Indicatore FIB: possibile nuovo segnale domani
Finanza/Economia / 5 ottobre 2017

Oggi il mercato è in correzione dalla mattina per effetto delle news dalla Spagna. Oggi il mercato è in correzione dalla mattina per effetto delle news dalla Spagna. Da vari giorni stiamo attendendo un nuovo segnale da parte del nostro Indicatore ShoTrading FIB (impulsi di brevissimo e cicli di breve). Mancano pochi movimenti perché si completi il conteggio ciclico e di conseguenza ci sia un segnale. Potrebbe accadere domani. In caso di perdita di area 22300-22400 potrebbe trattarsi di un segnale short (ribassista) ma valuteremo la situazione e l’eventuale preciso livello operativo domani (5 ottobre) nel primo pomeriggio. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

La solita vittima: il piccolo investitore
Finanza/Economia / 5 ottobre 2017

L’economia ha confermato globalmente il suo fulgore. Un giorno, quando si studierà questo bull market che da nove anni ci fa compagnia con le sue copiose plusvalenze, si esaminerà il comportamento dissociato di una larga fetta di investitori, che di questa eccezionale esperienza ha raccolto le briciole. L’approccio delle ultime settimane è esemplare: materia di psicanalisi, diremmo. Per buona parte dell’anno il declino dei rendimenti obbligazionari è stato visto come prova di una pressione deflattiva tutt’altro che sopita; anticipazione di una contrazione del ciclo economico che avrebbe travolto i listini azionari. L’economia invece ha confermato globalmente il suo fulgore, e ora che i rendimenti puntano verso l’alto, si denuncia la minaccia che maggiori tassi di interesse possano impattare sulla ripresa economica, facendo addirittura crollare il mercato azionario. Un’altra prova? in estate si segnalava con una certa insistenza il comportamento dicotomico fra Dow Jones Industrial, anomalmente sui massimi storici (stando alla consueta stagionalità); e il Dow Transportation, in vistoso ripiego: una “divergenza da Dow Theory”. D’accordo, se ne poteva discutere: magari esaminando statisticamente la questione si poteva giungere a conclusioni difformi da quelle formalizzate oltre un secolo fa. Succede però che nel frattempo il Dow Transportation risale, realizza nuovi massimi storici,…

Prossimo setup 06/09 ottobre 2017
Finanza/Economia / 5 ottobre 2017

La giornata di ieri priva del mercato tedesco è stata a dir poco piatta, ma ha dato comunque alcuni spunti importanti. La giornata di ieri priva del mercato tedesco è stata a dir poco piatta, ma ha dato comunque alcuni spunti importanti. Per prima cosa il prezzo ha superato il massimo del setup di lunedì 02 ottobre 2017 toccando un nuovo massimo a 22805, e soprattutto l’indice Comit Generale è salito – a livello di prezzo – sopra il massimo del 15 aprile del 2015 di 1323 arrivando a 1327,76 punti. Questo nuovo massimo classifica pertanto tutto il ribasso 2015/2016 come uno storno di un movimento al rialzo partito con il doppio minimo del 2009/2012, e per quanto riguarda l’indice Comit Generale dobbiamo dire che il massimo di ieri è il prezzo più alto toccato dopo il minimo di lunedì 09 marzo 2009 di 655,07. Come in ogni caso già sottolineato alcune settimane fa, lo stesso indice deve vincere l’angolo mensile 1×2 discendente dal top storico del 10 marzo 2000 di 2182,34 e passante dopo 211 mesi a 1338,34 punti. In definitiva così come il future perpetual sta cercando di vincere la sua resistenza angolare posta tra 22575 e 22700…

Azionario: prove di crollo?
News / 5 ottobre 2017

Azionario con PIIGS di nuovo di scena? Quasi nove anni ci separano dall’ultima grande caduta dell’azionario e poco più di un anno e mezzo dalla breve caduta di inizio 2016. Lo scenario che ritorna alla mente è molto più simile a quello del 2016 che non a quello di nove anni fa, ma spaventa ugualmente! Da settimane, seppur in sordina, il mercato azionario spagnolo vive una crisi di rendimenti, è l’unico mercato europeo che subisce costanti ribassi (in realtà anche quello greco, ma lì la situazione è diversa) nonostante il clima di ripresa. Confrontando i risultati di azionario italiano e spagnolo ad 1 mese ed a 3 mesi dell’IBEX con un suo lontano parente, ovvero il FTSE MIB, si evince che sul mese il FTSE MIB è ampiamente positivo (+3,31%). L’IBEX invece (-2,11%) a stento mantiene la parità (solo oggi il crollo -2,85% ha sfondato la parità), su 3 mesi lo scenario è ben peggiore con FTSE MIB (+7,24%) in netta ripresa, IBEX (-5,31%) in profondo rosso. Eppure il PIL spagnolo è chiaramente in ripresa perchè questo atteggiamento sull’azionario? Diverso l’atteggiamento dello spread che vede anch’esso un aumento da oltre un mese, ma viaggia piuttosto correlato con quello italiano, quel che…

In economia causa ed effetto non esistono
News / 5 ottobre 2017

In una lettera del Presidente di Confindustria, pubblicata sul sole24ore qualche giorno fa, Vincenzo Boccia sottolinea la bontà di “scelte ben precise di politica economica che hanno avviato quello che possiamo chiamare l’inizio di un circolo virtuoso dell’economia: più investimenti privati, più export e quindi più occupazione. Attivando così anche la domanda.” Più avanti il ragionamento è reso più esplicito indicando “la strada da continuare a seguire anche nella capacità di raccontare in termini oggettivi quanto sta accadendo: cause, strumenti di politica economica, effetti, ovvero più investimenti, più export, più occupazione.” Ma è davvero così? Sul Wall Street Journal ci si interroga in questi giorni sugli effetti del taglio delle tasse voluto dall’amministrazione Trump. Lo scopo dichiarato è rilanciare e sostenere un crescita del PIL con le sue ‘conseguenze’ benefiche: maggiore occupazione, aumento inflazione, ecc. Nell’articolo si ricorda che “George H.W. Bush, un Repubblicano, e poi Bill Clinton, un Democratico, proposero aumenti di tassazioni che divennero effettivi nel 1991 e 1993. Ciononostante l’output U.S. crebbe ad un robusto tasso annuo del 4,1% per il resto degli anni ’90. George W. Bush, un Repubblicano, tagliò le tasse nel 2001 e 2003, ma la crescita fu solo di un anemico 1.7% per…

Bce, nuovo sgambetto alle banche sui crediti deteriorati
News / 5 ottobre 2017

Nuovo campanello d’allarme per le banche europee. L’appendice alle linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati, pubblicata oggi dalla Banca Centrale Europea, in pubblica consultazione fino all’8 dicembre, preannuncia una nuova stretta sugli accantonamenti prudenziali relativi ai prestiti in sofferenza. Se confermate – avvertono gli analisti – queste indicazioni finiranno per nuocere soprattutto ai sistemi bancari sovraccarichi di sofferenze: come l’Italia, che deve smaltirne per 240 miliardi di euro. Non a caso, l’indice Ftse Italia All Share Banks ha avvitato le contrattazioni con il segno meno e a metà seduta cede circa due punti e mezzo percentuali (Ftse Mib a -1,5%). Nel merito, a partire dal prossimo gennaio, la Banca centrale europea chiederà agli istituti di credito della zona euro di portare al 100% gli accantonamenti sui crediti deteriorati di nuova classificazione. Nello specifico, come spiega la nota diramata da Francoforte, “ci si aspetta che le banche coprano integralmente la quota non garantita dei nuovi Npl (non performing loans, cioè i crediti deteriorati ndr) al più tardi dopo due anni e la quota garantita dopo un massimo di sette anni”. Il documento si riferisce a tutte le nuove esposizioni che verranno classificate come “non performing” a partire dal 1 gennaio…

Evasione fiscale record: oltre 111 miliardi sottratti al fisco
News / 5 ottobre 2017

Ammonta a 111,7 miliardi la cifra totale che gli italiani annualmente non pagano al fisco. Una cifra che – secondo un’inchiesta pubblicata oggi da Repubblica – risale a tre anni fa e che cresce ogni anno. Dal 107,6 miliardi del 2012, si è passati al 109,7 del 2013, fino 111,7 del 2014. Una cifra enorme dunque che – si legge su Repubblica –  potrebbe “coprire le spese sanitarie della nazione per un anno intero. Oppure mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio italiano”. Secondo i calcoli della commissione governativa sull’economia sommersa sono “in Italia si riscuote appena l’1,13 per cento del carico fiscale affidato all’esattore, contro una media Ocse del 17,1 per cento”. I dati provvisori del 2015- contenuti nella nota di aggiornamento al Def – dovrebbero risultare in diminuzione, ma senza un cambio sostanziale di rotta. “Il calo risulterebbe infatti di 3,9 miliardi e non c’è ancora una valutazione esatta del mancato introito Irpef dei lavoratori dipendenti irregolari, pari nel 2014 a 5,1 miliardi. Ben che vada, si tornerebbe quindi ai livelli del 2012″. Entrando nel dettaglio dei numeri “La propensione a evadere l’Irpef da parte del lavoro autonomo ha raggiunto nel 2014 un impressionante 59,4 per cento. Significa che…

Letta: Catalogna può diffondere “virus” in Europa
News / 5 ottobre 2017

Quello catalano potrebbe essere “un virus” in grado di contagiare l’Europa in un momento propizio per la sua riforma profonda: lo ha detto l’ex premier Enrico Letta alla tv americana. “Stiamo uscendo dai principali problemi in Europa e ora questo problema in Catalogna rischia di portarci un nuovo virus e caos”, ha detto Letta, all’indomani del discorso alla nazione tenuto da re Felipe di Spagna. “L’Europa ha bisogno di una soluzione”, ha aggiunto l’ex premier ai microfoni dell’emittente Cnbc, “formalmente quanto accaduto nel referendum è fuori dalla rule of law, ma è necessario raggiungere una soluzione politica e dialogo… è tempo che le autorità nazionali e il governo si muovano e trovino una soluzione pacifica”. Secondo la costituzione spagnola, il referendum della Catalogna non ha validità legale; il premier Mariano Rajoy aveva definito nei giorni scorsi la consultazione come “una messinscena”. Nel corso delle votazioni si sono verificati disordini e violenze, di cui la polizia spagnola si è resa protagonista. Ciononostante, la posizione degli altri leader europei si è dimostrata cauta, per non dare l’impressione di un’interferenza negli affari interni della nazione spagnola. La Commissione europea ha fatto sapere lunedì che “la violenza non può mai essere uno strumento della politica”,…

Moody’s minaccia rating Usa se passa riforma fiscale Trump
News / 5 ottobre 2017

NEW YORK (WSI) –  Ancora nuvole all’orizzonte per l’amminstrazione Trump. Se il piano fiscale del presidente dovesse passare il rating degli Usa che godo della tripla A potrebbe riessere rivisto. A dirlo l’agenzia Moody’s  che teme che con la riforma fiscale di Trump il disavanzo federale aumenti. “Il quadro fiscale promosso da Trump sarà un credito negativo per il governo degli Stati Uniti. I tagli fiscali non sarebbero compensati da tagli equivalenti della spesa che metterebbero sotto pressione il disavanzo di bilancio federale e il debito  e l’effetto della riforma fiscale inciderebbe anche sulla forza creditizia degli Stati Uniti”. Così dice Moody’s in una nota. Il piano di Trump ridurrebbe le entrate federali di 2,4 trilioni di dollari nei primi dieci anni e di 3,2 miliardi di dollari nel secondo decennio e supponendo che non vi siano tagli alla spesa i disavanzi federali salgano di diverse centinaia di miliardi di dollari ogni anno. In altre parole, in assenza di una detrazione corrispondente nella spesa, il disavanzo e il debito degli Stati Uniti aumenteranno di un importo analogo. Il piano fiscale di Trump per i tagli alle tasse non dispone di alcun canale di finanziamento. E’ stato dichiarato che verranno abolite…

Azionario Europa meglio degli Usa? I gestori ci credono ancora
News / 5 ottobre 2017

Nonostante da inizio anno Wall Street abbia fatto meglio di molti indici europei nonché dell’Euro Stoxx 50, i gestori confermano la loro preferenza per le azioni del Vecchio continente L’azionario d’Europa è, da almeno un anno, il mercato preferito dai gestori. Quello su cui si va a caccia di rendimento, negato sul versante obbligazionario dai bassi tassi di interesse. L’azionario Usa, per contro, viene guardato con timore e dato, da molti e da molto tempo, come arrivato a fine corsa. Eppure le performance da inizio anno smentiscono, finora, le attese dei money manager. Mettendo a confronto i principali indici di Europa e Stati Uniti si scopre che il migliore è al momento il Nasdaq Composite con un guadagno del 21% circa. Più contenuto il rialzo di Dow Jones Industrial ed S&P 500, rispettivamente a +16,5% e +15% circa, ma comunque superiore a quello di Cac 40, Dax, Euro Stoxx 50 e Ibex. Unica eccezione è Piazza Affari che da inizio anno segna un guadagno del 20%. Gli assi nella manica dell’azionario europeo Prima o poi l’azionario europeo darà soddisfazione agli investitori, facendo meglio di Wall Street. O forse sarà Wall Street a fare peggio delle azioni del Vecchio continente. Il…