crescita 2017 all’1,5% dall’1,1% antecedente. Il Documento di economia e finanza ne terrà conto anche per le nuove previsioni sul deficit. L’economia in miglioramento comporta infatti una correzione minore del deficit dello 0,3% del PIL, tenendo conto dei margini di flessibilità garantiti dall’UE, che equivalgono ad uno “sconto” di 8,5 miliardi sulla correzione 2018 dai 13,5 miliardi previsti nel DEF di aprile ai 5 miliardi attuali. Questo offrirà la possibilità di avere recuperare risorse per finanziare eventuali misure pro crescita, in particolare sul fronte occupazionale che ancora langue rispetto…

Unicredit punta a Commerzbank, ma Germania preferisce Bnp Paribas
News / 22 settembre 2017

Riprende fiato il titolo Unicredit. In mattinata il titolo guadagna oltre il 2%, dopo aver lasciato ieri sul terreno di piazza Affari il 2,24% a 17,47 euro, in seguito alle indiscrezioni riportate ieri da Reuters, ma non confermate, in base alle quali la banca avrebbe avviato dei contatti con il governo tedesco per un’eventuale fusione con Commerzbank (quest’ultima è controllata dallo stato al 15% dopo averla salvata dalla crisi ndr). Secondo le fonti sentite dall’agenzia stampa, l‘istituto guidato da Jean Pierre Mustier, mentre scandaglia l‘Europa in cerca di potenziali partner, avrebbe segnalato negli ultimi mesi il suo interesse nei confronti dell’istituto tedesco. La Germania non sembra troppo entusiasta dell’eventuale affare. Al momento, comunque, il contatto sarebbe informale e a uno stadio iniziale. Una fonte a conoscenza della situazione aggiunge che anche altri gruppi hanno espresso interesse per Commerzbank. A questo proposito, il settimanale tedesco WirtschaftsWoche, citando fonti finanziarie, ha riferito che il governo tedesco preferisce una fusione tra la partecipata Commerzbank e la francese BNP Paribas. Le discussioni al ministero delle Finanze sono ancora in una fase iniziale e, secondo il giornale, il governo non discuterà della questione con il management di Commerzbank prima di novembre. Da Berlino precisano infatti che non ci sono trattative ufficiali in corso e che nessuna banca…

Salario minimo, Boeri: “governo se n’è dimenticato”
News / 22 settembre 2017

Compreso nelle deleghe del Jobs Act ma mai attuato, il salario minimo è una realtà in molti Paesi d’Europa. E l’Italia, secondo il presidente dell’Inps Tito Boeri, dovrebbe entrare a far par parte di questo gruppo. O meglio uscire dal club, ben più ristretto dei paesi che una forma di retribuzione minima ancora non ce l’hanno: Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia. Secondo Boeri il “salario minimo orario” dovrebbe essere la via per superare il sistema contrattuale a due livelli che “non funziona”. Arrivare a una forma di salario minimo, secondo Boeri, aiuterebbe l’occupazione in un Paese all’interno del quale esistono realtà regionali in cui il tasso di occupazione è sotto il 50%. Il presidente dell’Inps si era espresso a favore di questa soluzione nel corso di un un convegno dell’Agenzia di Ricerche e Legislazione dello scorso 14 settembre. L’ipotesi ventilata andrebbe a formare l’ipotesi di salario minimo basandosi sui 9 euro orari previsti per i contratti di prestazione occasionale: una cifra che moltiplicata per le ore mensili andrebbe a corrispondere ai 1.530 euro. Più di quanto prevedono numerosi contratti nazionali, anche perché i 9 euro orari delle prestazioni occasionali non comprendono nessun altra forma di retribuzione come 13esime, Tfr…