Bund, i riferimenti fino a domani
Finanza/Economia / 11 ottobre 2017

Fissiamo un target a 162.03/05 e nuovi supporti a 161.34/37 e 160.80/83. Fissiamo un target a 162.03/05 e nuovi supporti a 161.34/37 e 160.80/83. Apriamo posizioni al rialzo (=long) a mercato ed in caso di arretramenti a 161.01 tra oggi e domani [quota mentre scriviamo 161.49]. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 160.80. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Piazza Affari sottoperforma: come da attese…
Finanza/Economia / 11 ottobre 2017

Un po’ tardivamente, Piazza Affari sperimenta un (timido) rimbalzo, che non neutralizza però l’acquisita negatività, seppur di breve periodo. Un po’ tardivamente, Piazza Affari sperimenta un (timido) rimbalzo, che non neutralizza però l’acquisita negatività, seppur di breve periodo. Occorrerà qualche ulteriore sforzo, nel caso, per ripristinare l’uptrend su base giornaliera. Resta ferma la tendenza benigna inaugurata lo scorso autunno, e così ben supportata dalla coppia di medie mobili di cui in tutti questi mesi abbiamo apprezzato il funzionamento. Non sarà sfuggito tuttavia come, da un paio di settimane a questa parte, l’indice MIB abbia sottoperformato gli omologhi europei. Non a sorpresa, peraltro: il differenziale di performance annuale fra il benchmark della borsa italiana, e l’Eurostoxx50, ha toccato i +20 punti percentuali all’inizio della terza decade di settembre: una lettura estrema, sperimentata soltanto altre due volte dal 2000 ad oggi; ed evidentemente speculare rispetto ai -20.3 punti di spread conseguiti esattamente un anno prima. Quando si ponevano le basi per la risurrezione di Piazza Affari. Ciò impone una certa attenzione ai rapporti di forza. Il rapporto MIB/SX5E è uscito dal downtrend a fine novembre dello scorso anno, segnalando l’opportunità di sovrappesare la borsa italiana. Questa condizione non è venuta meno, ma…

Bond oggi: dopo il crash della lira turca che fare?
Finanza/Economia / 11 ottobre 2017

Vendere anche se in perdita? Sì se si rompessero certi livelli. Passare su altre divise? Oggi non conviene. Acquistare? Solo con piccoli piani di acquisto.  L’analisi tecnica è stata sbaragliata dalla violenza dei fattori politici. Le tensioni fra Usa e Turchia, sfociate in un vero e proprio scontro, con il blocco del rilascio di visti da parte di entrambi i Paesi, hanno avuto effetti devastati per la lira, con un’accentuazione della rincorsa ai minimi storici. Gli stessi operatori specializzati su questa valuta considerano la situazione molto pesante, soprattutto per i possibili impatti che avrà sull’economia di Ankara e dintorni. Il motivo di maggiore preoccupazione non sta tanto nel cambio quanto in una bilancia commerciale fortemente in rosso, con un trend in peggioramento, compensato solo ad agosto dalle entrate turistiche, e in un’inflazione che torna sopra l’11% su base annua, dopo i segnali di miglioramento di fine primavera. Obbligazionisti bloccati Molti trader e investitori italiani – da sempre esposti su questa valuta – si trovano immobilizzati su obbligazioni in lire turche a elevata cedola ma con significative perdite in conto capitale. Le possibilità che hanno sono varie, senza però una risposta definitiva.  Vendere – La volatilità delle ultime 24 ore è…

Crisi finanziaria globale, i timori di Wolfgang Schäuble
Finanza/Economia / 11 ottobre 2017

Schäuble avrà a che fare con non pochi problemi, visti i seggi conquistati dall’AfD nelle ultime votazioni tedesce. Abbiamo sottolineato più volte il timore di cadute dei mercati dovute ai mercati iperdrogati, in un’intervista al Financial Times, Wolfgang Schäuble, che ha guidato una delle più grandi economie mondiali negli ultimi otto anni, ha dichiarato che c’è il pericolo di “nuove bolle” che potrebbero formarsi proprio a causa dei trilioni di dollari che le banche centrali hanno pompato nei mercati. Nell’intervista, il ministro tedesco ha difeso l’austerità, osservando che la parola è in senso stretto un modo anglosassone di descrivere una solida politica finanziaria, che non necessariamente vede maggiori deficit come una cosa buona. Per quanto riguarda l’eurozona Schaeuble, che presto lascerà il ministero per andare a presiedere il Bundestag, ha ricordato che l’obiettivo chiave dell’area di moneta unica è quello di ridurre i rischi, ancora troppo elevati e pensare ai bilanci delle banche in molti Stati membri dell’Ue. Insomma, ha concluso che l’Europa deve assicurarsi di essere in grado di essere resiliente abbastanza se dovesse affrontare una nuova crisi economica perché non ci sarà sempre una fase economica così positiva come quella di adesso. Gli economisti di tutto il mondo…

Per lo S&P un rialzo lineare: senza scossoni, ne’ drawdown
Finanza/Economia / 11 ottobre 2017

Dieci anni fa, di oggi, lo S&P500 realizzava il suo massimo storico, destinato a precedere uno dei collassi più drammatici della storia borsistica americana e mondiale. Dieci anni fa, di oggi, lo S&P500 realizzava il suo massimo storico, destinato a precedere uno dei collassi più drammatici della storia borsistica americana e mondiale. Un’era geologica fa. Oggi le piazze azionarie globali valgono complessivamente 87 trilioni di dollari, pari al 111% del PIL del pianeta Terra. Lo S&P500 da quel massimo si è migliorato ulteriormente del 60%; il MSCI ACWI molto meno: appena il 13%, pari ad un tasso di crescita annualizzato del +1.2%, in dieci anni. Poca roba davvero, altro che euforia. Le modalità di questo bull market esaltano chi vi ha partecipato, urtano non poco chi è rimasto a guardare. A Wall Street un bear market manca da 3132 giorni, da 602 giorni non si registra una correzione, da ben 465 sedute non si vede un consolidamento anche soltanto del 5%. Nel Rapporto Giornaliero di oggi ci occuperemo in dettaglio delle implicazioni prospettiche di questa crescita: lineare, senza drawdown degni di nota. I precedenti, dati alla mano, non mancano: 15 casi, dal 1950 ad oggi. Nel frattempo però facciamo i…

La top ten dell’arte italiana nelle aste di Londra
News / 11 ottobre 2017

Le aste di arte contemporanea italiana sono andate in scena a londra il 5 e 6 ottobre, Sotheby’a ha presentato la sua in Context Italian Art, mentre Christie’s, Thinking Italian. In occasione della Frieze Week e come le precedenti Italian sale, Sotheby’s e Christie’s hanno presentato ai grandi collezionisti mondiali le meraviglie dell’arte italiana del dopoguerra. Bene Christie’s, “Thinking Italian” si è conclusa con due nuovi record e un fatturato totale di oltre 32,1 milioni di sterline, buoni i tassi i venduto, 81% in termini di numero di lotti aggiudicati e del 88% in termini di valore dei lotti. Sotheby’s invecie ha riportato risultati meno brillanti nella serata londinese del 5 ottobre, probabilmente non ha esaltato il nuovo format, che prevedeva un catalogo nel quale convivevano opere Made in Italy con grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale. Il fatturato totale dell’asta si è fermato a 18,4 milioni, ma la vera sorpresa sono stati gli scarsi tassi di venduto, 68.9% per lotto e 74.8% per valore. Ma veniamo alla top ten delle opera aggiudicate nelle due aste londinesi: Casa D’asta Artista Opera Anno Aggiudicazione Stima Christie’s Lucio Fontana Concetto spaziale, In piazza San Marco di notte con Teresita 1961 10.021.250 8,000,000 –…

Friendz, gli italiani si informano dalle fonti giudicate meno affidabili
News / 11 ottobre 2017

Gli italiani tendono a informarsi con maggiore frequenza presso le fonti di informazione che, a loro stesso parere, ritengono meno affidabili: è questo il paradosso che emerge dai risultato di un sondaggio compiuto dalla web community Friendz e compiuto su un ampio campione di oltre 160mila persone dotate di accesso a Internet e utilizzatrici della omonima app. In generale, è proprio il web l’accesso più utilizzato per raggiungere le informazioni: per il 64% del campione è la prima fonte, davanti a tv (32%), radio (4%) e quotidiani (2%). All’interno della fetta che usa principalmente Internet per informarsi, il 53,2% dichiara che la fonte utilizzata più spesso sono i social network. È curioso notare come, sebbene solo due intervistati su 100 li utilizzino come più frequente accesso alle informazioni, sono i quotidiani a essere giudicati come i più attendibili, pur con un voto appena superiore alla sufficienza (6,1, vedi tabella sotto riportata); al contrario, i ben più popolari social network sono ritenuti la fonte meno affidabile (voto: 4,1). La televisione, sebbene meno popolare di Internet nel campione di Friendz, è ritenuta più affidabile, con un voto vicino alla sufficienza (5,9), rispetto ai siti online (5,2). Questi ultimi, all’interno della quota di intervistati che…

Nobel Economia Thaler: “volatilità minuscola in Borsa è sconcertante”
News / 11 ottobre 2017

Nemmeno il fresco premio Nobel dell’Economia, che è riuscito a dimostrare come le caratteristiche umane come i limiti della razionalità e le preferenze sociali influenzino le decisioni individuali e gli orientamenti dei mercati, sa spiegarsi come mai la volatilità rimanga così bassa in Borsa e come mai i mercati finanziari siano così assuefatti. “La volatilità minuscola in Borsa è sconcertante” e pertanto rende nervoso l’economista 72enne Richard Thaler.  “Il mercato azionario che sembra dormiente – ha detto il professore premiato per i suoi studi sulla teoria comportamentale – è qualcosa che non riesco a spiegarmi e che ha colto la mia attenzione”. Nulla sembra più preoccupare i mercati finanziari e deragliare la corsa dei prezzi, nemmeno le tensioni politiche e geopolitiche, È un fatto sconcertante, secondo il professore dell’Università di Chicago. Gli investitori sono “surgelati” e non sono innervositi nemmeno dai problemi politici Usa dove Donald Trump fa fatica a imporre la propria agenda economica. “Gli psicologi hanno parlato a lungo del fatto che i trader sono congelati oppure vanno di corsa (“freezing” o “running”), e ora pare che siano in modalità congelamento“. Per quello che sappiamo la base del partito Repubblicano non è interessata a un accordo bipartisan sulla riforma…

“Boom Bitcoin ha giorni contati, resterà solo la tecnologia”
News / 11 ottobre 2017

Il boom del Bitcoin ha i giorni contati. Ne è convinto l’economista di Harvard Kenneth Rogoff secondo il quale i prezzi della moneta digitale “crolleranno” sotto il peso della crescente pressione regolamentatrice da parte dei governi. “La mia migliore ipotesi al momento è che nel lungo periodo la tecnologia sottostante crescerà, ma le quotazioni subiranno un collasso”, ha detto Rogoff in un articolo per The Guardian e Project Syndicate. Da inizio anno, il prezzo del Bitcoin è salito del 365 per cento, superando anche il livello di 4.905 dollari, il 2 settembre. Sui mercati oggi le quotazioni hanno subito una sorta di flash crash dopo che la Russia ha proposto di mettere al bando le piattaforme di scambio di Bitcoin. La moneta digitale e le sue principali concorrenti operano su piattaforme crittografate chiamate blockchains in cui le transazioni sono anonime e non sono gestite da un’autorità centrale e quindi fuori dal controllo delle banche centrali. Rogoff è convinto che, in futuro, gli sforzi dei governi per frenare le valute virtuali potrebbero eventualmente contribuire a diminuire l’interesse speculativo in questo asset. “La storia ci insegna che se il settore privato innova, lo Stato a sua crea le regole e approva”, ha detto l’economista, aggiungendo che: “Non ho idea di dove il prezzo…

Barnier: “Dov’è la palla? Brexit non è un gioco”
News / 11 ottobre 2017

“La Brexit non è un gioco”, è con questa lapidaria risposta che il responsabile Ue per i negoziati sul recesso del Regno Unito ha risposto ai cronisti che gli chiedevano “in quale parte del campo è la palla”. La metafora è fra le più abusate ora che, di fatto, ci si chiede se a fare la prossima concessione nelle trattative siano i britannici o gli altri Paesi europei. Nel frattempo, questo martedì ha visto impegnati in un pranzo di lavoro lo stesso Barnier con l’omologo David Davis, in un incontro che è stato definito “buono” e “costruttivo” dal responsabile Ue. Ciononostante il governo britannico, sembra prepararsi all’eventualità che un compromesso, un accordo di uscita “morbido”, non venga mai raggiunto. Le posizioni di Londra, in particolare, sarebbero particolarmente distanti sul nodo del “conto sul divorzio”, che per il quale l’Ue richiede svariati miliardi di euro in nome del danno finanziario che il budget comunitario subirà con il recesso britannico. Com’è noto i tempi dell’addio sono l’unica vera certezza, con la decadenza dei trattati che legano il Regno Unito all’Unione Europea fissata per il marzo 2019. In seguito alla riunione di Theresa May con il suo gabinetto, un portavoce del primo ministro…