S&P 500 debole in avvio di ottava
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Passo indietro per l’S&P 500 che arretra dello 0,32% terminando gli scambi a 2572,83 punti. Passo indietro per l’S&P 500 che arretra dello 0,32% terminando gli scambi a 2572,83 punti. L’indice potrebbe avere la necessità di consolidare il rialzo avviato a fine agosto andando a sondare la consistenza dei supporti presenti in area 2565 e a 2544 punti. Graficamente la giornata di lunedì si è dimostrata un “inside day”, tipica configurazione di attesa da parte del mercato. Pur mantenendosi in prossimità dei record assoluti toccati venerdì a 2583 circa, i prezzi mostrano una certa difficoltà nel prolungare la tendenza ascendente creando i presupposti per l’avvio di una fase correttiva. La rottura di area 2580 riattiverebbe l’uptrend con target a 2600. Diversamente, sotto area 2544 atteso il test di 2519 punti, base del piccolo gap rialzista del 2 ottobre. La violazione anche di questa soglia renderebbe probabile un affondo fino a quota 2508, a metà strada del rialzo partito a fine agosto. (CC ) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Banco BPM poco mosso: rumors su business di bancassurance
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Il titolo si è fermato a ridosso della parità e intanto la stampa ha riportato varie valutazioni per la razionalizzazione del business di bancassurance del gruppo. La seduta odierna si è conclusa senza infamia e senza lode per Banco BPM che, dopo aver ceduto oltre tre punti percentuali venerdì scorso, si è fermato appena sotto la parità oggi. Il titolo ha terminato gli scambi a 2,992 euro, con un frazionale calo dello 0,07% e oltre 23 milioni di azioni trattate, in linea con la media giornaliera degli ultimi tre mesi. Gli analisti di Equita SIM oggi hanno diffuso una nota nella quale hanno segnalato che i quotidiani riportano varie valutazioni per la razionalizzazione del business di bancassurance di Banco BPM. Quest’ultima allo stato attuale ha già riacquistato il 50% della joint-venture con Aviva ad una valutazione per la totalità della società di 504 milioni di euro, ed è in negoziato con Unipol per ricomprare il 50% dell’altra joint-venture e con Cattolica Assicurazioni per la vendita di entrambe. Gli esperti segnalano che il Common Equity Tier 1 del primo semestre di quest’anno di Banco BPM, pari al 10,25%, sconta una valutazione implicita per il 100% della joint-venture con Unipol di 878…

ENAV, assegnate le bonus share
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Si comunica che, in data odierna, si è conclusa l’assegnazione di n. Si comunica che, in data odierna, si è conclusa l’assegnazione di n. 524.790 azioni ordinarie di ENAV S.p.A. (codice ISIN IT0005176406) in favore degli assegnatari delle azioni appartenenti alle categorie pubblico indistinto e dipendenti del Gruppo ENAV, nell’ambito dell’Offerta Pubblica di Vendita, che hanno mantenuto senza soluzione di continuità la piena proprietà di tali azioni per dodici mesi dalla data di pagamento (ossia a partire dal 26 luglio 2016), e sempre che le stesse siano rimaste depositate presso un collocatore ovvero presso altre istituzioni aderenti alla Monte Titoli S.p.A.. Le azioni gratuite sono state messe a disposizione da parte dell’azionista venditore, Ministero dell’Economia e delle Finanze, quanto a n. 469.380 azioni ordinarie a favore del pubblico indistinto, e quanto a n. 55.410 azioni ordinarie a favore dei dipendenti del Gruppo ENAV. In conseguenza della messa a disposizione delle azioni gratuite da parte dell’azionista venditore il flottante risulta pari al 46,72% del capitale sociale di ENAV S.p.A.. Il capitale sociale di ENAV S.p.A. resta invariato e ammonta a complessivi Euro 541.744.385,00 suddiviso in n. 541.744.385 azioni ordinarie prive di indicazione del valore nominale. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Gli emarginati del listino confidano nell’ipercomprato
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

I tanti investitori rimasti ai margini del bull market sono risultati ancora una volta delusi. I tanti investitori rimasti ai margini del bull market sono risultati ancora una volta delusi: niente settembre-ottobre funesto, nessuna riedizione del 1987, nessuna reazione negativa dalla riunione della Banca Centrale Europea. Sorprese benigne proliferano sul fronte macro (ultima: l’IFO in Germania) e micro (utili aziendali al di sopra delle più rosee attese). Risultato: la capitalizzazione delle borse mondiali sale nella passata settimana di ulteriori 2 trilioni di dollari, e il MSCI World – benchmark di tutte le gestioni azionarie – spinge al +20% l’apprezzamento soltanto nell’ultimo anno, e a +197% la performance dal minimo del 2009. Per tutto il 2017, non pochi investitori si sono lasciati distogliere dai fattori di disturbo esogeni, che avrebbero dovuto far precipitare le borse: dal caos a Washington alla minaccia nucleare nordcoreana e iraniana, dai dati sulla crescita economica ai timori per il disimpegno delle banche centrali, dalla presunzione di valutazioni fondamentali elevate ai fattori stagionali (chi ricorda il “Sell in May”?). Nulla di tutto ciò ha minacciato la tendenza, e soltanto l’approccio tecnico ha consentito di rimanere in groppa ad un Toro che ha distribuito laute plusvalenze, di cui…

Future BTP, atteso un ampliamento ulteriore del rialzo
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Dall’aggiornamento di venerdì i prezzi hanno raggiunto un nuovo picco a 138.56, senza però mai ripassare dai supporti dove li attendevamo per entrare long. Dall’aggiornamento di venerdì i prezzi hanno raggiunto un nuovo picco a 138.56, senza però mai ripassare dai supporti dove li attendevamo per entrare long. E’ necessario rivedere la disposizione dei riferimenti tecnici fino a domani. Fissiamo un nuovo target a 139.06/09 e nuovi supporti a 138.23/25 e 137.64/67. Accumuliamo posizioni long a mercato ed in caso di arretramenti a 137.83 [quota mentre scriviamo 138.44]. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 137.64. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Lettera finanziaria. E venne il momento della riscossa
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Oro in indebolimento sotto i supporti di 1280 ed argento sui supporti di 16,80. Dopo tanto attendere, ma preannunciato in estate su queste lettere, è arrivato il rafforzamento del dollaro, iniziato da un mese, lentamente, da area 1,20/21 fino agli attuali 1,15/16, ma dopo una sosta sui supporti intermedi di 1,1820/30 toccati negli ultimi 15 giorni, più volte. Solo nelle  ultime due sedute della settimana appena conclusa il dollaro  ha lasciato sul terreno, e quindi si è rafforzato contro euro, di quasi tre figure. E non dovrebbe essere finita, poiché  il pil Usa terzo trimestre proprio ieri, e’ stato confermato sugli stessi livelli del precedente trimestre, con un robusto, per noi europei  ed italiani, 3%. Quindi vi sarà maggior certezza di un ulteriore aumento dei tassi già in dicembre e probabilità di altri tre nel 2018. Tanta benzina per la moneta Usa. In più, che a succedere alla Yellen , sia il nostro preferito, il “falco” Taylor o il più accomodante, non di certo “colomba”Powell, entrambi nelle grazie di Trump, poco importa. Il quarto trimestre poi, è sempre foriero di un dollaro in rafforzamento, per richieste di valuta  usa da tutto il mondo per le festività e per le rimesse…

Bond oggi: un dubbio, i Venezuela pilotati da mani amiche?
Finanza/Economia / 31 ottobre 2017

Arriva un altro pagamento di cedole per 842 milioni di $, ma già si parla di assenza di fondi per un rimborso previsto il 2 novembre. C’è chi sfrutta una fase così paradossale?  Tutto e il contrario di tutto: sulla situazione dei bond del Venezuela e della società petrolifera di Stato Pdvsa le informazioni si succedono a ritmo infernale, spesso contraddicendosi fra loro. Pdvsa ha informato di aver disposto il pagamento per 842 milioni di $ riferito alle cedole del bond scadenza 2020, ma i relativi importi non sarebbero ancora stati versati ai detentori. Il problema è che a occuparsene c’è JP Morgan, banca statunitense soggetta a possibili restrizioni da parte dell’amministrazione Trump. Intanto alcuni intermediari hanno però confermato di aver già incassato venerdì quanto loro dovuto. Caos quindi. E adesso il problema si sposta al rimborso dell’obbligazione di Pdvsa previsto il 2 novembre, per un ammontare di 1,2 miliardi dollari.  Il giochino dei politici L’impressione è che si stia assistendo a una specie di nascondino, con cui il Venezuela vorrebbe minimizzare i suoi problemi di liquidità, garantendo i pagamenti riferiti a bond privi della clausola di possibile posticipazione per 30 giorni e ritardando invece quelli che la consentono. Gli…

Crisi bancarie: arrivano i bond cuscinetto
News / 31 ottobre 2017

ROMA (WSI) – Si delineano sempre più concretamente i contenuti nella nuova Legge di Bilancio che andrà a chiudere il 2017 e tra le ultime novità inserite nella bozza di provvedimento ancora soggetta alle ultime limature da aperte della Ragioneria generalo dello Stato, vi sono i cosiddetti bond cuscinetto in caso di crisi bancaria. Via il pacchetto di misure per accelerare lo smaltimento degli Npl, arriva una nuova classe di bond, inserita nella legge di bilancio, che vengono coinvolti prima delle obbligazioni senior in caso di crisi. Sono le banche che potranno emettere queste obbligazioni anche prima che sia adottata la nuova direttiva Ue (Brrd2), che predispone in caso di perdite che i suddetti bond siano coinvolti prima delle obbligazioni senior, per questo definiti cuscinetto. Nella bozza di manovra si legge nel dettaglio dell’introduzione di strumenti di debito chirografario di secondo livello, noti come senior non preffered, già una realtà in altri paesi che hanno anch’essi emanato norme in anticipo rispetto alla direttiva. Obiettivo è di dotare le banche, in caso di bail-in, di una maggiore capacità di assorbire le perdite e limitare l’intervento pubblico. Come si legge nella relazione illustrativa: “Si consente alle banche di dotarsi di un cuscinetto di…

Brexit, UK: austerity per colmare buco bilancio da £20 miliardi
News / 31 ottobre 2017

Il popolo inglese dovrà rassegnarsi al rigore e l’austerità. Il governo è stretto tra due fuochi: vorrebbe spendere ma non può permetterselo: ha le mani legate dall’incertezza sul futuro della Brexit e dal calo della produttività. Secondo l’istituto degli studi fiscali britannici, il governo del Regno Unito dovrà fare i conti con un buco di bilancio di 20 miliardi di sterline da colmare e questo dovrebbe affossare le ultime speranze di un piano di budget espansivo. Non è solo la Brexit a impattare negativamente sui conti pubblici, come sottolinea l’IFS, ma sicuramente è uno dei fattori che influiscono più negativamente. Secondo i calcoli dell’istituto di ricerca il deficit sarà ancora dell’ordine dei 36 miliardi di sterline entro la fine dell’esercizio fiscale 2012-2022. Si tratta di una cifra più che doppia rispetto alle previsioni di inizio anno (£17 miliardi). Il governo inglese guidato da Theresa May non ha alcun margine di manovra per poter ridurre il carico finale e alimentare la spesa pubblica nella speranza di rilanciare l’economia afflitta dalle incertezze legate al futuro del Regno Unito dopo la Brexit. Secondo Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, a parte l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, la Brexit è stata…

Russiagate, arrestato ex capo campagna Trump per “cospirazione”
News / 31 ottobre 2017

A distanza di circa cinque mesi dall’incarico di Robert Mueller alla guida della Commissione d’indagine sul Russiagate, è arrivato il primo segnale concreto: il Gran giurì federale ha approvato gli elementi a carico di più soggetti, autorizzando l’avvio del procedimento penale. Entro oggi l’esecuzione delle previste misure cautelari potrebbero essere messe in atto. A essersi consegnati alle autorità per ora sono Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump, e il suo ex socio Rick Gates. Le due personalità di spicco, vicine al capo della Casa Bianca, si sono presentate nella sede dell’Fbi di Washington. Tra i tra i dodici capi di accusa contro Manafort, ci sarebbe la cospirazione contro gli Stati Uniti, ma non solo. Nel mirino della giustizia Usa ci sarebbero anche dichiarazioni false e fuorvianti, riciclaggio e omessa denuncia di conti su banche straniere. Il Wall Street Journal, citando alcune fonti, parla anche dell’accusa di evasione fiscale. Sui conti offshore di Manafort e del suo ex socio Gates sembra che siano transitati oltre 75 milioni di dollari. Manafort avrebbe riciclato oltre 18 milioni di dollari: sono alcune delle accuse contenute nel capo di imputazione del procuratore speciale Mueller nell’ambito delle sue indagini sullo scandalo Russiagate. Le fonti vicine…