Rialzisti ma prudenti
Finanza/Economia / 3 ottobre 2017

Nonostante i mercati azionari siano all’interno di una fase “Risk ON”, in questo frangente la parola d’ordine debba essere “prudenza”. Nonostante i mercati azionari siano all’interno di una fase “Risk ON”, in questo frangente la parola d’ordine debba essere “prudenza”. Il motivo della prudenza risiede nel fatto che Wall street presenta quotazioni sui massimi storici ma con una volatilità su livelli minimi: questo scenario potrebbe anticipare una correzione di breve periodo. Attenzione, non si parla di una inversione di tendenza, poiché la struttura del mercato è ancora rialzista con minimi e massimi crescenti, ma di semplice correzione di breve periodo che sarà da sfruttare come una nuova occasione di acquisto e di ingresso sul mercato. Dal punto di vista operativo sui mercati azionari, in particolare su quello americano, la strategia migliore da adottare sia ancora quella dell’acquisto su debolezza per poi alleggerire progressivamente durante la fase di rialzo. Dal punto di vista grafico anche tutti i principali indici azionari sono impostati al rialzo, sia quelli europei, come Dax ed Eurostoxx50, ma anche quello dei paesi emergenti, come illustrato nelle tre immagini successive. Tendenza al rialzo di breve e di medio periodo per il Dax che si porta ad un passo…

Per Wall Street è gioco, partita, incontro
Finanza/Economia / 3 ottobre 2017

Con il momentum però, non si scherza, e oggi esamineremo nel Rapporto Giornaliero le prospettive del trimestre appena incominciato. Gioco, partita, incontro. Galvanizzata dall’accelerazione sulla riforma fiscale, la borsa di Wall Street termina in territorio positivo la passata settimana, l’ultimo mese e, per non farsi mancare nulla, anche il passato trimestre: sarebbe l’ottavo di fila, circostanza sperimentata soltanto altre quattro volte negli ultimi novant’anni. In particolare l’aliquota fiscale sul reddito di impresa passerebbe dal 35 al 20%: una sforbiciata dai trascurabili effetti macro – secondo JP Morgan, il PIL del 2018 beneficerebbe di un miglioramento dello 0.1% – ma dai devastanti effetti micro. Gli utili per azione salirebbero del 23%, e ciò comporterebbe un abbattimento del Price/Earnings a 17.5 volte: poco sopra la media storica. Altro che mercato sopravvalutato. Nel momento in cui la Federal Reserve rimuove progressivamente e con cautela il sostegno monetario, è comprensibile l’entusiasmo degli investitori. Con quello di venerdì, sono 39 i nuovi massimi storici sullo S&P500 quest’anno. A questo ritmo, supereremo l’asticella delle 50 volte entro la fine dell’anno: un’impresa riuscita in altre quattro occasioni, dal 1929 ad oggi. Comprensibile il disappunto di chi per quasi nove anni è rimasto a bocca asciutta, e adesso…

Bond oggi: quelli che scendono e quelli che salgono
Finanza/Economia / 3 ottobre 2017

In attesa di evoluzioni sul fronte tassi, i movimenti talvolta si contraddicono. Il punto su alcune emissioni leader negli scambi. In un mercato incoerente e confuso si sono viste situazioni singolari nelle ultime sedute, caratterizzate da andamenti altalenanti. Quali le obbligazioni comportatesi meglio e quali peggio: ne analizziamo varie, tutte quotate sul regolamentato. Con un’avvertenza: venerdì le frecce verdi hanno segnato un netto sopravvento su quelle rosse, con i tassi fissi prevalentemente in ripresa. Salvo magari invertire il trend già nelle prossime ore.  Il Btp 67 sta per chiudere un triangolo – Il Buono del Tesoro più scambiato, il 2067 cedola 2,8% (Isin IT0005217390), continua a muoversi fra 83,5 e 86,5 euro, che rappresentano due precisi livelli di individuazione del trend. La resistenza a 86,5 è stata testata ben undici volte da agosto in poi e fra l’altro rappresenta il punto su cui alcuni indicatori tecnici scattano di norma sul “sell”. Negli ultimi due giorni si è vista pressione rialzista dal supporto di 83,5 fino a 84,7, con il superamento fra l’altro della media mobile a 10 sedute. Attenzione però all’approssimarsi della chiusura di un triangolo formato dall’accentuata trendline superiore di un canale ribassista avviatosi a giugno e da una…

Analisi titoli dell’indice Ftse Sp Mib 40
Finanza/Economia / 3 ottobre 2017

Dal minimo di 0,2861 del luglio del 2012 ottimo recupero con le quotazioni che sono salite del 437,22%. A2A Dal minimo di 0,2861 del luglio del 2012 ottimo recupero con le quotazioni che sono salite del 437,22%. Lo scoglio grosso da superare si pone dal massimo di 1,5370 di giugno e fino a 1,5980. Per il momento nessun setup di rilievo. Supporto dato dalla parte bassa del canale che sostiene il trend e posto a 1,23. ATLANTIA Negli ultimi 30 anni grande bull-market per il titolo oggetto di analisi. passato da 0,22256 euro per azione del 1992 con la svalutazione della lira italiana e fino al top storico attuale di 27,69. Target atteso fino a 31,40724 euro. Solo discesce sotto 22,14 farebbero invertire il trend in atto. AZIMUT Dopo il minimo di fine 2008 e marzo 2009, grande rialzo fino ai massimi del 2015 a 29,80 euro per azione. Il calo fino a 13 euro circa ha portato il titolo a ritracciare il 61,80% di tutta l’ascesa e in pull-back sul massimo del luglio del 2007. Attualmente congestione con prima resistenza da vincere a 21,32. BANCA GENERALI Ottimo rialzo del titolo che presenta un target nell’area posta tra 36,15 e…

Attenzione al Ftse Mib!
Finanza/Economia / 3 ottobre 2017

Questa settimana la mia attenzione è attirata dal future sul nostro indice, questo perché l’area nella quale si trova potrebbe innescare una “battaglia” tra orsi e tori definendone un punto di svolta. Questa settimana la mia attenzione è attirata dal future sul nostro indice, questo perché l’area nella quale si trova potrebbe innescare una “battaglia” tra orsi e tori definendone un punto di svolta; infatti la quotazione raggiunta, potrebbe essere vista quantomeno come target per chi è già posizionato long, se non addirittura come occasione per aprire posizioni short. Ma vediamo sui grafici quale’è l’area che potrebbe innescare questo cambiamento. Sul 1° grafico mensile possiamo vedere come il trend iniziato dopo il minimo del Giugno 2016 sia decisamente rialzista, anche l’inclinazione, evidenziata dal canale che ho disegnato (trendline nere), ne accentua l’importanza. Tuttavia è interessante sottolineare, come scritto sopra, l’area in cui si trova il nostro indice, infatti è evidente come questo sia arrivato ormai in una fascia di resistenza decisamente significativa (evidenziata in giallo), che potrebbe, almeno nel breve, innescare un ritracciamento; non è escluso poi che si possa addirittura trasformare in una inversione, ma scrivere ora di quest’ultima è decisamente prematuro, sarà infatti determinante vedere il comportamento degli…

Giustizia lampo: fuga di notizie vera, indagati innocenti
News / 3 ottobre 2017

Giustizia lampo: fuga di notizie vera, indagati innocenti Qualche decennio addietro, all’epoca di tangentopoli,  un noto penalista del Foro di Roma ebbe a dire che le “Informazioni di garanzia” si trovavano tutti i giorni, di prima mattina, al ritiro dei giornali presso tutte le edicole. Spesso è successo che addirittura verbali “secretati” per paura di qualche spiffero di troppo, soprattutto se riguardanti passaggi testuali di intercettazioni telefoniche, si trovavano illibate in prima pagina alla morbosa attenzione del pubblico. Diritto di cronaca e pubblica informazione. La tiratura del quotidiano, grazie alla diffusione di qualche velina – sia pure trafugata da qualche Cancelleria di Tribunale –  si moltiplicava a tutto vantaggio dell’editore se non anche di qualche giornalista che provvedeva subito a scrivere un bel libro. E vai di questo passo e ogni volta si gridava allo scandalo e alla necessità di meglio regolamentare la c.d. fase delle “indagini preliminari”, notoriamente coperte da segreto istruttorio. In questi casi, il più delle volte, le ripetute “fughe” erano così numerose da diventare quasi una  consuetudine e, considerata la oggettiva difficoltà della individuazione del responsabile, neanche si apriva un fascicolo di indagine. Consip – indagini per “fuga di notizie” Tutta la stampa ha parlato della…

Trump vuole “falco” al posto di Yellen, dollaro e rendimenti Bond in rialzo
News / 3 ottobre 2017

Sul Forex continua il buon momento del dollaro Usa, mentre sul mercato obbligazionario secondario i rendimenti dei Treasuries hanno toccato i massimi delle ultime 12 settimane. Nel frattempo i rendimenti dei Bonos spagnoli salgono e l’azionario spagnolo è in difficoltà dopo gli scontri e le tensioni di domenica durante il voto controverso sull’indipendenza della regione Catalogna. È questo il quadro generale sui mercati finanziari. Le attese per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro anno, sarebbe la terza stretta monetaria nel 2017, e i dati macro a supporto della tesi per una crescita robusta della prima economia al mondo, uniti alle indiscrezioni sul fatto che Donald Trump e la sua amministrazione opteranno per un successore di Janet Yellen dall’atteggiamento più da “falco”, contribuiscono a spingere biglietto verde e tassi dei titoli di Stato in rialzo. Il tasso sui Treasuries decennali ha raggiunto quota 2,37%, il livello più alto da metà luglio, mentre sul valutario l’indice del Dollaro, misuratore della performance della valuta americana rispetto a un paniere di divise concorrenti, avanza di mezzo punto percentuale. “Guardando ai candidati per il prossimo board il mercato si è convinto del fatto che la Fed assumerà un atteggiamento più aggressivo”,…

Catalogna, l’impatto del voto sui mercati, pericolo cigno nero
News / 3 ottobre 2017

Chiunque si era illuso che il populismo e l’antieuropeismo erano morti in Europa dopo le ultime elezioni europee si sbagliava di grosso. Come dimostrano gli ultimi fatti violenti di Barcellona e Girona, in Catalogna, è ancora vivo e pronto a palesarsi in qualsiasi momento. È bastato infatti che un gruppo di separatisti regionali con una maggioranza politica risicata invocasse un referendum, per scatenare il finimondo in Spagna. Secondo Bill Blain di Mint Partners, strategist consapevole del fatto che “opportunismo e politica vanno a braccetto“, dopo i fatti in Catalogna potrebbe esserci un “effetto farfalla” in Europa con l’Italia che – anche secondo Fitch – continua a rimanere il rischio numero uno di instabilità politica e per la sostenibilità a lungo termine dell’euro in Europa. Gli eventi di domenica hanno improvvisamente trasformato quello che era un rischio relativamente limitato di crisi in una delle aree più ricche di Spagna in un possibile evento ‘cigno nero’ per i mercati. Dopo il voto controverso a favore dell’indipendenza della Catalogna, le autorità della regione spagnola hanno invocato una “mediazione internazionale” con Madrid sulla crisi politica che si è aperta dopo che il governo catalano ha indetto e svolto un referendum illegale. Ma l’Unione Europea se ne lava le…

Evasione fiscale: NO alla SOS
News / 3 ottobre 2017

Evasione fiscale: NO alla SOS Dello stretto rapporto esistente fra l’evasione fiscale e il delitto di riciclaggio e/o auto riciclaggio, abbiamo parlato infinite volte. In passato, in vigenza della vecchia legge meglio conosciuta con la famigerata espressione “manette agli evasori” – ex legge 516/82 – la perseguibilità penale era molto blanda significando che, qualunque fosse stata la soglia di evasione, partendo da una base di cinquanta milioni delle vecchie lire di imponibile sottratto alla tassazione, si era sanzionati con una mera contravvenzione: arresto o ammenda. Le uniche fattispecie considerate all’epoca “delitto” erano “le false fatturazioni e le ritenute operate sulle buste paga e non versate dal datore di lavoro”. Fosse rimasta in vigore la citata disciplina normativa paradossalmente definita “manette agli evasori”, l’evasione fiscale non sarebbe mai stato un reato presupposto ai fini di una Segnalazione di operazione sospetta in materia di lotta al riciclaggio, per il solo fatto che la condotta illecita era punita con una mera “contravvenzione” dell’arresto o dell’ammenda. Evasione fiscale: Reato presupposto A marzo del duemila si decise di considerare “delitto” da punire con reclusione e multa un danno erariale rilevante, a partire da duecento milioni di lire su base annua[1]. Si cominciò per la prima volta…

Ubs, immobiliare è sopravvalutato ovunque (eccetto in questa città)
News / 3 ottobre 2017

Il mercato immobiliare delle maggiori città mondiali resta sopravvalutato, ma con un’importante eccezione: Milano. Lo afferma il report annuale di Ubs, Global Real Estate Bubble Index, secondo il quale diversi centri sarebbero a rischio bolla: Toronto (Canada) in primo luogo, seguita da Stoccolma (Svezia), Monaco (Germania), Vancouver (Canada), Sydney (Australia), Londra (Uk), Hong Kong e Amsterdam (Olanda).   “Il miglioramento della situazione economica generale, in parte accompagnato dalla solida crescita dei redditi nelle principali città, si è unito a costi di finanziamento eccessivamente bassi, dando luogo a una sostenuta domanda di alloggi nelle metropoli”, ha spiegato Claudio Saputelli, head of Global Real Estate del Chief Investment Office di UBS Wealth Management.   Anche a Milano Ubs prevede che i prezzi siano destinati a crescere, anche se, attualmente le valutazioni sono ancora inferiori del 30% circa rispetto al 2007, complice la persistenza della crisi economica in Italia. Stimando che un professionista qualificato nel settore dei servizi debba lavorare in media 5,7 anni per permettersi un un appartamento di 60 metri quadrati, Milano risulta fra le più convenienti sotto il profilo dell’immobiliare secondo la banca svizzera. In ottica futura Ubs si aspetta che la ripresa economica darà un impulso positivo a occupazione…