YNap in lieve rialzo. Per Jefferies può ancora fare strada
Finanza/Economia / 10 ottobre 2017

Il titolo ha recuperato il calo di venerdì scorso, sostenuto dal giudizio bullish del broker. La seduta odierna è stata speculare a quella di venerdì scorso per YNap che, dopo aver ceduto circa lo 0,3% prima del week-end, oggi è salito dello 0,27% a 32,94 euro, con circa 350mila azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco più di 800mila pezzi. YNap è finito oggi sotto la lente di Jefferies che lo ha confermato nella sua franchise picks list, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 40 euro. Il broker ritiene che YNap offra un modo unico per puntare sulla crescita del lusso online e l’idea è che il titolo sia ancora sottovalutato, malgrado il rally messo a segno di recente.   fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Saipem chiede 70 mln di danni alla Sogin. La view di Equita
Finanza/Economia / 10 ottobre 2017

Per gli analisti sono da valutare le tempistiche del contenzioso, ma anche in caso di esito positivo l’impatto per Saipem sarebbe limitato. Ancora una seduta in rosso per Saipem che, dopo aver ceduto quasi due punti percentuali venerdì scorso, ha perso terreno anche oggi. Il titolo si è fermato a 3,584 euro, con un calo dello 0,44% e circa 5,5 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 6,6 milioni di pezzi. Secondo Il Corriere della Sera, Saipem ha deciso di portare la Sogin in tribunale e ha chiesto 70 milioni di euro di risarcimento danni. La Sogin è una società controllata al 100% dal Ministero del Tesoro e si occupa dello smantellamento del “vecchio” nucleare italiano. Ci sono 2 contratti contestati che riguardano la “solidificazione” dei rifiuti radioattivi di Saluggia (VC) e di Rotondella (MT). Nel 2012 la Sogin assegna l’appalto per il Cemex (questo il nome dell’impianto da edificare) a un gruppo di imprese di cui Saipem è capofila. Approvato nel 2015 il progetto, la messa in servizio del Cemex era imposta dalle autorità di controllo per giugno 2019. Più per ragioni burocratiche che sostanziali si apre un contenzioso, che malgrado…

Schäuble: Whatever it takes
News / 10 ottobre 2017

Schäuble dixit: “Whatever it takes”. Tutti ricorderanno questa celebre frase di Mario Draghi nel 2012 prima di avviare le politiche espansive salva Euro. A poche settimane dal probabile saluto di Schäuble alla squadra di Governo di Angela Merkel, lascia la sua eredità usando le parole di Mario Draghi, ma con finalità opposte… Schäuble vanta una storia politica decennale nella vecchia CDU al fianco di Kohl, nel tentativo non chiaro di prendere il suo posto involontariamente lascia tutto nelle mani della Merkel. La Germania in Europa ha da sempre elaborato piani e strategie ed usato tutte le armi per raggiungerle. Da sempre contraria al QE in realtà è risultata tra i principali beneficiari fino a questo momento: – euro debole, toccasana per l’export; – debito pubblico ipercontrollato in grado di liberare risorse per gli investimenti. L’unico svantaggio è stato il basso margine per le banche. Ma le riserve e le speculazioni sui derivati in pancia alle banche tedesche, mai discussi in sede di BCE a differenza degli NPL italiani, benchè i rischi derivanti siano paragonabili se non peggiori, hanno aiutato le banche tedesche a reggere l’onda d’urto. Anche se molti scandali sono usciti (si veda Deutsche Bank) ed il rischio vendita per Commerz…

Pensioni: aumento a 67 anni rinviato a dopo le elezioni
News / 10 ottobre 2017

ROMA (WSI) – Dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni, con un aumento di 5 mesi e questo per effetto dell’aumento della vita media degli italiani. I sindacati sul piede di guerra hanno più volte chiesto al governo di intervenire  e modificare in questo senso la riforma Fornero che ha aumentato l’età pensionabile e dopo vari tira  e molla sembra che ci sia la speranza di bloccare tale adeguamento. Il Ministero dell’economia pronto a varare il decreto che prevedeva l’aumento dell’età per andare in pensione, sembra che stia tornando sui suoi passi. Nonostante il presidente dell’Inps Tito Boeri ha bocciato tale stop soprattutto perché non ci sono le risorse sufficienti per farlo. Le ragioni dei contrari all’aumento dell’età pensionabile sono tre, due tecniche e una politica come scrive Il Giornale. “Innanzitutto la crescita dell’aspettativa di vita non è più così lineare, tanto che nel 2015 si è registrata una lieve diminuzione per la prima volta da quando si registra il dato. Seconda obiezione, sollevata da due ex ministri di tendenze opposte quali Maurizio Sacconi (governo Berlusconi) e Cesare Damiano (esecutivo Prodi), l’automatismo è un principio giusto, ma se si somma allo scatto dell’età pensionabile previsto dalla riforma Fornero,…

Stress test Bce: banche promosse con riserva
News / 10 ottobre 2017

FRANCOFORTE (WSI) – La risposta è stata positiva ma con qualche riserva da parte delle banche europee agli stress test condotti dalla Bce sui tassi di interesse. Sono appena stati rilasciati infatti gli esiti della simulazione condotta dalla banca centrale guidata da Mario Draghi su 111 dei principali istituti di credito dell’area euro, quelli sottoposti alla vigilanza delle autorità di controllo. Le attese della vigilia sono state confermate: 60 delle banche scrutinate hanno ricevuto il voto più alto (uno o due su quattro), mentre in 34 hanno ottenuto il voto mediocre di ‘3’ e 17 un ‘4’. I risultati così ottenuti aiuteranno la Bce a determinare il livello adeguato di capitale che ogni banca deve detenere per premunirsi in caso di shock futuri. Si è trattato di un banco di prova importante per la Bce in vista di una riduzione o per lo meno di una modifica della sua politica monetaria accomodante dopo anni di tassi bassissimi e progammi di massicci acquisti di obbligazioni. Si tratta di una valutazione del sistema nel suo complesso e un esame della sua tenuta in caso di condizioni difficili future, ma non un giudizio di bocciatura o promozione dei singoli istituti. Ebbene, secondo la…

Prima del rialzo dei tassi, questo investimento “funziona sempre”
News / 10 ottobre 2017

C’è un investimento che, a due mesi da un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre, offre un ritorno medio superiore al 10%, nel 100% dei casi: è quanto afferma uno strumento analitico messo a punto dall’hedge fund Kensho, che ha riconosciuto questa “regola” sulla base di un’analisi storica dal 2004 a oggi. Il settore che beneficia di più del periodo antecedente al rialzo di fine anno è quello finanziario, anche se non è il solo (grafico in basso). Si tratta di un aspetto di particolare interesse ora che il consenso degli analisti dà quasi per certo un rialzo dei tassi Fed a dicembre, con una probabilità del 90% (dati da FedWatch, Cme).   I rialzi dei tassi nel mese di dicembre, dal 1990 a oggi sono avvenuti di rado, appena quattro volte. Ora che la crescita dei salari sembra consolidata negli Stati Uniti, il mercato si aspetta che la Fed proceda proprio in questa direzione. Che il rialzo dei tassi in questo periodo dell’anno sia determinante per le azioni del settore finanziario lo testimonia il fatto che il settore cresce solo nel 62% dei casi a due mesi da un rialzo dei tassi includendo quelli avvenuti anche negli altri mesi,…

El-Erian: gli shock maggiori che potrebbero deragliare corsa mercati
News / 10 ottobre 2017

Mohamed El-Erian ha messo in fila i fattori che potrebbero causare uno shock sui mercati finanziari e deragliare la fase di rialzi record in atto. Il consulente economico di Allianz è particolarmente preoccupato per la situazione di crisi in Corea del Nord e per un possibile sbaglio commesso dalle autorità di politica monetaria. Secondo l’ex Ceo di Pimco, il maggiore fondo obbligazionario al mondo, gli investitori sono stati spinti erroneamente a credere che le banche centrali saranno sempre lì ad appoggiarli e aiutare le Borse. Ma con la fine dell’era dei tassi ultra bassi non sarà più così. Le aspettative di una “ripresa economica sincronizzata” non sono ancora abbastanza robuste da garantire un ulteriore incremento dei prezzi degli attivi di Borsa, secondo El-Erian. Il problema è che i mercati sono diventati con facilità troppo compiacenti e la gente sta prendendo rischi eccessivi non giustificati. “C’è bisogno di un forte shock o di una serie importante di shock per deragliare la corsa del mercato. Questo mercato non viene destabilizzato facilmente”, ha dichiarato l’esperto ai microfoni dell’emittente americana CNBC. Citando gli shock potenziali da temere maggiormente El-Erian mette la minaccia nucleare della Corea del Nord in cima alle preoccupazioni. In particolare l’ex gestore di…

Alert Fmi: debito famiglie un pericolo per Pil UK
News / 10 ottobre 2017

Il debito privato in mano alle famiglie, dal 2008 al 2016 è salito in maniera pressoché costante, tanto nei paesi in via di sviluppo, tanto nelle economie avanzate. Un capitolo del Global financial stability report del Fondo monetario internazionale mette in guardia sul fatto che, dati questi livelli d’indebitamento, “uno choc economico improvviso, come un crollo dei prezzi immobiliari, può innescare una spirale di default sul credito che scuoterebbe le fondamenta del sistema finanziario”. Secondo l’autore del capitolo, Nico Valckx, la crisi finanziaria avrebbe potuto far pensare a maggiore prudenza da parte delle famiglie intenzionate a prendere in prestito, “sorprendentemente, invece, non è andata così. Dal 2008 il debito delle famiglie come proporzione del Pil è cresciuto significativamente in un campione di 80 Paesi. Fra le economie avanzate il debt ratio mediano è passato al 63% sul Pil dal 52% del 2008. Fra le economie emergenti è cresciuto al 21% dal 15%”. La probabilità di una crisi bancaria, scrive il Fmi, è associata ai livelli di indebitamento delle famiglie in crescita. Lo studio del Fondo ha mostrato che una crescita di 5 punti percentuali del rapporto sul Pil del debito delle famiglie, su base triennale, si traduce un declino del…

Lotteria degli scontrini congelata: rischio flop
News / 10 ottobre 2017

ROMA (WSI) – E alla fine la piccola rivoluzione per ora può attendere. Dal 1° gennaio non partirà la tanto famosa lotteria degli scontrini, lo strumento che avrebbe spinto i cittadini a chiedere scontrini ai commercianti per poter partecipare ad una vincita a premi, il tutto con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale. Perché non si farà?  A curare il software e la piattaforma per la lotteria doveva essere la Sogei, società del ministero dell’Economia e delle Finanze deputata anche alla cura dello spesomtro. In questi giorni però lo spesometro ha fatto cilecca con la scoperta di un buco telematico che ha permesso a chiunque di consultare e modificare i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate. Un pasticcio che ha mandato in tilt il sistema e bloccato tutto costringendo così, a seguito delle proteste dei commercialisti, ad una proroga per ora fissata al 16 ottobre. Un pasticcio che rischiava di presentarsi anche con la lotteria degli scontrini visto che la società chiamata a occuparsene è la stessa Sogei, anche se come ipotizza Il Corriere della sera forse dietro cera ben altro. “La lotteria sarebbe stato il primo esempio di quel contrasto di interessi che molti considerano l’arma più efficace contro l’evasione fiscale,…

Una truffa da 21 mila miliardi del governo ai danni dei contribuenti
News / 10 ottobre 2017

Già nel 2016 era emersa la mega truffa governativa ai danni dei contribuenti americani. Secondo un’esamina dell’ispettore generale del Dipartimento della Difesa riportata da Reuters le pratiche di calcolo di bilancio erronee del Pentagono hanno provocato una perdita di 6.500 miliardi di dollari nel solo anno 2015. Quasi la metà della somma, 2.800 miliardi, è andata in fumo in un solo trimestre. Per giustificare gli adeguamenti di bilancio e creare l’illusione di avere i conti in ordine, secondo Reuters, l’esercito ha falsificato i numeri o forse “si è inventato di sana pianta i numeri”. Il dipartimento della Difesa non ha fornito i documenti e le fatture a supporto dei numeri comunicati in sede ufficiale. Non è la prima volta che il Pentagono è stato colto in fallo gestendo male i soldi dei contribuenti americani e un nuovo report accademico, che porta la firma del professore di Economia della Michigan State University Mark Skidmore e dell’ex assistente del segretario di Stato dell’immobiliare Catherine Austin Fitts, fa luce sul fenomeno. Esaminando i bilanci del dipartimento della Difesa e del dipartimento dello Sviluppo Urbano e Immobiliare si scopre che tra il 1998 e il 2015 la somma falsificata è esorbitante: 21 mila miliardi di soldi dei contribuenti sono…