Politica: legge elettorale cercasi!
News / 8 ottobre 2017

Politica: legge elettorale cercasi!   Gustavo Zagrebelsky, il costituzionalista che più di tutti ha osteggiato la riforma costituzionale del 4 dicembre 2016  ha indossato l’elmetto e attacca di nuovo: stanno facendo una nuova legge elettorale, un’altra “norma incostituzionale”. Critica al vetriolo contro il possibile ritorno di Berlusconi, qualifica “vecchia retorica” l’ex Presidente del Consiglio ed attuale segretario del partito democratico. Non lo dice, ma sembra che tifi per “Giggino u Canadair”. Malgrado la esistenza del “codice di buona condotta” del Consiglio d’Europa, datato 2013, citato anche da una sentenza della Corte di Strasburgo, che dice che un anno prima delle elezioni non si devono fare leggi elettorali, da noi tutto è possibile fino al giorno di apertura delle urne. Da almeno un annetto il nostro amato Presidente della Repubblica insiste e invoca l’approvazione di una nuova legge elettorale. E tutto questo succede nel mentre la nostra Corte costituzionale si diverte a bocciarle a ripetizione perché in Italia la politica la scrivono i giudici, i politici si stanno impegnando a trovare una soluzione anche logistica delle future poltrone e assicurarsi il futuro: tutti tengono famiglia. Il 24 gennaio u.s., solo per citare l’ultimo intervento dei nostri “ermellini”, hanno detto che il…

Ryanair: volano gli stipendi!
News / 8 ottobre 2017

Ryanair: volano gli stipendi! Per farsi comprendere dagli oltre quattromila piloti della intera compagnia di bandiera irlandese, l’amministratore delegato ha inviato una lettera raccomandata piena di scuse, di promesse e chissà cos’altro! Aumenti di stipendi, premi fedeltà, giorni di malattia retribuiti, congedo di maternità e altre voci contrattuali di particolare interesse, con un futuro luminoso e prospettive di carriera inimmaginabili fino a ieri l’altro. A mali estremi, estremi rimedi! Questo ripensamento delle strategie aziendali sta ad indicare che la rotta della compagnia nella gestione del personale, addirittura del personale “piloti”, non era corretta. E questo è successo mentre la Ryanair concorre nell’offerta pubblica di acquisto della nostra “Alitalia” o, ancora peggio, mentre l’intera Europa tenta di introdurre delle regole commerciali “antidumping” volto a proteggere il mercato interno dall’assalto del “Made in China”. La tutela della concorrenza sleale è una esigenza di tutti per conservare un mercato libero ma è innegabile che la vicenda della Ryanair ci induce a qualche considerazione: Quando una compagnia estera manifesta interesse per l’acquisto o la partecipazione nel capitale di società italiane – soprattutto se trattasi di società a capitale pubblico anche solo in termini di Golden share – sarebbe opportuno chiedere una certificazione attestante la…

Malaffare bancario: codice penale speciale!
News / 8 ottobre 2017

Malaffare bancario: codice penale speciale!   “Codice Penale Bancario”, questa è la parola magica per il contrasto al malaffare! In Italia, quando succede un disastro, quando siamo in piena emergenza, con morti e feriti e viene istituita una Commissione Parlamentare d’inchiesta apposita per cercare di capire dove sta la testa e dove sta la coda, o almeno una qualche responsabilità di possibili omissioni dolose, commistioni incestuose fra affari & politica, ecco che arriva l’dea geniale: siccome non ha funzionato niente nella tutela del risparmio allora facciamo un “Codice Penale Bancario”. L’originale proposta è stata lanciata dal Procuratore capo del Tribunale di Milano al convegno organizzato mercoledì scorso dal Sole 24 Ore in un confronto fra “esecutivo & magistratura”. Da quando la suprema Corte di Cassazione ha detto che le banche sono “istituzioni private” la tutela del risparmio è meno efficace ha tuonato il Procuratore. Nel mio piccolo, nelle more del nuovo Codice, come osservatore comune al pari di un Ciccillo CACACE qualunque vorrei ricordare il contenuto testuale di quanto statuisce la nostra Carta costituzionale con il 1° comma dell’art.47: . Al netto di tutte le proposte che si vorranno fare, vorrei ricordare in proposito che le banche fallite, in quanto…

Turbolenze nei trasporti aerei
News / 8 ottobre 2017

Fase delicata per il settore dei trasporti aerei. Dopo il non troppo lontano fallimento di German Wings e la continua e duratura crisi di Alitalia che chiude alcune rotte fra cui quelle verso le Sardegna, hanno attraversato una turbolenza prima Ryanair e, poi, Monarch Airlines. Perturbazione che ha portato Ryanair a cancellare migliaia di voli e che è addirittura stata fatale per Monarch Airlines. Quanto a Ryanair la causa pareva essere la cattiva gestione del piano ferie dei piloti, ai quali erano stati offerti importi vicini ai 10.000 Euro per anticipare il rientro dalle vacanze; poi la malagestione si è rivelata essere sì sul piano della gestione del personale, ma inerente alla tipologia della contrattualizzazione applicata dalla compagnia irlandese agli stessi piloti (ferie non retribuite, piloti a partita iva e via dicendo), che ha portato all’assunzione di 140 piloti da parte di Norwegian Air, come riportato dalla stampa inglese. Ad oggi, la compagnia area ha messo a disposizione bus, treni ed auto a noleggio per ovviare alla cancellazione dei voli. Quanto, invece, all’altra compagnia low cost, la Monarch Airlines, i passeggeri lasciati a terra sono stati 110mila. Il fallimento avvenuto nella notte tra l’1 ed il 2 ottobre, pone fine…

Gli NPL e il teorema del lampione
News / 8 ottobre 2017

È Credit Suisse che, in una nota, ci ha azzeccato: “L’intento della Bce è quello di evitare la creazione di un elevato stock di Npl per il futuro”. Peccato però che la Banca Centrale europea si sia limitata agli effetti del loro accumulo, definendo solo i termini di tolleranza e rendendoli anche più penalizzanti. Poteva fare qualcosa di più, ad esempio essendo più precisa a proposito di come si creano gli NPL e disciplinando i comportamenti per evitare il loro formarsi? Forse, ma il sospetto è che, non sapendolo nemmeno loro (oltre a tutti gli altri), più di questo non potevano fare. Ecco allora che l’effetto delle dichiarazioni BCE è stato quello di aver acceso un lampione e tutti, come moscerini, ci si sono fiondati sotto cercando possibili soluzioni e confermando il famoso teorema. Ad esempio un articolo dal titolo “Se la Vigilanza della Bce «ignora» l’economia” afferma che l’obiettivo della Banca Centrale è quello di “ridurre il numero delle banche in Europa e azzerare i rischi di credito nei bilanci degli istituti”. Può darsi, ma se le banche a loro volta non sanno fare altro, come è accaduto nel recente passato, che sostenere in modo inadeguato una economia malata,…

Dax su nuovi top, ma per qualcuno può salire ancora del 30%
News / 8 ottobre 2017

La previsione di MainFirst Bank AG: entro due anni il Dax guadagnerà altri 20-30 punti percentuali. Ecco perché.           Il DAX ancora una volta prossimo a nuovi record storici. Il principale indice azionario tedesco ha toccato oggi per la prima volta nella sua storia un livello di 12.992,87 punti base, prima di ritracciare leggermente  che lo ha portato al giro di boa delle 13 .0 in area 12.979 punti, in rialzo dello 0,9% rispetto alla chiusura di ieri. e sempre più vicino all’cobiettivo dei 13 mila punti base. Mentre  una nuova call rialzista sull’azionario proviene Olgerd Eichler,  gestore di MainFirst Bank AG, cui fondo da 507 miliioni ha battuto nel 2017 la gran parte dei rivali, Secondo il gestore, i manager dei grandi fondi ingternazionali non hanno ancora mostrato verso la principale economia dell’area euro un grado di fiducia sufficiente. O almeno non tale da spingerli a pesare nella giusta misura nei loro  portafogli l’azionario tedesco. In un’intervista a Bloomberg e poi ha tra l’altro segnalato che nmonostante i continui record del principale indice francofortese (il DAX venderdì scorso ha raggiunto per la sedicesima volta in 6 mesi un massimo storico) il più grande ETF che traccuia l’azionario tedesco continua…

I 10 campioni del Dow Jones: tutti con generoso dividendo
News / 8 ottobre 2017

Da molti giudicato un indice meno “famoso” rispetto a S&P500 e meno affascinante del più tecnologico Nasdaq, forse non tutti sanno che all’interno del Dow Jones ci sono titoli solidi, con dividendi affidabili e che hanno fatto la storia dell’economia internazionale. Da molti giudicato un indice meno “famoso” rispetto a S&P500 e meno affascinante del più tecnologico Nasdaq, forse non tutti sanno che all’interno del Dow Jones ci sono titoli solidi, con dividendi affidabili e che hanno fatto la storia dell’economia internazionale. Aaron Levitt ci fornisce ben 10 esempi.   Verizon Communications Inc. (NYSE: VZ ) Il rendimento offerto dal gigante della comunicazione è del 4,7%. La società può contare sulla sua posizione leader nel settore wireless e sulla sua enorme forza di penetrazione nel mercato statunitense con 140 milioni di clienti. Tutto questo ha contribuito ad aumentare gli utili a sostegno del dividendo del 4,7%. Con il rallentamento del settore dei cellulari l’azienda ha spostato il suo interesse sul data minimg e sulla pubblicità digitale oltre che sulla strategia di acquisizione con la famosa operazione su AOL e Yahoo! che ha permesso a Verizon di creare un importante ecosistema di molteplici piattaforme digitali. International Business Machines Corp. (NYSE: IBM )…

Dopo il caos voli, Ryanair vede cadere una testa eccellente
News / 8 ottobre 2017

Era nell’azienda da trent’anni ed era arrivato, nel 2014, fino alla poltrona di direttore operativo. Sulla carta, il responsabile delle turnazioni errate che hanno costretto Ryanair a cancellare 20 mila voli da qui all’estate, lasciando a terra 700 mila passeggeri, era però lui, Michael Hickey. Le dimissioni sono state comunicate dalla compagnia low-cost tramite una nota e il successore verrà scelto nei prossimi giorni. Una selezione che coinvolgerà lo stesso Hickey, rimasto, per ora, nell’organigramma con un ruolo di consulenza. Il numero uno Michael O’ Leary, nondimeno, si è assunto di fronte agli azionisti la responsabilità di una vicenda che ha avuto un dirompente effetto collaterale: fornire ai piloti l’occasione giusta per rivendicare migliori condizioni contrattuali. La testa di Hickey, che era responsabile della gestione dei piloti e del personale di terra, è quindi un ulteriore segnale di apertura nei confronti dei dipendenti il giorno dopo le scuse rivolte loro da O’ Leary. La lettera di O’ Leary L’amministratore delegato di Ryanair ha inviato ai 4.200 piloti della compagnia low cost una lettera per cercare di ricucire lo strappo di fine settembre, quando, durante la riunione annuale della compagnia a Dublino, li accusò “di darsi troppa importanza e di essere pieni di sè”. In un passaggio…

Se pensate che i Big Data siano solo soldi facili per i giganti del web, sbagliate  
News / 8 ottobre 2017

 I big data rappresentano la nuova frontiera del business, ma anche della tecnologia e dell’innovazione. big data è un termine ricorrente ma che rischia di essere fuorviante. La traduzione letterale, ‘grandi dati’, fa pensare a un’enorme mole di dati utilizzabile per il business online. Questo è vero solo in parte, perché questa enorme quantità di dati non è sempre liberamente condivisa e disponibile per tutti. I dati generati dai telefoni, dalle carte di credito, dai pagamenti online, dalle tv contiene effettivamente un’impressionante quantità di informazioni: nomi, indirizzi e codici email, conti bancari, numeri telefonici, ma anche preferenze di acquisto, gusti, interessi personali, dati sulla salute. Si tratta di una massa di informazioni che non è facile da quantificare, perché ha superato l’ordine degli Zettabyte (10 alla 21esima byte), un numero teorico, per archiviare il quale occorrono strumenti e metodologie che non tutti hanno a disposizione. La rivoluzione dei big data e, in generale, il termine big data si riferisce proprio a cosa si può fare con tutta questa quantità di informazioni e quindi, in termini tecnologici, agli algoritmi capaci di trattare così tante variabili in poco tempo e con risorse computazionali adeguate.   No, i big data non interessano solo il settore dell’Information Technology…

Il “re” dei fondi, dalla Norvegia a un impero mondiale. Storia e segreti di un successo
News / 8 ottobre 2017

Dopo l’approfondimento sugli uragani, e quello dedicato al nucleare e alla bomba atomica, un nuovo long form di AGI sul fondo sovrano della Norvegia, il più ricco e potente del mondo. L’obiettivo non cambia: in questa serie di articoli cerchiamo di fare chiarezza, in modo semplice e il più esaustivo possibile, sui grandi temi di attualità. Come metodologia di lavoro abbiamo scelto di mettere in campo le competenze che stiamo sperimentando ormai da un anno nei campi del data journalism e del fact-checking. Quello che vi apprestate a leggere è dunque un approfondimento condotto in pool dai nostri giornalisti con i colleghi di Formica Blu (Elisabetta Tola e Marco Boscolo) e di Pagella Politica (Giovanni Zagni e Tommaso Canetta). L’articolo può essere letto dall’inizio alla fine, oppure, andando direttamente alle sezioni di interesse, cliccando sui titoli del sommario che trovate qui sotto. A questa inchiesta hanno collaborato anche Giandomenico Serrao e Alessandro Galiani della redazione economica di AGI   Contenuto realizzato in collaborazione con Eni.   Un’immensa ricchezza per pochi Fondi sovrani, i forzieri degli Stati Dalle foreste al petrolio L’estrazione amica dell’ambiente La differenza tra un Italiano e un norvegese Dalle piattaforme di oro nero alla Silicon Valley Lo shopping italiano   Un’immensa ricchezza per pochi Vale mille miliardi di dollari. È il fondo sovrano più ricco del mondo. Quello che consente ad appena cinque milioni e…