Eni a doppia barriera

28 settembre 2017

Da alcuni giorni è disponibile sul SeDex di Borsa Italiana una nuova tipologia di certificati, emessi da Unicredit.

Da alcuni giorni è disponibile sul SeDex di Borsa Italiana una nuova tipologia di certificati, emessi da Unicredit, ovvero i “top bonus doppia barriera”, strumenti d’investimento che appartengono alla famiglia dei prodotti a capitale “condizionatamente protetto”.

Senza dubbio questa nuova tipologia di certificati rappresenta un’innovazione e un’evoluzione dei classici “top bonus”, dal momento che si caratterizza per la presenza di due distinti livelli di barriera (e di Bonus).

Nel dettaglio, la prima barriera è più elevata e collegata al Bonus 1, mentre la seconda barriera è collocata a un livello inferiore e collegata al Bonus 2. È importante sottolineare come ciascuna di queste due barriere sia “discreta” e quindi sia attiva e rilevata solo alla scadenza del prodotto.

Lo scopo di questo doppio livello della barriera è di permettere all’investitore di ottenere un rendimento positivo anche nel caso che sia stato violato il primo livello della barriera.

Il livello della prima barriera è posto mediamente al 90% del valore dello strike, e quindi offre una protezione su un ribasso del 10% del prezzo del sottostante, mentre la seconda barriera è posta mediamente al 75-80% dal valore dello strike, e quindi permette di proteggere il capitale fino ad una correzione del 20-25% della quotazione del sottostante.

Dal punto di vista operativo, alla scadenza di questa tipologia di certificato, sono possibili tre scenari:

  • il prezzo del sottostante ha una quotazione pari, o superiore, al livello della barriera 1: in questo caso, l’investitore incassa il Bonus 1.
  • il prezzo del sottostante ha una quotazione pari, o superiore, al livello della barriera 2: in questo caso, l’investitore incassa il Bonus 2.
  • il prezzo del sottostante ha una quotazione inferiore al livello della barriera 2: in questo caso, il certificato rimborsa la performance negativa del sottostante rispetto al valore iniziale (strike) e l’investitore ottiene un prezzo di rimborso che è calcolato attraverso la formula = 100 * (Strike / Prezzo finale del sottostante).

Un esempio chiarirà più di mille parole: selezioniamo il certificato con codice isin DE000HV40962 che ha come sottostante il titolo azionario Eni. Questo certificato presenta due livelli di barriera e di bonus, come illustrato nell’immagine sottostante:

  • barriera 1: 12,204 euro
  • bonus 1: 124,50
  • barriera 2: 10,1700 euro
  • bonus 2: 109

Alla scadenza di questo certificato, che avverrà il 15 settembre 2020, un investitore si troverà di fronte a tre possibili scenari:

  1. Il prezzo di Eni ha una quotazione pari, o superiore, al livello della prima barriera (12,204), che equivale ad una distanza del 11,34% dalla quotazione attuale: in questo caso, l’investitore incasserà il bonus di 124,50. In base a questo scenario, considerando che il prezzo attuale del certificato è di 101, il rendimento annuo lordo a scadenza ammonterebbe al 7,28%.
  2. Il prezzo di Eni ha una quotazione pari, o superiore, al livello della seconda barriera (10,17), che equivale ad una distanza del 26,12% dalla quotazione attuale: in questo caso, l’investitore incasserà il bonus di 109. In base a questo scenario, considerando che il prezzo attuale del certificato è di 101, il rendimento annuo lordo a scadenza ammonterebbe al 2,60%.
  3. Il prezzo di Eni ha una quotazione inferiore al livello della seconda barriera (10,17): in questo caso, il prezzo di rimborso sarà calcolato attraverso la formula = 100 * (13,56 / Prezzo finale del sottostante).

L’immagine sottostante illustra il grafico storico su base mensile del titolo Eni con indicati il livello dello strike e delle due barriere.

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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