Analisi tecnica: Telecom Italia
Finanza/Economia / 28 settembre 2017

Sono oramai passati più di 30 anni quando il titolo oggetto di analisi ha toccato il suo massimo storico nel lontano maggio del 1986. Sono oramai passati più di 30 anni quando il titolo oggetto di analisi ha toccato il suo massimo storico nel lontano maggio del 1986. Da allora una discesa con bottom a 0,46233 nel luglio del 1997 – più di 11 anni di bear-trend -rialzo fino al marzo del 2000 raggiungendo il livello di 9,55539 euro per azione, e nuovo bear-trend con il prezzo che ritorna sul minimo del 1997 toccando il livello di 0,4655 nell’agosto del 2013. Osserviamo il grafico di lungo periodo: Dal minimo di 0,4655 euro per azione del 07 agosto del 2013, il titolo ha iniziato un corposo rimbalzo fino a toccare un massimo a 1,3160 il 30 ottobre del 2015 con un rialzo del 182,71% in poco più di 2 anni e ritornando sui prezzi del 14 luglio del 2008 quindi di ben 8 anni prima e ovviamente prima del crollo arrivato tra settembre e ottobre dello stesso anno a causa fallimento Lehman Brtohers. Ulteriore ripiegamento del prezzo con ritorno al prezzo di 0,6265 il 07 luglio dell’anno scorso, con il classico…

Eni a doppia barriera
Finanza/Economia / 28 settembre 2017

Da alcuni giorni è disponibile sul SeDex di Borsa Italiana una nuova tipologia di certificati, emessi da Unicredit. Da alcuni giorni è disponibile sul SeDex di Borsa Italiana una nuova tipologia di certificati, emessi da Unicredit, ovvero i “top bonus doppia barriera”, strumenti d’investimento che appartengono alla famiglia dei prodotti a capitale “condizionatamente protetto”. Senza dubbio questa nuova tipologia di certificati rappresenta un’innovazione e un’evoluzione dei classici “top bonus”, dal momento che si caratterizza per la presenza di due distinti livelli di barriera (e di Bonus). Nel dettaglio, la prima barriera è più elevata e collegata al Bonus 1, mentre la seconda barriera è collocata a un livello inferiore e collegata al Bonus 2. È importante sottolineare come ciascuna di queste due barriere sia “discreta” e quindi sia attiva e rilevata solo alla scadenza del prodotto. Lo scopo di questo doppio livello della barriera è di permettere all’investitore di ottenere un rendimento positivo anche nel caso che sia stato violato il primo livello della barriera. Il livello della prima barriera è posto mediamente al 90% del valore dello strike, e quindi offre una protezione su un ribasso del 10% del prezzo del sottostante, mentre la seconda barriera è posta mediamente…

Margin Debt: gli Orsi non riescono a persuaderci
Finanza/Economia / 28 settembre 2017

La realtà, dura da accettare, è che il MD cresce poco, non troppo. Nell’ambito dell’analisi del sentiment, su cui ci siamo ieri soffermati, un peso non secondario è rivestito dall’entità del debito contratto dagli investitori (americani) con i propri broker, per l’acquisto a leva di azioni: il cosiddetto Margin Debt (MD). Il dato di agosto, reso noto ieri, ha raggiunto un nuovo massimo storico, ad oltre 550 miliardi di dollari: abbastanza per scuotere un’opinione pubblica già sufficientemente nervosa, malgrado l’ennesima annata benigna per Wall Street. Peraltro, un esame anche superficiale rivelerebbe come il raggiungimento di un nuovo picco assoluto – che, oltretutto, accompagna analoga circostanza da parte degli indici borsistici americani… – è stato sperimentato nel 24% dei casi, da quando tale statistica è opportunamente calcolata. In altre parole, ogni quattro mesi il MD raggiunge un nuovo estremo: che notizia clamorosa sarebbe mai questa? Senza spingerci troppo lontano, il MD migliora pressoché sistematicamente i massimi storici dalla primavera di quattro anni fa e questo, ci sembra, non ha mai impedito allo S&P di prodursi in ulteriori slanci: cosa fa pensare che adesso sia differente? La realtà, dura da accettare, è che il MD cresce poco, non troppo. Negli ultimi dodici…

Bond oggi: arriva la Imi all’11% in Try. Comprarla o no?
Finanza/Economia / 28 settembre 2017

Al test dei rendimenti sia in confronto alle altre emissioni della stessa banca sia a quelle di enti sovranazionali. Il verdetto è chiaro.  La lira turca ai minimi storici sull’euro è motivo ancora una volta di attenzione da parte sia degli emittenti sia degli investitori. Ecco così che l’esordio di una nuova obbligazione di Banca Imi dalla cedola elevatissima costituisce un’ulteriore occasione per fare il punto sullo specifico mercato valutario, non fosse altro per il suo rendimento facciale quasi da record nel panorama italiano. Queste le caratteristiche: tasso fisso 11%, con pagamento annuale il 25 settembre, scadenza 25/9/2019, importo 800 milioni di Try, lotto minimo 5.000 Try e Isin XS1685354901. Le prime indicazioni sul secondario sono per una quotazione sotto la pari (99,15 Try in chiusura ieri): in realtà si è in fase ancora di avvio di negoziazioni, il che costituisce motivo di oscillazione dei prezzi. Ne consegue un attuale rendimento lordo a scadenza dell’11,5% e netto dell’8,5% (aliquota fiscale al 26%). Si parte della famiglia Il primo raffronto non può che avvenire nell’ambito delle emissioni in Try della stessa Banca Imi. Quelle quotate sul Mot sono in totale quattro – compresa la nuova – con scadenze in due casi…

Osservare il passato per avere il futuro
Finanza/Economia / 28 settembre 2017

Il crollo avvenuto nella data dell’ottobre 2008 nasce in virtù della rottura al ribasso della trend-line che sosteneva il bull-market. E’ doveroso ricordare come il crollo avvenuto nella data del 03/06 ottobre del 2008 nasce in virtù della rottura al ribasso della trend-line che sosteneva il bull-market dal minimo del 16 settembre del 1992. Soprattutto si materializzò la rottura dell’angolo ascendente 1×2 che partiva dal livello “0” di prezzo e tracciato in corrispondenza della data del massimo storico. Tutto questo avvenne dopo 448 settimane dal 07 marzo 2000, e con quel movimento, il derivato domestico scese per segnare un minimo il 09 marzo del 2009. Ora nella prima decade di ottobre, siamo a 448 settimane dal minimo del 09 marzo del 2009, e come allora il derivato domestico è a contattato con l’angolo 1×2 – in questo caso discendente – che parte da 51335 – prezzo del massimo storico segnato dal future perpetual – e tracciato in corrispondenza del minimo del 2009. Osservare il grafico: Si noterà dal grafico sopra esposto come l’angolo 1×2 discendente passi esattamente sulla resistenza dio 22575 – massimo del triplo setup yearly del 2014 – tra il 02 e il 09 ottobre del 2017 quando…

In Context Italian Art, l’asta di Sotheby’s a Londra
News / 28 settembre 2017

In Context Italian Art, il 5 ottobre si terrà l’asta londinese di Sotheby’s dedicata alle meraviglie dell’arte italiana del dopoguerra. L’asta in Context Italian Art, si terrà il 5 ottobre 2017 in occasione della Frieze Week a Londra e come le precedenti Italian Sale sarà un termometro per misurare l’appetito dei collezionisti internazionali per i capolavori dell’arte italiana del dopoguerra. Sotheby’s ha deciso di presentare un catalogo prestigioso nel quale convivono opere Made in Italy affiancate dai grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale. Un restyling rispetto alla fortunata serie di vendite “Italian Sale”, nate da un intuizione di Claudia Dwek, Chairman del dipartimento di Contemporary Art per l’Europa di Sotheby’s In Context: protagoniste due opere della collezione Mulas In Context Italian Art, offrirà a collezionisti e investitori un totale di 45 importanti e selezionate opere di arte italiana del XX secolo unita ad una serie di opere di grandi artisti stranieri. Un esempio sono proprio i due lotti della collezione Mulas. Il primo è un “Concetto spaziale” di Lucio Fontana, del 1957 con scritto sul retro a Ugo, questo lotto è registrato alla Fondazione Lucio Fontana di Milano con il numero 4163/1, e viene stimato per 750.000-900.000 Sterline. L’altro atteso lotto è Untitled di Alexander Calder, acquistato…

Economisti: mercato immobiliare è “malsano”
News / 28 settembre 2017

NEW YORK (WSI) – Alert degli economisti sul mercato immobiliare a stelle e strisce che appare malsano e non equilibrato. Da qui la necessità che gli acquirenti affrontino i problemi crescenti del settore. Guardando da un’ampia prospettiva il mercato immobiliare statunitense sembra molto sano con la domanda elevata, occupazione e salari in crescita e tassi bassi dei mutui ipotecari. Ma in realtà nasconde altro. Nonostante i grandi numeri, la verità sull’accessibilità e disponibilità di alloggi negli Stati Uniti per la maggior parte dei potenziali acquirenti è un’altra. Ci sono troppo poche case e quelle che sono disponibili sono molto costose. Lo dicono diverse indagini recenti secondo cui i prezzi rimangono superiori di quasi il 6% rispetto a quelli di un anno fa a livello nazionale, e alcuni mercati locali registrano aumenti di prezzi annuali a due cifre. Tali prezzi in aumento risentono della grave carenza di offerta nella fascia bassa del mercato, che è il punto dove si concentra maggiormente la domanda. Ciò significa che le case a prezzi più bassi stanno registrando maggiori rialzi di prezzo rispetto alle case a prezzi più alti a causa della concorrenza. Allo stesso tempo, le vendite sono in calo, ancora una volta, perché…

Questo Paese potrebbe essere il primo ad adottare il Bitcoin
News / 28 settembre 2017

Il primo Paese ad adottare, de facto, il bitcoin per le proprie transazioni quotidiane non sarà un’evoluta economia della Scandinavia, o il paese del Baltico che sembra dotato delle tecnologie più all’avanguardia in materia, l’Estonia, bensì potrebbe essere il Venezuela date le condizioni di “necessità”. Lo ha detto nel corso di un’intervista rilasciata Cnbc il ceo di Andean Capital Advisors, Daniel Osorio. Alla base di questo fenomeno, che a detta di Osorio sarebbe già in atto, c’è l’iperinflazione in cui è attanagliato il Paese, unita alla scarsità di dollari, che in altri casi analoghi come in Zimbabwe erano subentrati nell’uso corrente all’uso della svalutata moneta nazionale. Anche un pasto del valore equivalente di 8 dollari, ha dichiarato Osorio, costa fino a 200mila bolivar: una quantità di denaro scomoda da portarsi dietro (“è uno zaino pieno di banconote”). Il Venezuela “potrebbe essere testimone della prima bitcoinizzazione di uno stato sovrano”: la criptovaluta sarebbe attraente per i locali proprio perché slegata dalle logiche del mercato nero dei cambi. Già da ora le transazioni, spiega Osorio, avvengono attraverso bonifico bancario, anche per pagare il pranzo al ristorante. “Il Venezuela sta diventando una società senza contanti” il che porta allo scenario “interessante e provocante…

Fallimenti bancari: manager saranno responsabili, sanzioni più dure
News / 28 settembre 2017

Fallimenti bancari: manager, azione di responsabilità  e sanzioni più dure Siamo sulla buona strada e, per quanto incredibile, qualcosa si muove. Nel mentre oggi la pattuglia dei quaranta parlamentari votano il Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui disastri bancari da poco insediata, il Senato ha approvato una norma contro i manager bancari destinatari di un’azione di responsabilità conseguente a fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria, con il contestuale allungamento dei termini prescrittivi per la presentazione della domanda da parte dei risparmiatori danneggiati. Le nuove sanzioni, si dice nel provvedimento appena approvato all’unanimità senza alcun tentennamento o perdita di tempo, deve prevedere l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall’esercizio della professione e dalla possibilità di contrattare con la Pubblica amministrazione. Cose grosse, cose mai viste: trattare i manager di tal fatta alla stessa stregua dei mafiosi ai quali viene comminata, in caso di condanna, la sanzione accessoria della interdizione. La strada è lunga, ma la direzione è quella giusta. Commissione Parlamentare d’inchiesta Con l’auspicio di vedere entro oggi la nomina di un Presidente adeguato all’occasione, scongiurando ogni sorta di annacquamento istituzionale, aspettiamo l’inizio dei lavori della Commissione Parlamentare. La prima cosa che bisogna conoscere con assoluta urgenza, è chi sono i…

Confini aperti per alimentare il Pil: “idiozia” o realtà?
News / 28 settembre 2017

Lo scorso 13 luglio un articolo comparso nella rubrica “The world if” del L’Economist – quotidiano di stampo liberale – aveva radicalmente trattato il tema dell’immigrazione da una prospettiva completamente diversa dal solito: e se chiunque facesse domanda venisse accolto nel paese ove intende stabilirsi? Il titolo era eloquente: “Un mondo a libera circolazione sarebbe 78mila miliardi di dollari più ricco, sommario: sì, sarebbe dirompente. Ma i guadagni potenziali sono così vasti che gli oppositori potrebbero essere corrotti perché lascino che ciò accada”. Il think-tank olandese Gefira a distanza di un paio di mesi ha pubblicato un’ampia risposta nel tentativo di “smontare” le tesi esposte nell’articolo della rivista britannica (ricordiamo che “The world if” è una rubrica annuale che non risparmia provocazioni intellettuali come questa). In questo caso l’oggetto è uno studio del professor Bryan Caplan (George Mason University) pubblicato nel 2014 e intitolato “A radical case for open borders”. Nell’articolo Caplan scrive: “Il lavoro è la commodity di maggior valore, ma le strette regolamentazioni dell’immigrazione fanno sì che essa venga sprecata (…) Lasciare che i nigeriani restino in Nigeria è economicamente senza senso quanto far coltivare agli agricoltori in Antartide”. In breve, se un lavoratore non specializzato è molto più valorizzato…